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Tè autunnale: tè rosso, cannella, scorza di arancia…

Te autunnale

Tè rosso autunnaleLe giornate si sono fatte fredde e non c’è niente che scalda il cuore e toglie i brividi come un buon té caldo: abbiamo la nostra ricetta per un tè autunnale, vuoi provarlo? 

Questa è la nostra ricetta per un tè autunnale che ti scalderà nei pomeriggi freddi e nebbiosi di Novembre. Un tè caldo, rosso, con qualche nota di spezie natalizie come piace a noi!
La ricetta è semplicissima, ma la particolarità è l’uso di questo tè, il roiboos, detto anche tè rosso africano, o redbush: un infuso ricavato dalle voglie dell’omonima pianta che cresce solo in Sudafrica. Cosa rende questo tè così speciale? Intanto non contiene caffeina… quindi potete berlo in qualsiasi momento della giornata e poi è ricco di diverse sostanze naturali importante per il tuo corpo, dalla vitamina C al magnesio, il ferro e altre. E’ anche leggermente dolce, quindi puoi non zuccherarlo.

Ricetta te autunnale

Roiboos
Stecche di cannella
Qualche chiodo di garofano
Scorza d’arancia
Un cucchiaino di miele

Buon pomeriggio!

Buona Vigilia di Natale

Buona Vigilia di Natale

Per tradizione festeggiate la Vigilia di Natale? Ecco i nostri consigli per una stupenda festa della Vigilia: dalle card di auguri, alle canzoni, il menù e la tavola. E Buona Vigilia di Natale a tutti voi!

Buona Vigilia di Natale! Anche a te! Auguri! Mi sembra già di sentirvi… anche voi festeggiate la Vigilia? Ma i regali li aprite a mezzanotte o aspettate comunque la mattina?
Ecco i consigli dai folletti di Magic Blitzen per una magica Vigilia di Natale, con l’approvazione di Babbo Natale!

Intanto per voi tre immagini da scaricare e stampare per i vostri auguri di Natale!

Buona Vigilia di Natale: biglietti di auguri

Buona Vigilia di Natale

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Buona Vigilia di Natale auguri

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Buona Vigilia di Natale pace
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Perché si festeggia la Vigilia di Natale

La veglia notturna della vigilia rappresenta l’attesa della nascita di Dio che si fa uomo: durante la serata si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara e raccoglie per la messa di mezzanotte e, soprattutto in era moderna, ci si cambia un regalo per festeggiare.
L’usanza di festeggiare la sera della vigilia è propria soprattutto dei paesi del Nord Europa, quelli scandinavi e del Nord America. Fino a qualche anno fa anche in Italia le tradizioni erano scrupolosamente seguite e nel centro e nel sud Italia era d’obbligo il cenone del 24 mentre al Nardo il pranzo di Natale. Ora ogni famiglia ha le proprie consuetudini.

Cosa si mangia la vigilia di Natale

La Vigilia di Natale è tradizionalmente di magro: per la religione cattolica è uno dei momenti più sacri dell’anno e la carne è assolutamente vietata, in segno di rispetto verso il bimbo che sta per nascere nella capanna di Betlemme, in totale povertà. Questo “divieto” si è trasformato nella tradizione di mangiare pesce.

Idee per il menù della Vigilia di Natale

Il menù della Vigilia di Natale deve essere di pesce. Ecco alcune idee per antipasti, primi, secondi e contorni.
Antipasti per la Vigilia di Natale
– Capesante gratinate
– Puré di sedano rapa con gamberone scottato nel burro (da servire in bicchierini piccolissimi!)
– Immancabili le tartine miste, con salmone, gamberetti, mousse di tonno. Da servire con pane in cassetta tostato
– Polpo lessato con patate (una variazione? Invece che le patate lesse a cubetti, servitelo su un purè
Primi per la Vigilia di Natale
– Tagliolini con pesto di pistacchi (appena scolati i tagliolini, conditeli subito con il pesto di pistacchi e dei gamberi crudi, freschissimi)
– Lasagne di mare: molto laboriose ma potete anche prepararle in anticipo e congelarle!
– Quenelle di polenta con baccalà mantecato
Idee per i secondi di Natale
– A Natale ci vuole un bel fritto misto!
– Branzino al forno con verdure (carote e zucchine)
– Anguilla arrosto
Contorni di Natale
Una bella insalata aiuta la digestione e serve da intermezzo tra le portate: preparatela con insalata iceberg, cavolfiore bollito, julien di carote, melograno
Dolci di Natale
Panettone e pandoro con creme. Ma anche una bella pannacotta decorata con il melograno. O una stupenda pavlova.
Non dimenticate la frutta: uva, ananas, melograno. Che portano anche un po’ fortuna!

Idee per decorare la tavola alla Vigilia di Natale 

Tavola di Natale decorazioni con bacche e cannella Tavola di Natale illuminata tutto in bianco Vigilia di Natale decorazioni per la tavola naturali e semplici con rametti di rosmarino e tessuti naturali Vigilia di Natale: decorazione facile - Pere dorate

I regali a mezzanotte o la mattina?

Secondo la tradizione i regali andrebbero aperti a mezzanotte ma anche questo dipende dalle usanze di ogni famiglia. Ai bimbi piace aspettare l’arrivo di Babbo Natale, di notte, e quindi si aspettano di trovare i regali sotto l’albero la mattina.

 

E tu? Quando festeggi il Natale? Raccontaci le tradizioni della tua casa nei commenti!

Stella di Natale: come prendersene cura

Stella di natale cura

Stella di Natale cura

Nella tua casa è arrivata una Stella di Natale e non vuoi farla morire? Ecco quanto annaffiarla, dove posizionarla e come prendersene cura per averla fiorita anche dopo Natale!

Durante le settimane che precedono il Natale, le Stelle di Natale sono le star assolute tra le pianti presenti a casa! Arriva sempre in regalo o spesso ci piace acquistarla, dal fioraio o al supermercato, perché fa subito Natale!
Pensate che in Messico, il paese nativo delle Stelle di Natale, arrivano a essere alte anche un metro e mezzo! Fu solo negli anni ’50, in Germania, che i coltivatori riuscirono a produrre varietà che potevano tollerare anche stanze riscaldate.
Per poter avere una bella fioritura la Stella di Natale necessita di un posto caldo e luminoso che sia ben protetto dagli spifferi.

Quanto innaffiare la Stella di Natale

Una regola per innaffiare correttamente la stella di Natale: meno è meglio!
Nonostante sopportino un po’ di secchezza queste piante non tollerano l’eccesso di acqua.
Quindi innaffiare poco e l’acqua in eccesso nel sottovaso va subito tolta.
Come indicazione di base, la Stella di Natale va innaffiata con poca acqua a temperatura ambiente ogni due o tre giorni. Tuttavia, se è molto caldo in camera, o se la pianta è collocata vicino a una fonte di calore, potrebbe essere necessario innaffiarla ogni giorno.
Più piccola è la pianta, più spesso avrà bisogno di essere bagnata. La Stella di Natale mini vanno innaffiate ogni giorno, poiché hanno solo una piccola quantità di terra da utilizzare come serbatoio d’acqua.

La temperatura ideale

La temperatura ideale della stanza deve essere tra i 15° e i 22°. Nei mesi invernali, questa pianta, amante della luce, gradisce anche il sole diretto come può essere ad esempio un davanzale di una finestra esposta a sud. Ma attenzione: prima di aprire la finestra per arieggiare la stanza, la pianta deve essere spostata in un angolo protetto, infatti i soffi di vento freddo possono causarle danni permanenti.

Attenzione al momento dell’acquisto

Talvolta la Poinsettia può perdere le sue foglie appena viene portata a casa, nonostante abbiate dedicato la giusta attenzione nel fare tutto correttamente. Ma perché?
Può essere che già nel garden o nel punto vendita non sia stata trattata molto bene…
È meglio evitare di comprare quelle che sono state posizionate in un ingresso ventoso o all’esterno del negozio di fiori. Inoltre è consigliabile toccare la terra nel vaso prima di comprarla. Non dovrebbe essere né troppo bagnato né troppo asciutto.

Decorare la casa con le stelle di Natale

 

Lettera a Babbo Natale: il regalo di Poste Italiane per tutti i bambini

LETTERA A BABBO NATALE POSTE ITALIANE

Poste Italiane ha preparato una sorpresa per tutti i bambini: il Natale 2016 riceveranno un regalo direttamente da Babbo Natale!

Caro Babbo Natale… quest’anno, vorrei…
Vi abbiamo raccontato tutti i modi per mettervi in contatto con lui e fare richiesta dei doni per questo Natale: dall’indirizzo di casa al Polo Nord, telefonargli, mandargli una email, scrivergli su Twitter (eh sì Babbo Natale è super social!)… lo avete fatto?
Bene, ora è arrivato il momento di utilizzare un mezzo di posta nostrano, che ha dedicato al Natale 2016 un’iniziativa speciale!

Lettera a Babbo Natale con Poste Italiane

Tutti i bambini, dagli zero ai vent’anni (sìsì, avete letto bene, 20 anni :)) potranno inviare la loro lettera tramite un form su un sito che Poste Italiane ha creato apposta già da qualche anno. Le indicazioni sono molto semplici e arrivano direttamente da Santa
Cari mamma e papà… Oh oh oh sta per arrivare il Natale!
Non vedo l’ora di leggere le letterine dei vostri bimbi… Compilate i campi qui sotto, e manderò loro un piccolo regalo tutto speciale!”
E vi assicuriamo il che il regalo arriverà! Una piccola mascotte di Babbo Natale vi verrà a trovare e i vostri bambini saranno super felici: quando ti capita di poter ricevere una risposta direttamente da Babbo Natale?

** Stiamo aspettando la risposta di Poste Italiane per il 2017! Vi aggiorniamo al più presto! **

E le letterine spedite a indirizzi sbagliati?

L’indirizzo giusto di Babbo Natale è questo 325 S. Santa Claus Lane, North Pole, AK 99705 ma ci sono in giro altri indirizzi, alcuni sono caselle postali extra che Babbo Natale usa come punti di raccolta sparsi per il mondo ma ci sono molti bambini che una volta scritta la letterina la imbucano con indirizzi fantasiosi: “Casa di Babbo Natale” “Per Babbo Natale in Lapponia” “Per Babbo Natale nel Polo Nord”… non preoccupatevi! Queste letterine non vengono perse!
Poste Italiane si impegna a recapitare a Babbo Natale tutte le letterine e così questi bambini riceveranno i regali come richiesto!

Il form sul sito di Poste Italiane nella pagina dedicata alle lettere a Babbo Natale per ora non è attivo. Noi aspettiamo risposte dalle poste ma intanto… scrivete! Le letterine, non bastano mai!
Se volete telefonare a Babbo Natale o mandargli una email leggete invece qui!

https://magicblitzen.com/babbo-natale-indirizzo-posta-polo-nord

 

Carols by Candlelight (Santa va al Polo Sud)

Natale in australia - Pavlova

Blitzen ci racconta di quando sono atterrati con la slitta in Australia, ecco come si festeggia il Natale durante l’estate australiana

Arrivai a Melbourne la notte della vigilia, richiamato dai canti che sentivo in lontananza. Certo mi colpì il caldo serale di quell’estate australiana scoppiata nel bel mezzo delle vacanze natalizie. I bambini felici, più che mai, si godevano la fine della scuola, le vacanze estive e il natale, un bel bottino, non c’è che dire. Avevo portato anche io la mia candela, perché qui, in centro, come ogni anno tutti avrebbero portato la loro per accogliere il Natale cantando assieme. Dal 1937 infatti, nell’elegante Sydney Myer Music Bowl della capitale del Victoria, la notte della vigilia di Natale la gente porta con sé cestini da picnic per rilassarsi sull’erba in attesa del “Carols by Candlelight”. Mi ero ripassato le parole delle canzoni Silent night, Let It Snow, Let it Snow, Let it Snow, White Christmas, Jingle bells e We Wish You a Merry Christmas, per non essere la solita voce fuori dal coro, ma non andò come pensavo. Tra un assaggio e l’altro di Paylova, un dolce natalizio preparato con fragole, frutto della passione e panna montata… un coro di cantanti professionisti iniziò a offrirci uno spettacolo meraviglioso. Canti tradizionali, gospel ed esercizi stilistici riempivano l’aria, era una di quelle sere in cui è bello ascoltare. Qualcuno sull’erba però, iniziò a cantare in autonomia canzoni strane come “Santa va al polo sud” o “Australiani facciamo il barbecue…”, ma la confusione era troppa e non sono riuscito a capirne il testo. Ho invece approfondito l’argomento della Pavlova, che si prepara così:

Natale in Australia: la ricetta della Pavlova

Ingredienti meringa: 6 albumi, 250 gr zucchero, un cucchiaio di aceto di mele, un pizzico di sale, 15 gr maizena, un cucchiaino di estratto di vaniglia, 2 gr di cremo tartaro

Per guarnire: 30 gr zucchero, 150 gr fragole, 1 kiwi, 80 gr mirtilli, 80 gr lamponi, 300 ml panna fresca liquida, 3 frutti della passione

Preriscaldate il forno a 250° e iniziate a preparare la meringa prendendo le uova a temperatura ambiente e dividendone gli albumi dai tuorli. Con le fruste di uno sbattitore montate a neve gli albumi aggiungendo il sale quindi, sempre sbattendo, unite il cremor tartaro e l’estratto di vaniglia. In una ciotola a parte unite lo zucchero alla maizena e aggiungete il composto alle uova un cucchiaio alla volta, mentre le fruste sono ancora in funzione e finché gli ingredienti non saranno tutti amalgamati. Infine aggiungete l’aceto in un paio di volte. Dovrete ottenere un composto cremoso e sodo che andrete a spalmare su di una leccarda foderata con un foglio di carta forno, formando un disco piuttosto spesso dai bordi leggermente rialzati. A questo punto infornate la meringa portando però il termostato del forno a 120° e lasciatela cuocere per circa 1 ora e mezza in forno statico. Trascorso il tempo necessario, spegnete il forno, aprite leggermente lo sportello e lasciate raffreddare completamente la base della pavlova, dovrete ottenere una meringa dorata. Lavate la frutta, tagliate le fragole e i kiwi a fettine, poi montate la panna unite lo zucchero man mano e, una volta pronta, ponetela sulla superficie della meringa con il dorso di un cucchiaio. A questo punto decorate con la frutta tagliata, i mirtilli e i lamponi ed infine cospargete con la polpa di tre frutti della passione.

Vintage Pavlova dolce tipico del Natale australiano

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Intervista esclusiva a Jack o’ Lantern 🎃 la vera storia di Halloween

Jack o lantern

Nessun altro poteva raccontarci la vera storia di Halloween: così Blitzen,la più buona tra le renne, ha intervistato Jack o’Lantern il più spaventoso trai mostri

Ho approfittato degli ultimi giorni di tranquillità prima di Halloween per incontrare il personaggio più famoso della festa in un vecchio pub irlandese. Mi ha chiesto di raggiungerlo proprio qui, per cominciare da dove ebbe tutto inizio….

Ciao Jack, grazie per averci detto sì. Sappiamo che stai per immergerti nella tua festa e sarai molto preso… Grazie a voi! Mi chiamano sempre e solo persone travestite da vampiri, fantasmi, talvolta anche da me, ma è la prima volta che vengo intervistato da una renna giramondo!

La vera storia di Halloween

Eheh, lo so, faccio uno strano effetto. Ma perché hai voluto che ci incontrassimo qui?
Vedi caro Magic, volevi conoscere la mia storia, e in un certo senso è qui che è nata. Ero un fabbro, ubriacone e taccagno. La notte di Halloween,  incontrai il Diavolo, proprio in questo pub. Stavo per cadere nelle sue mani, quando riuscii ad imbrogliarlo facendogli credere che gli avrei venduto la mia anima in cambio di un’ultima bevuta.
Il Diavolo, così, si trasformò in una monetina da sei pence per pagare l’oste e fui abbastanza veloce da riuscire ad intascarmela. Poiché, possedevo anche una croce d’argento, il Diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria. Stipulai allora un nuovo patto col Diavolo, e cioè che lo avrei lasciato andare purché questi, per almeno 10 anni, non tornasse a reclamare la mia anima.
Il Diavolo accettò.
Dieci anni dopo ci incontrammo di nuovo e io, sempre con uno stratagemma, riuscii a sottrarmi al potere del principe delle tenebre e a fargli promettere che non mi avrebbe cercato mai più. Il Diavolo, che si trovava in una situazione difficile, non poté far altro che accettare.
Quando morii, non fui ammesso al Regno dei Cieli e fui costretto a bussare alle Porte dell’Inferno; il Diavolo, però, che aveva promesso che non mi avrebbe cercato, mi rispedì indietro tirandomi addosso un tizzone ardente.Me ne servii allora per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo misi sotto una zucca che stavo mangiando.
Da allora vago con il mio lumino in attesa del giorno del Giudizio e sono diventato il simbolo delle anime dannate ed errabonde.

Mi tremavano la coda, le zampe e le orecchie.

Qui….quindi, tttttt…tu, sei mmmmm….morto?
Non proprio cara renna, diciamo solo che sono una zucca vuota, né viva né morta. Ma ho una vita pienissima sai?
Vedi la mia triste storia dà ogni anno origine a un sacco di cose buone. Per cominciare, per fare la mia maschera le persone comprano una zucca e lo fanno andando assieme, magari la mattina del sabato prima di Halloween, concedendosi un po’ di tempo all’aria tiepida di ottobre. E poi la scavano piano piano, mettendo da parte polpa e semi. E qui viene il bello: c’è chi cucina la zuppa, chi prepara i ravioli, chi frigge la zucca e chi mette i semi a seccare nel forno… e il profumo riempie la casa mentre i più piccoli intagliano la mucca vuota per disegnavi il mio volto.
E quando viene la notte di Halloween, basta una candela per accendere la magia.

Quindi ad Halloween sei felice?
Vedi Magic, la dannazione non ha funzionato. Il 31 ottobre per me è un compleanno e il mio cuore è pieno di gioia!

Christmasween

In Alaska il gelo mi prendeva gli occhi, il naso, la bocca e le mani. Era splendido il candore della neve che non si interrompeva mai e il Natale sembrava aver trovato la sua casa in questa terra magnetica e gelida che offriva il riverbero ideale alle decorazioni e una strana luce densa nel cielo. Dopo aver mangiato qualche frittella con lo sciroppo d’acero in una locanda realizzata interamente in legno, corsi per strada richiamato dal suono dei canti di Natale. La dolcezza, l’innocenza e l’allegria delle loro voci mi riempirono il cuore e non sentivo più il freddo mentre seguivo quella piccola processione di bambini che tenevano in mano bastoni con grandi stelle colorate sulla punta. Cantavano e andavano di casa in casa chiedendo dolci, biscotti e caramelle. Qualcosa dentro di me si risvegliò… somigliava tanto a quella serata americana di Ottobre… ma a Natale niente scherzetto, le streghe sono in vacanza.

 

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Alle tre in punto

Io a Londra ero già stato qualche volta e pensavo di conoscerla bene. Avevo usato il telefono a gettoni solo per entrare in quelle bellissime cabine rosse, attraversato le stesse strisce pedonali dei Beatles facendo una foto con gli amici e mangiato fish & chips. Ma non avevo idea di come potesse essere bella a Natale. Il Big Ben era lì, quel giorno, al solito posto. Eppure sembrava differente, più luminoso. Le luminarie che invadevano la città si specchiavano sul Tamigi e io ero abbagliato, affascinato, disorientato. Camminai seguendo le luci che definivano le strade della città, ipnotizzato dal romanticismo travolgente che sembrava avvolgere l’aria, quell’aria gelida in effetti, che mi aveva fatto venire voglia di un bel tè nero, accompagnato dai biscotti al burro che ricordavo bene.

E proprio nella sala da tè incontrai una compagnia di vecchie signore, che mi invitarono al loro tavolo. “Non vorrà andare via senza aver assaggiato il mio Christmas Pudding?”

Fu l’inizio di un’amicizia strana, durata una mezza indimenticabile giornata. Arrivati a casa, Ellen distribuì i compiti per la preparazione del pranzo. Tra quattro ore sarebbero arrivati figli e nipoti, non potevamo tardare! Il tacchino era già in forno, la salsa ai mirtilli pronta. Mentre disponevo le stoviglie sul tavolo, vidi lei e le amiche preparare il Christmas Pudding così: presero 450g di frutta passa, un’arancia, una mela, 11 cucchiai di brandy, 225g di zucchero a velo, 100g di zucchero di canna, 175g di burro, 2 uova, 100g di farina, 1/4 di bustina di lievito per dolci, 40g di pan carrè, 40g di mandorle,zenzero, cannella e noce moscata.

Imburrarono la forma del pudding posizionando sul fondo della carta da forno per prevenire eventuale pasta attaccata. Iniziarono a formare l’impasto mettendo in una ciotola la frutta passa a pezzetti con mela a pezzetti, succo d’arancia e scorza d’arancia, in ammollo in 4 cucchiai di brandy. In un’altra ciotola invece lavorarono 75g di burro con lo zucchero di canna, quando fu ben omogeneo aggiunsero le uova. Continuarono unendo anche la farina, il lievito, il pan carrè e le mandorle tritate nel mixer. Speziarono con zenzero, cannella, noce moscata. Unirono anche la frutta. Mescolarono per bene e versarono nella forma del pudding imburrata. Ricoprirono la ciotola del pudding con della carta stagnola ancorata ai bordi e fecero una striscia di stagnola che servì come aiuto per togliere la ciotola dall’acqua bollente. Scelsero la pentola giusta per il bagnomaria e posizionarono tra il fondo della pentola e la ciotola del pudding un tappo di un barattolo di marmellata, giusto per distanziare il pudding dal fuoco diretto. Riempirono la pentola per più di metà e posizionarci il pudding. Cossero a fuoco lento per 7 ore. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e lo tolsero dalla sua forma. In un pentolino scaldarono 4 cucchiai di brandy e portare in tavola il christmas pudding versandoci sopra il brandy e dandogli fuoco. Ecco il flambé! Lo servirono con dell’ottima crema inglese.

Alla fine del pranzo, finalmente era il momento di mangiarlo. Mi chiedevo se sarebbe toccata a me la moneta di cioccolato della fortuna quando, alle tre in punto, tutto si fermò.

La televisione accesa, la tavola silente. Apparse sul grande schermo una signora anziana, con una grande corona in testa. Stava per iniziare il discorso della regina, il Christmas Pudding e la mia gola dovevano aspettare.

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Santàmon go

Mi avevano detto che qui, a Singapore, il Natale avrebbe avuto molte luci blu. E a me il blu è sempre piaciuto da quando ho capito che il cielo e il mare son blu e che tutto l’azzurro che cerchiamo sempre, non è altro che quel blu truccato dal sole. Ma il cielo e il mare sono così belli, anche appena svegli, che non c’è bisogno di trucco, e allora blu sia. Arrivato nel cuore dell’Asia, mi resi subito conto che non mi avevano detto una bugia. Sul nuovo porto di Marina Bay, ogni cosa era illuminata di blu. Il cielo era blu tra un fuoco d’artificio e l’altro, enormi alberi di luci blu splendevano da lontano… ma che cos’erano? Decisi di raggiungerli e per farlo mi immersi nel delirio del centro commerciale che avvolgeva la baia, dove a ogni angolo luminosissimi alberi di Natale mi attraevano, confondevano, facendomi perdere la strada in un labirinto di negozi che sembravano ripetersi in un vortice di vetrine, pubblicità e promesse di felicità in vendita. Un attimo di distrazione ed esitazione e una ragazza dai grandi occhi a mandorla mi aveva preso la mano. Dovevo assolutamente provare un trattamento lisciante a base di polvere di diamante mi disse… La mano appiccicata e poi graffiata, la mano impastata. E chi lo avrebbe detto mai che i diamanti potessero essere così appiccicosi? Guadagnai l’uscita sorridendo, cercando di non tradire le mie perplessità, di non deludere quella ragazza dagli occhi piccoli e grandi allo stesso tempo. Ristoranti fusion, Chanel, Dior, Rolex, Prada, Gucci, ancora ristoranti, ancora Chanel, Dior… mi ero perso. Da questo centro commerciale sembrava impossibile uscire, caspita era enorme e sempre uguale a sé stesso, persino la gente che ci lavorava non sapeva indicarmi l’uscita. E mentre mi chiedevo come avrebbero fatto ogni giorno a ritrovarsi in quella bolgia e tornare a casa… ecco la mia via d’uscita. Una lunga passerella sospesa, da percorrere per arrivare a quegli strani alberi di luci che mi ricordavano tanto l’albero della vita che avevo visto accendere all’Expo di Milano. Arrivato lì mi ricordai, ne avevo letto, erano i Supertrees, i 18 alberi alberi fotovoltaici in grado di accumulare il calore del sole e produrre energia per l’illuminazione, interrati in un bosco artificiale creato a Singapore per sfida, gioco e amore per la tecnologia. Era bello essere avvolti nella luce blu, ma era tempo di tornare alla Marina per godere dello spettacolo di luci e musica che avevano annunciato. Una volta arrivato, guardandomi intorno mi sentii immerso da una strana frenesia, qualcosa era cambiato. La gente era triplicata e si muoveva velocemente, guardando fisso lo schermo di grandi telefoni. Si stavano dando appuntamento da qualche parte? Si preparavano a fotografare lo spettacolo di luci? E ora perché, dio mio, stavano ora correndo verso di me??? Che stupido forse correvano verso quello che avevo alle spalle… e se ci fosse stato Santa Claus magari in visita in oriente? Mi voltai, di scatto e non vidi nulla. Le persone mi sorpassarono velocemente schivandomi, arrivando in pochissimo tempo oltre di me. Non c’era Santa Claus, non c’erano elfi, doni, creature magiche. Quello stormo di persone si stava muovendo come uno sciame per catturare i Pokémon… ve li ricordate? Quelli di Pikachu per capirci… quelli dei cartoni di tanti anni fa. Ora erano tornati alla ribalta con il gioco Pokémon Go e qui a Singapore, questi piccoli animaletti virtuali, sembravano non avere scampo.

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La più bella pubblicità di Natale 2016, credetemi!

Ci piacciono le pubblicità di Natale. Mi piace pensare che il fine ultimo, almeno a Natale, non sia far comprare ma far emozionare.
Qualcuno si improvvisa, qualcuno non ci riesce, qualcuno si ripete. E poi arrivano loro, Allegro, a farci commuovere.
Credetemi, nessuno di voi riuscirà a trattenere le lacrime (Grinch compreso!)

https://www.youtube.com/watch?v=H7D2pVby-pM

 

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La guida al Natale perfetto dell’omino di pan di zenzero

Lo spirito natalizio, la voglia di stare insieme e condividere. Ma cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare di fare questo Natale? Lo abbiamo chiesto all’omino di pan di zenzero, che non sbaglia un colpo.

1 – Comprate e donate il calendario dell’avvento! Questo è un mese speciale e una piccola sorpresa al giorno è lo spirito giusto per avvicinarsi alla festa.

2 – Aggiungete nuovi addobbi alla vostra casa ogni settimana. Decorarla piano piano farà crescere la gioia dell’attesa.

3 – Cucinate biscotti profumati, come me 🙂

4 – Scegliete con cura i regali per chi vi sta vicino. Precipitarsi a comprarli il 24 dicembre (come lo scorso anno) non è una buona idea!

5 – Indossate abiti e accessori dai colori natalizi. Il bianco, il rosso e i dettagli dorati vi aiuteranno a diffondere l’atmosfera del Natale.

6 – Disseminate il mese di Dicembre di piccoli gesti positivi e inusuali. Le gentilezze verso sconosciuti e persone care, vi faranno sentire bene. Potrebbe diventare un vizio…

7 – Date spazio al bambino che è in voi, la magia, è assicurata.

8 – Fate una colazione diversa dal solito. Un tocco di cannella, cioccolato e panna, sapranno coccolarvi ad ogni risveglio.

9 – Spegnete la televisione la sera. Le carte, i giochi da tavolo e qualche chiacchiera davanti a una tisana bollente riempiranno i vostri cuori.

10 – Recuperate l’essenziale del Natale. Non lasciatevi distrarre da luci, regali, manifesti… lo spirito del Natale è dentro di voi, liberatelo!

Omino di pan di zenzero

Il Natale nel mondo

Magic Blitzen ha girato il mondo tante volte, con l’animo gonfio  di speranze per l’attesa del nuovo anno che arriva, gli occhi pieni di gioia, dei volti dei bimbi con il naso in alto a cercarlo tra le nuvole, la musica nel cuore, la mente fissa sulle coordinate, timone nella notte dove il tempo è sospeso ma veloce. La Notte di Natale.
Vola, fulmine nell’aria, tra un fuso orario e l’altro, nel freddo del vento.
Sotto un unico cielo di stelle.

Do You know Dasher and Dancer, Prancer and Vixen, Comet, Cupid, Donner, but do you, do you know Blitzen?

MagicBlitzen.com è l’unico sito per chi ama il Natale davvero. Sbircia dalle finestre appannate dell’inverno il sogno di questa festa, magica, nostalgica, anche un po’ kitsch.

Storie da tutti i paesi del mondo

Blitzen ha girato il mondo e lo racconta qui: ricette, ispirazioni, luoghi, viaggi, tradizioni.

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L’erba dei magi

Ho visto piccole case coloratissime sulla costa e poi d’improvviso enormi grattacieli. E mi chiedevo se lo avevano fatto davvero per guadagnare spazio oppure per vedere più da vicino quel cielo così azzurro da sembrare un mare d’aria. La festa, il Natale, era già tutto intorno a me, in un sogno portoricano di musiche, canti, balli e colori. Gruppi di Trullas, mi han detto di chiamarsi così quei festosi musicisti, andavano di casa in casa suonando i ritmi tradizionali, le Parrandas, come a svegliare la gente, urlando la festa a suon di musica. Questa terra, che fu spagnola, porta ancora addosso i segni di un colonialismo antico ma tutt’oggi presente, in un angolo di mondo incredibilmente latino. Il 24 di Dicembre la festa è grande e a pranzo mi vengono offerti fagioli neri con riso, pollo e maiale asado (arrosto), morcillas e pasteles, le mie preferite e per finire, un dolce a base di risoSan Juan tradisce un’anima festosa e allegra che mi accompagna tutta la giornata in un turbinio di canti e balli tradizionali fino al tramonto. E qui viene il bello.

Vedo le persone prendere dell’erba, verdissima e portarla a casa. Curioso e affascinato, chiesi allora la ricetta della tisana che avrebbero preparato, magari per digerire tutto quello che avevamo mangiato. E come risero alla mia richiesta! L’erba serviva ai Re Magi, che sarebbero passati per le case, la notte. Magari avrebbero avuto bisogno di rifocillarsi un po’ e bere dell’acqua, ecco perché sotto ai letti dei bambini venivano posati un bicchiere e un po’ d’erba. E mentre mi chiedevo come mai i Re Magi mangiassero l’erba e il mio pensiero si spostava sui loro cammelli… una signora mi lasciò la ricetta delle pasteles, che tanto mi erano piaciute.

Per la pasta: 150 g di farina bianca, un uovo, 40 g di burro, sale

Per il ripieno: 100 g di carne di maiale magra macinata, 50 g di prosciutto cotto tritato finemente, 30 g di burro, un bicchierino di marsala, un tuorlo d’uovo, una tazza di béchamel, sale e pepe, farina e burro

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, mettete nel centro il burro fuso a lieve calore e l’uovo leggermente sbattuto con un pizzico di sale. Lavorate la pasta solo quanto basta per formare un impasto al quale darete la forma di una palla, che lascerete riposare per un’ora in una terrina, coperta con un tovagliolo. Fate sciogliere in una casseruola 30 g di burro, unite la carne, sale e pepe e lasciatela rosolare per 10 minuti a fuoco moderato, quindi unite il prosciutto tritato, il marsala e rigirate. Togliete dal fuoco e aggiungete il tuorlo d’uovo, lavorando bene l’impasto con il cucchiaio di legno, quindi unite la béchamel continuando a mescolare. Imburrate e infarinate leggermente 10-12 formine di circa 6 cm di diametro; stendete l’impasto in modo da ottenere una sfoglia sottile che ritaglierete con un bicchiere in un numero di dischi doppio delle formine. Con metà dei dischi foderate le formine, quindi versate in ognuna una parte del composto e coprite con l’altra metà dei dischi, ripiegando verso l’interno il bordo di pasta. Passate in forno già caldo (180 °C) per circa 15 minuti, fino a che la pasta sarà dorata. Da mangiare sia calde sia fredde.

pasteles

 

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Il battesimo più freddo del mondo

Mi avevano detto che il Natale Ortodosso, in Russia, era lungo come l’inverno dei libri di Anton Čechov, che immergersi nel gelo della terza settimana di gennaio sarebbe stato magico. Ed eccomi qui, la notte del 18, ad attendere che si compia un rito nato dalla credenza che il giorno del battesimo di Gesù, l’acqua si faccia santa. E per acqua si intende l’acqua dei fiumi, dei mari e persino quella che sgorga dai rubinetti di casa. E allora io pensavo che avrebbero tolto i guanti, che freddo, e raccolto una boccetta di acqua gelida da portare a casa, sperando che non ghiacci all’improvviso: ci sono 20° gradi sotto zero qui al fiume e il respiro caldo, appena uscito dal naso, si trasforma in una nuvola di ghiaccio.

Macché guanti. Macché boccetta!

Il tempo di togliere i vestiti ed ecco uomini e donne fare il segno della croce e immergere il capo tre volte in quell’acqua incredibilmente gelida! Una croce incisa sulla superficie ghiacciata del fiume permette di accedere alla fonte del rito, che si consuma con la sacralità delle antiche credenze. Mi vien voglia di provare, tempra il fisico dicono, ma basta un cm di pelle nell’acqua per capire che per quest’anno… rubinetto sia!

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Lo chiamavano Santakuro

Babbo Natale in Giappone Santakuro

Ci sono paesi in cui la celebrazione del Natale è una tradizione recente. Arrivato in Giappone, mi raccontarono infatti che la prima volta che i bambini conobbero il natale fu nel 1875 a Tokyo, presso la Scuola Harajo di Ginza, quando un Babbo Natale vestito come un samurai apparve durante la celebrazione del Natale cristiano. Alcuni anni dopo, nel 1898, venne pubblicato un libro per bambini su Babbo Natale, chiamato Santakuro che fondeva la tradizione dei manga nipponici all’internazionale figura di Santa claus. Circa cent’anni dopo, nel dicembre del 1970, il Colonnello Sanders e la sua catena KFC apparvero in Giappone, con una campagna di marketing di grande successo, tale da creare una nuova “tradizione” in Giappone, quella di mangiare pollo fritto alla vigilia di Natale. E difatti in Giappone tutt’ora, non è raro incontrare enormi file davanti ai negozi KFC proprio il giorno del 25 Dicembre. Se voleste stupire ospiti nipponici, tuttavia senza recarvi da KFC, ecco una gustosa di ricetta di pollo fritto, da provare assolutamente!

Ingredienti per 4 persone:

12 coscette di pollo
500 ml di latte
310 gr di farina
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino di paprika
mezzo cucchiaino di pepe
olio per friggere
sale
pepe

Lasciate marinare per una notte in frigorifero il pollo immerso nel latte (450 ml circa). Tiratelo fuori circa mezz’ora prima della preparazione e preriscaldate il forno a 180°. Mescolate farina, sale, pepe, timo, paprika e pepe in una ciotola, aggiungete 50 ml di latte e mescolate bene con una forchetta fino a eliminare tutti i grumi. Scaldate l’olio per la frittura in una padella grande e friggetevi il pollo marinato che avrete passato nel misto di farina e latte premendo in maniera che la carne venga coperta completamente. Friggete il pollo su un lato per 5-7 minuti nella padella con il coperchio quindi giratelo e friggetelo per altri 3-5 minuti dall’altro lato: a questo punto trasferitelo in forno per una decina di minuti completandone cottura e doratura.

La neve calda

Arrivato a Dubai, la mattina di Natale, pensai di essere davvero piccolo. Mi trovai davanti al Burj Khalifa, un palazzo alto 828 metri, il più alto del mondo. Qui salii in cima, con un ascensore che viaggiava a una velocità impressionante, per capire dove andare e vedere l’intera città. Mi colpì la spiaggia enorme che si affacciava su un mare calmo e turchese. Ero sconvolto, da lassù non capivo cosa fosse mare, fiume, piscina… dovevo scendere, anche le vertigini mi stavano pregando di farlo.

Decisi di seguire la folla, alla ricerca di un indizio che fosse Natale anche lì, quando mi trovai davanti all’ennesima enorme costruzione, dalla vetrata della quale potevo scorgere un albero di Natale, decorato e innevato. Ma come era possibile? Ci saranno stati venti gradi per le strade e il mare era caldo e le persone prendevano il sole in spiaggia..

Spinto dalla curiosità mi addentrai nel Dubai Mall, un centro commerciale dove erano presenti ben 1200 negozi. E surreale, nel punto più evidente, spiccava un enorme albero di Natale, che uno strano marchingegno continuava a spruzzare di finissima neve. Imitando i bambini che correvano attorno a questa enorme attrazione, toccai d’istinto quella strana neve. Era calda come non l’avevo mai sentita!

Ma le nuove esperienze non erano finite! Andai al caffè The Majlis, poco distante dall’albero, per bere qualcosa di tiepido. La vista della neve finta e l’aria condizionata paralizzante mi stavano dando alla testa… era impossibile capire in che stagione ci trovassimo! Ordinai allora un cappuccino, o meglio un camelccino mi corressero. Eh sì, perché quello che stavo bevendo era latte di cammello, bianco e caldo come quella strana neve.

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Ghiaccio e fuoco

La Finlandia sa da sempre come custodire la magia del Natale. Qui il ghiaccio sembra caldo se lo sai guardare con gli occhi di un bambino e non è mai troppo tardi per infornare piccoli biscotti speziati e non è mai troppo buio per uscire a cercare cori natalizi improvvisati. Arrivato a Helsinki però, rimasi stupito da qualcosa che davvero non mi aspettavo.

Fuori dalle case, sui selciati e i davanzali, piccole fiamme vibravano imprigionate nel ghiaccio. Era incredibile vederle brillare tra i cristalli, quasi non credevo ai miei occhi. Come era possibile che questi due elementi così lontani non combattessero tra loro?

Il fuoco non scioglieva il ghiaccio e la lanterna cristallina non cedeva acqua alla fiamma. Certo faceva molto freddo, il mio naso gelido ne era un chiaro segnale ma… come avevano fatto? Vedendomi incuriosito, un ragazzo mi invitò ad entrare nel suo giardino. Rimasi stupefatto nel vedere enormi lastre di ghiaccio scolpite con magnifiche forme a tema natalizio. Mi spiegò che in Finlandia, il ghiaccio è una materia prima di semplice reperibilità e che l’arte dello scolpire il ghiaccio è molto diffusa tra gli abitanti di queste zone. Ma non essendoci il tempo necessario ad apprendere la tecnica per scolpire il ghiaccio, mi disse di iniziare con una lanterna aperta e di fare così

Prendere una ciotola in plastica di piccole dimensioni, una piccola candela piatta e larga e il materiale necessario per decorare. Mi suggerì bacche, rametti e brillantini, ma sarebbero andate bene tutte le cose che si prestavano ad essere ghiacciate nell’acqua come fiori, frutti colorati, foglie…

Riempire d’acqua la ciotola, immergevi le decorazioni distribuendole bene verso le pareti esterne, nel punto in cui saranno più visibili. Far galleggiare la candela nel mezzo, lasciando riposare una notte in freezer. La mattina dopo, potrete sformare il ghiaccio e accendere la candela.

Lo spettacolare equilibrio tra fuoco e ghiaccio, non vi lascerà indifferenti.

 

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Una strana visione

Le Hawaii affascinano da sempre i viaggiatori di tutto il mondo, curiosi di vedere con i loro occhi acque cristalline e minacciosi vulcani avvicinarsi e fondersi in un panorama mozzafiato. Le tradizioni e il folclore locale, hanno contribuito a regalarci un’immagine vacanziera e spensierata di questo angolo tropicale d’America.

Il periodo del Natale coincide con l’inizio della stagione turistica e quando arrivai a Waikiki, mi resi subito conto che il Natale sarebbe venuto dal mare. La gente che affollava la spiaggia infatti, aveva portato cibo, seggioline e piccoli tavoli d’appoggio in attesa di qualcosa che certamente sarebbe arrivato dall’acqua. Ignaro delle tradizioni locali mi godetti la brezza marina e approfittai dell’occasione per fare il bagno, prendere il sole e assaggiare il Lomi Lomi di salmone, un ottimo piatto della tradizione locale che condivisi con chi con me condivideva la misteriosa attesa.

Mi dissero che l’avevano preparato lasciando il salmone a bagno in acqua salata per un paio d’ore, cambiandola più volte. L’avevano poi pulito, sfilettato e ridotto in piccoli pezzi per unirlo poi ai pomodori, ridotti in piccoli pezzi e privati della pelle e dei semi. Lo avevano poi lasciato riposare in frigorifero per un’ora circa, ricoperto di ghiaccio, per servirlo poi freddo, accompagnato da cipolla verde ridotta in piccolissimi pezzi.

Stavo gustando questa prelibatezza isolana, quando finalmente mi fu chiaro che cosa stavamo attendendo: Babbo Natale stava arrivando dal mare, su una barca rosso fuoco carica di abeti. Il Natale era arrivato dal mare, fino alle sponde bagnate dal grande Pacifico.

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“Santa e mitragliatrici”

Puzzle, bambole, macchinine, cavalli a dondolo, granate, mitragliatrici, fucili d’assalto, lanciafiamme. Vi sembra uno strano mix? Anche a me. Ma in Arizona, si gioca con fuoco anche a Natale.

Convinti sostenitori della pubblica utilità della personale detenzione delle armi da fuoco, una delle popolazioni più a sud degli USA, affolla ogni anno l’Arizona Scottsville Gun Club per partecipare all’evento locale “Santa e Mitragliatrici” che prevede la tradizionale foto di famiglia con un uomo vestito da Babbo Natale e alcune armi scelte da un arsenale di tutto rispetto. Adulti, bambini, anziani e neonati vengono assistiti da elfi armaioli che indicano la migliore posa per sorreggere gli armamenti scelti.

Non ci fu invenzione più lontana dal Natale che questa nella lontana Arizona.

 

The majestic Monument Valley in winter

The majestic Monument Valley in winter

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Quella luna a testa in giù

Era una di quelle mattine in cui il sole non si fa vedere, ma si fa sentire sulla pelle, forte e chiaro. Arrivare la mattina di Natale a Bangkok era strano, umido, afoso e bellissimo. Avevo iniziato la mia visita a Banglamphu, un quartiere che dà sul fiume che attraversa la grande città, vicino al Palazzo Reale, ai templi, alle botteghe e dopo un paio d’ore, non avevo ancora incontrato nulla che mi facesse capire che era Natale. Era il momento di fare colazione e il posto migliore per farlo mi sembrò una piccola bancarella che vidi a un lato di Khao San Road, la lunghissima via che stavo percorrendo. Qui mangiai la tradizionale colazione thai, ovvero un piatto a base di riso, frutta, uova, pollo e verdure, accompagnato da un tè fumante e profumato, che non fece che aumentare il calore che sentivo. E proprio mentre cercavo una bottega per rinfrescarmi con dell’acqua, vidi lui, un piccolo Babbo Natale di stoffa, appeso a una mezza luna a testa in giù. Dovevo aver visto male, il caldo mi stava dando alla testa… cosa ci faceva Babbo Natale lì in alto? E poi, perché la luna se ne stava con le punte rivolte verso il basso? Chiesi in giro, ma tutti mi spiegarono che rappresentava Santa Klaus che scende dal cielo per dare i doni ai bambini…

Che strano pensai, non lo avevo mai visto così vicino alla luna. E poi il tempo, quel giorno, passò veloce come il vento. Non avevo mai visto una città così capace di ruotare su se stessa tutto il giorno, lenta e confusa al tempo stesso. Era la prima volta che vedevo un mercato galleggiante come quello di Damnoen Saduak, dove arrivai in barca, allontanandomi dalle enormi statue che custodivano il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di giada, che ancora sembravano guardarmi mentre solcavo le acque dense della città. Ero arrivato a 100 km da Bangkok in un soffio, cullato dalla pacatezza delle acque torbide e dolci che sembravano aver fermato il tempo. E invece il tempo era andato avanti, impassibile ed era in un baleno arrivato il momento di godere di un tramonto acceso, abbagliante, che sembrava quasi volerci risvegliare da quello stato di calma in cui eravamo sprofondati in quel mercato fuori dal mondo e dal tempo che conoscevo. E mentre chiacchieravo con un abile e anziano cacciatore di coccodrilli che mi raccontava delle sue avventure al limite del credibile, arrivò il buio, d’un colpo.

E se il buio solitamente confonde le idee, finalmente quella sera mi fu tutto chiaro. La luna splendeva al contrario di come ero abituato a vederla, ed era impressionante, bellissima.

Per festeggiare la soluzione del mistero, mi concedetti il dolce che spopolava quella sera tra le bancarelle sull’acqua, una composta di banane e cocco, avvolta in una foglia di banano. Ecco la ricetta che mi hanno lasciato:

Ingredienti per 4 persone

  • 350 g di banane
  • 120 ml di latte di cocco
  • 60 g di farina di riso
  • 80 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 200 g di scaglie di cocco
  • foglie di banano

Preriscaldate il forno a 150 °C. Sbucciate le banane e insieme agli altri ingredienti lavorateli con un frullatore (ad immersione) fino ad ottenere un impasto dalla consistenza dura. Tenete da parte alcune scaglie di cocco per uso decorativo. Fate cuocere l’impasto in una teglia da forno o una tortiera rivestita di carta da forno per ca. 20 minuti. Per formare dei piccoli coni, tagliate le foglie di banano a quadrati (ca. 10 x 10 cm) arrotolatele e fissatele con uno spiedino per cocktail o uno stuzzicadente. Una volta che l’impasto è cotto, inseritelo nei piccoli coni di foglie di banano (o in piccole ciotole), cospargete con le scaglie di cocco e servite.

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Il pandulce della nonna

La notte della vigilia di Natale, accende la magia di Buenos Aires. Fuochi d’artificio, petardi e… cenone! Eh sì, nonostante la temperatura segni più di 30 gradi, lo spirito natalizio avvolge la città che non sente il bisogno di neve e ghiaccio per dichiararsi natalizia. Luminarie, addobbi e un dolce molto simile al panettone, coccolano vista e il palato con una inconfondibile memoria italiana, frutto di un’antica immigrazione divenuta tradizione. Da Plaza Mayor, una pasticceria aperta nel 1982 da Ricardo Yabhés figlio di padre andaluso e madre italiana, potrete gustare la ricetta originale di Nonna Tita che creò il pandulce mixando il panettone con il pan navideño per andare incontro al gusto dei nipoti ispano-italo-argentini. Questa profumatissima ricetta porta con sé la storia di una pacifica unione di popoli e famiglie, interpretata dalla materna creatività di una cuoca straordinaria.

Il pandulce di Nonna Tita

Ingredienti per due Pandulce:

  • Farina: 750 gr.
  • Lievito di birra: 75 gr.
  • Burro: 100 gr.
  • Uova: 2 + 1 tuorlo
  • Sale: mezzo cucchiaino
  • Essenza di vaniglia: 2 cucchiaini
  • Scorza di limone: una cucchiaiata
  • Estratto di malto: un cucchiaino
  • Acqua di fiori di arancio: mezzo cucchiaino
  • Zucchero: 125 gr.
  • Latte tiepido: 200 cc.
  • Cognac per la macerazione della frutta
  • Noci: 100 gr.
  • Mandorle: 100 gr.
  • Uvetta senza semi: 100 gr.
  • Ciliegie al marraschino: 100 gr.

Mezz’ora prima d’iniziare la preparazione, immergere i frutti secchi e l’uvetta nel cognac (il pan dolce si deve mettere a lievitare prima senza frutta e dopo con la frutta). In un tegame mettere il latte tiepido con il lievito. Sciogliere a fuoco basso, con le dita, con un cucchiaio di zucchero e un pò di farina. Mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno. Questo impasto deve gonfiarsi al caldo.

Nel frattempo, collocare sul tavolo di lavoro, la farina a forma di corona, il burro morbido, lo zucchero e mescolare. Aggiungere l’estratto di malto, che aiuta a fermentare e mantenere il pane fresco a lungo. Aggiungere l’essenza di vaniglia, l’acqua di fiori di arancio, la scorza di limone, le uova e il tuorlo, l’impasto di lievito preparato prima con un pò di farina su di esso. Aggiungere sopra un pizzico di sale.

Lavorare con le mani, formando una massa cercando di impastarla senza premere sul tavolo. Formare una palla, e lavorarla un’altra volta. Lasciare riposare e lievitare in un recipiente fino a quando lo riempie. Aggiungere la frutta, lavorare l’impasto un altro pò, metterlo nei due stampi e lasciare lievitare.

Fare un taglio a forma di triangolo sulla superficie, e infornare soavemente per 2 ore. Dopo 30 minuti di forno, pennellare le forme con un uovo sbattuto senza quasi toglierle dal forno.

Ricetta di Natale Pandulce

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