Categoria: Europa

Il natale in Europa

Aurora boreale: ecco come inseguirla e dove

Dal 21 settembre al 21 marzo, la Scandinavia è il teatro di uno degli spettacoli naturali più incredibili al mondo: l’aurora boreale. E se anche voi siete affascinati dall’idea di vedere un cielo acceso da un prisma in continua evoluzione, dovreste seriamente considerare l’idea di iniziare a inseguire l’aurora boreale, per regalare ai vostri occhi quanto di più grandioso possa offrire un cielo del Nord. Abbiamo specificato inseguire, poiché come tutti gli eventi naturali, l’aurora boreale si manifesta senza dare un appuntamento preciso ed è visibile al meglio solo grazie a buone condizioni meteorologiche. Del resto, quante volte ci è già capitato di programmare di vedere quel particolare allineamento astronomico in una notte di nubi?

aurora boreale dove e quando

Ma contando sulla fortuna e sul buon cuore dei cieli del Nord, possiamo avventurarci all’inseguimento di questo magnifico fenomeno, indicato da VisitFinland.com come una delle principali ragioni per recarsi presso queste terre. Siamo sopra al Circolo Polare Artico che con i suoi 30 gradi sotto lo zero, è una delle terre abitate più estreme e selvagge, pronto a regalare forti emozioni e situazioni indimenticabili. Dunque armatevi di pazienza (l’attesa del cielo perfetto può durare anche qualche giorno), di abiti tecnici e pesanti che possano consentirvi di amare i cieli del Nord senza trasformarvi in sardine congelate e di una buona dose di spirito d’avventura: l’aurora boreale vi aspetta, ecco dove!

Aurora boreale in Norvegia

Aurora boreale in Norvegia

Secondo VisitNorwat.it, le Isole Lofoten sono uno degli scenari più magnifici per godere di questo spettacolo ed è proprio qui che si può imparare molto sui cieli grazie al Centro della Luce Polare. In generale, dopo il Circolo Polare Artico tutto il nord della Novegia consente di avvistare l’aurora boreale in molte delle sue terre come Tromsø, Alta e Karasjoknotti dove è possibile passare la notte in tende sami, provare slitte trainate da cani e motoslitte o pescare sul ghiaccio. Su questo sito, troverete informazioni e offerte per partire.

In Svezia

La Lapponia Svedese è secondo Lonely Planet il posto giusto per vederla. In particolare ad Abisko che si trova a 200 chilometri a nord del Circolo Polare Artico. Non per niente qui vi attende l’Aurora Sky Station, dove è possibile guardare il cielo da una seggiovia su cui è meglio salire totalmente asciutti (un po’ di talco sulla pelle potrebbe aiutare): il rischio congelamento è altissimo! Grazie al clima secco, l’assenza di inquinamento atmosferico e luminoso e alle particolari condizioni climatiche, Abisso è una delle località che offrono maggiori possibilità di ammirare l’aurora boreale nel suo massimo splendore… non resta che partire! Ecco su VisitSweden.it alcune indicazioni e offerte di viaggio.

In Finlandia

aurora boreale in finalndia

La Lapponia Settentrionale è famosa per il fatto che qui, l’aurora boreale si può vedere per ben 200 notti all’anno. I sami pensano che un volpe artica, correndo sulle creste dei monti, crei delle scintille al contatto della sua coda con la neve… non resta che sperare che continui a correre, sempre più veloce! A Saariselkä, è possibile vedere l’aurora boreale dal tetto di favolosi igloo termici, al Kakslauttanen Arctic Resort dove vi godrete la notte più magica e luminosa che abbiate mai visto. Non potevamo mancare di segnalarvi il Santa’s Hotel Aurora, dove la magia del Natale incontra lo spettacolo dell’aurora boreale.

 

Le 5 cose epiche da fare in Svezia

Svezia cose da fare

Se hai scelto la Svezia sai già che non farai solo un viaggio ma ti immergerai in un’esperienza selvaggia, onirica e luminosa: ecco le cose che non devi perderti

Come una tazza di caffè gustata durante la fika – la fantastica pausa svedese che fa tanto ridere gli italiani – la Svezia è forte, calda e piena di attività pazzesche che solo i paesi scandinavi possono offrire. Quando ti trovi in Svezia non la vuoi visitare, vuoi fartela entrare dentro, come attraversato dall’audace e luminosa luce del nord.
Partendo da Stoccolma, attraversando paesaggi così magnifici che ti sentirai quasi in un dormiveglia, all’uscita da un sogno meraviglioso, l’avventura svedese ti conquisterà.

Svezia strada innevata

Dormire in una casa sull’albero

L’ultima aggiunta alla collezione Treehotel di camere nella foresta di Harads è appropriatamente chiamata la 7a Sala. Aperto nel 2016, gli alloggi luminosi possono ospitare fino a cinque persone.

Corri sulla costa di Bohuslan

L’ Icebug Xperience annuale è una gara di tre giorni e 50 miglia che puoi correre o camminare lungo la costa svedese occidentale (super fotogenica!). I biglietti della gara comprendono tre pranzi.

Dormi all’IceHotel guidando una slitta con gli Huskies

Le escursioni Nat Geo ti permettono di guidare la tua squadra di Huskies Alaska attraverso la wildlife della Lapponia per poi dormire una notte presso l’ Icehotel.

Guarda la il Reindeer Race

Compra una coperta di lana al Mercato Invernale di Jokkmokk e guarda il Reindeer Race, la gara tra le renne più antica: sono 412 anni che i Sami fanno questo evento.

Bevi un drink (ma non uno qualunque)

Il Bar Hommage di Stoccolma crea “cocktail stagionali” per stagione, bevande ispirate a nomi di strada a Stoccolma, Uppsala e in altre città. Il menu è stampato su una cartolina souvenir.

Pane ai fichi, noci e uvetta

Pane ai fichi noci e uvetta

Il pane ai fichi, noci e uvetta profumerà la vostra casa di autunno

Il pane ai fichi, noci e uvetta è un pane che si preparare nelle prime giornate di autunno e ci conforta mangiato a pezzetti in qualsiasi momento della giornata. Colazioni con il caffè bollente, nel pomeriggio mentre leggiamo un libro e dopo cena, quando tutti sono a letto e tu ancora non riesci a dormire.
Preparatelo per il giorno di San Michele.
Pane fichi, noci e uvetta
Una volta questi ingredienti erano tutti in dispensa, immancabili conserve dall’estate, ora forse dovrete andare a fare la spesa apposta per prepararlo. Ma che soddisfazione. Durerà per diversi oggi, se non vi farete prendere dalla gola.

Ingredienti

Farina 00 g 200 più un po’ – fichi secchi g 100 – uvetta g 100 – gherigli di noce g 100 – latte g 100 – nocciole tostate g 60 – farina di segale g 50 – burro g 40 – zucchero g 40 – pinoli g 20 – lievito di birra g 12 – 2 tuorli – grappa – sale

Mescolate le due farine, il lievito sbricolato. Poi impastateli con il burro, lasciato ammorbidire, lo zucchero, le uova, 1 tuorlo e un pizzico di sale.
Da una parte ammollate l’uvetta nella grappa e strizzatela.
Tritate grossolanamente i fichi, con le noci, le nocciole e i pinoli e incorporate tutta la frutta secca alla pasta.
L’impasto sarà umido e compatto. Mettetelo su una teglia, coperto fa un panno umido e lasciatelo lievitare nel forno con la luce accesa per 3 ore.
Spennellatelo con l’altro tuorlo battuto e fatelo lievitare ancora. Infornate per 40′ a 170°.

Castelli: la Germania che non ti aspetti

Se amate le atmosfere ricche di fascino del Medioevo, i castelli della Baden-Württemberg in Germania è il luogo in cui dovreste trascorrere le prossime vacanze

Ricchi di fascino e storia, i castelli della Germania sono particolarmente semplici da raggiungere in una sola settimana, grazie alla loro concentrazione nella zona di Stoccarda.
Ecco allora sei castelli da visitare, senza dimenticare di dedicare una giornata alla verdissima e splendida città attorno alla quale sono stati edificati secoli fa.

1- Il castello di Hohenzollern

La famiglia Hohenzollern regnò in questo magico castello dall’alto medioevo alla prima guerra mondiale. Guerre, assedi e lunghi periodi di abbandono portarono alla rovina l’edificio originale , oggi celebrato dalla costruzione neogotica voluta dal re Federico Guglielmo IV. Si trova a un’altitudine di 885 metri, una posizione particolarmente strategica e dominante sull’attuale comune di Bisingen.

2 – Altes Schloss, Castello Vecchio

Le origini del castello sono piuttosto modeste. Attorno al 941 venne infatti costruita una fortezza circondata dall’acqua per proteggere un allevamento di cavalli. Su queste fondamenta poi nel XIV secolo, i conti di Württemberg edificarono il castello che sarebbe diventato la loro residenza. La caratteristica pianta a 4 ali e la chiesa evangelica presente al suo interno sono solo alcune tra le attrattive di questo monumento. Le arcate con colonne in stile corinzio e una scalinata che si erge al centro della corte, sapranno lasciarvi a bocca aperta.

3 – Neues Schloss, Castello Nuovo

Le atmosfere barocche di questo castello sapranno conquistarvi e coinvolgervi, in un vero e proprio viaggio emozionante nel tempo. Il duca Carlo Eugenio del Württemberg fece costruire questa imponente residenza dalla caratteristica struttura a tre ali. Il “ferro di cavallo” della pianta, visibile dall’alto, dice molto sulla centralità del corpo mediano e della vita che si svolgeva a corte. La maestosità dell’edificio, tradisce il desiderio del conte di trasformarla in una nuova Versaille.

4 – Il castello di Schloss Solitude

Il duca Carlo Eugenio, stanco della mondanità e delle pressioni sociali, si rifugiò qui, tra i boschi, per trovare la pace e dedicarsi alla caccia. Lo stile rococò perfetto con cui è stato eretto, rappresenta lo stile architettonico dell’epoca (siamo nel 1760) e contribuisce all’unicità di questo edificio. Ma la vera curiosità di questa residenza sta nel sentiero nascosto, lungo ben 13 km che lo collega al castello di Ludwigsburg.

5 – Il Castello di Hohenheim

Questo castello è un dono d’amore. Il Duca Carlo Eugenio infatti, lo fece costruire per donarlo a quella che allora era la sua amante e divenne poi seconda moglie: Francesca di Hohenheim. Ci troviamo nel 1780 e il Duca morì prima di vedere completata l’opera. Il suo successore, che non nutriva lo stesso amore per l’edificio, lo fece cadere in rovina interrompendo i finanziamenti per i lavori. Nel 1818 Re Guglielmo I recuperò il castello, trasformandolo in un istituto di agronomia. L’orto botanico voluto dal Duca e i giardini all’inglese che ne caratterizzano ancora oggi il parco, testimoniano la scelta del Re.

6 – Il Castello di Rosenstein

Ci troviamo sulle sponde del fiume Neckar, su una splendida collina. Qui, nel 1824 Giovanni Salucci realizzò questo magnifico edificio neoclassico, durante il regno di Guglielmo I. Attualmente potete godervi del museo di storia naturale, ospitato dagli ingenti spazi di questa regale costruzione. La commistione tra storia e natura, antichità e modernità è impressionante e coinvolgente, tanto da sembrare naturale come la storia ospitata dalle antiche mura.

 

 

 

 

Stelle, sulle Dolomiti sono più vicine

Cosa c’è di più magico di una notte di stelle?  Abbiamo provato ad addormentarci sotto un cielo stellato d’estate, in spiaggia, ma a tarda notte l’umidità iniziava a salire e abbiamo battuto ritirata. Come sarebbe possibile guardarle in montagna, con il gelo della notte? La sera, in montagna, dopo una buona sciata o una bella camminata, si è soliti ritirarsi a casa, in hotel e godersi il tepore di una buona cena, in totale relax. Ma come sarebbe invece guardare le stelle fino a quando gli occhi si chiudono?

Era il sogno di Raniero Campigotto, gestore del rifugio Col Gallina, che ha deciso di renderlo possibile grazie a una bellissima struttura in legno e vetro, la Starlight Room Dolomites. Per arrivare qui è necessario utilizzare una motoslitta o le ciaspe, risalendo una pendenza circondata dagli splendidi Monti Pallidi e incantata dalla vista delle Dolomiti che la sera si tingono di rosa. Arriverete a una splendida struttura mobile, realizzata interamente dagli artigiani locali.

All’interno della Starlight Room vi attendono tutti i comfort come riscaldamento regolabile, un caldo pigiamone, deliziosi cioccolatini e una degustazione di grappe. Il letto, a una piazza e mezzo ruota secondo le vostre esigenze, mostrandovi la porzione di cielo e panorama che volete ammirare.

Hotel di ghiaccio: i 5 migliori del mondo e perché andarci

Se vi doveste stancare delle stelle, potreste guardare un film o sentire della musica, grazie ai dispositivi di cui la stanza è dotata. Il bagno è esterno e la colazione e la cena inclusi nel prezzo (300 euro a notte) saranno a vostra disposizione presso il rifugio Col Gallina, con un ricco menu di piatti tipici, dall’antipasto al dessert.

Ci troviamo a pochi chilometri da Cortina, in una location esclusiva e genuina allo stesso tempo, perfetta per godere al meglio dello splendido cielo stellato e delle vette innevate che caratterizzano le notti sulle Dolomiti. Per informazioni e prenotazioni, Rifugio Col Gallina, tel. 0436.29.39\ 339.44.25.105.

Foto di Giacomo Pompanin

 

Alle tre in punto

Io a Londra ero già stato qualche volta e pensavo di conoscerla bene. Avevo usato il telefono a gettoni solo per entrare in quelle bellissime cabine rosse, attraversato le stesse strisce pedonali dei Beatles facendo una foto con gli amici e mangiato fish & chips. Ma non avevo idea di come potesse essere bella a Natale. Il Big Ben era lì, quel giorno, al solito posto. Eppure sembrava differente, più luminoso. Le luminarie che invadevano la città si specchiavano sul Tamigi e io ero abbagliato, affascinato, disorientato. Camminai seguendo le luci che definivano le strade della città, ipnotizzato dal romanticismo travolgente che sembrava avvolgere l’aria, quell’aria gelida in effetti, che mi aveva fatto venire voglia di un bel tè nero, accompagnato dai biscotti al burro che ricordavo bene.

E proprio nella sala da tè incontrai una compagnia di vecchie signore, che mi invitarono al loro tavolo. “Non vorrà andare via senza aver assaggiato il mio Christmas Pudding?”

Fu l’inizio di un’amicizia strana, durata una mezza indimenticabile giornata. Arrivati a casa, Ellen distribuì i compiti per la preparazione del pranzo. Tra quattro ore sarebbero arrivati figli e nipoti, non potevamo tardare! Il tacchino era già in forno, la salsa ai mirtilli pronta. Mentre disponevo le stoviglie sul tavolo, vidi lei e le amiche preparare il Christmas Pudding così: presero 450g di frutta passa, un’arancia, una mela, 11 cucchiai di brandy, 225g di zucchero a velo, 100g di zucchero di canna, 175g di burro, 2 uova, 100g di farina, 1/4 di bustina di lievito per dolci, 40g di pan carrè, 40g di mandorle,zenzero, cannella e noce moscata.

Imburrarono la forma del pudding posizionando sul fondo della carta da forno per prevenire eventuale pasta attaccata. Iniziarono a formare l’impasto mettendo in una ciotola la frutta passa a pezzetti con mela a pezzetti, succo d’arancia e scorza d’arancia, in ammollo in 4 cucchiai di brandy. In un’altra ciotola invece lavorarono 75g di burro con lo zucchero di canna, quando fu ben omogeneo aggiunsero le uova. Continuarono unendo anche la farina, il lievito, il pan carrè e le mandorle tritate nel mixer. Speziarono con zenzero, cannella, noce moscata. Unirono anche la frutta. Mescolarono per bene e versarono nella forma del pudding imburrata. Ricoprirono la ciotola del pudding con della carta stagnola ancorata ai bordi e fecero una striscia di stagnola che servì come aiuto per togliere la ciotola dall’acqua bollente. Scelsero la pentola giusta per il bagnomaria e posizionarono tra il fondo della pentola e la ciotola del pudding un tappo di un barattolo di marmellata, giusto per distanziare il pudding dal fuoco diretto. Riempirono la pentola per più di metà e posizionarci il pudding. Cossero a fuoco lento per 7 ore. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e lo tolsero dalla sua forma. In un pentolino scaldarono 4 cucchiai di brandy e portare in tavola il christmas pudding versandoci sopra il brandy e dandogli fuoco. Ecco il flambé! Lo servirono con dell’ottima crema inglese.

Alla fine del pranzo, finalmente era il momento di mangiarlo. Mi chiedevo se sarebbe toccata a me la moneta di cioccolato della fortuna quando, alle tre in punto, tutto si fermò.

La televisione accesa, la tavola silente. Apparse sul grande schermo una signora anziana, con una grande corona in testa. Stava per iniziare il discorso della regina, il Christmas Pudding e la mia gola dovevano aspettare.

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Natale in Lituania, un albero da favola

Impossibile resistere alla curiosità di andare a vedere quanto brilla uno degli alberi di Natale più belli del mondo.
Il quotidiano The Guardian ha definito così il grande albero di Vilnius, acceso il 26 novembre nella centrale Piazza della Cattedrale. Perché lo spirito del Natale illumini anche il mercatino nel centro della città, è stata predisposta una rete di 50.000 lampadine, pronte ad accendere lo spirito natalizio di residenti e turisti.

Il sindaco della città, Remigijus Šimašius ha invitato la gente della Lituania a vivere appieno lo spirito del Natale, decorando i loro alberi e festeggiando l’evento con gioia. E dopo un invito così… come non partecipare alla grande festa?

Vilnius

 

Grazie a Arturas Jendovickis per la stupenda foto lasciataci in concessione: trovate ABIJART con le sue meravigliose foto della Lituania qui https://www.facebook.com/abigjart/  – www.abigj.com

Il battesimo più freddo del mondo

Mi avevano detto che il Natale Ortodosso, in Russia, era lungo come l’inverno dei libri di Anton Čechov, che immergersi nel gelo della terza settimana di gennaio sarebbe stato magico. Ed eccomi qui, la notte del 18, ad attendere che si compia un rito nato dalla credenza che il giorno del battesimo di Gesù, l’acqua si faccia santa. E per acqua si intende l’acqua dei fiumi, dei mari e persino quella che sgorga dai rubinetti di casa. E allora io pensavo che avrebbero tolto i guanti, che freddo, e raccolto una boccetta di acqua gelida da portare a casa, sperando che non ghiacci all’improvviso: ci sono 20° gradi sotto zero qui al fiume e il respiro caldo, appena uscito dal naso, si trasforma in una nuvola di ghiaccio.

Macché guanti. Macché boccetta!

Il tempo di togliere i vestiti ed ecco uomini e donne fare il segno della croce e immergere il capo tre volte in quell’acqua incredibilmente gelida! Una croce incisa sulla superficie ghiacciata del fiume permette di accedere alla fonte del rito, che si consuma con la sacralità delle antiche credenze. Mi vien voglia di provare, tempra il fisico dicono, ma basta un cm di pelle nell’acqua per capire che per quest’anno… rubinetto sia!

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Ghiaccio e fuoco

La Finlandia sa da sempre come custodire la magia del Natale. Qui il ghiaccio sembra caldo se lo sai guardare con gli occhi di un bambino e non è mai troppo tardi per infornare piccoli biscotti speziati e non è mai troppo buio per uscire a cercare cori natalizi improvvisati. Arrivato a Helsinki però, rimasi stupito da qualcosa che davvero non mi aspettavo.

Fuori dalle case, sui selciati e i davanzali, piccole fiamme vibravano imprigionate nel ghiaccio. Era incredibile vederle brillare tra i cristalli, quasi non credevo ai miei occhi. Come era possibile che questi due elementi così lontani non combattessero tra loro?

Il fuoco non scioglieva il ghiaccio e la lanterna cristallina non cedeva acqua alla fiamma. Certo faceva molto freddo, il mio naso gelido ne era un chiaro segnale ma… come avevano fatto? Vedendomi incuriosito, un ragazzo mi invitò ad entrare nel suo giardino. Rimasi stupefatto nel vedere enormi lastre di ghiaccio scolpite con magnifiche forme a tema natalizio. Mi spiegò che in Finlandia, il ghiaccio è una materia prima di semplice reperibilità e che l’arte dello scolpire il ghiaccio è molto diffusa tra gli abitanti di queste zone. Ma non essendoci il tempo necessario ad apprendere la tecnica per scolpire il ghiaccio, mi disse di iniziare con una lanterna aperta e di fare così

Prendere una ciotola in plastica di piccole dimensioni, una piccola candela piatta e larga e il materiale necessario per decorare. Mi suggerì bacche, rametti e brillantini, ma sarebbero andate bene tutte le cose che si prestavano ad essere ghiacciate nell’acqua come fiori, frutti colorati, foglie…

Riempire d’acqua la ciotola, immergevi le decorazioni distribuendole bene verso le pareti esterne, nel punto in cui saranno più visibili. Far galleggiare la candela nel mezzo, lasciando riposare una notte in freezer. La mattina dopo, potrete sformare il ghiaccio e accendere la candela.

Lo spettacolare equilibrio tra fuoco e ghiaccio, non vi lascerà indifferenti.

 

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