Categoria: Mondo

Le tradizioni del Natale da tutto il mondo

Buona Vigilia di Natale

Buona Vigilia di Natale

Per tradizione festeggiate la Vigilia di Natale? Ecco i nostri consigli per una stupenda festa della Vigilia: dalle card di auguri, alle canzoni, il menù e la tavola. E Buona Vigilia di Natale a tutti voi!

Buona Vigilia di Natale! Anche a te! Auguri! Mi sembra già di sentirvi… anche voi festeggiate la Vigilia? Ma i regali li aprite a mezzanotte o aspettate comunque la mattina?
Ecco i consigli dai folletti di Magic Blitzen per una magica Vigilia di Natale, con l’approvazione di Babbo Natale!

Intanto per voi tre immagini da scaricare e stampare per i vostri auguri di Natale!

Buona Vigilia di Natale: biglietti di auguri

Buona Vigilia di Natale

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Buona Vigilia di Natale auguri

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Buona Vigilia di Natale pace
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Perché si festeggia la Vigilia di Natale

La veglia notturna della vigilia rappresenta l’attesa della nascita di Dio che si fa uomo: durante la serata si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara e raccoglie per la messa di mezzanotte e, soprattutto in era moderna, ci si cambia un regalo per festeggiare.
L’usanza di festeggiare la sera della vigilia è propria soprattutto dei paesi del Nord Europa, quelli scandinavi e del Nord America. Fino a qualche anno fa anche in Italia le tradizioni erano scrupolosamente seguite e nel centro e nel sud Italia era d’obbligo il cenone del 24 mentre al Nardo il pranzo di Natale. Ora ogni famiglia ha le proprie consuetudini.

Cosa si mangia la vigilia di Natale

La Vigilia di Natale è tradizionalmente di magro: per la religione cattolica è uno dei momenti più sacri dell’anno e la carne è assolutamente vietata, in segno di rispetto verso il bimbo che sta per nascere nella capanna di Betlemme, in totale povertà. Questo “divieto” si è trasformato nella tradizione di mangiare pesce.

Idee per il menù della Vigilia di Natale

Il menù della Vigilia di Natale deve essere di pesce. Ecco alcune idee per antipasti, primi, secondi e contorni.
Antipasti per la Vigilia di Natale
– Capesante gratinate
– Puré di sedano rapa con gamberone scottato nel burro (da servire in bicchierini piccolissimi!)
– Immancabili le tartine miste, con salmone, gamberetti, mousse di tonno. Da servire con pane in cassetta tostato
– Polpo lessato con patate (una variazione? Invece che le patate lesse a cubetti, servitelo su un purè
Primi per la Vigilia di Natale
– Tagliolini con pesto di pistacchi (appena scolati i tagliolini, conditeli subito con il pesto di pistacchi e dei gamberi crudi, freschissimi)
– Lasagne di mare: molto laboriose ma potete anche prepararle in anticipo e congelarle!
– Quenelle di polenta con baccalà mantecato
Idee per i secondi di Natale
– A Natale ci vuole un bel fritto misto!
– Branzino al forno con verdure (carote e zucchine)
– Anguilla arrosto
Contorni di Natale
Una bella insalata aiuta la digestione e serve da intermezzo tra le portate: preparatela con insalata iceberg, cavolfiore bollito, julien di carote, melograno
Dolci di Natale
Panettone e pandoro con creme. Ma anche una bella pannacotta decorata con il melograno. O una stupenda pavlova.
Non dimenticate la frutta: uva, ananas, melograno. Che portano anche un po’ fortuna!

Idee per decorare la tavola alla Vigilia di Natale 

Tavola di Natale decorazioni con bacche e cannella Tavola di Natale illuminata tutto in bianco Vigilia di Natale decorazioni per la tavola naturali e semplici con rametti di rosmarino e tessuti naturali Vigilia di Natale: decorazione facile - Pere dorate

I regali a mezzanotte o la mattina?

Secondo la tradizione i regali andrebbero aperti a mezzanotte ma anche questo dipende dalle usanze di ogni famiglia. Ai bimbi piace aspettare l’arrivo di Babbo Natale, di notte, e quindi si aspettano di trovare i regali sotto l’albero la mattina.

 

E tu? Quando festeggi il Natale? Raccontaci le tradizioni della tua casa nei commenti!

Tronchetto di Natale con panettone

Tronchetto di Natale con panettone

Quando si avvicina il Natale il Panettone in casa non manca mai! Motivo in più per provare questa ricetta dolcissima, che piacerà a tutti!

 

tronchetto di natale panettone con decorazioni di zuccheroGli ingredienti per il tronchetto a natale con il Panettone: 3 fette di panettone, 200g di crema al mascarpone (montate2 uova, 250g di mascarpone, 65g di zucchero), un cucchiaio di crema di nocciole, un cucchiaio di caffè. Bagnate le fette di panettone con latte e caffè, spalmate la crema e poi arrotolate aiutandovi con della pellicola.
Bisogna lasciare riposare il rotolo in frigo per una notte in modo che rimanga bello solido. Poi copritelo con la crema  avanzata alla quale potete aggiungere una ganache al cioccolato per rendere il colore più vicino a quello del tronco di un albero. Decorate e servite!

Il pub che libera Lo Hobbit che è in noi

Se non amate i piedi pelosi, i canti celtici, i racconti di paura attorno al fuoco, le orecchie a punta, le leggende degli elfi e pensate che nel bosco non ci sia magia alcuna, smettete di leggere ora.


Il luogo dove stiamo per condurvi si trova infatti nel cuore di “Hobbiton” in Nuova Zelanda ed è dedicato a tutti quelli che hanno ripetuto almeno cento volte “il mio tesssoro” e si sono sparati maratone cinematografiche a base di “Il Signore degli Anelli”, “Lo Hobbit” , molti pop corn al burro e svariati sogni fantasy tra un episodio e l’altro della saga.

I veri appassionati di Tolkien potranno camminare sugli stessi prati dei loro beniamini esplorando uno dei set cinematografici più celebri degli ultimi tempi, finalmente reso accessibile per tutti quelli che riescono a raggiungere la remota località di Mamata.

Ma dopo un giro (rigorosamente a piedi nudi) sui prati di Hobbiton e un emozionante tour alla scoperta delle chicche del luogo, arriverà finalmente il momento di riposare piedoni e spirito celtico, abbandonandosi alla festa de “Il Drago Verde. Il pub, in perfetto stile Hobbit, vi accoglierà con sidri e birre artigianali, invitandovi a cantare e brindare con la stessa spensieratezza di Frodo, Sam, Merry e Pipino.

E se non avete in programma di andare a breve in Nuova Zelanda, restate in contatto su Facebook con la compagnia de Il Drago Verde seguendo la pagina @GreenDragonHobbiton.

Christmasween

In Alaska il gelo mi prendeva gli occhi, il naso, la bocca e le mani. Era splendido il candore della neve che non si interrompeva mai e il Natale sembrava aver trovato la sua casa in questa terra magnetica e gelida che offriva il riverbero ideale alle decorazioni e una strana luce densa nel cielo. Dopo aver mangiato qualche frittella con lo sciroppo d’acero in una locanda realizzata interamente in legno, corsi per strada richiamato dal suono dei canti di Natale. La dolcezza, l’innocenza e l’allegria delle loro voci mi riempirono il cuore e non sentivo più il freddo mentre seguivo quella piccola processione di bambini che tenevano in mano bastoni con grandi stelle colorate sulla punta. Cantavano e andavano di casa in casa chiedendo dolci, biscotti e caramelle. Qualcosa dentro di me si risvegliò… somigliava tanto a quella serata americana di Ottobre… ma a Natale niente scherzetto, le streghe sono in vacanza.

 

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Alle tre in punto

Io a Londra ero già stato qualche volta e pensavo di conoscerla bene. Avevo usato il telefono a gettoni solo per entrare in quelle bellissime cabine rosse, attraversato le stesse strisce pedonali dei Beatles facendo una foto con gli amici e mangiato fish & chips. Ma non avevo idea di come potesse essere bella a Natale. Il Big Ben era lì, quel giorno, al solito posto. Eppure sembrava differente, più luminoso. Le luminarie che invadevano la città si specchiavano sul Tamigi e io ero abbagliato, affascinato, disorientato. Camminai seguendo le luci che definivano le strade della città, ipnotizzato dal romanticismo travolgente che sembrava avvolgere l’aria, quell’aria gelida in effetti, che mi aveva fatto venire voglia di un bel tè nero, accompagnato dai biscotti al burro che ricordavo bene.

E proprio nella sala da tè incontrai una compagnia di vecchie signore, che mi invitarono al loro tavolo. “Non vorrà andare via senza aver assaggiato il mio Christmas Pudding?”

Fu l’inizio di un’amicizia strana, durata una mezza indimenticabile giornata. Arrivati a casa, Ellen distribuì i compiti per la preparazione del pranzo. Tra quattro ore sarebbero arrivati figli e nipoti, non potevamo tardare! Il tacchino era già in forno, la salsa ai mirtilli pronta. Mentre disponevo le stoviglie sul tavolo, vidi lei e le amiche preparare il Christmas Pudding così: presero 450g di frutta passa, un’arancia, una mela, 11 cucchiai di brandy, 225g di zucchero a velo, 100g di zucchero di canna, 175g di burro, 2 uova, 100g di farina, 1/4 di bustina di lievito per dolci, 40g di pan carrè, 40g di mandorle,zenzero, cannella e noce moscata.

Imburrarono la forma del pudding posizionando sul fondo della carta da forno per prevenire eventuale pasta attaccata. Iniziarono a formare l’impasto mettendo in una ciotola la frutta passa a pezzetti con mela a pezzetti, succo d’arancia e scorza d’arancia, in ammollo in 4 cucchiai di brandy. In un’altra ciotola invece lavorarono 75g di burro con lo zucchero di canna, quando fu ben omogeneo aggiunsero le uova. Continuarono unendo anche la farina, il lievito, il pan carrè e le mandorle tritate nel mixer. Speziarono con zenzero, cannella, noce moscata. Unirono anche la frutta. Mescolarono per bene e versarono nella forma del pudding imburrata. Ricoprirono la ciotola del pudding con della carta stagnola ancorata ai bordi e fecero una striscia di stagnola che servì come aiuto per togliere la ciotola dall’acqua bollente. Scelsero la pentola giusta per il bagnomaria e posizionarono tra il fondo della pentola e la ciotola del pudding un tappo di un barattolo di marmellata, giusto per distanziare il pudding dal fuoco diretto. Riempirono la pentola per più di metà e posizionarci il pudding. Cossero a fuoco lento per 7 ore. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e lo tolsero dalla sua forma. In un pentolino scaldarono 4 cucchiai di brandy e portare in tavola il christmas pudding versandoci sopra il brandy e dandogli fuoco. Ecco il flambé! Lo servirono con dell’ottima crema inglese.

Alla fine del pranzo, finalmente era il momento di mangiarlo. Mi chiedevo se sarebbe toccata a me la moneta di cioccolato della fortuna quando, alle tre in punto, tutto si fermò.

La televisione accesa, la tavola silente. Apparse sul grande schermo una signora anziana, con una grande corona in testa. Stava per iniziare il discorso della regina, il Christmas Pudding e la mia gola dovevano aspettare.

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Il Natale nel mondo

Magic Blitzen ha girato il mondo tante volte, con l’animo gonfio  di speranze per l’attesa del nuovo anno che arriva, gli occhi pieni di gioia, dei volti dei bimbi con il naso in alto a cercarlo tra le nuvole, la musica nel cuore, la mente fissa sulle coordinate, timone nella notte dove il tempo è sospeso ma veloce. La Notte di Natale.
Vola, fulmine nell’aria, tra un fuso orario e l’altro, nel freddo del vento.
Sotto un unico cielo di stelle.

Do You know Dasher and Dancer, Prancer and Vixen, Comet, Cupid, Donner, but do you, do you know Blitzen?

MagicBlitzen.com è l’unico sito per chi ama il Natale davvero. Sbircia dalle finestre appannate dell’inverno il sogno di questa festa, magica, nostalgica, anche un po’ kitsch.

Storie da tutti i paesi del mondo

Blitzen ha girato il mondo e lo racconta qui: ricette, ispirazioni, luoghi, viaggi, tradizioni.

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L’erba dei magi

Ho visto piccole case coloratissime sulla costa e poi d’improvviso enormi grattacieli. E mi chiedevo se lo avevano fatto davvero per guadagnare spazio oppure per vedere più da vicino quel cielo così azzurro da sembrare un mare d’aria. La festa, il Natale, era già tutto intorno a me, in un sogno portoricano di musiche, canti, balli e colori. Gruppi di Trullas, mi han detto di chiamarsi così quei festosi musicisti, andavano di casa in casa suonando i ritmi tradizionali, le Parrandas, come a svegliare la gente, urlando la festa a suon di musica. Questa terra, che fu spagnola, porta ancora addosso i segni di un colonialismo antico ma tutt’oggi presente, in un angolo di mondo incredibilmente latino. Il 24 di Dicembre la festa è grande e a pranzo mi vengono offerti fagioli neri con riso, pollo e maiale asado (arrosto), morcillas e pasteles, le mie preferite e per finire, un dolce a base di risoSan Juan tradisce un’anima festosa e allegra che mi accompagna tutta la giornata in un turbinio di canti e balli tradizionali fino al tramonto. E qui viene il bello.

Vedo le persone prendere dell’erba, verdissima e portarla a casa. Curioso e affascinato, chiesi allora la ricetta della tisana che avrebbero preparato, magari per digerire tutto quello che avevamo mangiato. E come risero alla mia richiesta! L’erba serviva ai Re Magi, che sarebbero passati per le case, la notte. Magari avrebbero avuto bisogno di rifocillarsi un po’ e bere dell’acqua, ecco perché sotto ai letti dei bambini venivano posati un bicchiere e un po’ d’erba. E mentre mi chiedevo come mai i Re Magi mangiassero l’erba e il mio pensiero si spostava sui loro cammelli… una signora mi lasciò la ricetta delle pasteles, che tanto mi erano piaciute.

Per la pasta: 150 g di farina bianca, un uovo, 40 g di burro, sale

Per il ripieno: 100 g di carne di maiale magra macinata, 50 g di prosciutto cotto tritato finemente, 30 g di burro, un bicchierino di marsala, un tuorlo d’uovo, una tazza di béchamel, sale e pepe, farina e burro

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, mettete nel centro il burro fuso a lieve calore e l’uovo leggermente sbattuto con un pizzico di sale. Lavorate la pasta solo quanto basta per formare un impasto al quale darete la forma di una palla, che lascerete riposare per un’ora in una terrina, coperta con un tovagliolo. Fate sciogliere in una casseruola 30 g di burro, unite la carne, sale e pepe e lasciatela rosolare per 10 minuti a fuoco moderato, quindi unite il prosciutto tritato, il marsala e rigirate. Togliete dal fuoco e aggiungete il tuorlo d’uovo, lavorando bene l’impasto con il cucchiaio di legno, quindi unite la béchamel continuando a mescolare. Imburrate e infarinate leggermente 10-12 formine di circa 6 cm di diametro; stendete l’impasto in modo da ottenere una sfoglia sottile che ritaglierete con un bicchiere in un numero di dischi doppio delle formine. Con metà dei dischi foderate le formine, quindi versate in ognuna una parte del composto e coprite con l’altra metà dei dischi, ripiegando verso l’interno il bordo di pasta. Passate in forno già caldo (180 °C) per circa 15 minuti, fino a che la pasta sarà dorata. Da mangiare sia calde sia fredde.

pasteles

 

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Lo chiamavano Santakuro

Babbo Natale in Giappone Santakuro

Ci sono paesi in cui la celebrazione del Natale è una tradizione recente. Arrivato in Giappone, mi raccontarono infatti che la prima volta che i bambini conobbero il natale fu nel 1875 a Tokyo, presso la Scuola Harajo di Ginza, quando un Babbo Natale vestito come un samurai apparve durante la celebrazione del Natale cristiano. Alcuni anni dopo, nel 1898, venne pubblicato un libro per bambini su Babbo Natale, chiamato Santakuro che fondeva la tradizione dei manga nipponici all’internazionale figura di Santa claus. Circa cent’anni dopo, nel dicembre del 1970, il Colonnello Sanders e la sua catena KFC apparvero in Giappone, con una campagna di marketing di grande successo, tale da creare una nuova “tradizione” in Giappone, quella di mangiare pollo fritto alla vigilia di Natale. E difatti in Giappone tutt’ora, non è raro incontrare enormi file davanti ai negozi KFC proprio il giorno del 25 Dicembre. Se voleste stupire ospiti nipponici, tuttavia senza recarvi da KFC, ecco una gustosa di ricetta di pollo fritto, da provare assolutamente!

Ingredienti per 4 persone:

12 coscette di pollo
500 ml di latte
310 gr di farina
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino di paprika
mezzo cucchiaino di pepe
olio per friggere
sale
pepe

Lasciate marinare per una notte in frigorifero il pollo immerso nel latte (450 ml circa). Tiratelo fuori circa mezz’ora prima della preparazione e preriscaldate il forno a 180°. Mescolate farina, sale, pepe, timo, paprika e pepe in una ciotola, aggiungete 50 ml di latte e mescolate bene con una forchetta fino a eliminare tutti i grumi. Scaldate l’olio per la frittura in una padella grande e friggetevi il pollo marinato che avrete passato nel misto di farina e latte premendo in maniera che la carne venga coperta completamente. Friggete il pollo su un lato per 5-7 minuti nella padella con il coperchio quindi giratelo e friggetelo per altri 3-5 minuti dall’altro lato: a questo punto trasferitelo in forno per una decina di minuti completandone cottura e doratura.

La neve calda

Arrivato a Dubai, la mattina di Natale, pensai di essere davvero piccolo. Mi trovai davanti al Burj Khalifa, un palazzo alto 828 metri, il più alto del mondo. Qui salii in cima, con un ascensore che viaggiava a una velocità impressionante, per capire dove andare e vedere l’intera città. Mi colpì la spiaggia enorme che si affacciava su un mare calmo e turchese. Ero sconvolto, da lassù non capivo cosa fosse mare, fiume, piscina… dovevo scendere, anche le vertigini mi stavano pregando di farlo.

Decisi di seguire la folla, alla ricerca di un indizio che fosse Natale anche lì, quando mi trovai davanti all’ennesima enorme costruzione, dalla vetrata della quale potevo scorgere un albero di Natale, decorato e innevato. Ma come era possibile? Ci saranno stati venti gradi per le strade e il mare era caldo e le persone prendevano il sole in spiaggia..

Spinto dalla curiosità mi addentrai nel Dubai Mall, un centro commerciale dove erano presenti ben 1200 negozi. E surreale, nel punto più evidente, spiccava un enorme albero di Natale, che uno strano marchingegno continuava a spruzzare di finissima neve. Imitando i bambini che correvano attorno a questa enorme attrazione, toccai d’istinto quella strana neve. Era calda come non l’avevo mai sentita!

Ma le nuove esperienze non erano finite! Andai al caffè The Majlis, poco distante dall’albero, per bere qualcosa di tiepido. La vista della neve finta e l’aria condizionata paralizzante mi stavano dando alla testa… era impossibile capire in che stagione ci trovassimo! Ordinai allora un cappuccino, o meglio un camelccino mi corressero. Eh sì, perché quello che stavo bevendo era latte di cammello, bianco e caldo come quella strana neve.

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Ghiaccio e fuoco

La Finlandia sa da sempre come custodire la magia del Natale. Qui il ghiaccio sembra caldo se lo sai guardare con gli occhi di un bambino e non è mai troppo tardi per infornare piccoli biscotti speziati e non è mai troppo buio per uscire a cercare cori natalizi improvvisati. Arrivato a Helsinki però, rimasi stupito da qualcosa che davvero non mi aspettavo.

Fuori dalle case, sui selciati e i davanzali, piccole fiamme vibravano imprigionate nel ghiaccio. Era incredibile vederle brillare tra i cristalli, quasi non credevo ai miei occhi. Come era possibile che questi due elementi così lontani non combattessero tra loro?

Il fuoco non scioglieva il ghiaccio e la lanterna cristallina non cedeva acqua alla fiamma. Certo faceva molto freddo, il mio naso gelido ne era un chiaro segnale ma… come avevano fatto? Vedendomi incuriosito, un ragazzo mi invitò ad entrare nel suo giardino. Rimasi stupefatto nel vedere enormi lastre di ghiaccio scolpite con magnifiche forme a tema natalizio. Mi spiegò che in Finlandia, il ghiaccio è una materia prima di semplice reperibilità e che l’arte dello scolpire il ghiaccio è molto diffusa tra gli abitanti di queste zone. Ma non essendoci il tempo necessario ad apprendere la tecnica per scolpire il ghiaccio, mi disse di iniziare con una lanterna aperta e di fare così

Prendere una ciotola in plastica di piccole dimensioni, una piccola candela piatta e larga e il materiale necessario per decorare. Mi suggerì bacche, rametti e brillantini, ma sarebbero andate bene tutte le cose che si prestavano ad essere ghiacciate nell’acqua come fiori, frutti colorati, foglie…

Riempire d’acqua la ciotola, immergevi le decorazioni distribuendole bene verso le pareti esterne, nel punto in cui saranno più visibili. Far galleggiare la candela nel mezzo, lasciando riposare una notte in freezer. La mattina dopo, potrete sformare il ghiaccio e accendere la candela.

Lo spettacolare equilibrio tra fuoco e ghiaccio, non vi lascerà indifferenti.

 

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Una strana visione

Le Hawaii affascinano da sempre i viaggiatori di tutto il mondo, curiosi di vedere con i loro occhi acque cristalline e minacciosi vulcani avvicinarsi e fondersi in un panorama mozzafiato. Le tradizioni e il folclore locale, hanno contribuito a regalarci un’immagine vacanziera e spensierata di questo angolo tropicale d’America.

Il periodo del Natale coincide con l’inizio della stagione turistica e quando arrivai a Waikiki, mi resi subito conto che il Natale sarebbe venuto dal mare. La gente che affollava la spiaggia infatti, aveva portato cibo, seggioline e piccoli tavoli d’appoggio in attesa di qualcosa che certamente sarebbe arrivato dall’acqua. Ignaro delle tradizioni locali mi godetti la brezza marina e approfittai dell’occasione per fare il bagno, prendere il sole e assaggiare il Lomi Lomi di salmone, un ottimo piatto della tradizione locale che condivisi con chi con me condivideva la misteriosa attesa.

Mi dissero che l’avevano preparato lasciando il salmone a bagno in acqua salata per un paio d’ore, cambiandola più volte. L’avevano poi pulito, sfilettato e ridotto in piccoli pezzi per unirlo poi ai pomodori, ridotti in piccoli pezzi e privati della pelle e dei semi. Lo avevano poi lasciato riposare in frigorifero per un’ora circa, ricoperto di ghiaccio, per servirlo poi freddo, accompagnato da cipolla verde ridotta in piccolissimi pezzi.

Stavo gustando questa prelibatezza isolana, quando finalmente mi fu chiaro che cosa stavamo attendendo: Babbo Natale stava arrivando dal mare, su una barca rosso fuoco carica di abeti. Il Natale era arrivato dal mare, fino alle sponde bagnate dal grande Pacifico.

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“Santa e mitragliatrici”

Puzzle, bambole, macchinine, cavalli a dondolo, granate, mitragliatrici, fucili d’assalto, lanciafiamme. Vi sembra uno strano mix? Anche a me. Ma in Arizona, si gioca con fuoco anche a Natale.

Convinti sostenitori della pubblica utilità della personale detenzione delle armi da fuoco, una delle popolazioni più a sud degli USA, affolla ogni anno l’Arizona Scottsville Gun Club per partecipare all’evento locale “Santa e Mitragliatrici” che prevede la tradizionale foto di famiglia con un uomo vestito da Babbo Natale e alcune armi scelte da un arsenale di tutto rispetto. Adulti, bambini, anziani e neonati vengono assistiti da elfi armaioli che indicano la migliore posa per sorreggere gli armamenti scelti.

Non ci fu invenzione più lontana dal Natale che questa nella lontana Arizona.

 

The majestic Monument Valley in winter

The majestic Monument Valley in winter

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Quella luna a testa in giù

Era una di quelle mattine in cui il sole non si fa vedere, ma si fa sentire sulla pelle, forte e chiaro. Arrivare la mattina di Natale a Bangkok era strano, umido, afoso e bellissimo. Avevo iniziato la mia visita a Banglamphu, un quartiere che dà sul fiume che attraversa la grande città, vicino al Palazzo Reale, ai templi, alle botteghe e dopo un paio d’ore, non avevo ancora incontrato nulla che mi facesse capire che era Natale. Era il momento di fare colazione e il posto migliore per farlo mi sembrò una piccola bancarella che vidi a un lato di Khao San Road, la lunghissima via che stavo percorrendo. Qui mangiai la tradizionale colazione thai, ovvero un piatto a base di riso, frutta, uova, pollo e verdure, accompagnato da un tè fumante e profumato, che non fece che aumentare il calore che sentivo. E proprio mentre cercavo una bottega per rinfrescarmi con dell’acqua, vidi lui, un piccolo Babbo Natale di stoffa, appeso a una mezza luna a testa in giù. Dovevo aver visto male, il caldo mi stava dando alla testa… cosa ci faceva Babbo Natale lì in alto? E poi, perché la luna se ne stava con le punte rivolte verso il basso? Chiesi in giro, ma tutti mi spiegarono che rappresentava Santa Klaus che scende dal cielo per dare i doni ai bambini…

Che strano pensai, non lo avevo mai visto così vicino alla luna. E poi il tempo, quel giorno, passò veloce come il vento. Non avevo mai visto una città così capace di ruotare su se stessa tutto il giorno, lenta e confusa al tempo stesso. Era la prima volta che vedevo un mercato galleggiante come quello di Damnoen Saduak, dove arrivai in barca, allontanandomi dalle enormi statue che custodivano il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di giada, che ancora sembravano guardarmi mentre solcavo le acque dense della città. Ero arrivato a 100 km da Bangkok in un soffio, cullato dalla pacatezza delle acque torbide e dolci che sembravano aver fermato il tempo. E invece il tempo era andato avanti, impassibile ed era in un baleno arrivato il momento di godere di un tramonto acceso, abbagliante, che sembrava quasi volerci risvegliare da quello stato di calma in cui eravamo sprofondati in quel mercato fuori dal mondo e dal tempo che conoscevo. E mentre chiacchieravo con un abile e anziano cacciatore di coccodrilli che mi raccontava delle sue avventure al limite del credibile, arrivò il buio, d’un colpo.

E se il buio solitamente confonde le idee, finalmente quella sera mi fu tutto chiaro. La luna splendeva al contrario di come ero abituato a vederla, ed era impressionante, bellissima.

Per festeggiare la soluzione del mistero, mi concedetti il dolce che spopolava quella sera tra le bancarelle sull’acqua, una composta di banane e cocco, avvolta in una foglia di banano. Ecco la ricetta che mi hanno lasciato:

Ingredienti per 4 persone

  • 350 g di banane
  • 120 ml di latte di cocco
  • 60 g di farina di riso
  • 80 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 200 g di scaglie di cocco
  • foglie di banano

Preriscaldate il forno a 150 °C. Sbucciate le banane e insieme agli altri ingredienti lavorateli con un frullatore (ad immersione) fino ad ottenere un impasto dalla consistenza dura. Tenete da parte alcune scaglie di cocco per uso decorativo. Fate cuocere l’impasto in una teglia da forno o una tortiera rivestita di carta da forno per ca. 20 minuti. Per formare dei piccoli coni, tagliate le foglie di banano a quadrati (ca. 10 x 10 cm) arrotolatele e fissatele con uno spiedino per cocktail o uno stuzzicadente. Una volta che l’impasto è cotto, inseritelo nei piccoli coni di foglie di banano (o in piccole ciotole), cospargete con le scaglie di cocco e servite.

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Il pandulce della nonna

La notte della vigilia di Natale, accende la magia di Buenos Aires. Fuochi d’artificio, petardi e… cenone! Eh sì, nonostante la temperatura segni più di 30 gradi, lo spirito natalizio avvolge la città che non sente il bisogno di neve e ghiaccio per dichiararsi natalizia. Luminarie, addobbi e un dolce molto simile al panettone, coccolano vista e il palato con una inconfondibile memoria italiana, frutto di un’antica immigrazione divenuta tradizione. Da Plaza Mayor, una pasticceria aperta nel 1982 da Ricardo Yabhés figlio di padre andaluso e madre italiana, potrete gustare la ricetta originale di Nonna Tita che creò il pandulce mixando il panettone con il pan navideño per andare incontro al gusto dei nipoti ispano-italo-argentini. Questa profumatissima ricetta porta con sé la storia di una pacifica unione di popoli e famiglie, interpretata dalla materna creatività di una cuoca straordinaria.

Il pandulce di Nonna Tita

Ingredienti per due Pandulce:

  • Farina: 750 gr.
  • Lievito di birra: 75 gr.
  • Burro: 100 gr.
  • Uova: 2 + 1 tuorlo
  • Sale: mezzo cucchiaino
  • Essenza di vaniglia: 2 cucchiaini
  • Scorza di limone: una cucchiaiata
  • Estratto di malto: un cucchiaino
  • Acqua di fiori di arancio: mezzo cucchiaino
  • Zucchero: 125 gr.
  • Latte tiepido: 200 cc.
  • Cognac per la macerazione della frutta
  • Noci: 100 gr.
  • Mandorle: 100 gr.
  • Uvetta senza semi: 100 gr.
  • Ciliegie al marraschino: 100 gr.

Mezz’ora prima d’iniziare la preparazione, immergere i frutti secchi e l’uvetta nel cognac (il pan dolce si deve mettere a lievitare prima senza frutta e dopo con la frutta). In un tegame mettere il latte tiepido con il lievito. Sciogliere a fuoco basso, con le dita, con un cucchiaio di zucchero e un pò di farina. Mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno. Questo impasto deve gonfiarsi al caldo.

Nel frattempo, collocare sul tavolo di lavoro, la farina a forma di corona, il burro morbido, lo zucchero e mescolare. Aggiungere l’estratto di malto, che aiuta a fermentare e mantenere il pane fresco a lungo. Aggiungere l’essenza di vaniglia, l’acqua di fiori di arancio, la scorza di limone, le uova e il tuorlo, l’impasto di lievito preparato prima con un pò di farina su di esso. Aggiungere sopra un pizzico di sale.

Lavorare con le mani, formando una massa cercando di impastarla senza premere sul tavolo. Formare una palla, e lavorarla un’altra volta. Lasciare riposare e lievitare in un recipiente fino a quando lo riempie. Aggiungere la frutta, lavorare l’impasto un altro pò, metterlo nei due stampi e lasciare lievitare.

Fare un taglio a forma di triangolo sulla superficie, e infornare soavemente per 2 ore. Dopo 30 minuti di forno, pennellare le forme con un uovo sbattuto senza quasi toglierle dal forno.

Ricetta di Natale Pandulce

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