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5 Poesie di Natale di Gianni Rodari

Poesia Natale Gianni Rodari

Gianni Rodari poesie sul Natale

Amato da tutti i bambini Gianni Rodari non poteva risparmiare parole, punti e virgole per il periodo delle feste: ecco le sue più belle poesie sul Natale

Amato da tutti i bambini Gianni Rodari non poteva risparmiare parole, punti e virgole per il periodo delle feste: l’atmosfera del Natale, le tradizioni, i piccoli gesti e qualche lezioni di vita che dovremmo ancora tenere a mente.
Perché Gianni Rodari non si studia più a scuola? Le sue filastrocche allenavano la mente e allietavano i cuori. Le vocine dei bimbi arrivavano fino al Polo Nord e scendevano tra noi renne come i fiocchi di neve.

Ecco quattro poesie di Gianni Rodari dedicate al Natale e all’inverno, che noi renne adoriamo

 

Neve di Gianni Rodari

Poveretto chi non sa
sciare né pattinare.
Di tanta neve, che se ne fa?
Tutto quel ghiaccio non gli serve a nulla.
Di tanta gioia lui non può godere:
al massimo si farà
una granita in un bicchiere

Il pianeta degli alberi di Natale

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

Il magico Natale

S‘io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

L’albero dei poveri

Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bambini è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori, che frutti buoni
Oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi del pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavalo che spicca il salto.
Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
Sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sui vetri è fiorito:
io lo cancello con un dito.

Ogni anno ritorna

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.

C’e’ l’orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c’e’ il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.

Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.

Carols by Candlelight (Santa va al Polo Sud)

Natale in australia - Pavlova

Blitzen ci racconta di quando sono atterrati con la slitta in Australia, ecco come si festeggia il Natale durante l’estate australiana

Arrivai a Melbourne la notte della vigilia, richiamato dai canti che sentivo in lontananza. Certo mi colpì il caldo serale di quell’estate australiana scoppiata nel bel mezzo delle vacanze natalizie. I bambini felici, più che mai, si godevano la fine della scuola, le vacanze estive e il natale, un bel bottino, non c’è che dire. Avevo portato anche io la mia candela, perché qui, in centro, come ogni anno tutti avrebbero portato la loro per accogliere il Natale cantando assieme. Dal 1937 infatti, nell’elegante Sydney Myer Music Bowl della capitale del Victoria, la notte della vigilia di Natale la gente porta con sé cestini da picnic per rilassarsi sull’erba in attesa del “Carols by Candlelight”. Mi ero ripassato le parole delle canzoni Silent night, Let It Snow, Let it Snow, Let it Snow, White Christmas, Jingle bells e We Wish You a Merry Christmas, per non essere la solita voce fuori dal coro, ma non andò come pensavo. Tra un assaggio e l’altro di Paylova, un dolce natalizio preparato con fragole, frutto della passione e panna montata… un coro di cantanti professionisti iniziò a offrirci uno spettacolo meraviglioso. Canti tradizionali, gospel ed esercizi stilistici riempivano l’aria, era una di quelle sere in cui è bello ascoltare. Qualcuno sull’erba però, iniziò a cantare in autonomia canzoni strane come “Santa va al polo sud” o “Australiani facciamo il barbecue…”, ma la confusione era troppa e non sono riuscito a capirne il testo. Ho invece approfondito l’argomento della Pavlova, che si prepara così:

Natale in Australia: la ricetta della Pavlova

Ingredienti meringa: 6 albumi, 250 gr zucchero, un cucchiaio di aceto di mele, un pizzico di sale, 15 gr maizena, un cucchiaino di estratto di vaniglia, 2 gr di cremo tartaro

Per guarnire: 30 gr zucchero, 150 gr fragole, 1 kiwi, 80 gr mirtilli, 80 gr lamponi, 300 ml panna fresca liquida, 3 frutti della passione

Preriscaldate il forno a 250° e iniziate a preparare la meringa prendendo le uova a temperatura ambiente e dividendone gli albumi dai tuorli. Con le fruste di uno sbattitore montate a neve gli albumi aggiungendo il sale quindi, sempre sbattendo, unite il cremor tartaro e l’estratto di vaniglia. In una ciotola a parte unite lo zucchero alla maizena e aggiungete il composto alle uova un cucchiaio alla volta, mentre le fruste sono ancora in funzione e finché gli ingredienti non saranno tutti amalgamati. Infine aggiungete l’aceto in un paio di volte. Dovrete ottenere un composto cremoso e sodo che andrete a spalmare su di una leccarda foderata con un foglio di carta forno, formando un disco piuttosto spesso dai bordi leggermente rialzati. A questo punto infornate la meringa portando però il termostato del forno a 120° e lasciatela cuocere per circa 1 ora e mezza in forno statico. Trascorso il tempo necessario, spegnete il forno, aprite leggermente lo sportello e lasciate raffreddare completamente la base della pavlova, dovrete ottenere una meringa dorata. Lavate la frutta, tagliate le fragole e i kiwi a fettine, poi montate la panna unite lo zucchero man mano e, una volta pronta, ponetela sulla superficie della meringa con il dorso di un cucchiaio. A questo punto decorate con la frutta tagliata, i mirtilli e i lamponi ed infine cospargete con la polpa di tre frutti della passione.

Vintage Pavlova dolce tipico del Natale australiano

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Vacanze di Natale in Svezia 🎄 La magia delle feste del Nord

Già dalla settimana che precede il 13 Dicembre, la Svezia si fa calda, accogliente e magica. In effetti le temperature suggeriscono un’atmosfera gelida ma… non lasciamoci ingannare dai cristalli di ghiaccio. Le tradizioni svedesi infatti invadono piazze, case, ristoranti e strade e una vacanza a  Stoccolma, Göteborg e Malmö non può che iniziare aspettando Santa Lucia. Bambine e ragazze portano la luce in processione con bellissime corone di candele e il buio dell’inverno non trova più scampo. I bambini accompagnano le processioni vestiti da omini di marzapane, folletti e paggetti, mentre cantano canzoni di Natale… uno spettacolo ad alto tasso di tenerezza!

Vacanze di Natale in Svezia: già da metà Novembre

A partire da metà Novembre, in ogni città i magici mercatini di Natale riempiono le piazze, dove vengono montate anche piste di ghiaccio, per i più romantici. Il più importante si trova a Göteborg nel parco di divertimenti Liseberg, dove cinque milioni di luminarie fanno sognare a occhi aperti, già dal 18 novembre. Se si va a Stoccolma invece, è assolutamente obbligatorio andare a vedere uno degli alberi di Natale più grandi al mondo, sul mare, presso il Palazzo Reale. Ma il calore, è anche quello della tavola! Imperdibile una sana abbuffata al tradizionale Julbord di Natale, un buffet ricco di pietanze tipiche come aringhe e salmone marinati, paté, knäckebröd (pane croccante), prosciutto al forno, polpette di carne con insalata di barbabietole rosse e baccalà (un piatto squisito per i più curiosi). I ristoranti di Stoccolma più famosi dove provare il tradizionale Julbord di Natale sono Stadshuskällaren, Grand Hotel  e il ristorante Solliden allo Skansen. Per i veri amanti del mare (anche quello freddissimo), dal 21 Novembre al 23 Dicembre, è possibile salpare su un battello d’epoca e mangiare a bordo. Non si può tornare indietro senza aver gustato il glögg, il vino caldo speziato arricchito di mandorle e uvetta!

Vacanze in Svezia Natale

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Vacanze in Svezia Natale

 

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I film di Natale su Italia 1

Se la RAI punta tutto sulle principesse Disney su Italia 1 la programmazione di Natale 2016 varia dai grandi classici come Una poltrona per 2 e La Storia Infinita a scelte più moderne, come la maratona di Natale Simpson.
Come sottofondo per la tombolata o per il giro di panettone pucciato nella crema di mascarpone va bene tutto, quindi scegliete i vostri preferiti e ricordatevi di accendere la tv al momento giusto!

* Su Italia2 potete rivedere Fantaghirò: qui date e orari

24 Dicembre h 14.10 Maratona Natale Simpson

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24 Dicembre h 19.25 Il Grinch

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24 Dicembre h 21.30 Una poltrona per due
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25 Dicembre h 9.00 Le 1001 favole di Bugs Bunny
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25 Dicembre h. 19.25 Elf

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26 Dicembre h 14.30 La storia infinita e La storia infinita 2
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La sorpresa per i bimbi di tutte le età… Babbo Natale ha un video per te!

La magia del Natale, la voglia di avere il cuore caldo nella neve fredda, il sogno di vedere almeno una volta Babbo Natale, magari beccandolo in fragrante la notte di Natale con il suo sacco pieno di regali. Chi non ha mai provato a stare sveglio tutta la notte nella speranza di intercettare l’avvento del caro vecchio con la barba bianca?
Ora quel desiderio è almeno parzialmente realizzabile!
Per i bambini e per chi bambino lo è nell’animo, ecco una buona idea che arriva direttamente dal Polo Nord!

Sul sito https://www.portablenorthpole.com/en/ infatti, potrete far preparare a Babbo Natale dei simpaticissimi auguri personalizzati, che potranno poi essere visti in un divertentissimo video. Dagli zero ai 12 anni lo stupore è assicurato e per tutti gli altri… anche!
Del resto è proprio questo il momento dell’anno perfetto per fare piccoli gesti per gli altri. E voi, a chi dedicherete questa bella sorpresa?

Christmasween

In Alaska il gelo mi prendeva gli occhi, il naso, la bocca e le mani. Era splendido il candore della neve che non si interrompeva mai e il Natale sembrava aver trovato la sua casa in questa terra magnetica e gelida che offriva il riverbero ideale alle decorazioni e una strana luce densa nel cielo. Dopo aver mangiato qualche frittella con lo sciroppo d’acero in una locanda realizzata interamente in legno, corsi per strada richiamato dal suono dei canti di Natale. La dolcezza, l’innocenza e l’allegria delle loro voci mi riempirono il cuore e non sentivo più il freddo mentre seguivo quella piccola processione di bambini che tenevano in mano bastoni con grandi stelle colorate sulla punta. Cantavano e andavano di casa in casa chiedendo dolci, biscotti e caramelle. Qualcosa dentro di me si risvegliò… somigliava tanto a quella serata americana di Ottobre… ma a Natale niente scherzetto, le streghe sono in vacanza.

 

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Santa Lucia – De Gregori

Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi
e per la tranquillità di chi va per mare

e per ogni lacrima sul tuo vestito,
per chi non ha capito.Santa Lucia per chi beve di notte
e di notte muore e di notte legge
e cade sul suo ultimo metro,
per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l’anima e le ali.Per chi vive all’incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perchè vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe,
anche la solitudine.
https://www.youtube.com/watch?v=gRldIQcINP4
… E non dimenticate un po’ di latte e biscotti e una carota per l’asinello…
Buona Santa Lucia a tutti!
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Alle tre in punto

Io a Londra ero già stato qualche volta e pensavo di conoscerla bene. Avevo usato il telefono a gettoni solo per entrare in quelle bellissime cabine rosse, attraversato le stesse strisce pedonali dei Beatles facendo una foto con gli amici e mangiato fish & chips. Ma non avevo idea di come potesse essere bella a Natale. Il Big Ben era lì, quel giorno, al solito posto. Eppure sembrava differente, più luminoso. Le luminarie che invadevano la città si specchiavano sul Tamigi e io ero abbagliato, affascinato, disorientato. Camminai seguendo le luci che definivano le strade della città, ipnotizzato dal romanticismo travolgente che sembrava avvolgere l’aria, quell’aria gelida in effetti, che mi aveva fatto venire voglia di un bel tè nero, accompagnato dai biscotti al burro che ricordavo bene.

E proprio nella sala da tè incontrai una compagnia di vecchie signore, che mi invitarono al loro tavolo. “Non vorrà andare via senza aver assaggiato il mio Christmas Pudding?”

Fu l’inizio di un’amicizia strana, durata una mezza indimenticabile giornata. Arrivati a casa, Ellen distribuì i compiti per la preparazione del pranzo. Tra quattro ore sarebbero arrivati figli e nipoti, non potevamo tardare! Il tacchino era già in forno, la salsa ai mirtilli pronta. Mentre disponevo le stoviglie sul tavolo, vidi lei e le amiche preparare il Christmas Pudding così: presero 450g di frutta passa, un’arancia, una mela, 11 cucchiai di brandy, 225g di zucchero a velo, 100g di zucchero di canna, 175g di burro, 2 uova, 100g di farina, 1/4 di bustina di lievito per dolci, 40g di pan carrè, 40g di mandorle,zenzero, cannella e noce moscata.

Imburrarono la forma del pudding posizionando sul fondo della carta da forno per prevenire eventuale pasta attaccata. Iniziarono a formare l’impasto mettendo in una ciotola la frutta passa a pezzetti con mela a pezzetti, succo d’arancia e scorza d’arancia, in ammollo in 4 cucchiai di brandy. In un’altra ciotola invece lavorarono 75g di burro con lo zucchero di canna, quando fu ben omogeneo aggiunsero le uova. Continuarono unendo anche la farina, il lievito, il pan carrè e le mandorle tritate nel mixer. Speziarono con zenzero, cannella, noce moscata. Unirono anche la frutta. Mescolarono per bene e versarono nella forma del pudding imburrata. Ricoprirono la ciotola del pudding con della carta stagnola ancorata ai bordi e fecero una striscia di stagnola che servì come aiuto per togliere la ciotola dall’acqua bollente. Scelsero la pentola giusta per il bagnomaria e posizionarono tra il fondo della pentola e la ciotola del pudding un tappo di un barattolo di marmellata, giusto per distanziare il pudding dal fuoco diretto. Riempirono la pentola per più di metà e posizionarci il pudding. Cossero a fuoco lento per 7 ore. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e lo tolsero dalla sua forma. In un pentolino scaldarono 4 cucchiai di brandy e portare in tavola il christmas pudding versandoci sopra il brandy e dandogli fuoco. Ecco il flambé! Lo servirono con dell’ottima crema inglese.

Alla fine del pranzo, finalmente era il momento di mangiarlo. Mi chiedevo se sarebbe toccata a me la moneta di cioccolato della fortuna quando, alle tre in punto, tutto si fermò.

La televisione accesa, la tavola silente. Apparse sul grande schermo una signora anziana, con una grande corona in testa. Stava per iniziare il discorso della regina, il Christmas Pudding e la mia gola dovevano aspettare.

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Santàmon go

Mi avevano detto che qui, a Singapore, il Natale avrebbe avuto molte luci blu. E a me il blu è sempre piaciuto da quando ho capito che il cielo e il mare son blu e che tutto l’azzurro che cerchiamo sempre, non è altro che quel blu truccato dal sole. Ma il cielo e il mare sono così belli, anche appena svegli, che non c’è bisogno di trucco, e allora blu sia. Arrivato nel cuore dell’Asia, mi resi subito conto che non mi avevano detto una bugia. Sul nuovo porto di Marina Bay, ogni cosa era illuminata di blu. Il cielo era blu tra un fuoco d’artificio e l’altro, enormi alberi di luci blu splendevano da lontano… ma che cos’erano? Decisi di raggiungerli e per farlo mi immersi nel delirio del centro commerciale che avvolgeva la baia, dove a ogni angolo luminosissimi alberi di Natale mi attraevano, confondevano, facendomi perdere la strada in un labirinto di negozi che sembravano ripetersi in un vortice di vetrine, pubblicità e promesse di felicità in vendita. Un attimo di distrazione ed esitazione e una ragazza dai grandi occhi a mandorla mi aveva preso la mano. Dovevo assolutamente provare un trattamento lisciante a base di polvere di diamante mi disse… La mano appiccicata e poi graffiata, la mano impastata. E chi lo avrebbe detto mai che i diamanti potessero essere così appiccicosi? Guadagnai l’uscita sorridendo, cercando di non tradire le mie perplessità, di non deludere quella ragazza dagli occhi piccoli e grandi allo stesso tempo. Ristoranti fusion, Chanel, Dior, Rolex, Prada, Gucci, ancora ristoranti, ancora Chanel, Dior… mi ero perso. Da questo centro commerciale sembrava impossibile uscire, caspita era enorme e sempre uguale a sé stesso, persino la gente che ci lavorava non sapeva indicarmi l’uscita. E mentre mi chiedevo come avrebbero fatto ogni giorno a ritrovarsi in quella bolgia e tornare a casa… ecco la mia via d’uscita. Una lunga passerella sospesa, da percorrere per arrivare a quegli strani alberi di luci che mi ricordavano tanto l’albero della vita che avevo visto accendere all’Expo di Milano. Arrivato lì mi ricordai, ne avevo letto, erano i Supertrees, i 18 alberi alberi fotovoltaici in grado di accumulare il calore del sole e produrre energia per l’illuminazione, interrati in un bosco artificiale creato a Singapore per sfida, gioco e amore per la tecnologia. Era bello essere avvolti nella luce blu, ma era tempo di tornare alla Marina per godere dello spettacolo di luci e musica che avevano annunciato. Una volta arrivato, guardandomi intorno mi sentii immerso da una strana frenesia, qualcosa era cambiato. La gente era triplicata e si muoveva velocemente, guardando fisso lo schermo di grandi telefoni. Si stavano dando appuntamento da qualche parte? Si preparavano a fotografare lo spettacolo di luci? E ora perché, dio mio, stavano ora correndo verso di me??? Che stupido forse correvano verso quello che avevo alle spalle… e se ci fosse stato Santa Claus magari in visita in oriente? Mi voltai, di scatto e non vidi nulla. Le persone mi sorpassarono velocemente schivandomi, arrivando in pochissimo tempo oltre di me. Non c’era Santa Claus, non c’erano elfi, doni, creature magiche. Quello stormo di persone si stava muovendo come uno sciame per catturare i Pokémon… ve li ricordate? Quelli di Pikachu per capirci… quelli dei cartoni di tanti anni fa. Ora erano tornati alla ribalta con il gioco Pokémon Go e qui a Singapore, questi piccoli animaletti virtuali, sembravano non avere scampo.

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La più bella pubblicità di Natale 2016, credetemi!

Ci piacciono le pubblicità di Natale. Mi piace pensare che il fine ultimo, almeno a Natale, non sia far comprare ma far emozionare.
Qualcuno si improvvisa, qualcuno non ci riesce, qualcuno si ripete. E poi arrivano loro, Allegro, a farci commuovere.
Credetemi, nessuno di voi riuscirà a trattenere le lacrime (Grinch compreso!)

https://www.youtube.com/watch?v=H7D2pVby-pM

 

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Dieci idee regalo per chi ama le renne

Tenere, buffe, fotogeniche e… adorabili! Il Natale è il momento in cui le riscopriamo ed eccole comparire su biglietti di auguri, maglioni e doni. Qui troverete dieci idee perfette per chi le ama.

1 – Il poster “Oh Deer” schermata-2016-12-04-alle-16-18-37

2 – I barattoli golosi  schermata-2016-12-04-alle-16-23-23

3 – Gli orecchini schermata-2016-12-04-alle-16-29-01

4 – I dolcetti     schermata-2016-12-04-alle-16-26-37

5 – Per i piccoli schermata-2016-12-04-alle-16-33-44

6 – Il decoro da parete  schermata-2016-12-04-alle-16-31-15

7 – Sculture portacandele schermata-2016-12-04-alle-16-35-46

8 – Le birre schermata-2016-12-04-alle-17-01-21

9 – Le mug  schermata-2016-12-04-alle-16-41-01

10 – I brownies

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La guida al Natale perfetto dell’omino di pan di zenzero

Lo spirito natalizio, la voglia di stare insieme e condividere. Ma cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare di fare questo Natale? Lo abbiamo chiesto all’omino di pan di zenzero, che non sbaglia un colpo.

1 – Comprate e donate il calendario dell’avvento! Questo è un mese speciale e una piccola sorpresa al giorno è lo spirito giusto per avvicinarsi alla festa.

2 – Aggiungete nuovi addobbi alla vostra casa ogni settimana. Decorarla piano piano farà crescere la gioia dell’attesa.

3 – Cucinate biscotti profumati, come me 🙂

4 – Scegliete con cura i regali per chi vi sta vicino. Precipitarsi a comprarli il 24 dicembre (come lo scorso anno) non è una buona idea!

5 – Indossate abiti e accessori dai colori natalizi. Il bianco, il rosso e i dettagli dorati vi aiuteranno a diffondere l’atmosfera del Natale.

6 – Disseminate il mese di Dicembre di piccoli gesti positivi e inusuali. Le gentilezze verso sconosciuti e persone care, vi faranno sentire bene. Potrebbe diventare un vizio…

7 – Date spazio al bambino che è in voi, la magia, è assicurata.

8 – Fate una colazione diversa dal solito. Un tocco di cannella, cioccolato e panna, sapranno coccolarvi ad ogni risveglio.

9 – Spegnete la televisione la sera. Le carte, i giochi da tavolo e qualche chiacchiera davanti a una tisana bollente riempiranno i vostri cuori.

10 – Recuperate l’essenziale del Natale. Non lasciatevi distrarre da luci, regali, manifesti… lo spirito del Natale è dentro di voi, liberatelo!

Omino di pan di zenzero

5 regali di Natale che non hanno prezzo

Se non abbiamo scritto che non costano niente, non è perchè per farli si debba mettere mano al portafogli, ma perché magari qualcosa potrebbero costare. Ad esempio il tempo, un po’ di concentrazione e chissà, un po’ di sentimento. Ma questo è il Natale e da sempre è il momento giusto per fare cose che non facciamo di solito quindi, perché no?

1 – Una bella foto. Non ne stampiamo più di questi tempi, le teniamo per noi nel cellulare, scattiamo, cancelliamo e poi scattiamo ancora… ma cosa resta poi? Ricevere una foto capace di cristallizzare un bel momento, fa sempre piacere.

2 – Un libro che vi appartiene, con dedica. Se vi è tanto piaciuto leggere un libro e volete consigliarlo a una persona a cui volete bene, Natale è il momento giusto per donarglielo, con una dedica speciale scritta a mano.

3 – Dei cioccolatini o dei biscotti fatti a casa. Chiudeteli poi in una bella confezione, magari una scatola trasparente che li lasci vedere, arricchita da un nastro in seta, velluto o rafia. Niente sarà carino come queste coccole impacchettate.

4 – Una visita guidata nella vostra città. Prendetevi il tempo di studiare un itinerario e stupite chi riceve il regalo con una dose inaspettata di tempo, interesse e curiosità.

5 – Una cena speciale. Regalate un “buono” per una cena che preparerete a casa accogliendo l’ospite trasformando casa vostra in ristorante per una sera. Un antipasto scenografico per iniziare, un buon vino, un primo corposo e un dolce goloso per chiudere in bellezza.

I dieci film natalizi che dovete rivedere prima del 25

Ci sono i grandi classici, le variazioni sul tema e le ispirazioni romantiche. Certo è che a Natale non possiamo fare a meno di vederci film pieni di pranzi, alberi decorati, regali, doni inaspettati e storie a lieto fine. Ecco una selezione che non rinuncia a suggerimenti trash, non vogliatecene!

“A Christmas Carol”, Robert Zemeckis 2009. Il classico Canto di Natale di Dickens viene raccontato con immagini inedite e spettacolari, capaci di esaltare la poesia di una favola ispirata. Guardatelo con i più piccoli, e che magia sia.

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“Il Grinch”, Ron Howard 2000. E se chi odia il Natale avesse bisogno soltanto di un po’ d’amore? Da vedere e rivedere, per ridere assieme dei più zuccherosi clichet.

“La vita è meravigliosa”, Frank Capra 1946. Vecchio, ingenuo e non particolarmente leggero, questo classico americano racconta il lato più intimo del Natale. Da vedere per non dimenticarsi di nessuno.

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“Vacanze di Natale”, F.lli Vanzina 1983. Cortina è lo scenario della prima commedia degli equivoci natalizia all’italiana. Scandali e cavolate colossali sulla neve, da vedere a cuor leggero indossando il maglione più sgargiante e più vecchio che avete in armadio.

“Edward mani di forbice”, Tim Burton 1990. La tristezza e la dolcezza si fondono in una delle nevicate più romantiche della storia del cinema. Da vedere e rivedere ancora. Anche a Natale si può piangere un po’.

 

“Babbo Bastardo”, Terry Zwigoff 2003. La commedia natalizia del “non è come sembra”, per divertirsi, commuoversi e pensare un po’. Quale è il potere di una dose di fiducia inaspettata?
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“Nightmare Before Christmas”, Tim Burton 1993. Cosa sarebbe per noi il Natale se non ce lo avessero insegnato? Una favola gotica ed emozionante, per assistere alla scoperta di un sentimento nuovo.

“Il miracolo della 34ª strada”, George Beaton 1947. Il film che ha dato origine al suo celebre remake, immagina il vero Babbo Natale alle prese con una città che lo crede un figurante. E voi, sapreste riconoscerlo?

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“Fuga dal Natale”, Joe Roth 2004. “Quest’anno il Natale non lo festeggiamo”. Lo avete mai detto? Ecco tutti i motivi per celebrarlo, in una commedia esilarante e confusionaria, da vedere per sentirsi a casa.

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Ogni anno ritorna di Gianni Rodari

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.

C’e’ l’orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c’e’ il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.

Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.

 

Gianni Rodari

Caffè a Rapallo di Eugenio Montale

Natale nel tepidario
lustrante, truccato dai fumi
che svolgono tazze, velato
tremore di lumi oltre i chiusi
cristalli, profili di femmine
nel grigio, tra lampi di gemme
e screzi di sete…
Son giunte
a queste native tue spiagge,
le nuove Sirene!; e qui manchi
Camillo, amico, tu storico
di cupidige e di brividi.

S’ode grande frastuono nella via.

È passata di fuori
l’indicibile musica
delle trombe di lama
e dei piattini arguti dei fanciulli:
è passata la musica innocente.

Un mondo gnomo ne andava
con strepere di muletti e di carriole,
tra un lagno di montoni
di cartapesta e un bagliare
di sciabole fasciate di stagnole.
Passarono i Generali
con le feluche di cartone
e impugnavano aste di torroni;
poi furono i gregari
con moccoli e lampioni,
e le tinnanti scatole
ch’ànno il suono più trito,
tenue rivo che incanta
l’animo dubitoso:
(meraviglioso udivo).

L’orda passò col rumore
d’una zampante greggia
che il tuono recente impaura.
L’accolse la pastura
che per noi più non verdeggia.

Il Natale nel mondo

Magic Blitzen ha girato il mondo tante volte, con l’animo gonfio  di speranze per l’attesa del nuovo anno che arriva, gli occhi pieni di gioia, dei volti dei bimbi con il naso in alto a cercarlo tra le nuvole, la musica nel cuore, la mente fissa sulle coordinate, timone nella notte dove il tempo è sospeso ma veloce. La Notte di Natale.
Vola, fulmine nell’aria, tra un fuso orario e l’altro, nel freddo del vento.
Sotto un unico cielo di stelle.

Do You know Dasher and Dancer, Prancer and Vixen, Comet, Cupid, Donner, but do you, do you know Blitzen?

MagicBlitzen.com è l’unico sito per chi ama il Natale davvero. Sbircia dalle finestre appannate dell’inverno il sogno di questa festa, magica, nostalgica, anche un po’ kitsch.

Storie da tutti i paesi del mondo

Blitzen ha girato il mondo e lo racconta qui: ricette, ispirazioni, luoghi, viaggi, tradizioni.

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La lettera di Anna, single, trentenne, orgogliosamente gattara

Caro Babbo Natale, è passato un altro anno di feste, cene con amici, primi appuntamenti, catastrofi su Tinder e gatti. Siamo arrivati a tre, perché Ulisse, il più piccolo, era troppo peloso per essere lasciato in quella pozza di fango e me lo sono portato a casa. Vorrei che fosse un dolce Natale questo che arriva, ecco cosa vorrei:

Lettera di Luca, il 35enne nerd

Caro Babbo Natale, oramai mi conosci viste le incredibili file che ti ho fatto fare da Games Stop gli scorsi anni. Ma visto che la mia fidanzata si lamenta per il numero di videogames che ho accumulato e per le numerose sere passate a cercare di superare un maledetto livello… quest’anno ti chiedo solo favolosi, innocui, irripetibili gadgets:

Urban Outfitter, il lato cool della lettera a Babbo Natale

Vorrei qualcosa alla moda, ma non impegnativo. Vorrei ricevere un regalo sfizioso, audace e contemporaneo. Quindi, caro Babbo Natale, quest’anno la mia lettera è digitale, prepara i folletti a una notte di shopping online… basta un click su Urban Outfitter!

Vorrei…

1 – La rosa Fujifilm Instax Mini 8 Camera in Pink     schermata-2016-11-30-alle-17-41-44

2 – La dolce Elephant Tea Mug                                 schermata-2016-11-30-alle-17-43-34

3 – Il must to have LuMee Perfect Selfie iPhone 6/6s Case 5560443020001_070_b

4 – Le miao  Skinnydip x Zara Martin Kitty Headphones  5560447223421_028_b

5 – Il marmoreo Ohh Deer White Marble Daily Journal    5622443000167_010_b

Astro del ciel

Astro del ciel,
pargol divin,
mite Agnello redentor,
tu che i vati da lungi sognar,
tu che angeliche voci annunziar
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
pargol divin,
mite agnello redentor,
tu disceso a scontare l’error,
tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
pargol divin,
mite agnello redentor,
tu di stirpe regale decor
tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.

Il pianeta degli alberi di Natale di Gianni Rodari

Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.
In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

L’albero dei poveri di Gianni Rodari

Una filastrocca commovente e semplice di Gianni Rodari, dedicata al Natale e alle sue tradizioni

Gianni Rodari nella sua semplicità riesce a smuovere il nostro cuore. Questa semplice poesia, che tutti ricordiamo e abbiamo imparato da bambini, racchiude tutto un mondo di sacrifici e rinunce che erano tipiche di un tempo. Come passare il valore delle cose ai nostri figli che hanno tutto? Le parole sono sempre importanti. Leggete questa poesia con loro, toccherà anche i loro cuoricini.
Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bambini è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori, che frutti buoni
Oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi del pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavalo che spicca il salto.
Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
Sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sui vetri è fiorito:
io lo cancello con un dito.

Gianni Rodari

Il magico Natale di Gianni Rodari

Poesia Natale Gianni Rodari

S‘io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

L’erba dei magi

Ho visto piccole case coloratissime sulla costa e poi d’improvviso enormi grattacieli. E mi chiedevo se lo avevano fatto davvero per guadagnare spazio oppure per vedere più da vicino quel cielo così azzurro da sembrare un mare d’aria. La festa, il Natale, era già tutto intorno a me, in un sogno portoricano di musiche, canti, balli e colori. Gruppi di Trullas, mi han detto di chiamarsi così quei festosi musicisti, andavano di casa in casa suonando i ritmi tradizionali, le Parrandas, come a svegliare la gente, urlando la festa a suon di musica. Questa terra, che fu spagnola, porta ancora addosso i segni di un colonialismo antico ma tutt’oggi presente, in un angolo di mondo incredibilmente latino. Il 24 di Dicembre la festa è grande e a pranzo mi vengono offerti fagioli neri con riso, pollo e maiale asado (arrosto), morcillas e pasteles, le mie preferite e per finire, un dolce a base di risoSan Juan tradisce un’anima festosa e allegra che mi accompagna tutta la giornata in un turbinio di canti e balli tradizionali fino al tramonto. E qui viene il bello.

Vedo le persone prendere dell’erba, verdissima e portarla a casa. Curioso e affascinato, chiesi allora la ricetta della tisana che avrebbero preparato, magari per digerire tutto quello che avevamo mangiato. E come risero alla mia richiesta! L’erba serviva ai Re Magi, che sarebbero passati per le case, la notte. Magari avrebbero avuto bisogno di rifocillarsi un po’ e bere dell’acqua, ecco perché sotto ai letti dei bambini venivano posati un bicchiere e un po’ d’erba. E mentre mi chiedevo come mai i Re Magi mangiassero l’erba e il mio pensiero si spostava sui loro cammelli… una signora mi lasciò la ricetta delle pasteles, che tanto mi erano piaciute.

Per la pasta: 150 g di farina bianca, un uovo, 40 g di burro, sale

Per il ripieno: 100 g di carne di maiale magra macinata, 50 g di prosciutto cotto tritato finemente, 30 g di burro, un bicchierino di marsala, un tuorlo d’uovo, una tazza di béchamel, sale e pepe, farina e burro

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, mettete nel centro il burro fuso a lieve calore e l’uovo leggermente sbattuto con un pizzico di sale. Lavorate la pasta solo quanto basta per formare un impasto al quale darete la forma di una palla, che lascerete riposare per un’ora in una terrina, coperta con un tovagliolo. Fate sciogliere in una casseruola 30 g di burro, unite la carne, sale e pepe e lasciatela rosolare per 10 minuti a fuoco moderato, quindi unite il prosciutto tritato, il marsala e rigirate. Togliete dal fuoco e aggiungete il tuorlo d’uovo, lavorando bene l’impasto con il cucchiaio di legno, quindi unite la béchamel continuando a mescolare. Imburrate e infarinate leggermente 10-12 formine di circa 6 cm di diametro; stendete l’impasto in modo da ottenere una sfoglia sottile che ritaglierete con un bicchiere in un numero di dischi doppio delle formine. Con metà dei dischi foderate le formine, quindi versate in ognuna una parte del composto e coprite con l’altra metà dei dischi, ripiegando verso l’interno il bordo di pasta. Passate in forno già caldo (180 °C) per circa 15 minuti, fino a che la pasta sarà dorata. Da mangiare sia calde sia fredde.

pasteles

 

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Natale in Lituania, un albero da favola

Impossibile resistere alla curiosità di andare a vedere quanto brilla uno degli alberi di Natale più belli del mondo.
Il quotidiano The Guardian ha definito così il grande albero di Vilnius, acceso il 26 novembre nella centrale Piazza della Cattedrale. Perché lo spirito del Natale illumini anche il mercatino nel centro della città, è stata predisposta una rete di 50.000 lampadine, pronte ad accendere lo spirito natalizio di residenti e turisti.

Il sindaco della città, Remigijus Šimašius ha invitato la gente della Lituania a vivere appieno lo spirito del Natale, decorando i loro alberi e festeggiando l’evento con gioia. E dopo un invito così… come non partecipare alla grande festa?

Vilnius

 

Grazie a Arturas Jendovickis per la stupenda foto lasciataci in concessione: trovate ABIJART con le sue meravigliose foto della Lituania qui https://www.facebook.com/abigjart/  – www.abigj.com

La lettera per Babbo Natale di Stella, mamma sull’orlo di una crisi di nervi

Caro Santa

sono Stella e non ti scrivevo da un po’. Dall’ultima lettera che ti ho mandato ne sono successe di cose… Mi sono trasferita a Roma per amore, ho avuto due figli, mi sono sposata, ho adottato un cane, un gatto, ho avuto il terzo figlio e sono diventata socia dello studio legale in cui lavoravo. Continuo ad adorare le barbie e le tende da indiano, ma sono richieste che troverai nella letterina di Giulia, la mia bimba più grande 🙂

Questa lettera invece, è tutta per me che vorrei che questo Natale contenesse un kit di sopravvivenza allo stress e al nervosismo di tutti, che mi portasse una pausa rigenerante per affrontare con una carica ancora maggiore capricci, pannolini, pappe, cause, compiti a casa e gelati spalmati sul divano.

Ecco cosa vorrei:

  • Una giornata alle Terme di Saturnia (qui tutte le amiche ci sono state e dicono sia un paradiso)
  • Un bracciale Fitbit, per avere uno stimolo in più a camminare, fare movimento e prendermi un po’ cura di me…
  • L’abbonamento alla rivista La Cucina Italiana, che contiene sempre una sezione di menu semplici e veloci e qualche approfondimento sulle tecniche di cottura
  • L’aspirapolvere Vileda Autonomo, così potrei mettere la radice quadrata alle mie sessioni di aspirazione dei pavimenti!
  • Il libro L’arte della quiete. Come viaggiare stando fermi
    di Pico Iyer, che promette di farci prendere le giuste distanze dalle ansie quotidiane e farci viaggiare restando fermi
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La lettera di Andrea e Karen, foodie addicted

Caro Babbo Natale,

 

questa lettera la scriviamo in due. Abbiamo oramai 40 anni suonati, ma eccoci a prepararci al Natale come quando eravamo bambini. Non ci perdiamo una puntata di Masterchef, Cucine da Incubo, Unti e bisunti e Bake Off. La nostra libreria pullula di libri di cucina, dalle ricette tradizionali alle preparazioni asiatiche. Ecco allora le nostre richieste per continuare a coltivare assieme questa grande passione:

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Il battesimo più freddo del mondo

Mi avevano detto che il Natale Ortodosso, in Russia, era lungo come l’inverno dei libri di Anton Čechov, che immergersi nel gelo della terza settimana di gennaio sarebbe stato magico. Ed eccomi qui, la notte del 18, ad attendere che si compia un rito nato dalla credenza che il giorno del battesimo di Gesù, l’acqua si faccia santa. E per acqua si intende l’acqua dei fiumi, dei mari e persino quella che sgorga dai rubinetti di casa. E allora io pensavo che avrebbero tolto i guanti, che freddo, e raccolto una boccetta di acqua gelida da portare a casa, sperando che non ghiacci all’improvviso: ci sono 20° gradi sotto zero qui al fiume e il respiro caldo, appena uscito dal naso, si trasforma in una nuvola di ghiaccio.

Macché guanti. Macché boccetta!

Il tempo di togliere i vestiti ed ecco uomini e donne fare il segno della croce e immergere il capo tre volte in quell’acqua incredibilmente gelida! Una croce incisa sulla superficie ghiacciata del fiume permette di accedere alla fonte del rito, che si consuma con la sacralità delle antiche credenze. Mi vien voglia di provare, tempra il fisico dicono, ma basta un cm di pelle nell’acqua per capire che per quest’anno… rubinetto sia!

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La neve calda

Arrivato a Dubai, la mattina di Natale, pensai di essere davvero piccolo. Mi trovai davanti al Burj Khalifa, un palazzo alto 828 metri, il più alto del mondo. Qui salii in cima, con un ascensore che viaggiava a una velocità impressionante, per capire dove andare e vedere l’intera città. Mi colpì la spiaggia enorme che si affacciava su un mare calmo e turchese. Ero sconvolto, da lassù non capivo cosa fosse mare, fiume, piscina… dovevo scendere, anche le vertigini mi stavano pregando di farlo.

Decisi di seguire la folla, alla ricerca di un indizio che fosse Natale anche lì, quando mi trovai davanti all’ennesima enorme costruzione, dalla vetrata della quale potevo scorgere un albero di Natale, decorato e innevato. Ma come era possibile? Ci saranno stati venti gradi per le strade e il mare era caldo e le persone prendevano il sole in spiaggia..

Spinto dalla curiosità mi addentrai nel Dubai Mall, un centro commerciale dove erano presenti ben 1200 negozi. E surreale, nel punto più evidente, spiccava un enorme albero di Natale, che uno strano marchingegno continuava a spruzzare di finissima neve. Imitando i bambini che correvano attorno a questa enorme attrazione, toccai d’istinto quella strana neve. Era calda come non l’avevo mai sentita!

Ma le nuove esperienze non erano finite! Andai al caffè The Majlis, poco distante dall’albero, per bere qualcosa di tiepido. La vista della neve finta e l’aria condizionata paralizzante mi stavano dando alla testa… era impossibile capire in che stagione ci trovassimo! Ordinai allora un cappuccino, o meglio un camelccino mi corressero. Eh sì, perché quello che stavo bevendo era latte di cammello, bianco e caldo come quella strana neve.

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Ghiaccio e fuoco

La Finlandia sa da sempre come custodire la magia del Natale. Qui il ghiaccio sembra caldo se lo sai guardare con gli occhi di un bambino e non è mai troppo tardi per infornare piccoli biscotti speziati e non è mai troppo buio per uscire a cercare cori natalizi improvvisati. Arrivato a Helsinki però, rimasi stupito da qualcosa che davvero non mi aspettavo.

Fuori dalle case, sui selciati e i davanzali, piccole fiamme vibravano imprigionate nel ghiaccio. Era incredibile vederle brillare tra i cristalli, quasi non credevo ai miei occhi. Come era possibile che questi due elementi così lontani non combattessero tra loro?

Il fuoco non scioglieva il ghiaccio e la lanterna cristallina non cedeva acqua alla fiamma. Certo faceva molto freddo, il mio naso gelido ne era un chiaro segnale ma… come avevano fatto? Vedendomi incuriosito, un ragazzo mi invitò ad entrare nel suo giardino. Rimasi stupefatto nel vedere enormi lastre di ghiaccio scolpite con magnifiche forme a tema natalizio. Mi spiegò che in Finlandia, il ghiaccio è una materia prima di semplice reperibilità e che l’arte dello scolpire il ghiaccio è molto diffusa tra gli abitanti di queste zone. Ma non essendoci il tempo necessario ad apprendere la tecnica per scolpire il ghiaccio, mi disse di iniziare con una lanterna aperta e di fare così

Prendere una ciotola in plastica di piccole dimensioni, una piccola candela piatta e larga e il materiale necessario per decorare. Mi suggerì bacche, rametti e brillantini, ma sarebbero andate bene tutte le cose che si prestavano ad essere ghiacciate nell’acqua come fiori, frutti colorati, foglie…

Riempire d’acqua la ciotola, immergevi le decorazioni distribuendole bene verso le pareti esterne, nel punto in cui saranno più visibili. Far galleggiare la candela nel mezzo, lasciando riposare una notte in freezer. La mattina dopo, potrete sformare il ghiaccio e accendere la candela.

Lo spettacolare equilibrio tra fuoco e ghiaccio, non vi lascerà indifferenti.

 

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Una strana visione

Le Hawaii affascinano da sempre i viaggiatori di tutto il mondo, curiosi di vedere con i loro occhi acque cristalline e minacciosi vulcani avvicinarsi e fondersi in un panorama mozzafiato. Le tradizioni e il folclore locale, hanno contribuito a regalarci un’immagine vacanziera e spensierata di questo angolo tropicale d’America.

Il periodo del Natale coincide con l’inizio della stagione turistica e quando arrivai a Waikiki, mi resi subito conto che il Natale sarebbe venuto dal mare. La gente che affollava la spiaggia infatti, aveva portato cibo, seggioline e piccoli tavoli d’appoggio in attesa di qualcosa che certamente sarebbe arrivato dall’acqua. Ignaro delle tradizioni locali mi godetti la brezza marina e approfittai dell’occasione per fare il bagno, prendere il sole e assaggiare il Lomi Lomi di salmone, un ottimo piatto della tradizione locale che condivisi con chi con me condivideva la misteriosa attesa.

Mi dissero che l’avevano preparato lasciando il salmone a bagno in acqua salata per un paio d’ore, cambiandola più volte. L’avevano poi pulito, sfilettato e ridotto in piccoli pezzi per unirlo poi ai pomodori, ridotti in piccoli pezzi e privati della pelle e dei semi. Lo avevano poi lasciato riposare in frigorifero per un’ora circa, ricoperto di ghiaccio, per servirlo poi freddo, accompagnato da cipolla verde ridotta in piccolissimi pezzi.

Stavo gustando questa prelibatezza isolana, quando finalmente mi fu chiaro che cosa stavamo attendendo: Babbo Natale stava arrivando dal mare, su una barca rosso fuoco carica di abeti. Il Natale era arrivato dal mare, fino alle sponde bagnate dal grande Pacifico.

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“Santa e mitragliatrici”

Puzzle, bambole, macchinine, cavalli a dondolo, granate, mitragliatrici, fucili d’assalto, lanciafiamme. Vi sembra uno strano mix? Anche a me. Ma in Arizona, si gioca con fuoco anche a Natale.

Convinti sostenitori della pubblica utilità della personale detenzione delle armi da fuoco, una delle popolazioni più a sud degli USA, affolla ogni anno l’Arizona Scottsville Gun Club per partecipare all’evento locale “Santa e Mitragliatrici” che prevede la tradizionale foto di famiglia con un uomo vestito da Babbo Natale e alcune armi scelte da un arsenale di tutto rispetto. Adulti, bambini, anziani e neonati vengono assistiti da elfi armaioli che indicano la migliore posa per sorreggere gli armamenti scelti.

Non ci fu invenzione più lontana dal Natale che questa nella lontana Arizona.

 

The majestic Monument Valley in winter

The majestic Monument Valley in winter

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Quella luna a testa in giù

Era una di quelle mattine in cui il sole non si fa vedere, ma si fa sentire sulla pelle, forte e chiaro. Arrivare la mattina di Natale a Bangkok era strano, umido, afoso e bellissimo. Avevo iniziato la mia visita a Banglamphu, un quartiere che dà sul fiume che attraversa la grande città, vicino al Palazzo Reale, ai templi, alle botteghe e dopo un paio d’ore, non avevo ancora incontrato nulla che mi facesse capire che era Natale. Era il momento di fare colazione e il posto migliore per farlo mi sembrò una piccola bancarella che vidi a un lato di Khao San Road, la lunghissima via che stavo percorrendo. Qui mangiai la tradizionale colazione thai, ovvero un piatto a base di riso, frutta, uova, pollo e verdure, accompagnato da un tè fumante e profumato, che non fece che aumentare il calore che sentivo. E proprio mentre cercavo una bottega per rinfrescarmi con dell’acqua, vidi lui, un piccolo Babbo Natale di stoffa, appeso a una mezza luna a testa in giù. Dovevo aver visto male, il caldo mi stava dando alla testa… cosa ci faceva Babbo Natale lì in alto? E poi, perché la luna se ne stava con le punte rivolte verso il basso? Chiesi in giro, ma tutti mi spiegarono che rappresentava Santa Klaus che scende dal cielo per dare i doni ai bambini…

Che strano pensai, non lo avevo mai visto così vicino alla luna. E poi il tempo, quel giorno, passò veloce come il vento. Non avevo mai visto una città così capace di ruotare su se stessa tutto il giorno, lenta e confusa al tempo stesso. Era la prima volta che vedevo un mercato galleggiante come quello di Damnoen Saduak, dove arrivai in barca, allontanandomi dalle enormi statue che custodivano il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di giada, che ancora sembravano guardarmi mentre solcavo le acque dense della città. Ero arrivato a 100 km da Bangkok in un soffio, cullato dalla pacatezza delle acque torbide e dolci che sembravano aver fermato il tempo. E invece il tempo era andato avanti, impassibile ed era in un baleno arrivato il momento di godere di un tramonto acceso, abbagliante, che sembrava quasi volerci risvegliare da quello stato di calma in cui eravamo sprofondati in quel mercato fuori dal mondo e dal tempo che conoscevo. E mentre chiacchieravo con un abile e anziano cacciatore di coccodrilli che mi raccontava delle sue avventure al limite del credibile, arrivò il buio, d’un colpo.

E se il buio solitamente confonde le idee, finalmente quella sera mi fu tutto chiaro. La luna splendeva al contrario di come ero abituato a vederla, ed era impressionante, bellissima.

Per festeggiare la soluzione del mistero, mi concedetti il dolce che spopolava quella sera tra le bancarelle sull’acqua, una composta di banane e cocco, avvolta in una foglia di banano. Ecco la ricetta che mi hanno lasciato:

Ingredienti per 4 persone

  • 350 g di banane
  • 120 ml di latte di cocco
  • 60 g di farina di riso
  • 80 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 200 g di scaglie di cocco
  • foglie di banano

Preriscaldate il forno a 150 °C. Sbucciate le banane e insieme agli altri ingredienti lavorateli con un frullatore (ad immersione) fino ad ottenere un impasto dalla consistenza dura. Tenete da parte alcune scaglie di cocco per uso decorativo. Fate cuocere l’impasto in una teglia da forno o una tortiera rivestita di carta da forno per ca. 20 minuti. Per formare dei piccoli coni, tagliate le foglie di banano a quadrati (ca. 10 x 10 cm) arrotolatele e fissatele con uno spiedino per cocktail o uno stuzzicadente. Una volta che l’impasto è cotto, inseritelo nei piccoli coni di foglie di banano (o in piccole ciotole), cospargete con le scaglie di cocco e servite.

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Il pandulce della nonna

La notte della vigilia di Natale, accende la magia di Buenos Aires. Fuochi d’artificio, petardi e… cenone! Eh sì, nonostante la temperatura segni più di 30 gradi, lo spirito natalizio avvolge la città che non sente il bisogno di neve e ghiaccio per dichiararsi natalizia. Luminarie, addobbi e un dolce molto simile al panettone, coccolano vista e il palato con una inconfondibile memoria italiana, frutto di un’antica immigrazione divenuta tradizione. Da Plaza Mayor, una pasticceria aperta nel 1982 da Ricardo Yabhés figlio di padre andaluso e madre italiana, potrete gustare la ricetta originale di Nonna Tita che creò il pandulce mixando il panettone con il pan navideño per andare incontro al gusto dei nipoti ispano-italo-argentini. Questa profumatissima ricetta porta con sé la storia di una pacifica unione di popoli e famiglie, interpretata dalla materna creatività di una cuoca straordinaria.

Il pandulce di Nonna Tita

Ingredienti per due Pandulce:

  • Farina: 750 gr.
  • Lievito di birra: 75 gr.
  • Burro: 100 gr.
  • Uova: 2 + 1 tuorlo
  • Sale: mezzo cucchiaino
  • Essenza di vaniglia: 2 cucchiaini
  • Scorza di limone: una cucchiaiata
  • Estratto di malto: un cucchiaino
  • Acqua di fiori di arancio: mezzo cucchiaino
  • Zucchero: 125 gr.
  • Latte tiepido: 200 cc.
  • Cognac per la macerazione della frutta
  • Noci: 100 gr.
  • Mandorle: 100 gr.
  • Uvetta senza semi: 100 gr.
  • Ciliegie al marraschino: 100 gr.

Mezz’ora prima d’iniziare la preparazione, immergere i frutti secchi e l’uvetta nel cognac (il pan dolce si deve mettere a lievitare prima senza frutta e dopo con la frutta). In un tegame mettere il latte tiepido con il lievito. Sciogliere a fuoco basso, con le dita, con un cucchiaio di zucchero e un pò di farina. Mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno. Questo impasto deve gonfiarsi al caldo.

Nel frattempo, collocare sul tavolo di lavoro, la farina a forma di corona, il burro morbido, lo zucchero e mescolare. Aggiungere l’estratto di malto, che aiuta a fermentare e mantenere il pane fresco a lungo. Aggiungere l’essenza di vaniglia, l’acqua di fiori di arancio, la scorza di limone, le uova e il tuorlo, l’impasto di lievito preparato prima con un pò di farina su di esso. Aggiungere sopra un pizzico di sale.

Lavorare con le mani, formando una massa cercando di impastarla senza premere sul tavolo. Formare una palla, e lavorarla un’altra volta. Lasciare riposare e lievitare in un recipiente fino a quando lo riempie. Aggiungere la frutta, lavorare l’impasto un altro pò, metterlo nei due stampi e lasciare lievitare.

Fare un taglio a forma di triangolo sulla superficie, e infornare soavemente per 2 ore. Dopo 30 minuti di forno, pennellare le forme con un uovo sbattuto senza quasi toglierle dal forno.

Ricetta di Natale Pandulce

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Il tè delle feste secondo Royal Copenhagen

Tè, zucchero, biscotti… a Natale ogni cosa ha bisogno del suo abito delle feste. Royal Copenhagen svela la sua anima decorativa con un servizio ispirato alle ghirlande di natale. Maialini infiocchettati, burattini, cuori e cavalli a dondolo vi stupiranno sul servizio da tè più magico di questo Natale. Bere il tè sarà come fare un viaggio tra omini di pan di zenzero, stelle e cristalli di neve.

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