All posts by Gaia Masiero

Notizie da Oymyakon, il villaggio più freddo del mondo

Instagram @kateydenno

Quante volte abbiamo detto, che freddo!

La temperatura vicina allo zero ci ha fatto spesso tremare e desiderare di rintanarci al calduccio delle nostre case. Ma cosa avreste detto se foste stati a Oymyakon?
Qui il termometro ha segnato -62°!!!

Instagram @tanika_grigoryeva

Ci troviamo in Yakutia, la regione più fredda della Russia. Qui gli abitanti sono abituati al grande freddo, ma hanno segnalato le ultime temperature come un vero e proprio record, indicando picchi di freddo che hanno toccato i 67 gradi sotto lo zero.
Il gelo, documentato dalla popolazione anche su Instagram, ha generato splendidi paesaggi e curiosi ritratti disegnati da copiosi cristalli di ghiaccio.

Instagram @yandask

Ad abitare questa rigida regione siberiana, 500 coraggiosi abitanti pronti a sfidare il freddo di giorno in giorno. Nonostante il continuo rischio di congelamento, hanno deciso di non sospendere le attività quotidiane che spesso li portano a passare molte ore all’aria aperta. Non è stato nemmeno chiuso l’importantissimo mercato del pesce presso il quale la gente ha continuato a comprare gli ingredienti base della cucina locale.
I bambini poi, non si sono sottratti agli impegni scolastici e si sono recati a scuola con capelli, ciglia e labbra coperti di ghiaccio, capace di formarsi in pochi secondi.
Il corpo umano emana infatti calore e lo espelle con piccole gocce di vapore che si trasformano immediatamente in cristalli di ghiaccio quando il freddo tocca punte così estreme.

Instagram @spiridon_sleptsov

L’improvvisa ondata di popolarità ha attirato turisti e giornalisti che hanno deciso di visitare questo piccolo paese vicinissimo al circolo polare artico. I temerari visitatori hanno riferito che in quelle condizioni, se non abituati, è sfiancante anche solo camminare.
Ma l’incanto di un paesaggio ghiacciato e immacolato ha saputo ripagare chi cercava un angolo di paradiso ai confini del Polo Nord.

 

I lupi tra leggende, foto magnifiche e paure ancestrali

 

Instagram @wolfdogadventure

Misteriosi, pericolosi, famelici. I lupi sono creature magiche, ma non esistono solo nelle favole

A dicembre i lupi hanno fatto notizia in Trenitino, avvistati vicino a delle case a Canazei. Nella stessa zona in estate sono stati registrati molteplici attacchi al bestiame e la popolazione locale sembra poco entusiasta del ripopolamento delle foreste circostanti. Nello stesso periodo, i Belgio ha festeggiato trionfante il ritorno dei lupi che non abitavano le sue foreste da almeno cento anni.

Ma i lupi sono buoni o cattivi?

Cercando su Instagram #wolf si trovano oltre 5 milioni di post. Immagini splendide, evocazioni e ispirazioni di vario genere per esplorare tutto quello che ruota attorno a queste creature meravigliose. Il primo posto in cui le abbiamo incontrate, è stata la favola di Cappuccetto Rosso. Qui il lupo era il reale pericolo del bosco, tanto astuto da travestirsi innocua nonnina pur di ingannare la povera bambina. Ma sono molte le leggende ispirate ai lupi.

Instagram @pacificwild

Sin dall’antichità si diffuse la leggenda che alcuni uomini, al plenilunio si trasformavano in licantropi. Terribili creature feroci con abitudini antropofaghe divisi nella loro natura di uomo e di lupo. Detti anche lupi mannari, sono i protagonisti di romanzi e film dell’orrore che continuano a terrorizzarci ancora oggi. Le origini di questo timore si devono alle epoche storiche basate sull’agricoltura, durante le quali le popolazioni stanziali e i loro greggi erano minacciate da questo predatore. Di altro respiro, l’atteggiamento delle popolazioni nomadi.

il lupo e il ragazzo

Instagram @wolvescommunity

Le tribù indigene americane li veneravano durante riti sciamanici. Avevano eletto i lupi ad animale guida per la caccia, convinti di poter in qualche modo ereditare da loro l’istinto e l’astuzia nella cattura delle prede. Ma in paesi come l’Anatolia, ai lupi è affidato anche il compito di portare fertilità. Nel mese di ottobre vengono sagomati grandi lupi con il fieno e le donne li pregano di portare matrimonio e figli alle ragazze in età da matrimonio.

lupo in primo piano

Instagram @titoslack_photography

profilo lupo

Instagram @el_clan_de_los_lobos

Ma se pensiamo alle nostre radici, affondate nell’antica Roma, troviamo ancora una volta un segno positivo. La lupa capitolina infatti, salvò secondo la leggenda Romolo e Remo dalle acque del Tevere e li allattò amorevolmente facendoli sopravvivere.

lupo grigio

Instagram @wonderingwolves

Ricongiungerci a questi splendidi animali è necessario per preservare la natura più selvaggia della natura. E se dovessimo incontrarli?

Nella maggior parte dei casi è impossibile assistere a un incontro ravvicinato, poiché questi animali si accorgono molto in fretta della nostra presenza e tendono a scappare

Potrebbe rimanere sul posto solo se è intento a mangiare la sua preda o a difendere i cuccioli. In entrambi i casi, è meglio tornare sulla propria strada senza fare rumore e non proseguire sulla strada del lupo. Essenziale, come sempre di fronte a un predatore, non dare le spalle al lupo.

Cosa pensare allora di un lupo? Forse questa frase ci può ispirare:

Tutti conosciamo la versione di Capuccetto Rosso e nessuno conosce quella del lupo. Forse ci parlerebbe di solitudine e di orgoglio, di lune favolose e di boschi cancellati dagli uomini.
(Fabrizio Caramagna)

La sposa delle nevi che ci sta facendo sognare

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

L’abito da sposa non è tutto quando c’è di mezzo la magia della neve

Quando pensiamo ai ferventi preparativi per un matrimonio, di certo non ci concentriamo sulla neve. Impossibile usarla per scrivere gli inviti, complicato inserirla nel menu. E cosa dire degli addobbi che si scioglierebbero?
Per raccontare questa sposa forse bisogna fare un passo indietro. Dimenticare ogni cliché e concentrarci su cosa è per noi davvero la magia. La magia di un incontro? L’incanto della felicità? La perfezione di un istante? La bellezza della neve?

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Ecco, ci stiamo avvicinando. Perché quando la bravissima fotografa Kellie Elmore ha pensato di raccontare la gioia di degli sposi Josh Morris e Morgan Dayle, ha pensato alla neve.

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Quale modo migliore per raccontare una favola? La sposa è radiosa tra le braccia del suo futuro marito e il gelo della neve sembra capace di cristallizzare anche questo momento perfetto. Eterne. Ecco come appaiono queste immagini. E non è forse l’intento del matrimonio stesso quello di aspirare ad un amore eterno?

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Se vi state chiedendo come abbiano fatto a ricreare una location così perfetta, la risposta è semplice. Ci ha pensato madre natura. Lo sfondo incantato che incornicia la sposa e il suo futuro marito sono le cascate Bald River Falls che si trovano in Nord Carolina.

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

Snow Bride, Instagram @Kellie Elmore Creative

La temperatura che hanno dovuto sfidare gli sposi e la loro fotografa per riuscire nell’impresa era di 3 gradi sotto lo zero. Non male vero?

A San Simone boom di richieste per una notte in igloo

dormire in igloo

Dormire in igloo? Ora si può fare (in Italia!)

Quante volte da bambini abbiamo invidiato agli eschimesi il più magico tra i rifugi? Una cupola fatta di mattoncini di neve per ospitare una notte di sogni e raccogliere le idee più fresche. Abbiamo pensato di andarla a cercare nei paesi del nord. Abbiamo sognato di avere un igloo anche al Polo Nord. Ma poi siamo tornati con i piedi per terra e abbiamo rimandato.

È arrivato il momento di avverare un desiderio

Il 18 gennaio a San Simone (nella provincia di Bergamo), Davide Midali inaugurerà l’Igloo Village. Sei piccoli igloo nei quali passare la notte e una buona colazione da consumare al rifugio Lo Scoiattolo. Ma l’offerta turistica non finisce qui. I fortunati ospiti potranno prenotare anche ciaspolate, escursioni e cene per godere appieno della montagna che li ha ospitati la notte.
Pavimento in paglia, materasso gonfiabile, termos e candele profumate sono l’arredo essenziale messo a disposizione dalla struttura. Agli ospiti il compito di portare con sé un sacco a pelo invernale resistente alle temperature più basse e una torcia frontale.

La bellissima idea di creare un piccolo rifugio di igloo è nata da un problema. Quest’anno infatti, il gestore del rifugio si è trovato a fare i conti con gli impianti chiusi e ha creato una valida alternativa turistica allo sci (info e prenotazioni 3288142888).

Più spartani delle eleganti Snow Suite di Livigno di cui vi abbiamo parlato, questi igloo incantano per la spensieratezza che portano con sé. Paglia e candele ci porteranno indietro nel tempo ricongiungendoci all’inaspettato calore della neve.

E visto il potere mistico di questi alloggi, non ci resta che dedicare la nostra attenzione a un saggio proverbio eschimese.

“Non saprai chi è tuo amico prima che il ghiaccio si rompa”.

 

 

Neve e forte vento sulle Alpi. Cosa non fare

Two back country riders breaking a trail up, on a steep mountain slope to the a summit. They are moving slowly fighting with the wind gusts.

L’Europa Centrale sta per subire l’influenza di una profonda circolazione depressionaria. Neve e vento in arrivo sulle Alpi

Le forti correnti di origine nord-atlantica che si stanno spostando sul nostro paese portano una perturbazione alla quale è meglio essere preparati. Perché la neve è bellissima quando cade sui monti, ma se è molta porta con sé anche qualche disagio.
Per prima cosa dobbiamo tenere conto degli sbalzi termici tipici della stagione e del conseguente rischio di valanghe e distaccamenti.

Vietati ora più che mai i fuoripista, ma non solo.

Ridotta visibilità e forte vento (si prevedono tirate fino ai 120km/h ad alta quota) metteranno a dura prova gli sciatori meno esperti che rischieranno di affrontare le discese in condizioni meteo eccessivamente avverse. Si raccomanda dunque consultare il bollettino meteo sciistico e informarsi sulle condizioni degli impianti prima di andare a sciare.
Lo stesso vale per gli altri sport sulla neve.
Le classiche ciaspolate necessitano di una buona informazione preventiva. Tempeste di neve e vento metteranno in pericolo gli escursionisti meno attrezzati e complicheranno le condizioni generali dell’escursione.

Alta anche l’attenzione richiesta sulla neve al centro e al sud

Le alte temperature in arrivo, renderanno piacevoli le ore passate sui monti senza fare i conti con troppo freddo. Ma quando si parla di neve si deve tenere conto del fatto che il caldo è il principale nemico degli sciatori e degli escursionisti, esposti al rischio di valanghe e smottamenti dovuti allo scioglimento.

Il rialzo delle temperature, previsto anche al nord, obbliga anche gli sciatori più esperti a fare molta attenzione evitando eventuali situazioni di eccessivo pericolo. I fuoripista, vietati durante tutto l’anno, sono davvero sconsigliabili in queste particolari condizioni meteo.

 

 

Cortina è pronta per la Coppa del Mondo di sci alpino femminile. E voi?

Il 19, 20 e il 21 gennaio Cortina ospiterà la Coppa del Mondo di Sci Alpino femminile

Sofia Goggia, Federica Brignone e Nadia Franchino sono tra le sciatrici più attese dell’evento. Si partirà venerdì con la prima discesa libera alle 10.15 per proseguire sabato con la discesa classica di Cortina alle 10.00 e chiudere alle 11.45 di domenica con il superG. Ma la regina delle Dolomiti si prepara ad accogliere i tifosi con un pacchetto di eventi collaterali che promettono di rendere indimenticabile questa tre giorni.

Nei pressi di Piazza Angelo Dibona attendono il pubblico l’angolo CONI (che ci permetterà di incontrare i campioni) e l’animazione a cura di RDS. La festa si interromperà alle 18 per dare spazio alle premiazioni, per riprendere poi fino a tarda sera tra i bar di Cortina e i concerti previsti in piazza.

Ma ci sono buone news anche per i golosi

L’Audi Cortina Lounge ci aspetta infatti con un catering curato da 15 ristoratori (Bar Embassy, Tivoli, Al Camin, Da Aurelio, Ariston, Villa Oretta, Pasticceria Alverà, Cristallo, Rosapetra, SanBrite, Alverà Lodge, Pasticceria Ghedina, Rio Gere, Lago Scin e Baita Fraina) che ci offriranno prelibatezze dalla colazione al pranzo. La terrazza panoramica della Lounge fiancheggerà l’area di arrivo di Rumerlo offrendo agli ospiti una vista privilegiata sulle gare e sulla conca d’Ampezzo.
I menu prevederanno ricette locali e ingredienti a Km 0 e l’impiego di prodotti locali provenienti da agricoltura sostenibile e certificata.
Per informazioni su costi e modalità di accesso: tickets@cortina2021.com

Ma Cortina non si ferma a Cortina. L’aria internazionale che si respira nella celebre località sciistica è testimoniata da un’iniziativa che ci fa puntare gli occhi sull’Austria. Grazie a un collegamento internazionale con la storica discesa di Kitzbuehel tutti gli appassionati potranno assistere alle imprese sportive in diretta dall’Austria sul maxi schermo visibile dal parterre d’arrivo dei Campionati Mondiali di Sci alpino femminili.

17 gennaio: come celebrare Sant’Antonio

funny cat is preparing for cold autumn and winter, wrapped up and hide in a pile of woolen clothes at home

Le tradizioni di Sant’Antonio hanno a che vedere con il fuoco, ma soprattutto con i nostri amici del cuore

Per capire a fondo la celebrazione di Sant’Antonio Abate, dobbiamo partire dalla sua iconografia. Il Santo viene infatti ritratto sovente con un maiale che porta una campanella al collo (è anche grazie alla sua immagine che è semplice distinguerlo dall’omonimo Santo da Padova).

Il Santo fu un eremita egiziano ed è considerato il fondatore del monachesimo e il primo tra gli abati cristiani. L’ordine degli Antoniani ottenne di poter allevare i maiali nei centri abitati poiché dal loro grasso venivano prodotti unguenti medicamentosi per curare, tra le altre, malattie della pelle come il noto fuoco di Sant’Antonio. I maiali così venivano nutriti dalla comunità e giravano per le strade con un campanello al collo. Il Santo, considerato un grande traumatologo, venne così legato alle professioni dei macellai e ne divenne protettore.
Grazie a questo collegamento è uso benedire il bestiame proprio il 17 gennaio, ma anche ascoltarlo.

Pare infatti che nel giorno di Sant’Antonio gli animali sappiano parlare e non vadano interrotti mentre comunicano. Farli tacere sarebbe di cattivo auspicio.

Il modo migliore per festeggiare questa ricorrenza dunque, è comunicare con i nostri animali e ascoltarli dando loro lo spazio di parlarci. Ma il giorno di Sant’Antonio, è anche usanza preparare un piccolo fuoco. Alcune leggende narrano che fu lui a rubare il fuoco al demonio per donarlo agli uomini. Ed è per questo motivo che viene anche chiamato Sant’Antonio del Fuoco.

Arte in pista. Apre la mostra per chi ama la neve

Concorso arte in pista

Da oggi sulle Dolomiti la neve è più bella che mai

Gli studenti della Scuola Professionale di Scultura di Ortisei hanno lavorato a lungo per partecipare al concorso “Arte in Pista”. Le sculture, realizzate da blocchi di neve, sono solo un assaggio della preparazione professionale offerta dalla Val Gardena. Una nuova generazione di intagliatori e scultori è pronta per rinnovare la tradizione dei luoghi e a intrattenerci con spettacolari creazioni. Dal 15 gennaio infatti, presso i rifugi dello Skitour Santa Croce sarà possibile vedere le opere in mostra.

Le coordinate e le sculture in mostra:
Partenza seggiovia: Around the world
L’Tamà: The Flow
Lee: Das Dasein ist Rund
Nagler: Tic-tac
In pista: Percorso
La Crusc: Energia Vitale

E se dopo aver visitato la mostra vi fosse venuta voglia di fare una scultura di neve, perché non partire dalle basi? Un pupazzo di neve simpatico come Olaf piacerà a tutti e non richiederà più di un’ora di lavoro.

Olaf

Per prima cosa realizzate due palle di neve piccole più o meno della stessa dimensione. Una volta formate, ne schiaccerete leggermente i poli in modo da formare i piedi di Olaf. Procedete poi con una palla grande che ci servirà per la parte principale del corpo. Ne formerete poi una di medie dimensioni e infine procederete con una forma leggermente ovale, proprio come il testone di Olaf.

Poi inserite due rami sottili nella palla più grande in modo da potervi fissare i piedi. Quando li avrete inseriti, poggiateli per terra. A questo punto inserite un ramo lungo e sottile al centro sul quale fisserete la palla di medie dimensioni e la testa del pupazzo. Dei rametti a mò di capelli e braccia, una carota per naso, bottoni per gli occhi e per il corpo, sorrisone e il gioco è fatto.
Come? Erano più belle le sculture di Arte in Pista?
Va bene, ma non ditelo a Olaf. Noi lo troviamo così carino!

Frozen

Pandolce. La magia d’amore di una fata

Pandolce ricetta

La favola del pandolce inizia con una fata. E una ricetta

Come è nato il pandolce
Tanti tanti anni fa, tra le radure di un bosco misterioso, in Francia, viveva la fata Melusina.
Era fuggita dal Castello dei Lusignano, dopo il terribile tradimento di suo marito, il conte Raimondo.
Nonostante amasse con tutto il cuore la fata, non era riuscito a resistere alla tentazione di infrangere l’unica regola che gli aveva dato la consorte: non guardarla quando era sabato. Una volta a settimana infatti le sue gambe diventavano la coda di un enorme serpente d’acqua, tradendo le sue origini marine.
E lei, che era scappata dagli abissi per seguire questo amore impossibile, aveva accettato dal mare l’incantesimo che l’avrebbe trasformata in donna, ma solo per 6 giorni la settimana.

Piena di vergogna e di tristezza per quello che Raimondo aveva fatto, scappò nelle foreste impenetrabili che circondarono il castello e decise di vivere lì, come un’eremita. Ma il cuore buono di fata fece sì che continuasse ad amare il marito che aveva abbandonato e che aveva tradito la sua fiducia.

E per dimostrargli il suo sentimento, senza farsi tuttavia vedere, preparò per lui un pandolce pieno d’amore.

Il Pandolce della fata
Prese 300 grammi di farina bianchissima, 120 grammi di zucchero leggero, 100 grammi di burro freddo, due cucchiai del miele più dolce, due uova rubate alla gallina più grande, un bicchiere di latte freschissimo, delle mandorle senza pelle che aveva tritato finemente e un pizzico di sale, colato assieme alle sue lacrime.
Impastò tutti gli ingredienti, aggiunse il lievito e attese che si facesse sera. Lo cosse poi per 40 minuti a una temperatura di 180° e lasciò che la brina della notte ne imbiancasse la superficie.

Quel sabato Raimondo, appena sveglio, trovò il pandolce incantato. Era posato sul davanzale della sua finestra ed emanava un sapore irresistibile. Al primo morso capì che lo aveva cucinato Melusina ed ebbe il cuore pieno per sempre. Era così dolce sapere che la fata lo amava ancora!

 

Come aiutare le api a sopravvivere all’inverno

api inverno

Se amate il miele, proteggerete le api

Piccole, operative, frenetiche e produttrici indefesse di un nettare di ineguagliabile dolcezza. Le api sono tra gli animali che stanno maggiormente soffrendo a causa di pesticidi e disboscamento. Al contempo sono chiamate a produrre sempre più miele in un’epoca in cui tutti i popoli del mondo lo richiedono e lo consumano in quantità.
E le povere api, sempre meno numerose e sempre più stressate, stanno vivendo un momento complicato del quale non si parla abbastanza.

Ma la buona notizia è che per salvarle basta un fiore (o quasi)

In autunno e inverno le amano svolazzare sulla vedovina maggiore, ma la coltivazione dei fiori invernali è in generale un valido aiuto per le nostre amiche operose. Curare le aree verdi che ci circondano è un’altra buona idea per preservarle dai rischi dell’inverno.

E se avete un giardino, sospendete l’uso di pesticidi e insetticidi. Gli elementi chimici contenuti sono tra le cause principali della morte delle api. Per un trattamento di salvataggio completo poi, prevedete un piccolo abbeveratoio. Un po’ d’acqua zuccherata rimetterà in sesto le vagabonde intorpidite dal gelo. Più probabilmente però, si tratterà di fuchi.
Estromessi dall’alveare, vagano in attesa che torni la bella stagione riparandosi dal gelo come possono. Visto che l’inverno non è un periodo di deposizione per la regina, rappresenterebbero solo un consumo di cibo e le femmine optano per “cacciarli di casa”.

Ma se vi state chiedendo dove si nascondano durante l’inverno, la risposta è semplice. Sono a casa

Mica la vostra, non spaventatevi! Ai primi freddi si raggruppano in una piccola zona dell’alveare e formano una specie di palla (detta glomere) che le tiene strette e calde, attaccate le une alle altre. Al centro di questa formazione tattica l’ape regina, protetta dalle sempre fedeli operaie.

 

Gran Paradiso: ecco perché andremo alla Fiera di Sant’Orso (e dove dormiremo)

Eco Wellness Hotel Notre Maison

La fiera di Sant’Orso si avvicina ed è la nostra occasione per rilassarci in montagna (e capirla un po’)

La millenaria. Le antiche origini della fiera dell’artigianato di Aosta, hanno fatto sì che venisse chiamata anche così. A fare da padrone nella fiera di Sant’Orso è il legno. Da ammirare negli intrecci, gli intagli e le sculture proposte dagli abili artigiani locali. Anche quest’anno la fiera si terrà il 30 e il 31 di gennaio. In settimana.
Eh sì, se stavate pensando di approfittare del weekend dovete cambiare programma, ma ne vale davvero la pena. Al riparo dall’enorme flusso turistico dei sabati e delle domeniche d’inverno, potrete conoscere da vicino l’anima più antica di Aosta. I tipici sabot in legno che troverete anche tra le bancarelle della fiera, erano le calzature indossate dal santo che dà il nome alla fiera. E proprio in suo onore, si svolgeva anticamente in una zona a lui dedicata.

Ma se state già pensando al freddo delle ultime giornate di gennaio, non temete. L’Eco Wellness Hotel Notre Maison è pronto ad accoglierci, riscaldarci e rifocillarci a dovere. Situato nella Valle di Cogne, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso (e a circa a 30 minuti da Aosta) è il luogo perfetto per cercare l’armonia giusta per iniziare il nuovo anno.

Il laghetto alpino immerso nel verde con acqua riscaldata a 35° è un paradiso per raccogliere energie.

E, a proposito di energia, il fabbisogno energetico dell’Eco Wellness Hotel Notre Maison è oggi completamente soddisfatto dalla prima centrale di cogenerazione a biomassa che sia stata installata nel Nord-Ovest dell’Italia ed applicata ad un albergo.

La fiera di Sant’Orso si presenta dunque come l’occasione ideale per respirare l’aria più pura delle montagne e rigenerarci un po’. L’antica maestria degli intagliatori e le moderne tecnologie ecologiche sapranno essere la giusta ispirazione che stavamo cercando per vivere tre giorni fuori dal comune.

Dal 29 al 31 gennaio 2018 è possibile usufruire di una tariffa speciale a partire da 144 euro a persona che prevede 2 notti in mezza pensione con 2 cene con menù alla carta presso il ristorante tipico della struttura, 2 ingressi nel centro benessere con utilizzo di piscina, sauna, bagno turco, idromassaggi e l’accesso al laghetto alpino esterno riscaldato. Cosa potremmo desiderare di più?

 

 

 

 

La focaccia della Befana

focaccia della befana

La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte

Un po’ strega, un po’ fata, è così occupata a pensare ai nostri dolci che le resta davvero poco tempo per sé. Del resto raccogliere mandarini, cioccolata, frutta secca e carbone in abbondanza è davvero difficile. Fortuna che può contare sull’aiuto della sua scopa volante e di un amico speciale.

Non è un segreto infatti che Babbo Natale e la Befana si dividano i compiti da tanti anni per far sì che la grande festa aperta dal Natale si chiuda nel più dolce dei modi. Alcuni aiutanti di Babbo Natale, ormai in vacanza, si dedicano proprio alla preparazione del più dolce dei carboni.
Altri invece, preferiscono coccolare i bambini più buoni con cioccolatini dal cuore cremoso.

La Befana invece, prepara un’antica focaccia

Morbida, dolce e croccante, pronta a sciogliersi nella bocca dei più buoni. In questi giorni a Torino, la possiamo trovare in tante panetterie, affezionate all’antica preparazione di questo dolce. Ma farlo in casa è semplice e potremo cucinarlo per lasciarne una piccola fetta per la Befana. Sì, proprio come il latte e i biscotti per Babbo Natale.

Ingredienti: 1 kg di farina per pizza, un bicchiere di latte, 2 etti e mezzo di burro, 3 etti di zucchero, 2 uova, 3 gr di lievito di birra fresco, un cucchiaio di barolo chinato, buccia di limone.

Procedimento: Fate sciogliere il lievito nel latte, amalgamate tutti gli ingredienti e impastate fino a raggiungere un composto omogeneo. Lasciate lievitare per circa 3 ore. Stendete l’impasto su una teglia imburrata, cospargetelo di zucchero e infornate a 200° per circa 20 minuti. Servitela tiepida.

E se volete rispettare la tradizione della befana, inserite una fava nell’impasto. Si dice che il commensale che riceve la fetta di focaccia con la fava, ne dovrà offre un’altra. E allora, perché non preparare già un foglio con questa ricetta? Lo consegnerete all’ospite fortunato.

 

5 regali di Natale last second. Il tempo di un biglietto

Christmas gifts, rowan, nuts, old lamp and pine branch with cones on dark surface

E se vi dicessimo che si possono fare regali di Natale senza comprare niente?

Siete così in ritardo con i regali di Natale che sperate che arrivi il Grinch a rubare la nostra festa preferita. Il panico si sa, gioca brutti scherzi. Ma se siete stati così impegnati da non riuscire a comprare i regali e avete voglia di rimediare all’ultimo, ci sono buone notizie.
Per evitare una corsa sfrenata al centro commerciale che finirebbe con l’acquisto di regali di Natale scontati e avventati, abbiamo pensato a una soluzione estrema. Non comprarli!

E se ora stavate dicendo che sì, vi piacerebbe molto poterlo fare, ma volete far rimanere male nessuno, siete fuori strada. Voi i regali di Natale li farete, eccome. Solo che non dovrete uscire a comprare niente. E farlo è più semplice di quanto si possa immaginare.
Per prima cosa, preparate un bel biglietto e una penna importante, magari dal tratto metallizzato. Un nastrino, una corda, una pigna e una stecca di cannella renderanno ancora più bello il vostro biglietto. E sapete perché dovrà essere così bello? Perché è il regalo stesso!

  1. La ricetta

    Questo regalo è adatto alle amiche, mamme, zie che amano stare in cucina. E che la vivono come un luogo importante ricco di cose molto personali. Cedete allora la vostra ricetta migliore, scritta a mano. Il regalo sarà prepararla insieme, con tutta la calma del mondo.

  2. Il tempo

    Siamo sempre così presi che non siamo nemmeno riusciti a comprare un regalo. Regaliamo allora il nostro tempo e l’impegno reciproco a dedicarsi un pomeriggio di confidenze, ma anche il relax in una spa o una cena gourmet diversa dal solito. 

  3. L’avventura

    Una notte nella casa sull’albero. Il rafting. Un weekend in campeggio. Il percorso di ponti e corde appena inaugurato nel parco vicino casa. Ci sono tantissime attività avventurose da condividere, sceglietene una! Con calma poi organizzerete e pagherete l’attività.

  4. La cosa rimandata

    Vorrei, ma non posso. Sarebbe bello, ma non è il momento. A Natale queste scuse non valgono più! Regalate a chi volete bene la possibilità di fare quella cosa che sta rimandando da tanto, fosse anche un pacchetto taglio, piega, colore dal parrucchiere sotto casa.

  5. La serata perfetta

    Pizza, film e cineforum. Aperitivo, cena e passeggiata. Piccola gita fuoriporta con cena sul belvedere. Concerto e street food. Planetario e hamburger. Le combinazioni sono infinite, a ognuno la sua serata perfetta!

 

 

Tutti i riti per celebrare il solstizio d’inverno

luce con cristalli di ghiaccio

Il 21 dicembre è la porta dell’inverno. Ecco come dargli il benvenuto con un pizzico di magia

  1. Attaccate a un rametto dei biglietti e dei nastrini sui quali avrete scritto i vostri desideri inespressi.
  2. Preparate un falò nel quale brucerete dei biglietti con scritto quello che vi ha fatto soffrire quest’anno, ma anche il ramo al quale avete affidato i vostri desideri.
  3. Fatevi donare una candela. Antichi riti celtici infatti sostengono che portare a casa una candela accesa nella sera del solstizio d’inverno aiuti a rinnovare le promesse tra innamorati. La luce poi, ha un innegabile rapporto con l’inverno. Vi ricordate di Santa Lucia?
  4. Brindate all’inverno con una spremuta. Oggi è il giorno del sole e delle giornate che si allungano. Lo sapevate che l’arancia è il frutto del sole?
  5. Datevi un bacio sotto al vischio. Sarete felici e la prosperità regnerà sulla coppia. Non date retta a chi dice che si deve aspettare il Capodanno! Il vischio è infatti la pianta sacra del solstizio.
  6. Addobbate la casa con dell’agrifoglio. Sempreverde e resistente alle basse temperature infonderà in voi la stessa forza.
  7. Fatevi un bagno caldo. Questo rito simboleggia la rinascita alla quale andiamo in contro con il ritorno del sole. L’acqua calda che ci coccolerà durante il bagno simboleggia quella del grammo materno.

E ora, non resta che aspettare il nuovo giorno. E il nuovo inverno.

Stiamo (ri)guardando Fantaghirò. Per almeno 10 motivi

la strega di Fantaghirò

Magia, amore e un po’ di avventura. Che bello il Natale con Fantaghirò!

Cercando nuove serie TV su Netflix, abbiamo avvistato la mitica e dolce guerriera fantastica e non abbiamo resistito. Vuoi per i bei ricordi degli anni passati, vuoi perché nelle cose più ingenue c’è sempre qualcosa di davvero natalizio. Ma poi ci abbiamo pensato, puntata dopo puntata e per riguardare Fantaghirò dopo tanti anni ci sono molte ragioni. Almeno dieci.

  1. LA MAGIA. A noi di Magic le cose che non sappiamo spiegare piacciono tanto. E oche parlanti e sassi brontoloni sanno essere irresistibili, puntata dopo puntata.
  2. LA STORIA. Tratta da “Fanta-Ghirò, persona bella” di Italo Calvino è un’ avventura dal sapore romantico e tenace, proprio come l’interpretazione di Alessandra Martines.
  3. IL PRINCIPE FRAGILE. Romoaldo è il primo principe da salvare che abbiamo conosciuto. Rinuncia a ogni forma di aggressività e ama ininterrottamente, per 5 stagioni.
  4. IL CATTIVO AFFASCINANTE. Perfido, ma neanche troppo, è uno di quei cattivi che fatichiamo ad inquadrare. Irresistibile.
  5. LA STREGA NEVROTICA. Cattiva e sfortunata, non fa che architettare piani contro la buona sorte della nostra beniamina. Ma la magia nera si sa, è piena di trappole anche per chi la pratica.
  6. IL CASCHETTO DI FANTAGHIRÒ. Chi di noi da piccola non è uscita piangendo dal parrucchiere con una pettinatura così? Immedesimarsi è un attimo.
  7. LA FORESTA. Esiliata dal padre che non accettava la sua ribellione, la protagonista vive in una foresta incantata. E bellissima.
  8. I 100 MINUTI. Prima di Netflix ne guardavamo due episodi per volta, per un totale di 200 minuti, sempre a Natale.
  9. L’INGENUITÀ. Fantaghirò manca di cose non dette, doppie interpretazioni e tutte le cose cervellotiche che popolano le serie TV di oggi. Semplice e onesta, come le ore spensierate da condividere vicino all’albero di Natale.
  10. IL LIETO FINE. Non è uno spoiler, si capisce a pochi minuti dall’inizio. Ogni stagione di Fantaghirò non può che finire bene e queste certezze ci coccolano come una coperta calda calda.

L’album di foto di Babbo Natale, dal XIII al XX secolo 🎅🏻

La storia iconografica di Babbo Natale è molto antica: le prime immagini di Babbo Natale risalgono al 1200 dC. Ecco come è cambiata l’immagine di Babbo Natale nel corso dei secoli

Le pubblicità degli anni ’30 di CocaCola firmate dall’illustratore Haddon Sudblom hanno segnato una svolta epocale per la rappresentazione di Santa Claus: da lì in poi non si è più abbandonata l’idea di un nonnino paffutello con gli occhiali piccoli, la pancia grande e gli occhi generosi.

Babbo Natale Coca Cola foto

Babbo Natale Coca Cola foto

Ma l’album di immagini di Babbo Natale ha una storia molto antica e per trovarne le origini, dobbiamo andare nel lontano 1294, nel quale ritroviamo St. Nicholas, un antico santo greco del IV secolo, nominato poi Sinterklaas dal dialetto olandese. Si raccontava che questo santo avesse l’abitudine di sorprendere le persone con doni inaspettati, come le monete nelle scarpe lasciate fuori dall’uscio di casa ed era il santo patrono protettore dei bambini.
Qui è rappresentato in una sacra icona russa del 1294.

Sai già la vera storia di Babbo Natale? Leggi la sua biografia

Immagine di San Nicolas

Ci spostiamo nel XVII secolo, in Inghilterra, per ritrovare Babbo Natale rappresentato come Father Christmas, l’evoluzione della tradizione folcloristica del Dio Woden e personificazione dello spirito del Natale.
(The Examination and Tryal of Father Christmas,1686)

Foto Babbo Natale 1500

L’America del 1800 vede esplodere la figura di Babbo Natale grazie alla copiosa presenza di coloni olandesi che influenzarono la cultura nascente del “nuovo mondo” tanto da far sì che New York venisse spesso chiamata New Amsterdam. E in questo contesto, St. Nicholas venne nominato patrono della città grazie all’influenza di Jhon Pintard, il fondatore della New York Historical Society che ne commissionò un ritratto all’artista Alexander Anderson.

Immagini Babbo Natale antiche

Siamo nel 1863 e il fumettista Thomas Nast disegna Babbo Natale su un numero di Harper’s Weekly, rappresentandolo nell’illustrazione “A Christmas Furlough”. Qui inizia a somigliare al Santa Claus che conosciamo noi: nelle illustrazioni successive compariranno elementi come il Polo Nord, un laboratorio per costruire giocattoli e il libro dei bambini bravi e cattivi.

Immagini Babbo Natale antiche

Nel 1864 invece, appare nelle illustrazioni del racconto A Visit from St. Nicholas di Clement Moore… pare che a quei tempi si vestisse di giallo!

Immagini Babbo Natale antiche

Nel 1868 viene ritratto dalla campagna pubblicitaria Sugar Plums dove appaiono le renne, ma mancano i pantaloni.

Babbo Natale immagini anni 1800

Nel 1881 Thomas Nast lo raffigura nuovamente in “Merry Old Santa” e Babbo Natale appare così su Harper’s Weekly.

Babbo Natale immagini anni 1800

1902, l’australiano Frank A. Nankivell lo raffigura per la cover di Puck… che rubacuori!

Babbo Natale immagini anni 1902

Qui siamo nel 1906 e in Canada lo ritraggono con un abbigliamento inconsueto.

Babbo Natale immagini anni 1926

Eccolo nel 1913 in copertina di Boy’s Life, ritratto da Norman Rockwell poco prima che scoppiasse la Prima Guerra Mondiale.

Babbo Natale immagini anni 1913

Nel 1914 appare in questa illustrazione giapponese, intento a riempire le calze appese al camino.

Babbo Natale immagini anni 1914

Il 1918 è tempo di propaganda. Eccolo apparire in un manifesto della U.S. Food Administration. Educational Division, Advertising Section.

Babbo Natale immagini anni 1918

1920, Saturday Evening Post. Norman Rockwell lo ritrae come un “uomo”, lontano dagli eccessi fumettistici del passato.

Babbo Natale immagini anni 1930

Siamo nel 1930 e in Australia, Babbo Natale appare così.

Babbo Natale immagini anni 1930

1942, tempo di guerra. In America viene ritratto in raffigurazioni tematiche. Ma noi che lo conosciamo, sappiamo che in guerra non è mai stato.

Babbo Natale anni 40                           

Da qui in poi le immagini lo vedono ritratto come il Santa Claus che conosciamo noi, talvolta anche fotografato o ripreso al Polo Nord!

 

I biglietti fai da te di Natale più belli

 

Cucito

biglietto di Natale cucito

Per realizzare dei biglietti fai da te con questa tecnica, scegliete un cartoncino argentato o dorato, degli adesivi a forma di stella metallizzati e dei fili di lana rosa, arancioni, gialli, lilla, oro e argento. Disegnate su un lato la forma dell’albero e attraversate il cartoncino da un lato all’altro con i fili incrociandoli come nella foto. Alla fine applicherete le stelline.

Doppio strato

Biglietto di Natale doppio strato

Questi biglietti di Natale fai fa te si possono realizzare in moltissime varianti. Quello che vedete si fa tagliando delle strisce irregolari da un libro o un giornale e montando un albero sul cartoncino seguendo la forma di un grande triangolo. In cima incolleremo una stellina rossa in carta o tessuto.

Abbottonato

Biglietto di Natale abbottonato

Un bottone bianco grande e uno piccolo nello stesso colore, un nastrino rosso e un pezzetto di stoffa nero. Una volta presi questi materiali, incolliamo il bottone grande al rovescio, il piccolo per il lato dritto e applichiamo la piccola sciarpa realizzata con il nastrino e il cappellino nero che avremo ritagliato. Per completare un piccolo cristallo di neve in carta e una scritta di auguri.

Con gli alberelli

Biglietti fai da te con gli alberelli

Questi simpaticissimi biglietti fai da te possono essere realizzati anche dai più piccoli. Bastano dei cartoncini marroni, dei fogli bianchi e dei pezzetti di stoffa rossa. Faremo gli alberi con tre triangoli ricavati dai fogli, li incolleremo al cartone e applicheremo anche i nastrini. E il gioco è fatto!

A pois

A pois

Per realizzare biglietti di Natale fai da te come questo, bastano un biglietto bianco dei pennarelli colorati e un nastrino. Per prima cosa faremo un fiocco al nastro e lo incolleremo al foglio. Poi con i pennarelli a punta grande disegneremo una palla di Natale fatta dai pois colorati. Che meraviglia!

Glaciale

Glaciale

Questo bellissimo biglietto si realizza semplicemente ritagliando un ramo sottile da un cartoncino bianco. Con un buca carta che ha la forma di cristalli di neve poi, realizzeremo tre ritagli che attaccheremo sotto al ramo.

Con i cristalli di neve

Con i cristalli di neve

Per fare questo biglietto di auguri, procuratevi degli stampini e dell’inchiostro bianco o argentato.  Decorerete la carta alternando forme e dimensioni.

Con i nastri

Con i nastri

Attaccate a un cartoncino spesso un ramo al quale avrete applicato dei fiocchi annodati. In cima, una stella dorata con glitter completerà il biglietto.

Sul ramo

Sul ramo

Che simpatico questo biglietto di Natale. Per realizzarlo iniziamo attaccando un rametto. Da questo scenderanno dei bottoni colorati che attaccheremo e collegheremo al ramo disegnando un fiocchetto. Infine disegneremo un panciuto uccellino proprio in cima al ramo.

Con i pupazzi di neve

Con i pupazzi di neve

Un cartoncino bianco, un pennarello nero e uno rosso. Disegnate occhi e carote come nella foto e i bellissimi pupazzi di neve decoreranno questi bellissimi biglietti fai da te per Natale!

 

Babbo Natale ha affidato una missione a Chef Rubio!

Rubio in missione per Babbo Natale

 

 

 

Chef Rubio quest’anno, ci racconterà qualcosa di più sul Natale

Noi non sapevamo che a Babbo Natale piacesse “É uno sporco lavoro”, ma a detta degli elfi, non se ne perde una puntata. Chef Rubio gli sta tanto simpatico e si diverte a vederlo fare un lavoro nuovo ogni puntata. Secondo gli aiutanti di Babbo Natale, qualche settimana fa ha avuto un’idea. E se facesse i lavori più faticosi del Natale?

Gli elfi non capivano. Cosa poteva fare Chef Rubio di tanto faticoso? A loro piace costruire giocattoli e prepararli per il Natale di ogni bambino. Lavorano notte e giorno e la magia del Natale fa sì che non si stanchino mai. Ma non è così per tutti!

Cosa dire ad esempio di chi alleva le renne? Questa sera, grazie all’invito di Babbo Natale, Chef Rubio si occuperà proprio di renne. Su DMAX (canale 52) dalle 21.25, lo vedremo alle prese con le amiche di Blitzen. Una volta finito, continuerà con il suo “É uno sporco Natale”. Impasterà, infornerà e sfornerà i buonissimi panettoni. E poi sarà la volta dell’allestimento di luci, decorazioni e il momento di impacchettare i regali.

E una volta terminati questi lavori, sarà il momento di condividere! Porterà, assieme a Progetto Arca, un pasto caldo ai più bisognosi nelle diverse mense distribuite su Milano. Dunque preparatevi a una serata divertente e super natalizia!

Anche Babbo Natale non vede l’ora di vedere cosa combinerà Chef Rubio nel tentativo di portare a termine tutti i lavori più faticosi del Natale.

Buona visione!!!

Le figure femminili del Natale che abbiamo dimenticato

Santa Lucia illustrazione
Snegurochka

Snegurochka

E se vi dicessimo che negli anni abbiamo dimenticato molte donne del Natale?

Il Natale ci suggerisce il nome di Santa Lucia. La sua figura, celebrata anche dalla tradizione cristiana è quella che ha più resistito nell’immaginario comune. Festeggiata nei paesi del Nord e in alcune regioni italiane, è la paladina delle figure femminili del Natale. Ma a noi non piace fare differenze e qui, una per una, vogliamo ricordarle tutte.
Le loro storie e la dolce iconografia di queste signore del Natale, saranno uno spunto bellissimo per le favole della sera di questi giorni di festa.

Santa Lucia

Per parlare del Natale con Santa Lucia, dobbiamo partire dall’Italia, in particolare da Siracusa. Patrona e santa della città, è festeggiata il 13 dicembre. All’epoca del calendario Giuliano infatti, il solstizio non cadeva il 21 dicembre come oggi (calendario Gregoriano), bensì il 13. Il legame tra Santa Lucia e il calendario è profondo: alla santa il compito di riportare la luce. Anche nei paesi del Nord è una figura importante e si chiama Lussi. Questa donna dalla corona di candele, porta la luce proprio come la Santa cristiana, alla quale si è in qualche modo fusa negli anni, nonostante le sue antichissime origini pagane. Le spighe di grano che porta in mano, sono un segno evidente del suo legame con il mondo agricolo.

Frau Holle

Qui invece siamo in Germania. Di solito appare con un’anziana signora dai capelli bianchi, ma è stata anche raffigurata come una giovane donna. Anticamente era una dea del focolare, ma anche dell’inverno stesso. Una curiosità: in molte raffigurazioni, batte il suo cuscino e fa nevicare sulla terra. Dunque la prossima volta che vediamo un fiocco di neve pensiamoci: l’anziana signora dell’inverno potrebbe essere alle prese con le pulizie!

Frau Holle

Snegurochka

In Russia tutt’oggi, è una sorta di aiutante di Babbo Natale. Ma la “fanciulla del Natale”, questo il significato del suo nome, ha in realtà origini precristiane. Probabilmente Snegurochka era una dea dell’inverno, una giovane donna che si adorava in questo periodo. La bella corona di ghiaccio, le lunghe trecce bionde e l’abito di pelliccia e cristalli di neve, hanno ispirato Disney. Elsa infatti, protagonista di Frozen, le somiglia davvero tantissimo!

Snegurochka

Christkind

La traduzione letterale di questa figura del Natale tedesca è “Gesù bambino”. Assieme a San Nicola porta i doni a bambini e ha origini sconosciute. Christkind non è infatti associata a nessuna santa e il significato del suo nome getta molta curiosità su questa figura del Natale. Ma il fatto il suo abito sia d’oro e di pieghe e la sua corona corona dorata e slanciata verso il cielo, ci riporta immediatamente alla luce.Il legame tra il Natale, le donne e il solstizio dunque, sembra ancora più forte.

Perchta

Ci troviamo ancora in Germania e i richiami a Frau Holle sono davvero tantissimi. Tanto che si sospetta che si tratti della stessa figura. Anticamente portava la luce, era vestita di bianco (per questo il suo nome era anche Dama Bianca) e benediceva i campi, proprio come Santa Lucia. Veniva celebrata la notte del 6 gennaio (come la nostra Befana!) e nella tradizione distribuiva doni come monete d’argento. Ma per i bambini cattivi la punizione era terribile: un taglio alla pancia, riempita poi di paglia e sassi. Con il passare del tempo, da bellissima Dama Bianca iniziò a essere descritta come un orribile mostro a causa della campagna della Chiesa, contraria alle tradizioni pagane.

Perchta

Grýla

Per conoscere questa figura del Natale, dobbiamo volare fino in Islanda. Aveva un naso pieno di porri, gli zoccoli, 15 code e le corna. Mezza donna e mezza bestia, veniva usata per spaventare i bambini: avrebbe mandato uno dei sui 13 figli a rubare i bambini cattivi e cuocerli nello stufato. I bambini erano così terrorizzati da questa figura spaventosa che nel 1746 ne venne proibita l’evocazione.

 

Le nostre palline fai da te per l’albero di Natale

Con la farfalla

Pallina fai da te con farfalla

Pallina fai da te con farfalla

Da Sealifestyle, un’idea originale e magica.
Prendete una pallina in plastica trasparente, aprite la parte superiore e, aiutandovi con una pinzetta, versate al suo interno del muschio. Fatelo appiattire un po’ sul fondo con piccoli movimenti circolari e infine inserite una farfalla colorata in stoffa. Chiudete la pallina e appendetela all’albero con un cordino.



Rivestite con la carta

Palline fai da te con la carta

Palline fai da te con la carta

Prendete delle vecchie palline che non vi piacciono più. Spennellatele con della colla vinilica e applicatevi della carta a vostra scelta. Nell’immagine qui sopra sono stati usati spartiti musicali, mappe e pagine di libri, ma sarà perfetto anche un quotidiano. E se volete un tocco di colore, rubate la Gazzetta agli uomini di casa!

Con le renne

Palline fai da te con le renne

Palline fai da te con le renne

Da Diyisfun, un’idea che piace moltissimo a tutte le renne del Polo Nord.
Per realizzarla si parte da coni in cartoncino o bicchierini in plastica che rivestirete con della carta da regalo marrone (in alternativa vanno anche bene pezzi di tessuto) e decorerete applicando naso e occhi. Per le corna, procuratevi i bastoncini pelosi che si usano per pulire le pipe: inciderete la superficie del cono di modo che il cilindro venga attraversato dalle corna!

Con la neve

Palline fai da te con la neve

Palline fai da te con la neve

Per realizzare queste bellissime palline fai da te con la neve, basta decorare delle palline trasparenti spennellandole con della colla vinilica trasparente e spruzzandole con della neve spray. Per avere il risultato migliore, spruzzatele da una distanza di 30 cm circa, e ruotate la pallina tenendo ferma la mano con la bomboletta.

Con perle e cotone

Palline fai da te con perle e cotone

Palline fai da te con perle e cotone

Se cercate un risultato delicato, queste palline fai da te sono perfette per voi. Prendete delle vecchie palline che non vi piacciono più, spennellatele con abbondante colla vinilica e applicatevi il cotone idrofilo che avrete preparato e, su altre palline, le perline bianche.

Con fili di lana e cotone

Palline fai da te con fili di lana e cotone

Palline fai da te con fili di lana e cotone

Con queste palline fai da te potrete davvero sbizzarrirvi. Prendete dei palloncini da gonfiare, rotondi. Gonfiateli fino a raggiungere la dimensione di una pallina. Prendete ora dei fili colorati in cotone o di lana e avvolgete le palline lasciando qualche spiraglio tra un passaggio e l’altro. A questo punto, fissate il tessuto con della colla vinilica e mettete ad asciugare sul calorifero. Quando saranno asciutti, bucate il palloncino e… il gioco è fatto!

Foto in copertina tratta da Diyisfun.com.

20 regali di Natale che troverete in profumeria

Se abbiamo ancora dieci regali di Natale da fare e pochissimo tempo, non resta che andare in profumeria!

Gloss, polveri illuminanti, palette, kit per capelli, cofanetti per le labbra e per gli occhi. Perché non donare un tocco glam questo Natale? Troverete qualcosa di adatto a donne di tutte le età, regali contenuti nel prezzo e confezioni importanti. Noi abbiamo trovato tutto da Sephora e Lush, senza fare troppi giri per la città.
E se proprio non avete tempo per i regali di Natale non temete, c’è lo shopping online!



I nostri regali di Natale scelti in profumeria:

1.Il kit della felicità Collistar, 45 €
Profumo della felicità, Doccia della felicità e borsa Piquadro rosso-arancio

confezione regalo Colistar

 

2. 12 Days of Christmas Lush, 90,95 € 
Il calendario dell’avvento in stile Lush…Il primo giorno di Natale, regala ad una persona a cui vuoi bene, una scatola piena d’amore e prodotti da usare nel bagno e sotto la doccia.

calendario dell'avvento Lush

 

3. Météores Gold Light, Guerlain
Un grande classico per illuminare ogni tipo di pelle.

illumina viso Guerlain

 

4.  Diorific Vernis, Dior 26,46 € 
Smalti in edizione limitata color verde, rosso e viola.

Diorific Vernis

 

5.  Rouge allure velvet di Chanel, 35 €
Il rosso più rosso che ci sia. Vellutato, avvolgente, eterno.

Rouge allure velvet di Chanel

 

6.  Lip & Cheek, Guerlain, 28 €
Un gel colorato 2 in 1 da applicare come blush e sulle labbra per un make-up ultra naturale e un immediato effetto “bonne mine” rosato.

Lip & Cheek, Guerlain

 

7.  Cofanetto-agenda di bellezza, Too Faced, 59,90 €
Tutto ciò che occorre per farsi belle, giorno dopo giorno.

agenda di bellezza, Too Faced

8.  Naked Heat palette di Urban Decay, 51 €
Per questo Natale la palette storica del brand è più hot che mai. Ideale per bionde luminose, more ammalianti e rosse focose.

Naked Heat

9.  Puff & Shine di Sephora, 11,90 €
Una polvere libera e luminosa per corpo, viso e capelli.

Puff & Shine di Sephora

 

10.  Cofanetto Benefit, 51,90 €
Sguardo sexy e sopracciglia perfette in arrivo…

Benefit

11. Palette Kat Von D, 59,90 €
Il regalo perfetto per seducenti dark lady.

Palette Kat Von D

 

12. Deluxe Better Than Sex di Too Faced, 10,50 €
Il mascara icona del brand, in una piccola confezione a prova di regalo.

Deluxe Better Than Sex di Too Faced

 

13. Set di pennelli Zoeva, 45 €
4 pennelli di qualità professionale, realizzati artigianalmente.

Set di pennelli Zoeva

 

14. Kiss-Velvet Matte Lip Set NARS, 57,90 €
Una ricca selezione di Velvet Matte Lip Pencil, declinata in quattro tonalità di cui due inedite.

Kiss-Velvet Matte Lip Set NARS

15. Red On di Benefit, 20,50 €
Benefit ha creato il “rosso” universale che rende immediatamente sexy tutte le labbra. They’re Real! Red On! è un rossetto cream-to-powder effetto matte a lunghissima tenuta.

Red On di Benefit

 

16. Cat eye liner Burberry, 37 €
Penna duo di nuova generazione per un incredibile effetto occhi di gatto.

17. Tatouage Couture YSL, 34,90 €
Una gang di colori estremi. Un manifesto della sensualità.

Tatouage Couture YSL

 

18. Prisme Libre Givenchy, 44,90 €
Per la prima volta quattro tonalità di cipria in polvere sono riunite in un unico astuccio per una tinta più naturale.
Prisme Libre Givenchy

 

19. La Piñata di Sephora, 29,90 €
10 sorprese beauty: make-up, trattamento, bagno e accessori Sephora!
La Piñata di Sephora

 

20. Le Cushion Encre de Peau di YSL, 50,90 €
Il primo fondotinta dalla texture “inchiostro” da portare sempre con sé.
Le Cushion Encre de Peau di YSL

 

 

Film di Natale: ecco cosa ci aspetta su Netflix

Film di Natale Shrek

Novità imperdibili, film di Natale e contenuti magici

Chi è un abbonato Netflix lo sa: c’è qualcosa di perfetto per ogni giornata, pomeriggio, nottata…
Una vasta selezione di film, attesissime serie TV e contenuti speciali dedicati anche ai più piccoli sono tratti distintivi della web TV. Ma cosa ha in serbo per noi questo Natale? Prima di scoprire i film di Natale, dedichiamoci alle prime visioni.

Il primo regalo di Natale: le anteprime

Nel caso in cui non l’aveste ancora visto, l’8 dicembre è uscita la seconda stagione di The Crown! La seconda stagione inizia con i soldati di Sua Maestà impegnati a combattere una guerra illegale in Egitto. Racconta la fine dell’epoca del rispetto e l’ingresso nell’era rivoluzionaria degli anni Sessanta.

Il 15 dicembre è invece in uscita Wormwood. Esplora i limiti della conoscenza del passato e tutte le dimensioni che raggiungeremo con la nostra ricerca della verità. La tortuosa storia in evoluzione dell’indagine di un uomo lunga sessant’anni volta a identificare le circostanze della misteriosa morte di suo padre. Combinando la virtuosistica performance di Peter Sarsgaard e il leggendario stile che contraddistingue le interviste di Morris, Wormwood esamina questo caso da ogni possibile angolazione, portando lo spettatore faccia a faccia con alcuni dei segreti più oscuri degli Stati Uniti.

Il 22 dicembre invece, esce l’attesissimo film Bright. Ambientato in un presente alternativo in cui umani, orchi, elfi e fate convivono fin dalla notte dei tempi, Bright è un film d’azione che stravolge i canoni del genere. Durante un pattugliamento notturno di routine, due poliziotti di estrazione molto diversa, Ward (Will Smith) e Jakoby (Joel Edgerton), incontrano una forza oscura che cambierà il loro futuro e il mondo in cui vivono.

Il 29 dicembre esce la serie TV Black Mirror. Scava all’interno del nostro disagio collettivo nei confronti del mondo moderno. Ogni singolo episodio è un racconto tagliente, ricco di suspense, che esplora i temi della tecno-paranoia contemporanea arrivando a conclusioni indimenticabili.

I film di Natale

E ora veniamo al nostro argomento preferito… i film di Natale! Netflix ha dedicato un’intera sezione al tema e per guardarli basta selezionare Film -> Generi -> Classici di Natale.
Che meraviglia! Tra i titoli per la famiglia: Il Grinch, Trolls, Christmas in Wonderland, Piccolo Grande Timmy, Bob e la slitta di Babbo Natale, Shrek...
Avete voglia di ridere un po’? C’è Senti chi parla, Indovina chi viene a Natale?, Bad Santa e molti altri titoli. Come dite? Non avete Netflix? Non c’è momento migliore per attivare il primo mese di abbonamento gratuito!

I riti magic per Santa Lucia

Lettera a Dio a Natale

Santa Lucia è il solstizio d’inverno. Celebriamola, pronti alla magia della luce in arrivo.

Il 13 dicembre è considerato per tradizione il giorno più corto dell’anno. Il sole tramonta presto presto, lasciandoci addosso ancora un po’ di voglia di luce. E a portarla è proprio Santa Lucia, le cui spoglie sono custodite nella chiesa di San Geremia a Venezia.

Secondo le credenze popolari, la Santa oggi volerà sui campi, illuminata da una corona di luce. Porterà fertilità e abbondanza ed è per questo che si usa fare dei piccoli doni ai bambini in questo giorno di festa e positività. Nei paesi del nord alle fanciulle è dato il compito di portare luce nelle strade e sfilano in processioni rituali ornate con una corona di candele.

Ma noi come possiamo festeggiare Santa Lucia?

Prepariamoci alla festa seguendo piccoli riti propiziatori.
Accendiamo una candela in casa, doneremo luce proprio come la Santa che stiamo festeggiando. E se abbiamo tempo, magari disponiamo le candele su un supporto seguendo una forma circolare: sarà un bellissimo omaggio alla corona di luce della Santa oltre che un bellissimo centro tavola.
Cantiamo canzoni di Natale assieme ai nostri bambini, ma accogliamo anche quelli di amici e vicini. Alla loro ingenuità e purezza, l’onore di portare la luce più grande e a noi il piacere di scaldare il cuore con le loro voci.
Prepariamo i panini svedesi dolci allo zafferano, i Lussekatter (qui la nostra ricetta) e mangiamoli ancora caldi. Nelle panetterie inoltre, troveremo in vendita le pastafrolle di Santa Lucia, a forma di cuore e di stella.
Regaliamo un pezzo di torrone a chi troviamo bello. L’usanza medievale è semplice da onorare, divertente e… golosa! Per i single poi, potrebbe rivelarsi un’occasione galeotta.
Scambiamoci piccoli doni. Mandarini, frutta secca e cioccolata sono i regali ideali per questa festa che è soprattutto un augurio di abbondanza, benessere e gioia. E cosa, se non mangiare, ci rende tanto felici?