Il vino mielato, il nettare della Ninfa Agape

A cup of hot chocolate on a winter evening

Ecco l’antica storia di un vino dolce nato per amore

In un bosco incantato in un tempo lontano, viveva una Ninfa dai lunghi capelli di fiori che le altre creature chiamavano Agape. Ella viveva nel tronco di un grande albero di magnolia che quando sbocciava, in primavera, assumeva gli stessi colori dei suoi capelli rosa e del suo abito leggero. Elfi e folletti non seppero mai dire se fosse nata prima Agape o quel grande albero in cui viveva. Eterna ed eterea si aggirava per il bosco proteggendone anche le più piccole creature. Viveva in comunione con gli insetti, le foglie, persino i funghi quando era autunno. Sembrava nata per proteggere tutti quelli che abitavano in quel grande bosco incantato.

E un giorno, proprio mentre chiamava una lepre per farla fuggire dal tiro di un cacciatore, sentì un tonfo al cuore. Si innamorò all’istante di quell’uomo che minacciava tutto quello che era nata per proteggere e iniziò a sentirsi confusa. Come poteva amare una creatura mortale? E persino malvagia? Mentre faceva questi pensieri il cacciatore la scambiò per un animale e scagliò una freccia nella sua direzione. Agape, sapendo di non avere un aspetto umano si nascose per timore di essere rifiutata.

Come farsi comprendere dal cacciatore e addolcire il suo animo brutale?

Decise di preparare un vino dolce con i migliori frutti della terra per spiegargli che aveva un lato “umano” e laborioso e per fargli comprendere la sacralità racchiusa in quel bosco. Rimestò il miele con un cucchiaio di legno in un contenitore di terracotta. Aggiunse il mosto (5 parti per una di miele) e mescolò a lungo. Lasciò riposare tutta la notte coprendo il composto con un panno per difenderlo dalla rugiada e fece lo stesso la notte seguente e quella dopo ancora. Continuò a rimestare e far riposare per due settimane finché il nettare fu pronto.

L’albero di magnolia intanto era fiorito e aveva i suoi colori. Fu proprio lì che posò un bicchiere con il vino mielato e fece correre tutti gli animali nella sua direzione, affinché il cacciatore li seguisse. Fu così che l’uomo trovò il bicchiere e iniziò a bere il vino mielato.

A quel punto Agape ebbe il coraggio di uscire dal suo rifugio e chiese all’uomo se gli piaceva quel nettare che aveva preparato per lui. Il cacciatore fede cadere l’arco e le frecce, incantato dalla bellezza fiorita della Ninfa. Rimase lì per sempre, tra le bestie che prima aveva cacciato, nutrendosi di vino mielato e amore fiorito.

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