Categoria: Cucina

Ricette di Natale, menu di Natale, idee cucina Natale

La tisana… della Befana!

Tisana della befana

La tisana vien di notte… e poi? Cosa fa durante l’anno?
Rammenda calzette, prepara dolcetti, si riposa sulla sedia a dondolo, legge, scrive pozioni e incantesimi che mai userà e beve tè e tisane.
Vuoi una sua ricetta? Eccola! Ce l’ha svelata in cambio di un vasetto di caramello   (la Befana è molto golosa!)

La tisana della Befana: ingredienti

riso integrale
zenzero in polvere
chiodi di garofano
scorza d’arancia grattuggiata o scorze secche.

Fai tostare il riso integrale in una padella e mettilo in una tazza.
Aggiungi un pizzico di zenzero, un chiodo di garofano, la scorza del limone.
Versa l’acqua bollente e lascia in infusione per 5 minuti.
Filtrare e addolcire con un cucchiaino di miele o di sciroppo d’acero.

 

Pandolce. La magia d’amore di una fata

Pandolce ricetta

La favola del pandolce inizia con una fata. E una ricetta

Come è nato il pandolce
Tanti tanti anni fa, tra le radure di un bosco misterioso, in Francia, viveva la fata Melusina.
Era fuggita dal Castello dei Lusignano, dopo il terribile tradimento di suo marito, il conte Raimondo.
Nonostante amasse con tutto il cuore la fata, non era riuscito a resistere alla tentazione di infrangere l’unica regola che gli aveva dato la consorte: non guardarla quando era sabato. Una volta a settimana infatti le sue gambe diventavano la coda di un enorme serpente d’acqua, tradendo le sue origini marine.
E lei, che era scappata dagli abissi per seguire questo amore impossibile, aveva accettato dal mare l’incantesimo che l’avrebbe trasformata in donna, ma solo per 6 giorni la settimana.

Piena di vergogna e di tristezza per quello che Raimondo aveva fatto, scappò nelle foreste impenetrabili che circondarono il castello e decise di vivere lì, come un’eremita. Ma il cuore buono di fata fece sì che continuasse ad amare il marito che aveva abbandonato e che aveva tradito la sua fiducia.

E per dimostrargli il suo sentimento, senza farsi tuttavia vedere, preparò per lui un pandolce pieno d’amore.

Il Pandolce della fata
Prese 300 grammi di farina bianchissima, 120 grammi di zucchero leggero, 100 grammi di burro freddo, due cucchiai del miele più dolce, due uova rubate alla gallina più grande, un bicchiere di latte freschissimo, delle mandorle senza pelle che aveva tritato finemente e un pizzico di sale, colato assieme alle sue lacrime.
Impastò tutti gli ingredienti, aggiunse il lievito e attese che si facesse sera. Lo cosse poi per 40 minuti a una temperatura di 180° e lasciò che la brina della notte ne imbiancasse la superficie.

Quel sabato Raimondo, appena sveglio, trovò il pandolce incantato. Era posato sul davanzale della sua finestra ed emanava un sapore irresistibile. Al primo morso capì che lo aveva cucinato Melusina ed ebbe il cuore pieno per sempre. Era così dolce sapere che la fata lo amava ancora!

 

La focaccia della Befana

focaccia della befana

La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte

Un po’ strega, un po’ fata, è così occupata a pensare ai nostri dolci che le resta davvero poco tempo per sé. Del resto raccogliere mandarini, cioccolata, frutta secca e carbone in abbondanza è davvero difficile. Fortuna che può contare sull’aiuto della sua scopa volante e di un amico speciale.

Non è un segreto infatti che Babbo Natale e la Befana si dividano i compiti da tanti anni per far sì che la grande festa aperta dal Natale si chiuda nel più dolce dei modi. Alcuni aiutanti di Babbo Natale, ormai in vacanza, si dedicano proprio alla preparazione del più dolce dei carboni.
Altri invece, preferiscono coccolare i bambini più buoni con cioccolatini dal cuore cremoso.

La Befana invece, prepara un’antica focaccia

Morbida, dolce e croccante, pronta a sciogliersi nella bocca dei più buoni. In questi giorni a Torino, la possiamo trovare in tante panetterie, affezionate all’antica preparazione di questo dolce. Ma farlo in casa è semplice e potremo cucinarlo per lasciarne una piccola fetta per la Befana. Sì, proprio come il latte e i biscotti per Babbo Natale.

Ingredienti: 1 kg di farina per pizza, un bicchiere di latte, 2 etti e mezzo di burro, 3 etti di zucchero, 2 uova, 3 gr di lievito di birra fresco, un cucchiaio di barolo chinato, buccia di limone.

Procedimento: Fate sciogliere il lievito nel latte, amalgamate tutti gli ingredienti e impastate fino a raggiungere un composto omogeneo. Lasciate lievitare per circa 3 ore. Stendete l’impasto su una teglia imburrata, cospargetelo di zucchero e infornate a 200° per circa 20 minuti. Servitela tiepida.

E se volete rispettare la tradizione della befana, inserite una fava nell’impasto. Si dice che il commensale che riceve la fetta di focaccia con la fava, ne dovrà offre un’altra. E allora, perché non preparare già un foglio con questa ricetta? Lo consegnerete all’ospite fortunato.

 

Tronchetto di Natale con panettone

Tronchetto di Natale con panettone

Quando si avvicina il Natale il Panettone in casa non manca mai! Motivo in più per provare questa ricetta dolcissima, che piacerà a tutti!

 

tronchetto di natale panettone con decorazioni di zuccheroGli ingredienti per il tronchetto a natale con il Panettone: 3 fette di panettone, 200g di crema al mascarpone (montate2 uova, 250g di mascarpone, 65g di zucchero), un cucchiaio di crema di nocciole, un cucchiaio di caffè. Bagnate le fette di panettone con latte e caffè, spalmate la crema e poi arrotolate aiutandovi con della pellicola.
Bisogna lasciare riposare il rotolo in frigo per una notte in modo che rimanga bello solido. Poi copritelo con la crema  avanzata alla quale potete aggiungere una ganache al cioccolato per rendere il colore più vicino a quello del tronco di un albero. Decorate e servite!

Lusserkatter: la ricetta svedese dei dolci di Santa Lucia

 

Dolci svedesi per Santa Lucia

Si mangiano di solito nel giorno di Santa Lucia, i Lussebullar sono tipici dolcetti svedesi del periodo di Natale. Ecco la ricetta!

Una specie di pane dolce allo zafferano che si preparano a Santa Lucia e in tutto il periodo natalizio.
La parola Lussekatter viene associata al nome di Lucia, ma in reatà di Lucifer, il diavolo. Secondo la credenza a Natale il diavolo, sotto le sembianze di gatto (katter) picchiava i bambini, mentre Gesù bambini regalava i dolci. Per tenere lontano il diavolo i dolci venivano colorati di giallo con lo zafferano, per contrastare le tenebre della notte.

Ci siamo fatti dare la ricetta da una signora, proprietaria di un piccolo bed and breakfast fuori Stoccolma. Che li ha sfornati per noi proprio questa mattina.

La ricetta originale dei Lusserkatter svedesi

Ingredienti:

50g di lievito per impasti dolci
200g di burro
500g di latte (per un impasto più morbido mettere un 20% di acqua al posto del latte)
2 g di zafferano
170g di zucchero
1kg di farina
una manciata di uva passa per gli occhietti dei gatti
1 uovo per spennellare

Preparazione

  • Sbricolare il lievito
  • Mescolare il latte con il burro fuso. Scaldarlo a circa 35° (se ci mettete il dito non dovete scottarvi)
  • Versare una piccola parte di latte tiepido sul lievito e scioglietelo
  • Aggiungere al resto del latte lo zafferano e lo zucchero
  • Mescolare il lievito e poi aggiungere tutto il liquido alla farina e fare un impasto morbido
  • Fate lievitare almeno 3 ore. Non aumenta molto di voluta ma abbastanza
  • Riprendere l’impasto, reimpastarlo un po’ e poi create i “gattini”
  • Basta fare delle palline, trasformali in bruchetti e poi dategli la forma che vedete in foto
  • Mettete gli “occhietti” di uva passa
  • Spennellate con l’uovo sbattuto
  • Infornate a 200° per circa 8/10 minuti
  • Lasciate raffreddare sotto un tovagliolo per non far andare via tutta l’umidità.Potete conservarli in un sacchetto di plastica o congelarli.

Tè autunnale: tè rosso, cannella, scorza di arancia…

Te autunnale

Tè rosso autunnaleLe giornate si sono fatte fredde e non c’è niente che scalda il cuore e toglie i brividi come un buon té caldo: abbiamo la nostra ricetta per un tè autunnale, vuoi provarlo? 

Questa è la nostra ricetta per un tè autunnale che ti scalderà nei pomeriggi freddi e nebbiosi di Novembre. Un tè caldo, rosso, con qualche nota di spezie natalizie come piace a noi!
La ricetta è semplicissima, ma la particolarità è l’uso di questo tè, il roiboos, detto anche tè rosso africano, o redbush: un infuso ricavato dalle voglie dell’omonima pianta che cresce solo in Sudafrica. Cosa rende questo tè così speciale? Intanto non contiene caffeina… quindi potete berlo in qualsiasi momento della giornata e poi è ricco di diverse sostanze naturali importante per il tuo corpo, dalla vitamina C al magnesio, il ferro e altre. E’ anche leggermente dolce, quindi puoi non zuccherarlo.

Ricetta te autunnale

Roiboos
Stecche di cannella
Qualche chiodo di garofano
Scorza d’arancia
Un cucchiaino di miele

Buon pomeriggio!

Carols by Candlelight (Santa va al Polo Sud)

Natale in australia - Pavlova

Blitzen ci racconta di quando sono atterrati con la slitta in Australia, ecco come si festeggia il Natale durante l’estate australiana

Arrivai a Melbourne la notte della vigilia, richiamato dai canti che sentivo in lontananza. Certo mi colpì il caldo serale di quell’estate australiana scoppiata nel bel mezzo delle vacanze natalizie. I bambini felici, più che mai, si godevano la fine della scuola, le vacanze estive e il natale, un bel bottino, non c’è che dire. Avevo portato anche io la mia candela, perché qui, in centro, come ogni anno tutti avrebbero portato la loro per accogliere il Natale cantando assieme. Dal 1937 infatti, nell’elegante Sydney Myer Music Bowl della capitale del Victoria, la notte della vigilia di Natale la gente porta con sé cestini da picnic per rilassarsi sull’erba in attesa del “Carols by Candlelight”. Mi ero ripassato le parole delle canzoni Silent night, Let It Snow, Let it Snow, Let it Snow, White Christmas, Jingle bells e We Wish You a Merry Christmas, per non essere la solita voce fuori dal coro, ma non andò come pensavo. Tra un assaggio e l’altro di Paylova, un dolce natalizio preparato con fragole, frutto della passione e panna montata… un coro di cantanti professionisti iniziò a offrirci uno spettacolo meraviglioso. Canti tradizionali, gospel ed esercizi stilistici riempivano l’aria, era una di quelle sere in cui è bello ascoltare. Qualcuno sull’erba però, iniziò a cantare in autonomia canzoni strane come “Santa va al polo sud” o “Australiani facciamo il barbecue…”, ma la confusione era troppa e non sono riuscito a capirne il testo. Ho invece approfondito l’argomento della Pavlova, che si prepara così:

Natale in Australia: la ricetta della Pavlova

Ingredienti meringa: 6 albumi, 250 gr zucchero, un cucchiaio di aceto di mele, un pizzico di sale, 15 gr maizena, un cucchiaino di estratto di vaniglia, 2 gr di cremo tartaro

Per guarnire: 30 gr zucchero, 150 gr fragole, 1 kiwi, 80 gr mirtilli, 80 gr lamponi, 300 ml panna fresca liquida, 3 frutti della passione

Preriscaldate il forno a 250° e iniziate a preparare la meringa prendendo le uova a temperatura ambiente e dividendone gli albumi dai tuorli. Con le fruste di uno sbattitore montate a neve gli albumi aggiungendo il sale quindi, sempre sbattendo, unite il cremor tartaro e l’estratto di vaniglia. In una ciotola a parte unite lo zucchero alla maizena e aggiungete il composto alle uova un cucchiaio alla volta, mentre le fruste sono ancora in funzione e finché gli ingredienti non saranno tutti amalgamati. Infine aggiungete l’aceto in un paio di volte. Dovrete ottenere un composto cremoso e sodo che andrete a spalmare su di una leccarda foderata con un foglio di carta forno, formando un disco piuttosto spesso dai bordi leggermente rialzati. A questo punto infornate la meringa portando però il termostato del forno a 120° e lasciatela cuocere per circa 1 ora e mezza in forno statico. Trascorso il tempo necessario, spegnete il forno, aprite leggermente lo sportello e lasciate raffreddare completamente la base della pavlova, dovrete ottenere una meringa dorata. Lavate la frutta, tagliate le fragole e i kiwi a fettine, poi montate la panna unite lo zucchero man mano e, una volta pronta, ponetela sulla superficie della meringa con il dorso di un cucchiaio. A questo punto decorate con la frutta tagliata, i mirtilli e i lamponi ed infine cospargete con la polpa di tre frutti della passione.

Vintage Pavlova dolce tipico del Natale australiano

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Salsa al caramello: una dolcezza per l’inverno

Salsa di caramello

La salsa al caramello la delizia che arriva dalla Danimarca

Ho imparato a fare questa salsa al caramello in Danimarca, dopo essere stata la prima volta a GROD a Copenaghen. Lì per la prima volta ho avuto il coraggio di ri-assaggiare il porridge. Il porridge per chi lo ha conosciuto qualche anno fa, nei paesi del nord, era una cosa terribile. Ricordo quando, ospite di una famiglia inglese, durante un’influenza, mi servirono direttamente nel letto per colazione una tazza piena di porridge. Mai mi è capitato di assaggiare cosa più inutile e terribile. Dopo tre cucchiai di pappa d’avena bollente ero così disgustata che la fettina di banana decorativa mi era sembrata una salvezza.
No, a Copenaghe no, da GROD ho scoperto che Lasse Skjionning Andersen ha proprio rivoluzionato il concetto di porridge, servendolo così: tazza di porridge, salsa al caramello, mele e mandorle.
Ovvio che con la salsa di caramello bisogna abbondare in maniera indecorosa.
Oppure potete evitare il porridge e la salsa al caramello usarla per altri dolci: per un semplice yogurt a colazione, sopra una mela cotta, o una torta al cioccolato. Quanto siete golosi? 😀

Salsa di caramello

Salsa di caramello

 

Ricetta della salsa di caramello

4 lattine di latte condensato
1/4 di tazza di acqua calda

Mettete le lattina di latte in una pentola e coprite con l’acqua. Lasciate sobbollire per 4-5 ore. Aggiungete altra acqua se necessario, in modo che siano sempre coperte.
Dopo averle tolte dall’acqua, fatele raffreddare sotto l’acqua corrente. Apritele e mescolate il liquido caramellato con un po’ di acqua bollente in modo che diventi cremoso.
Fidatevi. Con queste dosi vi basterà per un mese, basta tenerla in frigo e scaldarla prima di mangiarla.

Pane ai fichi, noci e uvetta

Pane ai fichi noci e uvetta

Il pane ai fichi, noci e uvetta profumerà la vostra casa di autunno

Il pane ai fichi, noci e uvetta è un pane che si preparare nelle prime giornate di autunno e ci conforta mangiato a pezzetti in qualsiasi momento della giornata. Colazioni con il caffè bollente, nel pomeriggio mentre leggiamo un libro e dopo cena, quando tutti sono a letto e tu ancora non riesci a dormire.
Preparatelo per il giorno di San Michele.
Pane fichi, noci e uvetta
Una volta questi ingredienti erano tutti in dispensa, immancabili conserve dall’estate, ora forse dovrete andare a fare la spesa apposta per prepararlo. Ma che soddisfazione. Durerà per diversi oggi, se non vi farete prendere dalla gola.

Ingredienti

Farina 00 g 200 più un po’ – fichi secchi g 100 – uvetta g 100 – gherigli di noce g 100 – latte g 100 – nocciole tostate g 60 – farina di segale g 50 – burro g 40 – zucchero g 40 – pinoli g 20 – lievito di birra g 12 – 2 tuorli – grappa – sale

Mescolate le due farine, il lievito sbricolato. Poi impastateli con il burro, lasciato ammorbidire, lo zucchero, le uova, 1 tuorlo e un pizzico di sale.
Da una parte ammollate l’uvetta nella grappa e strizzatela.
Tritate grossolanamente i fichi, con le noci, le nocciole e i pinoli e incorporate tutta la frutta secca alla pasta.
L’impasto sarà umido e compatto. Mettetelo su una teglia, coperto fa un panno umido e lasciatelo lievitare nel forno con la luce accesa per 3 ore.
Spennellatelo con l’altro tuorlo battuto e fatelo lievitare ancora. Infornate per 40′ a 170°.

L’erba dei magi

Ho visto piccole case coloratissime sulla costa e poi d’improvviso enormi grattacieli. E mi chiedevo se lo avevano fatto davvero per guadagnare spazio oppure per vedere più da vicino quel cielo così azzurro da sembrare un mare d’aria. La festa, il Natale, era già tutto intorno a me, in un sogno portoricano di musiche, canti, balli e colori. Gruppi di Trullas, mi han detto di chiamarsi così quei festosi musicisti, andavano di casa in casa suonando i ritmi tradizionali, le Parrandas, come a svegliare la gente, urlando la festa a suon di musica. Questa terra, che fu spagnola, porta ancora addosso i segni di un colonialismo antico ma tutt’oggi presente, in un angolo di mondo incredibilmente latino. Il 24 di Dicembre la festa è grande e a pranzo mi vengono offerti fagioli neri con riso, pollo e maiale asado (arrosto), morcillas e pasteles, le mie preferite e per finire, un dolce a base di risoSan Juan tradisce un’anima festosa e allegra che mi accompagna tutta la giornata in un turbinio di canti e balli tradizionali fino al tramonto. E qui viene il bello.

Vedo le persone prendere dell’erba, verdissima e portarla a casa. Curioso e affascinato, chiesi allora la ricetta della tisana che avrebbero preparato, magari per digerire tutto quello che avevamo mangiato. E come risero alla mia richiesta! L’erba serviva ai Re Magi, che sarebbero passati per le case, la notte. Magari avrebbero avuto bisogno di rifocillarsi un po’ e bere dell’acqua, ecco perché sotto ai letti dei bambini venivano posati un bicchiere e un po’ d’erba. E mentre mi chiedevo come mai i Re Magi mangiassero l’erba e il mio pensiero si spostava sui loro cammelli… una signora mi lasciò la ricetta delle pasteles, che tanto mi erano piaciute.

Per la pasta: 150 g di farina bianca, un uovo, 40 g di burro, sale

Per il ripieno: 100 g di carne di maiale magra macinata, 50 g di prosciutto cotto tritato finemente, 30 g di burro, un bicchierino di marsala, un tuorlo d’uovo, una tazza di béchamel, sale e pepe, farina e burro

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, mettete nel centro il burro fuso a lieve calore e l’uovo leggermente sbattuto con un pizzico di sale. Lavorate la pasta solo quanto basta per formare un impasto al quale darete la forma di una palla, che lascerete riposare per un’ora in una terrina, coperta con un tovagliolo. Fate sciogliere in una casseruola 30 g di burro, unite la carne, sale e pepe e lasciatela rosolare per 10 minuti a fuoco moderato, quindi unite il prosciutto tritato, il marsala e rigirate. Togliete dal fuoco e aggiungete il tuorlo d’uovo, lavorando bene l’impasto con il cucchiaio di legno, quindi unite la béchamel continuando a mescolare. Imburrate e infarinate leggermente 10-12 formine di circa 6 cm di diametro; stendete l’impasto in modo da ottenere una sfoglia sottile che ritaglierete con un bicchiere in un numero di dischi doppio delle formine. Con metà dei dischi foderate le formine, quindi versate in ognuna una parte del composto e coprite con l’altra metà dei dischi, ripiegando verso l’interno il bordo di pasta. Passate in forno già caldo (180 °C) per circa 15 minuti, fino a che la pasta sarà dorata. Da mangiare sia calde sia fredde.

pasteles

 

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La lettera di Andrea e Karen, foodie addicted

Caro Babbo Natale,

 

questa lettera la scriviamo in due. Abbiamo oramai 40 anni suonati, ma eccoci a prepararci al Natale come quando eravamo bambini. Non ci perdiamo una puntata di Masterchef, Cucine da Incubo, Unti e bisunti e Bake Off. La nostra libreria pullula di libri di cucina, dalle ricette tradizionali alle preparazioni asiatiche. Ecco allora le nostre richieste per continuare a coltivare assieme questa grande passione:

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Il pandulce della nonna

La notte della vigilia di Natale, accende la magia di Buenos Aires. Fuochi d’artificio, petardi e… cenone! Eh sì, nonostante la temperatura segni più di 30 gradi, lo spirito natalizio avvolge la città che non sente il bisogno di neve e ghiaccio per dichiararsi natalizia. Luminarie, addobbi e un dolce molto simile al panettone, coccolano vista e il palato con una inconfondibile memoria italiana, frutto di un’antica immigrazione divenuta tradizione. Da Plaza Mayor, una pasticceria aperta nel 1982 da Ricardo Yabhés figlio di padre andaluso e madre italiana, potrete gustare la ricetta originale di Nonna Tita che creò il pandulce mixando il panettone con il pan navideño per andare incontro al gusto dei nipoti ispano-italo-argentini. Questa profumatissima ricetta porta con sé la storia di una pacifica unione di popoli e famiglie, interpretata dalla materna creatività di una cuoca straordinaria.

Il pandulce di Nonna Tita

Ingredienti per due Pandulce:

  • Farina: 750 gr.
  • Lievito di birra: 75 gr.
  • Burro: 100 gr.
  • Uova: 2 + 1 tuorlo
  • Sale: mezzo cucchiaino
  • Essenza di vaniglia: 2 cucchiaini
  • Scorza di limone: una cucchiaiata
  • Estratto di malto: un cucchiaino
  • Acqua di fiori di arancio: mezzo cucchiaino
  • Zucchero: 125 gr.
  • Latte tiepido: 200 cc.
  • Cognac per la macerazione della frutta
  • Noci: 100 gr.
  • Mandorle: 100 gr.
  • Uvetta senza semi: 100 gr.
  • Ciliegie al marraschino: 100 gr.

Mezz’ora prima d’iniziare la preparazione, immergere i frutti secchi e l’uvetta nel cognac (il pan dolce si deve mettere a lievitare prima senza frutta e dopo con la frutta). In un tegame mettere il latte tiepido con il lievito. Sciogliere a fuoco basso, con le dita, con un cucchiaio di zucchero e un pò di farina. Mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno. Questo impasto deve gonfiarsi al caldo.

Nel frattempo, collocare sul tavolo di lavoro, la farina a forma di corona, il burro morbido, lo zucchero e mescolare. Aggiungere l’estratto di malto, che aiuta a fermentare e mantenere il pane fresco a lungo. Aggiungere l’essenza di vaniglia, l’acqua di fiori di arancio, la scorza di limone, le uova e il tuorlo, l’impasto di lievito preparato prima con un pò di farina su di esso. Aggiungere sopra un pizzico di sale.

Lavorare con le mani, formando una massa cercando di impastarla senza premere sul tavolo. Formare una palla, e lavorarla un’altra volta. Lasciare riposare e lievitare in un recipiente fino a quando lo riempie. Aggiungere la frutta, lavorare l’impasto un altro pò, metterlo nei due stampi e lasciare lievitare.

Fare un taglio a forma di triangolo sulla superficie, e infornare soavemente per 2 ore. Dopo 30 minuti di forno, pennellare le forme con un uovo sbattuto senza quasi toglierle dal forno.

Ricetta di Natale Pandulce

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