San Martino: la poesia che abbiamo imparato da bambini

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San Martino poesia

San Martino poesia

L’abbiamo recitata tutti, a scuola, a casa. L’abbiamo anche cantata, nella sua versione, un po’ kitsch di Fiorello, ai tempi del Karaoke. Tutti conosciamo la poesia San Martino.
Recitiamola insieme ancora una volta (e magari insegnamola ai nostri bambini ché a scuola non viene più fatto!)

San Martino poesia di Giosué Carducci

La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir dè tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.
Gira sù ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

San Martino La storia

L’11 novembre è il giorno in cui si ricorda San Martino di Tours, uno dei santi più celebri fin dal Medioevo, cui sono connessi tanti detti e proverbi. Nella nostra Penisola sino al secolo scorso, l’11 novembre cominciavano le attività dei tribunali, delle scuole, dei parlamenti; si tenevano elezioni e, in alcune zone, scadevano i contratti agricoli e di affitto. Ancora oggi in molte zone si dice “far San Martino” per traslocare e sgomberare.

 

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