Categoria: Babbo Natale

Tutto quello che c’è da sapere su Babbo Natale: dove abita Babbo Natale, la storia di Babbo Natale, Babbo Natale esiste

La Befana vien di notte: tutte le versioni!

Calza della Befana

Forse non sapevate che la filastrocca la Befana vien di Notte ha tante versioni diverse! Da imparare con i bambini

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte​
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!”​

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!”

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
le calzette a la romana
tira giu’ la cappellana.”

​”La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
un ciuffone tutto blu
fichi e noci butta giu’.”

​”La Befana zitta zitta
quando vien la neve fitta
passa riempie la calzina
oh, che bella Befanina!”

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi quà!!!”

​”La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.”

​”Vien dai monti a notte fonda.
Com’è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana!”​​

​”La Befana vien di notte,
con le scarpe tutte rotte,
le sue guance son pagnotte,
i suoi occhi fanno a botte.
Ti va bene se ci credi,
perché troverai bei doni.
Ti va male se la vedi
mentre passa a mezzanotte,
perché troverai carboni
con cipolle cotte!”

La lettera di auguri di Babbo Natale per tutti noi

LETTERA A BABBO NATALE POSTE ITALIANE

 

 

 

Che sorpresa al risveglio trovare sotto l’albero questa bellissima lettera di Babbo Natale!

Cari bambini, scrivo a voi con il cuore sperando che leggiate questa lettera proprio oggi che è Natale.
Scrivo a voi che siete bambini di tutte le età perché conosco il vostro cuore nel profondo e so che la fanciullezza regna anche nell’animo dei più grandi.
Grazie per avermi accolto in questa notte fredda. Ho bevuto con piacere il bicchiere di latte che mi avete preparato e… che buoni i biscotti speziati che ho assaggiato!

Spero abbiate trovato sotto l’albero quello che desideravate. E anche delle sorprese gradite alle quali non avevate pensato. Spero che vi stiate preparando a passare nell’armonia e nella gioia questa giornata così importante e a condividerla con tutte le persone che vi circondano per diffondere nell’amore il puro spirito del Natale.

Ma io che sono Babbo Natale e di doni me ne intendo (Oh, oh, oh, oh) vi dico con certezza che i regali più belli devono ancora arrivare.

Perché ora che avete raccolto le idee e avete pensato a quello che desiderate davvero, prenderete il giusto tempo e le energie rubate alla luce del Natale per costruire ogni cosa. Proprio come i miei aiutanti, pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno hanno lavorato ininterrottamente per costruire i vostri regali, voi costruirete il meglio per il vostro futuro.

Regalatemi il vostro impegno e la vostra buona stella, sarà bellissimo osservarvi fare il meglio dal Polo Nord.

E se state pensando a quando le cose potevano andare meglio, a quella volta in cui non siete stati la persona che volevate, ascoltate Babbo Natale. Si sbaglia. L’ho fatto persino qualche volta. Ma è proprio dagli errori che deve nascere la voglia di migliorare noi stessi e perché no, il mondo intero.

Con affetto, il vostro Babbo Natale e le sue magiche renne.

 

 

L’album di foto di Babbo Natale, dal XIII al XX secolo 🎅🏻

La storia iconografica di Babbo Natale è molto antica: le prime immagini di Babbo Natale risalgono al 1200 dC. Ecco come è cambiata l’immagine di Babbo Natale nel corso dei secoli

Le pubblicità degli anni ’30 di CocaCola firmate dall’illustratore Haddon Sudblom hanno segnato una svolta epocale per la rappresentazione di Santa Claus: da lì in poi non si è più abbandonata l’idea di un nonnino paffutello con gli occhiali piccoli, la pancia grande e gli occhi generosi.

Babbo Natale Coca Cola foto

Babbo Natale Coca Cola foto

Ma l’album di immagini di Babbo Natale ha una storia molto antica e per trovarne le origini, dobbiamo andare nel lontano 1294, nel quale ritroviamo St. Nicholas, un antico santo greco del IV secolo, nominato poi Sinterklaas dal dialetto olandese. Si raccontava che questo santo avesse l’abitudine di sorprendere le persone con doni inaspettati, come le monete nelle scarpe lasciate fuori dall’uscio di casa ed era il santo patrono protettore dei bambini.
Qui è rappresentato in una sacra icona russa del 1294.

Sai già la vera storia di Babbo Natale? Leggi la sua biografia

Immagine di San Nicolas

Ci spostiamo nel XVII secolo, in Inghilterra, per ritrovare Babbo Natale rappresentato come Father Christmas, l’evoluzione della tradizione folcloristica del Dio Woden e personificazione dello spirito del Natale.
(The Examination and Tryal of Father Christmas,1686)

Foto Babbo Natale 1500

L’America del 1800 vede esplodere la figura di Babbo Natale grazie alla copiosa presenza di coloni olandesi che influenzarono la cultura nascente del “nuovo mondo” tanto da far sì che New York venisse spesso chiamata New Amsterdam. E in questo contesto, St. Nicholas venne nominato patrono della città grazie all’influenza di Jhon Pintard, il fondatore della New York Historical Society che ne commissionò un ritratto all’artista Alexander Anderson.

Immagini Babbo Natale antiche

Siamo nel 1863 e il fumettista Thomas Nast disegna Babbo Natale su un numero di Harper’s Weekly, rappresentandolo nell’illustrazione “A Christmas Furlough”. Qui inizia a somigliare al Santa Claus che conosciamo noi: nelle illustrazioni successive compariranno elementi come il Polo Nord, un laboratorio per costruire giocattoli e il libro dei bambini bravi e cattivi.

Immagini Babbo Natale antiche

Nel 1864 invece, appare nelle illustrazioni del racconto A Visit from St. Nicholas di Clement Moore… pare che a quei tempi si vestisse di giallo!

Immagini Babbo Natale antiche

Nel 1868 viene ritratto dalla campagna pubblicitaria Sugar Plums dove appaiono le renne, ma mancano i pantaloni.

Babbo Natale immagini anni 1800

Nel 1881 Thomas Nast lo raffigura nuovamente in “Merry Old Santa” e Babbo Natale appare così su Harper’s Weekly.

Babbo Natale immagini anni 1800

1902, l’australiano Frank A. Nankivell lo raffigura per la cover di Puck… che rubacuori!

Babbo Natale immagini anni 1902

Qui siamo nel 1906 e in Canada lo ritraggono con un abbigliamento inconsueto.

Babbo Natale immagini anni 1926

Eccolo nel 1913 in copertina di Boy’s Life, ritratto da Norman Rockwell poco prima che scoppiasse la Prima Guerra Mondiale.

Babbo Natale immagini anni 1913

Nel 1914 appare in questa illustrazione giapponese, intento a riempire le calze appese al camino.

Babbo Natale immagini anni 1914

Il 1918 è tempo di propaganda. Eccolo apparire in un manifesto della U.S. Food Administration. Educational Division, Advertising Section.

Babbo Natale immagini anni 1918

1920, Saturday Evening Post. Norman Rockwell lo ritrae come un “uomo”, lontano dagli eccessi fumettistici del passato.

Babbo Natale immagini anni 1930

Siamo nel 1930 e in Australia, Babbo Natale appare così.

Babbo Natale immagini anni 1930

1942, tempo di guerra. In America viene ritratto in raffigurazioni tematiche. Ma noi che lo conosciamo, sappiamo che in guerra non è mai stato.

Babbo Natale anni 40                           

Da qui in poi le immagini lo vedono ritratto come il Santa Claus che conosciamo noi, talvolta anche fotografato o ripreso al Polo Nord!

 

Le figure femminili del Natale che abbiamo dimenticato

Santa Lucia illustrazione
Snegurochka

Snegurochka

E se vi dicessimo che negli anni abbiamo dimenticato molte donne del Natale?

Il Natale ci suggerisce il nome di Santa Lucia. La sua figura, celebrata anche dalla tradizione cristiana è quella che ha più resistito nell’immaginario comune. Festeggiata nei paesi del Nord e in alcune regioni italiane, è la paladina delle figure femminili del Natale. Ma a noi non piace fare differenze e qui, una per una, vogliamo ricordarle tutte.
Le loro storie e la dolce iconografia di queste signore del Natale, saranno uno spunto bellissimo per le favole della sera di questi giorni di festa.

Santa Lucia

Per parlare del Natale con Santa Lucia, dobbiamo partire dall’Italia, in particolare da Siracusa. Patrona e santa della città, è festeggiata il 13 dicembre. All’epoca del calendario Giuliano infatti, il solstizio non cadeva il 21 dicembre come oggi (calendario Gregoriano), bensì il 13. Il legame tra Santa Lucia e il calendario è profondo: alla santa il compito di riportare la luce. Anche nei paesi del Nord è una figura importante e si chiama Lussi. Questa donna dalla corona di candele, porta la luce proprio come la Santa cristiana, alla quale si è in qualche modo fusa negli anni, nonostante le sue antichissime origini pagane. Le spighe di grano che porta in mano, sono un segno evidente del suo legame con il mondo agricolo.

Frau Holle

Qui invece siamo in Germania. Di solito appare con un’anziana signora dai capelli bianchi, ma è stata anche raffigurata come una giovane donna. Anticamente era una dea del focolare, ma anche dell’inverno stesso. Una curiosità: in molte raffigurazioni, batte il suo cuscino e fa nevicare sulla terra. Dunque la prossima volta che vediamo un fiocco di neve pensiamoci: l’anziana signora dell’inverno potrebbe essere alle prese con le pulizie!

Frau Holle

Snegurochka

In Russia tutt’oggi, è una sorta di aiutante di Babbo Natale. Ma la “fanciulla del Natale”, questo il significato del suo nome, ha in realtà origini precristiane. Probabilmente Snegurochka era una dea dell’inverno, una giovane donna che si adorava in questo periodo. La bella corona di ghiaccio, le lunghe trecce bionde e l’abito di pelliccia e cristalli di neve, hanno ispirato Disney. Elsa infatti, protagonista di Frozen, le somiglia davvero tantissimo!

Snegurochka

Christkind

La traduzione letterale di questa figura del Natale tedesca è “Gesù bambino”. Assieme a San Nicola porta i doni a bambini e ha origini sconosciute. Christkind non è infatti associata a nessuna santa e il significato del suo nome getta molta curiosità su questa figura del Natale. Ma il fatto il suo abito sia d’oro e di pieghe e la sua corona corona dorata e slanciata verso il cielo, ci riporta immediatamente alla luce.Il legame tra il Natale, le donne e il solstizio dunque, sembra ancora più forte.

Perchta

Ci troviamo ancora in Germania e i richiami a Frau Holle sono davvero tantissimi. Tanto che si sospetta che si tratti della stessa figura. Anticamente portava la luce, era vestita di bianco (per questo il suo nome era anche Dama Bianca) e benediceva i campi, proprio come Santa Lucia. Veniva celebrata la notte del 6 gennaio (come la nostra Befana!) e nella tradizione distribuiva doni come monete d’argento. Ma per i bambini cattivi la punizione era terribile: un taglio alla pancia, riempita poi di paglia e sassi. Con il passare del tempo, da bellissima Dama Bianca iniziò a essere descritta come un orribile mostro a causa della campagna della Chiesa, contraria alle tradizioni pagane.

Perchta

Grýla

Per conoscere questa figura del Natale, dobbiamo volare fino in Islanda. Aveva un naso pieno di porri, gli zoccoli, 15 code e le corna. Mezza donna e mezza bestia, veniva usata per spaventare i bambini: avrebbe mandato uno dei sui 13 figli a rubare i bambini cattivi e cuocerli nello stufato. I bambini erano così terrorizzati da questa figura spaventosa che nel 1746 ne venne proibita l’evocazione.

 

Qual è il vero Babbo Natale?

Qual è il vero Babbo Natale?

Babbo Natale, Santa Claus, Père Noel, Saint Nicolas, Sinterklaas… qual è il vero Babbo Natale?

La risposta è semplice. Lo sono tutti. Hanno abiti diversi, hanno nomi diversi, ma rappresentano tutti Babbo Natale, nei vari paesi del mondo.

Il vero Babbo Natale

Negli Stati Uniti d’America Babbo Natale porta un abito rosso, ornato di pelliccia bianca, un cappuccio rosso, lucidi stivali neri, si fa chiamare Santa Claus.
In Francia invece, è chiamato Père Noel, è completamente diverso da quello che conosciamo bene grazie ai film di Natale: Père Noel è alto, magro, porta una lunga veste rossa, un cappuccio di pelo e… non non ci crederete mai, cammina su zoccoli di legno molto molto rumorosi!
In Svizzera c’è Saint Nicolas! Saint Nicolas porta un abito da vescovo con una lunga tonaca bianca. Porta biscotti e mandarini ai bambini buoni e… un frusta a quelli cattivi! Un po’ truce vero?
Ma tutti incarnano la magia del Natale! Babbo Natale, comunque viene chiamato, è l’uomo più atteso dell’anno per tutti i bambini.

 

Babbo Natale, la vera storia: biografia ufficiale 🎅🏻

La storia di Babbo Natale biografia

I bambini lo sanno, Babbo Natale vive al Polo Nord, è un omone grosso, con una lunga barba bianca, buono, che porta i regali ai bimbi buoni.
Ma la vera storia di Babbo Natale è lunga centinaia di anni e si mescola con la leggenda con fascino e magia.
Forse non sapevate bambini che Babbo Natale nasce sulle rive del Mediterraneo, ha camminato fino all’Europa del Nord e arrivato nel nuovo mondo ha trovato la sua immagine definitiva che è arrivata in tutti gli angoli della Terra. Leggete con noi la biografia di Babbo Natale.

COME DISEGNARE BABBO NATALE
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La Storia di Babbo Natale parte da San Nicola

San Nicola, vescovo di Myra, città turca oggi chiamata Demre, era considerato protettore dei bambini.  Dopo la morte (avvenuta il 6 di dicembre di un anno imprecisato alla metà del IV secolo), la figura del santo divenne popolarissima tra tutti i cristiani, grazie anche ai tanti miracoli che gli furono attribuiti.
Le leggende su San Nicola sono diverse, la prima racconta che San Nicola salva tre ragazze da un destino infelice facendo recapitare al padre dei sacchi pieni d’oro per salvarsi dai debiti, la seconda, un po’ più spaventosa bambini (se siete piccolini non leggete!) racconta che il proprietario di una locanda aveva ucciso tre giovani ragazzi, fatti a pezzi e messi sotto sale, servendoli ai commensali come prelibata carne. San Nicola scoperto il delitto resuscitò le vittime!
Per questo diventò patrono dei bambini. *

Da san Nicola a Santa Claus

Come ha deciso San Nicola di spostarsi al Polo Nord e poi di diventare simbolo della festa del Natale?
Per molti anni San Nicola si festeggiva il 6 di Dicembre, come avviene tuttora in alcune zone del Nord Europa, ma anche in Italia.
Con il tempo alcune caratteristiche tipiche dei festeggiamenti pagani esistenti si mescolarono con quelle religiose, così come alcuni tratti delle divinità pagane vennero attribuite a San Nicola: da Odino a Saturno, entrambi rappresentati con la barba lunga bianca, capaci anche di vloare. San Nicola era anche incaricato di sorvegliare i bambini perché facessero i buoni e dicessero le preghiere.
Nel Cinquecento però la riforma protestante abolì il culto dei santi in Nord Europa e così, come si legge bella biografia di Babbo Natale scritta da Bowler, si sollevò un grande problema: “A chi far portare i doni ai bambini?”. In alcuni casi il compito di portare i regali fu dato a Gesù Bambino, spostando la data al 25 di Dicembre. Ma Gesù Bambino era troppo buono, non avrebbe mai portato il carbone, né avrebbe minacciato i bimbi cattivi. Così iniziarono ad arrivare figure di sostegno.

I folletti della Germania

Nel mondo tedesco arrivarono dai boschi alcune figure, dei folletti anche un po’ malefici, i Krampus (aiutanti di San Nicola), poiRu-klaus (Nicola il Rozzo), Aschenklas (Nicola di cenere) o Pelznickel (Nicola il Peloso). Erano loro a garantire che i bambini facessero i buoni, minacciando punizioni come frustate o rapimenti.
Come vedete, anche in questi personaggi si può intravedere qualcosa di Babbo Natale….

San Nicola va in America

Gli immigrati nordeuropei portarono con loro queste leggende nelle colonie del niovo mondo. Nell’Ottocento leggiamo i primi racconti di poeti e scrittori che recuperarono anche la leggenda di san Nicola.
Leggiamo di un San Nicola con un carro volante in un libro di Washington Irving,  poi fu la volta di un libretto anonimo in versi, The Children’s Friend, con la prima vera apparizione di Santa Claus, associato al Natale “ma privato di qualsiasi caratteristica religiosa, e vestito nelle pellicce tipiche dei buffi portatori di doni germanici”, spiega Bowler nella sua biografia. Questo Santa porta doni ma infligge anche punizioni ai bambini cattivi, e il suo carro è trainato da una sola renna.
Le renne diventano otto e il carro diventa una slitta nella poesia A Visit From St. Nicholas, scritta nel 1822 da Clement Clark Moore per i suoi figli ma diventata subito “virale”. Per molti decenni Santa Claus viene rappresentato con varie fattezze e con vestiti di varie forme e colori.
Solo verso la fine del secolo, grazie soprattutto alle illustrazioni di Thomas Nast, grande disegnatore e vignettista politico, si impone la versione “standard”: un adulto corpulento, vestito di rosso con i bordi di pelliccia bianca.

Babbo Natale illustrazione

Babbo Natale illustrazione ‘Santa’s Portrait’ byThomas Nast, published in Harper’s Weekly, 1881]

Babbo Natale torna in Europa

A un certo punto Santa Claus torna a casa, con nomi diversi Père Noel, Father Christmas, Sinterklaas e così via. C’è chi ci crede o no. Chi ci vede solo l’espressione del consumismo e chi invece, anche da grande, la notte di Natale alza gli occhi verso le stelle nella speranza di vedere una luce veloce scappare a suon di campanelli.

La Storia di Babbo Natale: la leggenda raccontata in un film

Qualcuno di voi ricorderà questo film degli anni 80 che racconta la storia di Babbo Natale.
Molte centinaia di anni fa un anziano falegname di nome Claus viveva con la moglie in un villaggio: a lui piaceva molto lavorare il legno e costruire giocattoli da donare ai bambini del villaggio e di quelli vicini il giorno di Natale. La notte di Natale insieme alla moglie Anya con la sua piccola slitta e due renne, Donner e Blitzen attraversava il bosco per raggiungere i villaggi vicini. Una notte di tormenta e bufera la slitta si rovescia e Claus e la moglie perdono i sensi. Al risveglio si ritrovano circondati da alcuni strani ometti che rivelano di essere elfi: stupiti i due vecchietti scoprono di essere al Polo Nord. La profezia, di cui tanto avevano sentito parlare, si era avverata: un anziano signore riceve il dono e l’onere di diventare Santa Claus, ovvero Babbo Natale. Da allora la coppia di vecchietti con l’aiuto di tutti gli elfi portano la gioia a tutti i bambini del mondo.
A distanza di centianaia di anni ci ritroviamo ai giorni nostri. Babbo Natale è sempre preso dai preparativi per la notte di Natale affiancato da una squadra di elfi sempre più organizzata. Patch, un elfo creativo e esuberante, dopo aver perso il posto di assistente di Babbo Natale decide di lasciare il Polo Nord! Deluso dal trattamento di Babbo Natale e pieno di velleità inizia a vagare per il mondo ritrovandosi presto a New York: abbagliato dalle possibilità di fama e successo inizia a produrre giocattoli inizia a lavorare per u malvagio industriale di nome BZ che produce giocattoli di scarsa qualità e vuole arricchirsi sempre di più sfruttando la magia degli elfi. Babbo Natale, con l’aiuto di due bambini, Joe e Cornelia riuscirà a salvare Patch e il Natale!

I figli di Babbo Natale

Babbo Natale vintage

Tratto dal libro di Italo Calvino “Marcovaldo”: capitolo inverno, I figli di Babbo Natale

Non c’è epoca dell’anno più gentile e buona, per il mondo dell’industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le società anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L’unico pensiero dei Consigli d’amministrazione adesso è quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d’augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di là dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s’inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po’ abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino dànno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d’affari le grevi contese d’interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo più grazioso il dono più cospicuo e originale.

Alla Sbav quell’anno l’Ufficio Relazioni Pubbliche propose che alle persone di maggior riguardo le strenne fossero recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale.

L’idea suscitò l’approvazione unanime dei dirigenti. Fu comprata un’acconciatura da Babbo Natale completa: barba bianca, berretto e pastrano rossi bordati di pelliccia, stivaloni. Si cominciò a provare a quale dei fattorini andava meglio, ma uno era troppo basso di statura e la barba gli toccava per terra, uno era troppo robusto e non gli entrava il cappotto, un altro troppo giovane, un altro invece troppo vecchio e non valeva la pena di truccarlo.

Mentre il capo dell’Ufficio Personale faceva chiamare altri possibili Babbi Natali dai vari reparti, i dirigenti radunati cercavano di sviluppare l’idea: l’Ufficio Relazioni Umane voleva che anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una cerimonia collettiva; l’Ufficio Commerciale voleva fargli fare anche un giro dei negozi; l’Ufficio Pubblicità si preoccupava che facesse risaltare il nome della ditta, magari reggendo appesi a un filo quattro palloncini con le lettere S, B, A, V.

Tutti erano presi dall’atmosfera alacre e cordiale che si espandeva per la città festosa e produttiva; nulla è più bello che sentire scorrere intorno il flusso dei beni materiali e insieme del bene che ognuno vuole agli altri; e questo, questo soprattutto – come ci ricorda il suono, firulí firulí, delle zampogne -, è ciò che conta.

In magazzino, il bene – materiale e spirituale – passava per le mani di Marcovaldo in quanto merce da caricare e scaricare. E non solo caricando e scaricando egli prendeva parte alla festa generale, ma anche pensando che in fondo a quel labirinto di centinaia di migliaia di pacchi lo attendeva un pacco solo suo, preparatogli dall’Ufficio Relazioni Umane; e ancora di più facendo il conto di quanto gli spettava a fine mese tra ” tredicesima mensilità ” e ” ore straordinarie “. Con qui soldi, avrebbe potuto correre anche lui per i negozi, a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare, come imponevano i più sinceri sentimenti suoi e gli interessi generali dell’industria e del commercio.

Il capo dell’Ufficio Personale entrò in magazzino con una barba finta in mano: – Ehi, tu! – disse a Marcovaldo. – Prova un po’ come stai con questa barba. Benissimo! Il Natale sei tu. Vieni di sopra, spicciati. Avrai un premio speciale se farai cinquanta consegne a domicilio al giorno.

Marcovaldo camuffato da Babbo Natale percorreva la città, sulla sella del motofurgoncino carico di pacchi involti in carta variopinta, legati con bei nastri e adorni di rametti di vischio e d’agrifoglio. La barba d’ovatta bianca gli faceva un po’ di pizzicorino ma serviva a proteggergli la gola dall’aria.

La prima corsa la fece a casa sua, perché non resisteva alla tentazione di fare una sorpresa ai suoi bambini. ” Dapprincipio, – pensava, non mi riconosceranno. Chissà come rideranno, dopo! “

I bambini stavano giocando per la scala. Si voltarono appena. – Ciao papà.

Marcovaldo ci rimase male. -Mah… Non vedete come sono vestito?

– E come vuoi essere vestito? – disse Pietruccio. – Da Babbo Natale, no?

– E m’avete riconosciuto subito?

– Ci vuol tanto! Abbiamo riconosciuto anche il signor Sigismondo che era truccato meglio di te!

– E il cognato della portinaia!

– E il padre dei gemelli che stanno di fronte!

– E lo zio di Ernestina quella con le trecce!

– Tutti vestiti da Babbo Natale? – chiese Marcovaldo, e la delusione nella sua voce non era soltanto per la mancata sorpresa familiare, ma perché sentiva in qualche modo colpito il prestigio aziendale.

– Certo, tal quale come te, uffa, – risposero i bambini, – da Babbo Natale, al solito, con la barba finta, – e voltandogli le spalle, si rimisero a badare ai loro giochi.

Era capitato che agli Uffici Relazioni Pubbliche di molte ditte era venuta contemporaneamente la stessa idea; e avevano reclutato una gran quantità di persone, per lo più disoccupati, pensionati, ambulanti, per vestirli col pastrano rosso e la barba di bambagia. I bambini dopo essersi divertiti le prime volte a riconoscere sotto quella mascheratura conoscenti e persone del quartiere, dopo un po’ ci avevano fatto l’abitudine e non ci badavano più.

Si sarebbe detto che il gioco cui erano intenti li appassionasse molto. S’erano radunati su un pianerottolo, seduti in cerchio. – Si può sapere cosa state complottando? – chiese Marcovaldo.

– Lasciaci in pace, papà, dobbiamo preparare i regali.

– Regali per chi?

– Per un bambino povero. Dobbiamo cercare un bambino povero e fargli dei regali.

– Ma chi ve l’ha detto?

– C’è nel libro di lettura.

Marcovaldo stava per dire: ” Siete voi i bambini poveri! “, ma durante quella settimana s’era talmente persuaso a considerarsi un abitante del Paese della Cuccagna, dove tutti compravano e se la godevano e si facevano regali, che non gli pareva buona educazione parlare di povertà, e preferì dichiarare: – Bambini poveri non ne esistono più!

S’alzò Michelino e chiese: – È per questo, papà, che non ci porti regali?

Marcovaldo si sentí stringere il cuore. – Ora devo guadagnare degli straordinari, – disse in fretta, – e poi ve li porto.

– Li guadagni come? – chiese Filippetto.

– Portando dei regali, – fece Marcovaldo.

– A noi?

– No, ad altri.

– Perché non a noi? Faresti prima..

Marcovaldo cercò di spiegare: – Perché io non sono mica il Babbo Natale delle Relazioni Umane: io sono il Babbo Natale delle Relazioni Pubbliche. Avete capito?

– No.

– Pazienza -. Ma siccome voleva in qualche modo farsi perdonare d’esser venuto a mani vuote, pensò di prendersi Michelino e portarselo dietro nel suo giro di consegne. – Se stai buono puoi venire a vedere tuo padre che porta i regali alla gente, – disse, inforcando la sella del motofurgoncino.

– Andiamo, forse troverò un bambino povero, – disse Michelino e saltò su, aggrappandosi alle spalle del padre.

Per le vie della città Marcovaldo non faceva che incontrare altri Babbi Natale rossi e bianchi, uguali identici a lui, che pilotavano camioncini o motofurgoncini o che aprivano le portiere dei negozi ai clienti carichi di pacchi o li aiutavano a portare le compere fino all’automobile. E tutti questi Babbi Natale avevano un’aria concentrata e indaffarata, come fossero addetti al servizio di manutenzione dell’enorme macchinario delle Feste.

E Marcovaldo, tal quale come loro, correva da un indirizzo all’altro segnato sull’elenco, scendeva di sella, smistava i pacchi del furgoncino, ne prendeva uno, lo presentava a chi apriva la porta scandendo la frase:

– La Sbav augura Buon Natale e felice anno nuovo,- e prendeva la mancia.

Questa mancia poteva essere anche ragguardevole e Marcovaldo avrebbe potuto dirsi soddisfatto, ma qualcosa gli mancava. Ogni volta, prima di suonare a una porta, seguito da Michelino, pregustava la meraviglia di chi aprendo si sarebbe visto davanti Babbo Natale in persona; si aspettava feste, curiosità, gratitudine. E ogni volta era accolto come il postino che porta il giornale tutti i giorni.

Suonò alla porta di una casa lussuosa. Aperse una governante. – Uh, ancora un altro pacco, da chi viene?

– La Sbav augura…

– Be’, portate qua, – e precedette il Babbo Natale per un corridoio tutto arazzi, tappeti e vasi di maiolica. Michelino, con tanto d’occhi, andava dietro al padre.

La governante aperse una porta a vetri. Entrarono in una sala dal soffitto alto alto, tanto che ci stava dentro un grande abete. Era un albero di Natale illuminato da bolle di vetro di tutti i colori, e ai suoi rami erano appesi regali e dolci di tutte le fogge. Al soffitto erano pesanti lampadari di cristallo, e i rami più alti dell’abete s’impigliavano nei pendagli scintillanti. Sopra un gran tavolo erano disposte cristallerie, argenterie, scatole di canditi e cassette di bottiglie. I giocattoli, sparsi su di un grande tappeto, erano tanti come in un negozio di giocattoli, soprattutto complicati congegni elettronici e modelli di astronavi. Su quel tappeto, in un angolo sgombro, c’era un bambino, sdraiato bocconi, di circa nove anni, con un’aria imbronciata e annoiata. Sfogliava un libro illustrato, come se tutto quel che era li intorno non lo riguardasse.

– Gianfranco, su, Gianfranco, – disse la governante, – hai visto che è tornato Babbo Natale con un altro regalo?

– Trecentododici, – sospirò il bambino – senz’alzare gli occhi dal libro. – Metta lí.

– È il trecentododicesimo regalo che arriva, – disse la governante. – Gianfranco è cosí bravo, tiene il conto, non ne perde uno, la sua gran passione è contare.

In punta di piedi Marcovaldo e Michelino lasciarono la casa.

– Papà, quel bambino è un bambino povero? – chiese Michelino.

Marcovaldo era intento a riordinare il carico del furgoncino e non rispose subito. Ma dopo un momento, s’affrettò a protestare: – Povero? Che dici? Sai chi è suo padre? È il presidente dell’Unione Incremento Vendite Natalizie! Il commendator…

S’interruppe, perché non vedeva Michelino. Michelino, Michelino! Dove sei? Era sparito.

” Sta’ a vedere che ha visto passare un altro Babbo Natale, l’ha scambiato per me e gli è andato dietro… ” Marcovaldo continuò il suo giro, ma era un po’ in pensiero e non vedeva l’ora di tornare a casa.

A casa, ritrovò Michelino insieme ai suoi fratelli, buono buono.

– Di’ un po’, tu: dove t’eri cacciato?

– A casa, a prendere i regali… Si, i regali per quel bambino povero…

– Eh! Chi?

– Quello che se ne stava cosi triste.. – quello della villa con l’albero di Natale…

– A lui? Ma che regali potevi fargli, tu a lui?

– Oh, li avevamo preparati bene… tre regali, involti in carta argentata.

Intervennero i fratellini. Siamo andati tutti insieme a portarglieli! Avessi visto come era contento!

– Figuriamoci! – disse Marcovaldo. – Aveva proprio bisogno dei vostri regali, per essere contento!

– Sí, sí dei nostri… È corso subito a strappare la carta per vedere cos’erano…

– E cos’erano?

– Il primo era un martello: quel martello grosso, tondo, di legno…

– E lui?

– Saltava dalla gioia! L’ha afferrato e ha cominciato a usarlo!

– Come?

– Ha spaccato tutti i giocattoli! E tutta la cristalleria! Poi ha preso il secondo regalo…

– Cos’era?

– Un tirasassi. Dovevi vederlo, che contentezza… Ha fracassato tutte le bolle di vetro dell’albero di Natale. Poi è passato ai lampadari…

– Basta, basta, non voglio più sentire! E… il terzo regalo?

– Non avevamo più niente da regalare, cosi abbiamo involto nella carta argentata un pacchetto di fiammiferi da cucina. È stato il regalo che l’ha fatto più felice. Diceva: ” I fiammiferi non me li lasciano mai toccare! ” Ha cominciato ad accenderli, e…

-E…?

– …ha dato fuoco a tutto!

Marcovaldo aveva le mani nei capelli. – Sono rovinato!

L’indomani, presentandosi in ditta, sentiva addensarsi la tempesta. Si rivesti da Babbo Natale, in fretta in fretta, caricò sul furgoncino i pacchi da consegnare, già meravigliato che nessuno gli avesse ancora detto niente, quando vide venire verso di lui tre capiufficio, quello delle Relazioni Pubbliche, quello della Pubblicità e quello dell’Ufficio Commerciale.

– Alt! – gli dissero, – scaricare tutto; subito!

” Ci siamo! ” si disse Marcovaldo e già si vedeva licenziato.

– Presto! Bisogna sostituire i pacchi! – dissero i Capiufficio. – L’Unione Incremento Vendite Natalizie ha aperto una campagna per il lancio del Regalo Distruttivo!

– Così tutt’a un tratto… – commentò uno di loro. Avrebbero potuto pensarci prima…

– È stata una scoperta improvvisa del presidente, – spiegò un altro. – Pare che il suo bambino abbia ricevuto degli articoli-regalo modernissimi, credo giapponesi, e per la prima volta lo si è visto divertirsi…

– Quel che più conta, – aggiunse il terzo, – è che il Regalo Distruttivo serve a distruggere articoli d’ogni genere: quel che ci vuole per accelerare il ritmo dei consumi e ridare vivacità al mercato… Tutto in un tempo brevissimo e alla portata d’un bambino… Il presidente dell’Unione ha visto aprirsi un nuovo orizzonte, è ai sette cieli dell’entusiasmo…

– Ma questo bambino, – chiese Marcovaldo con un filo di voce, – ha distrutto veramente molta roba?

– Fare un calcolo, sia pur approssimativo, è difficile, dato che la casa è incendiata…

Marcovaldo tornò nella via illuminata come fosse notte, affollata di mamme e bambini e zii e nonni e pacchi e palloni e cavalli a dondolo e alberi di Natale e Babbi Natale e polli e tacchini e panettoni e bottiglie e zampognari e spazzacamini e venditrici di caldarroste che facevano saltare padellate di castagne sul tondo fornello nero ardente.

E la città sembrava più piccola, raccolta in un’ampolla luminosa, sepolta nel cuore buio d’un bosco, tra i tronchi centenari dei castagni e un infinito manto di neve. Da qualche parte del buio s’udiva l’ululo del lupo; i leprotti avevano una tana sepolta nella neve, nella calda terra rossa sotto uno strato di ricci di castagna.

Usci un leprotto, bianco, sulla neve, mosse le orecchie, corse sotto la luna, ma era bianco e non lo si vedeva, come se non ci fosse. Solo le zampette lasciavano un’impronta leggera sulla neve, come foglioline di trifoglio. Neanche il lupo si vedeva, perché era nero e stava nel buio nero del bosco. Solo se apriva la bocca, si vedevano i denti bianchi e aguzzi.

C’era una linea in cui finiva il bosco tutto nero e cominciava la neve tutta bianca. Il leprotto correva di qua ed il lupo di là.

Il lupo vedeva sulla neve le impronte del leprotto e le inseguiva, ma tenendosi sempre sul nero, per non essere visto. Nel punto in cui le impronte si fermavano doveva esserci il leprotto, e il lupo usci dal nero, spalancò la gola rossa e i denti aguzzi, e morse il vento.

Il leprotto era poco più in là, invisibile; si strofinò un orecchio con una zampa, e scappò saltando.

È qua? È là? no, è un po’ più in là?

Si vedeva solo la distesa di neve bianca come questa pagina.

La sorpresa per i bimbi di tutte le età… Babbo Natale ha un video per te!

Video Babbo Natale

 

Una sorpresa per tutti i bambini direttamente da Babbo Natale! Un video di auguri proprio da parte sua

La magia del Natale, la voglia di avere il cuore caldo nella neve fredda, il sogno di vedere almeno una volta Babbo Natale, magari beccandolo in fragrante la notte di Natale con il suo sacco pieno di regali. Chi non ha mai provato a stare sveglio tutta la notte nella speranza di intercettare l’avvento del caro vecchio con la barba bianca?
Ora quel desiderio è almeno parzialmente realizzabile!
Per i bambini e per chi bambino lo è nell’animo, ecco una buona idea che arriva direttamente dal Polo Nord!

Sul sito Portable North Pole https://www.portablenorthpole.com/en/ infatti, potrete far preparare a Babbo Natale dei simpaticissimi auguri personalizzati, che potranno poi essere visti in un divertentissimo video. Dagli zero ai 12 anni lo stupore è assicurato e per tutti gli altri… anche!
Del resto è proprio questo il momento dell’anno perfetto per fare piccoli gesti per gli altri. E voi, a chi dedicherete questa bella sorpresa?

Lettera a Babbo Natale: il regalo di Poste Italiane per tutti i bambini

Lettera Babbo Natale

LETTERA A BABBO NATALE POSTE ITALIANE

Poste Italiane ha preparato una sorpresa per tutti i bambini: il Natale 2017 riceveranno un regalo direttamente da Babbo Natale!

Caro Babbo Natale… quest’anno, vorrei…



Vi abbiamo raccontato tutti i modi per mettervi in contatto con lui e fare richiesta dei doni per questo Natale: dall’indirizzo di casa al Polo Nord, telefonargli, mandargli una email, scrivergli su Twitter (eh sì Babbo Natale è super social!)… lo avete fatto?
Bene, ora è arrivato il momento di utilizzare un mezzo di posta nostrano, che ha dedicato al Natale 2016 un’iniziativa speciale!

Lettera a Babbo Natale con Poste Italiane

Tutti i bambini, dagli zero ai vent’anni (sìsì, avete letto bene, 20 anni :)) potranno inviare la loro lettera tramite un form su un sito che Poste Italiane ha creato apposta già da qualche anno. Le indicazioni sono molto semplici e arrivano direttamente da Santa
Cari mamma e papà… Oh oh oh sta per arrivare il Natale!
Non vedo l’ora di leggere le letterine dei vostri bimbi… Compilate i campi qui sotto, e manderò loro un piccolo regalo tutto speciale!”
E vi assicuriamo il che il regalo arriverà! Una piccola mascotte di Babbo Natale vi verrà a trovare e i vostri bambini saranno super felici: quando ti capita di poter ricevere una risposta direttamente da Babbo Natale? Ma attenzione avete tempo fino al 13 Dicembre!! 

** Ecco l’indirizzo di Poste Italiane per la letterina del 2017! **

Cliccate qui http://lapostadibabbonatale.posteitaliane.it/

E le letterine spedite a indirizzi sbagliati?

L’indirizzo giusto di Babbo Natale è questo 325 S. Santa Claus Lane, North Pole, AK 99705 ma ci sono in giro altri indirizzi, alcuni sono caselle postali extra che Babbo Natale usa come punti di raccolta sparsi per il mondo ma ci sono molti bambini che una volta scritta la letterina la imbucano con indirizzi fantasiosi: “Casa di Babbo Natale” “Per Babbo Natale in Lapponia” “Per Babbo Natale nel Polo Nord”… non preoccupatevi! Queste letterine non vengono perse!
Poste Italiane si impegna a recapitare a Babbo Natale tutte le letterine e così questi bambini riceveranno i regali come richiesto!
Le letterine, non bastano mai, è ora di scrivere!
Se volete telefonare a Babbo Natale o mandargli una email leggete invece qui!

https://magicblitzen.com/babbo-natale-indirizzo-posta-polo-nord

 

Indirizzo di Babbo Natale: 5 modi (+1) per metterti in contatto con lui

Babbo Natale numero di telefono

Indirizzo di Babbo Natale Qua tutti l’indirizzo di Babbo Natale e altri modi per mettersi in contatto con lui: indirizzo di casa di Babbo Natale al Polo Nord, indirizzo email, numero di telefono (sì, avete capito bene, il numero di telefono di Babbo Natale)




Se anche quest’anno vi eravate ripromessi di portare a mano la vostra lettera a Babbo Natale, ma non vi hanno dato le ferie per un giro al Polo Nord, non preoccupatevi! Un folletto ci ha dato tutti i suoi contatti! (Dice che forse, per il prossimo anno riusciranno a stampare i biglietti da visita…)
Ci sono tanti modi per mettersi in contatto con Babbo Natale che ormai ha un animo digitale, più di tutti noi: dall’email alla webcam, passando per il numero di telefono… ma il grande classico non manca mai, l’indirizzo di Babbo Natale al Polo Nord dove c’è la sua casa e vivono i suoi folletti!

Indirizzo di Babbo Natale: la lettera è un grande classico!

Mandategli una lettera all’indirizzo 325 S. Santa Claus Lane, North Pole, AK 99705 ( a Babbo Natale, le lettere, sono sempre piaciute 🙂

Mandategli una mail

santa@santaclaus.com (scrivete nell’oggetto il vostro nome… magari vi salverà su iCloud!)

Twittate

@OfficialSanta (qui, grandi e bambini potrebbero iniziare a chiedere se sono sulla lista dei buoni o dei cattivi quest’anno…)

 

Telefono di Babbo Natale

Purtroppo Babbo Natale ha dovuto chiudere il numero  951-262-3062, dove potevate lasciare un messaggio in segreteria… troppe chiamate!! 😀 Meglio la classica letterina!

Guarda la sua live webcam!

Qui potrai vedere in tempo reale cosa succede al Polo Nord (e già che ci sei, dare una sbirciatina alle renne 🙂
E l’ultimo modo? Ovviamente scrivere a noi!
Tutti possono scrivere su Magic Blitzen: racconta qui la tua storia di Natale

 

Babbo Natale: ecco come scrivergli la lettera perfetta

La storia di Babbo Natale biografia

Partiamo da un’idea: Babbo Natale è così buono che non ha mai criticato una sola letterina ricevuta. Ha letto senza battere ciglio le più sgrammaticate, ha strizzato gli occhi quando gli avete scritto in caratteri piccolissimi e ha chiesto l’aiuto degli elfi tutte le volte in cui il dialetto e i modi di dire che avete usato non erano ancora arrivati al Polo Nord.

Ma sebbene non sia un criticone, bisogna dirlo: certe volte si annoia un po’. Lui lo sa che gli scrivete per esprimere i vostri desideri e chiedergli qualche regalo e ama questa consuetudine, ma adora anche quando le vostre letterine contengono qualcosa di più… del resto vi conosce sin da quando siamo bambini.

Ecco allora delle semplici regole da seguire per creare una lettera a Babbo Natale che sarete fieri di spedire al Polo Nord.

  1. Pensate di scrivere a un nonno. La tenerezza di Babbo Natale è anche nella sua indefinibile età. Usate parole che gli scaldino il cuore
  2. Raccontategli qualcosa di voi. I momenti più belli e più difficili dell’anno trascorso, nuovi lati emersi del vostro carattere, sogni, progetti
  3. Sentitevi liberi di confidargli un segreto. Piccolo o grande che sia, sarà al sicuro nella casa di Babbo Natale
  4. Pensate davvero a cosa desiderate prima di chiederlo. E se ne avete bisogno
  5. Non fate un elenco della spesa. Accompagnare la richiesta di ogni dono con il motivo per il quale lo desiderate così tanto, aiuterà Babbo Natale a scegliere quale richiesta soddisfare nel caso in cui non possa regalarvi tutto quello che gli avete chiesto
  6. Confessate a Babbo Natale qualche piccolo peccato
  7. Ditegli in cosa vorreste migliorare l’anno che verrà e quale è il vostro più bel progetto per il futuro
  8. Ringraziatelo. Anche questa volta vi ha letto, voluto bene e farà di tutto per accontentarvi
  9. Augurategli un buon Natale e diteglielo: se passando da casa vostra vorrà fermarsi un po’ a riposare, il divano è comodo, le pantofole calde e troverà latte e biscotti a volontà
  10. Salutate Babbo Natale invitandolo a svegliarvi la notte di Natale… sarebbe così bello vederlo!

E qua l’indirizzo di Babbo Natale

 

Come disegnare Babbo Natale 🎅🏻

come disegnare Babbo Natale

Sapete tutti disegnare Babbo Natale? Con le nostre istruzioni passo dopo passo sarà facilissimo!

Abbiamo colorato tantissimi disegni di Natale ma ora è tempo di imparare anche a disegnare Babbo Natale! Non è poi così difficile sapete? Matita in mano e via! Noi partiamo dalla barba, ci aggiungiamo il naso, la faccetta rotonda, poi il cappello rosso con il suo immancabile pom pom bianco.
A questo punto passata alla panciona rotonda, braccia e gambe e il gioco è fatto! Il colore rosso lo avete vero?
Come disegnare Babbo Natale

Come disegnare Jack Nightmare Before Christmas

Chi non ama Jack di Nightmare Before Christmas? Impariamo a disegnarlo

Se amate il Natale, ma anche tutto il periodo prima, se in fondo vorreste anche voi festeggiare Halloween, vi piace l’idea di cucinare torte di zucca e vorreste segretamente rubare il Natale e riportare nella vostra vita quel calore che avete intravisto da bambini nel concetto di attesa… allora amate anche Jack. La sua follia visionaria, i suoi occhi neri e le sue gambette lunghe e secche. Impariamo a disegnare Jack Skeletron? E’ semplice.
Come disegnare Jack Nightmare Before Christmas

Oggi è San Michele. Prepariamo i bambini al Natale!

San Michele Natale

Un paggio e una dama andaron per man
là nella foresta, lontan, lontan!
“Mio bel cavaliere, ti prego: attenzion!
Qui nel bosco vive un feroce dragon!”
Un drago focoso dall’erba spuntò,
la dama piangente rifugio cercò.
Lui vinse la bestia e la prese per man,
e insieme andaron lontano, lontan.

Storie per prepararsi al Natale

Il girotondo di San Michele è una buona idea per dare il via ai festeggiamenti. Racconta in maniera giocosa la storia di San Giogio che riuscì a sconfiggere un terribile drago grazie al suo grande coraggio. San Michele invece lo cacciò dai cieli, in una battaglia che fonda le sue origini in un’antica leggenda.

Sono entrambi simboli di grande coraggio e il 29 settembre è il giorno giusto per ricordarli. San Michele, assieme a San Martino e San Nicola prepara i bambini al Natale, accompagnandoli in un percorso di conoscenza e invitandoli ad affrontare con coraggio le vicissitudini quotidiane e a difendere il bene.

Girotondo di San Michele

E allora dopo aver fatto il girotondo, celebriamo San Michele come vuole la tradizione.
Prepariamo assieme ai bambini un pane profumato con uva, noci e fichi. Riempirà la casa con gli aromi dell’autunno.

E mentre cucina, piantiamo i bulbi di tulipano, narciso e giacinto… fioriranno a Pasqua!

Per celebrare appieno San Michele poi, sbucciamo una mela e mangiamone una fetta ciascuno prima di andare a dormire. Secondo la tradizione, il frutto della conoscenza saprà come guidare al meglio i nostri pensieri.

Ecco perché Babbo Natale è ancora in vacanza (e noi no)

Quando si parla di lavori stagionali di solito ci si riferisce a professioni che hanno a che vedere con sport invernali o estivi e turismo. Ma anche il lavoro di Babbo Natale lo è!
Sebbene non si metta all’opera come noi il 24 dicembre quando corriamo senza fiato tra un negozio e l’altro alla ricerca sfrenata di regali, gode di un lungo periodo di bassa stagione che va  dal 21 marzo al 21 settembre. Primavera ed estate sono infatti stagioni di riposo nella casa più calda del Polo Nord dove Santa e i suoi aiutanti approfittano della lontananza del Natale per ricaricarsi e organizzarsi per l’anno in arrivo.

Ma cosa fa durante le vacanze?
La fotografa americana Mary Beth Koeth ha firmato un progetto nel quale racconta la stagione estiva di Babbo Natale tra hobby, tuffi in piscina, qualche buon film e tanto relax.

Per farlo ha inseguito i Babbo Natale di professione, ancora in vacanza prima di un intenso periodo fatto di regali, bambini e decorazioni.

E se state pensando che Babbo Natale sia un pigrone, vi sbagliate di grosso.
Gli elfi raccontano che le sue attività preferite durante le vacanze estive sono imparare a costruire i giocattoli più nuovi, andare a trovare i bambini in incognita per vedere se stanno facendo tutti i compiti delle vacanze e addestrare le renne a volare sempre più in alto.

E poi sì, avete visto bene. Ama suonare il piano!

 

Tutti i Babbo Natale del Mondo si sono trovati in Danimarca. Ecco com’è andata

Se per la gran parte di noi il Natale è lontano, per Magic Blitzen, Babbo Natale, le altre renne e i suoi aiutanti… è dietro l’angolo. Doni da costruire, addobbi, biscotti e magia da distribuire nel Mondo sono ogni anno un impegno intensissimo, che lascia poco spazio alle vacanze dei protagonisti della festa. Generosi e precisi, vogliono assicurarsi che anche questo Natale riempia il cuore di ognuno di noi e come farlo se non organizzandosi?

Come ogni anno, il 27 luglio sono convocati a Bakken, in Danimarca, tutti i Babbo Natale del Mondo: invitati a incontrarsi e conoscersi al “World Santa Claus Congress, sono chiamati a entrare sin da ora nel pieno spirito del Natale, così da poter rappresentare al meglio il vero Babbo Natale in tutte le città e i paesi del Mondo.

Parate, eventi, spettacoli e concerti hanno animato la cittadina danese con l’obiettivo di celebrare appieno lo spirito del Natale. L’incursione di qualche “Mamma Natale” è il segno dello spirito del raduno, aperto a tutti quelli che desiderano diffondere la gioia del nostro celebre Babbo. L’idea del congresso, giunto alla sessantesima edizione, venne al professor Tribini, un leggendario animatore del parco di Bakken convinto che si debba festeggiare il Natale più di una volta all’anno.

L’idea piacque tantissimo a Santa, che pensò bene che il raduno fosse anche una buona occasione per concedersi un bagno in mare nella nordica spiaggia di “Bellevue”.

I 125 Babbo Natale presenti al congresso mondiale di quest’anno hanno atteso l’evento nel pieno rispetto della tradizione, rendendosi come sempre disponibili nell’aiutare Santa Claus nel difficile compito di capire quali bambini si sono comportati bene e quali no.

Fonti molto vicine al Polo Nord affermano infatti che Santa si avvale di abili collaboratori, capaci di segnalare le marachelle così come i più generosi gesti d’amore. Presenti anche in oriente, questi speciali inviati di Babbo Natale non lasceranno niente al caso neanche quest’anno. Bambini avvisati….

Se volete visitare i luoghi del raduno e fare il bagno a Bellevue come Santa, cercate dettagli e info su visitdenmark.it!

A Visit from St.Nicholas, la prima poesia su Santa Claus

A Visit from St. Nicholas

La poesia A visit from St.Nicholas è una delle poesie natalizie più lette al mondo

La poesia oltre a essere una delle poesie di Natale più famosa, rappresenta un “tassello” molto importante nell’evoluzione della figura di quello che ora chiamiamo Babbo Natale.
Questa infatti è la prima poesia che sancisce in maniera definitiva le date in cui Babbo Natale porta i doni (la notte del 24-25 Dicembre e non il 6 di Dicembre, giorno di San Nicola) e influenzerà tutta l’iconografia successiva: la presenza di 8 renne, la fisicità, il carattere buono.

A Visit from St. Nicholas by Clement Clarke Moore 

‘Twas the night before Christmas, when all through the house
Not a creature was stirring, not even a mouse;
The stockings were hung by the chimney with care,
In hopes that St. Nicholas soon would be there;
The children were nestled all snug in their beds;
While visions of sugar-plums danced in their heads;
And mamma in her ‘kerchief, and I in my cap,
Had just settled our brains for a long winter’s nap,
When out on the lawn there arose such a clatter,
I sprang from my bed to see what was the matter.
Away to the window I flew like a flash,
Tore open the shutters and threw up the sash.
The moon on the breast of the new-fallen snow,
Gave a lustre of midday to objects below,
When what to my wondering eyes did appear,
But a miniature sleigh and eight tiny rein-deer,
With a little old driver so lively and quick,
I knew in a moment he must be St. Nick.
More rapid than eagles his coursers they came,
And he whistled, and shouted, and called them by name:
“Now, Dasher! now, Dancer! now Prancer and Vixen!
On, Comet! on, Cupid! on, Donner and Blitzen!
To the top of the porch! to the top of the wall!
Now dash away! dash away! dash away all!”
As leaves that before the wild hurricane fly,
When they meet with an obstacle, mount to the sky;
So up to the housetop the coursers they flew
With the sleigh full of toys, and St. Nicholas too—
And then, in a twinkling, I heard on the roof
The prancing and pawing of each little hoof.
As I drew in my head, and was turning around,
Down the chimney St. Nicholas came with a bound.
He was dressed all in fur, from his head to his foot,
And his clothes were all tarnished with ashes and soot;
A bundle of toys he had flung on his back,
And he looked like a pedler just opening his pack.
His eyes—how they twinkled! his dimples, how merry!
His cheeks were like roses, his nose like a cherry!
His droll little mouth was drawn up like a bow,
And the beard on his chin was as white as the snow;
The stump of a pipe he held tight in his teeth,
And the smoke, it encircled his head like a wreath;
He had a broad face and a little round belly
That shook when he laughed, like a bowl full of jelly.
He was chubby and plump, a right jolly old elf,
And I laughed when I saw him, in spite of myself;
A wink of his eye and a twist of his head
Soon gave me to know I had nothing to dread;
He spoke not a word, but went straight to his work,
And filled all the stockings; then turned with a jerk,
And laying his finger aside of his nose,
And giving a nod, up the chimney he rose;
He sprang to his sleigh, to his team gave a whistle,
And away they all flew like the down of a thistle.
But I heard him exclaim, ere he drove out of sight—
“Happy Christmas to all, and to all a good night!”

Forse non ti sei mai chiesto cosa fa Babbo Natale d’estate! Ecco le foto!

cosa fa Babbo Natale d estate (4)

L’estate di Babbo Natale e dei suoi piccoli aiutanti non è fatta solo di regali da preparare, letterine da leggere e liste di buoni e cattivi! Ecco come passa Babbo Natale l’estate

In estate Babbo Natale e gli elfi sono ovviamente occupati a prepararsi per il prossimo Natale: monitorare il comportamento dei bambini per stilare le liste dei buoni e dei cattivi, progettare e costruire nuovi giocattoli, tenere le renne allenate, ma diciamo che ancora hanno molti mesi davanti per tutte queste cose e quindi si concedono il lusso di riposare un po’.
cosa fa Babbo Natale d estate (4)

Il tempo di libero di Babbo Natale

Babbo Natale e gli elfi passano un sacco di tempo all’aria aperta nella bellissima natura della Lapponia, si godono il sole a mezzanotte, passeggiano nei boschi e vanno anche a pescare.
Se volete sapere una curiosità Babbo Natale va a pescare ma non pesca mai un pesce! E no, non è che non sia capace, è che né lui né gli elfi hanno intenzione di cacciare gli animali! Quindi vanno a pescare senza amo 🙂 Babbo Natale ama troppo gli animali per poterli uccidere!
Babbo Natale va a pescare semplicemente per sedersi in una barca fuori su un lago, sulla riva del lago o sulla riva del fiume e godersi la quiete della foresta della Lapponia circostante: un momento per ricordare i suoi viaggi e le persone che ha conosciuto grazie al suo “lavoro”. Intanto si porta le lettere dei bambini da leggere, che gli scrivono tutto l’anno!

cosa fa Babbo Natale d estate (4)

Babbo Natale passa il suo tempo libero estivo nella natura: si tuffa nei laghi ghiacciati, suona l’ukulele e ogni tanto schiaccia un pisolino: il giorno in Lapponia è molto lungo durante l’estate e non è facile dormire “di notte”!

Apre il SantaPark!

D’estate Babbo Natale ha deciso di tenere aperto il suo rifugio preferito, il SantaPark, appena fuori dalla città di Rovaniemi.Il parco è aperto durante la stagione natalizia, ma Santa ha deciso di aprirlo anche in estate così i bambini possono visitarlo e incontrare i suoi pazzi elfi anche fuori stagione.
Il 17 Giugno apre il SantaPark e tiene aperto tutti giorni tranne la domenica, fino al 10 Agosto.
Dopo tanto tempo è stata riaperta la scuola per elfi! Sì, avete capito bene una scuola per diventare elfi di Babbo Natale e sarà proprio all’interno del SantaPark. Purtroppo non abbiamo dettagli sul programma delle lezioni: è tutto segreto! Ma le iscrizioni alla Scuola di Elfi del SantaPark sono ancora aperte! 😉

 

Cosa fanno le renne d’estate e la verità su quelle di Babbo Natale

Quando pensiamo alle renne, le immaginiamo sbucare da una foresta innevata, trainare la slitta di Babbo Natale e brucare lentamente nella neve, buffe e dolci allo stesso tempo. Ma cosa fanno in estate?

Nonostante Finlandia, Lapponia e il Polo Nord in generale non siano luoghi in cui le temperature superano facilmente i 10°, le renne e gli altri animali che popolano queste regioni estreme, devono fare i conti con lo scioglimento della neve e cambiare radicalmente le abitudini assunte durante l’inverno e… crescere un po’.
Renne d'estate

Primavera ed estate sono infatti i momenti ideali per queste creature per approfittare del risveglio della tundra, solitamente coperta da un manto di neve con la conseguente mancanza di vegetazione. L’abbondanza di cibo facilmente reperibile porta le renne a mangiare oltre 350 tipi di erbe e vegetali differenti, capaci di mettere in forze gli esemplari adulti e far crescere i piccoli nati, che imparano molto velocemente di quali piante cibarsi e raggiungono buone dimensioni prima dell’arrivo delle temperature rigide dell’inverno. Ma la cosa più stupefacente, riguarda proprio la crescita delle loro corna: 2 cm al giorno è ritmo di crescita che consegna alle corna delle renne il primato mondiale!

Renne autunno

Ma oltre a brucare più cibo possibile, le renne in estate subiscono un vero e proprio cambiamento fisico. Partendo dalla prevedibile muta del pelo, che le rende un po’ spelacchiate e dotate di un manto leggero, pronto a ricrescere nel mese di agosto, cambiano addirittura il colore degli occhi! Durante l’inverno infatti, le renne hanno occhi caratterizzati da un colore blu intenso, che durante l’estate lascia il posto a un giallo dorato. Come possiamo spiegare questo fenomeno? Lo scienziato Glenn Jeffery, dopo aver studiato il fenomeno per molti anni, ha spiegato che gli occhi delle renne sono dotati di una sorta di rete riflettente, che le aiuta a monitorare tutti i movimenti attorno a loro. Il caratteristico colore dorato, è accentuato dai riflessi prodotti da questa particolare conformazione, che vengono persi durante l’inverno. A causa del buio infatti, le renne sono costrette a forzare la vista, dilatando prolungatamene le pupille. Questa reazione, provoca una leggera ostruzione dei microvasi che irrorano gli occhi, modificandone il colore dell’iride (leggete qui per approfondire).

E le renne di Babbo Natale?

Prima di tutto, è bene ripassare i loro nomi, con questa filastrocca:

Le renne di Babbo Natale/Non solo fanno la slitta volare/e in ciel galoppano senza cadere/Ogni renna ha il suo compito speciale/per saper dove i doni portare/Cometa chiede a ciascuna stella/Dov’è questa casa o dov’è quella./Fulmine guarda di qui e di là/Per sapere se la neve verrà./Donnola segue del vento la scia/Schivando le nubi che sbarran la via./Freccia controlla il tempo scrupoloso/Ogni secondo che fugge è prezioso./Ballerina tiene il passo cadenzato/Per far che ogni ritardo sia recuperato./Saltarello deve scalpitare/Per dare il segnale di ripartire./Donato è poi la renna postino/Porta le lettere d’ogni bambino./Cupido, quello dal cuore d’oro/Sorveglia ogni dono come un tesoro.

E Rudolph? Beh, la più famosa di tutte le renne di Babbo Natale si unì per ultima al gruppo! Santa Claus la scelse perché il suo naso rosso luminoso era perfetto per fare luce alla slitta nelle notti artiche. I nomi delle renne di Babbo Natale sono comparsi per la prima volta nel 1823 nella poesia a Visit from St.Nicholas  dove venivano indicate così: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder (o Donner) e Blitzen… vi ricorda qualcosa?

Ora che abbiamo ricordato i loro nomi, possiamo iniziare a immaginarle nella primavera artica. Babbo Natale ama lasciarle libere di brucare e riposarsi, in modo che possano prepararsi al meglio al volo di Natale. Ma se come noi siete molto curiosi di vedere cosa stanno facendo in questo momento, guardatele qui: https://reindeercam.com/2016/11/24/11-24-16-t-day-santa/ !

Babbo Natale è in collegamento ogni giorno dal Polo Nord e la webcam ci mostra proprio il recinto delle sue renne! Guardate come sono carine…

Foto @Santatelevision.com

 

 

 

Se i quadri potessero parlare di Santa

Cosa succederebbe se Babbo Natale entrasse nei grandi classici dell’arte? Ed Wheeler, artista e fotografo è diventato Santa Claus in rivisitazioni irriverenti e ironiche dei quadri più celebri, irrompendovi con un alto tasso di spirito natalizio con il progetto Santa Classics.

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E così Santa è vitruviano, impressionista e molto altro ancora… godetevi la gallery e se vi appassionate, è disponibile l’e-shop!

Schermata 2017-01-17 alle 10.25.44 Schermata 2017-01-17 alle 10.24.40 Schermata 2017-01-17 alle 10.25.17 Schermata 2017-01-17 alle 10.25.31Schermata 2017-01-17 alle 10.26.37 Schermata 2017-01-17 alle 10.27.01

 

Filastrocche della Befana: Viene la Befana

Calza della Befana

La Befana si aggira tra i tetti nella notte del 6 di Gennaio, quanti dolci porterà?

Viene, viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Com’è stanca! La circonda
neve , gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare
a guardare, ad ascoltare,
or più presso, or più lontano.
Piano, piano, piano piano.

La festa di Santa Lucia

Santa Lucia tradizioni

Il Natale è solitamente collegato a Babbo Natale ma in tanti paesi del Nord Italia, ma anche del Nord d’Europa, è invece Santa Lucia a portare i regali ai bambini: Santa Lucia si festeggia il 13 Dicembre e a lei sono collegate tradizioni e leggende molto particolari

La storia di Santa Lucia

Lucia è una giovane donna che viveva in Sicilia nel IV secolo, fidanzata e destinata a sposarsi come tutte le ragazze dell’epoca. Durante una brutta malattia della sua mamma Lucia si reca a Catania, sulla tomba di Sant’Agata, pregando la santa per la guarigione della madre. La Santa le appare e le predice una vita di sacrifici e il martirio.
Lucia torna a casa e trova la mamma guarita, decide quindi di dedicare la sua vita ai poveri come le era stato detto dalla Santa e inizia a passare il suo tempo nelle catacombe, con una corona di candele in testa. Il fidanzato però non capisce questa sua vocazione e decide di vendicarsi: denuncia la povera donna di essere cristiana e in un periodo di forti persecuzioni sotto l’Imperatore Diocleziano la pena è la tortura e la morte.Torturata, picchiata, bruciata con il fuoco e la pece bollente, Lucia è sempre irremovibile e ribadisce la sua fede fino a che non viene condannata a morte. In punto di morte predice a Diocleziano un futuro funesto e nel giro di pochi hanno la sua profezia si avvera: Diocleziano muore e le persecuzioni verso i cristiani.

La leggenda di Santa Lucia: gli occhi

Lggenda popolare, ma priva di ogni fondamento, è l’episodio in cui Lucia si strappa gli occhi (o le vengono cavati) che miracolosamente le ricrescono ancora più belli di prima. Il simbolo degli occhi nelle raffigurazioni religiose, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da Lux, luce).

Le tradizioni di Santa Lucia

In alcune regioni del nord Italia, come il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l’Emilia e il Veneto esiste una tradizione legata alla Santa, il 13 dicembre, giorno della sua morte. I bambini le scrivono una letterina, dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l’anno, e chiedendo in regalo dei doni. Preparano del cibo e delle carote sui davanzali delle finestre, per attirare la Santa e il suo asinello e poi vanno a letto perché se la Santa arriva e li trova alzati lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi e li acceca.
In Svezia e in Danimarca è abitudine che la mattina del 13 dicembre la figlia primogenita si vesta con una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, porti caffè, latte e dolci ai famigliari ancora a letto, accompagnata dalle sorelle più piccolo vestite con tunica e cintura bianche.

Pupazzo di neve, poesia

Pupazzo di neve, poesia

 

Se ne sta lì fuori, fermo e attento,
come se dovesse comandare un reggimento,
ma non ha né il fucile né la doppietta,
con sé ha solo una scopa che tien stretta!
Sul capo ha una berretta logora e sgualcita
e una sciarpa che lo avvolge scolorita,
ma lui non teme nulla, è un vero temerario,
può star lì per ore, non ha proprio orario!

Porta un cappotto bianco che par lindo di bucato
con una fila di bottoni, ognuno diverso e colorato,
non è forse di moda, ma a lui non importa niente,
deve solo star lì a farsi vedere dalla gente!

Gli spunta fuori una carota al posto del naso
e tanti sassolini sulla bocca, non certo messi a caso,
formano un sorriso, deve essere contento
di starsene lì fuori, al gelo e al vento!

I suoi occhi son fatti con i ciottoli del selciato,
non esprimono un granché, ma dai bimbi è beneamato,
lui non si scompone e con la sua scopa rimane ritto,
con il sorriso sulla bocca, ma sta sempre zitto!

Sembra che faccia la guardia come un vero soldato,
ma basta una goccia di pioggia ed è presto andato,
inizia pian, piano a sciogliersi e svanisce all’improvviso,
restano solo le sue cose e forse il suo sorriso!

Lo chiamavano Santakuro

Babbo Natale in Giappone Santakuro

Ci sono paesi in cui la celebrazione del Natale è una tradizione recente. Arrivato in Giappone, mi raccontarono infatti che la prima volta che i bambini conobbero il natale fu nel 1875 a Tokyo, presso la Scuola Harajo di Ginza, quando un Babbo Natale vestito come un samurai apparve durante la celebrazione del Natale cristiano. Alcuni anni dopo, nel 1898, venne pubblicato un libro per bambini su Babbo Natale, chiamato Santakuro che fondeva la tradizione dei manga nipponici all’internazionale figura di Santa claus. Circa cent’anni dopo, nel dicembre del 1970, il Colonnello Sanders e la sua catena KFC apparvero in Giappone, con una campagna di marketing di grande successo, tale da creare una nuova “tradizione” in Giappone, quella di mangiare pollo fritto alla vigilia di Natale. E difatti in Giappone tutt’ora, non è raro incontrare enormi file davanti ai negozi KFC proprio il giorno del 25 Dicembre. Se voleste stupire ospiti nipponici, tuttavia senza recarvi da KFC, ecco una gustosa di ricetta di pollo fritto, da provare assolutamente!

Ingredienti per 4 persone:

12 coscette di pollo
500 ml di latte
310 gr di farina
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino di paprika
mezzo cucchiaino di pepe
olio per friggere
sale
pepe

Lasciate marinare per una notte in frigorifero il pollo immerso nel latte (450 ml circa). Tiratelo fuori circa mezz’ora prima della preparazione e preriscaldate il forno a 180°. Mescolate farina, sale, pepe, timo, paprika e pepe in una ciotola, aggiungete 50 ml di latte e mescolate bene con una forchetta fino a eliminare tutti i grumi. Scaldate l’olio per la frittura in una padella grande e friggetevi il pollo marinato che avrete passato nel misto di farina e latte premendo in maniera che la carne venga coperta completamente. Friggete il pollo su un lato per 5-7 minuti nella padella con il coperchio quindi giratelo e friggetelo per altri 3-5 minuti dall’altro lato: a questo punto trasferitelo in forno per una decina di minuti completandone cottura e doratura.