Tremate, tremate, le streghe son tornate. Triora tra mito e leggenda

Se volessimo incontrare una strega vera, da dove dovremmo partire? La storia ci dice che la Liguria è un buon posto, in particolare il borgo medievale di Triora

“Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo delle scope.
Ma questa non è una fiaba: è delle STREGHE VERE che parleremo.
Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non dimenticare quel che vi dirò.
Le vere streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qualunque, indossano abiti qualunque e fanno mestieri qualunque. Per questo è così difficile scoprirle”.
Le Streghe di Roal Dahl.

Il borgo medievale di Triora

Ma se volessimo incontrare una strega vera, da dove dovremmo partire? La storia ci dice che la Liguria è un buon posto, in particolare il borgo medievale di Triora arroccato nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri tra Liguria, Piemonte e Francia.
La sua storia, ricca di scambi commerciali, fortezze e leggi regolate dall’appartenenza alla Repubblica di Genova, è stata macchiata tra il 1587 e il 1589 da un fatto che ha riscritto per sempre le cronache locali.
Streghe a TrioraStreghe a TrioraStreghe a Triora

Carestia, povertà e mancanza di materie prime si abbatterono sulla gente come una disgrazia popolare destinata a decimare gli abitanti della zona messi a dura prova dalle condizioni critiche dalle quali sembrava impossibile risalire.
E in quel clima di paura e sconforto, la ricerca della causa del male pareva l’unica opportunità di rinascita di Triora che dopo una breve indagine affidata al sacerdote Girolamo del Pozzo, individuò in alcune donne del popolo le origini della sciagura.
Accusate di stregoneria, cannibalismo verso i bambini e di essere le artefici della pestilenza in corso, vennero arrestate 30 donne, recluse nelle loro stesse case trasformate in prigioni (la più famosa delle quali fu casa del Meggio, oggi nominata Ca’ de baggiure, Casa delle streghe). Giovani, fanciulle, anziane, contadine e nobildonne vennero poi trasferite in un carcere di Genova e l’Inquisizione predispose che la caccia alle streghe venisse estesa anche a Castel Vittorio e Sanremo.

Ma a Triora delle famose streghe, restano soprattutto i luoghi. Divenuti celebri poiché considerati il loro ritrovo, tra cui la fontana di Campomavùe: un arco di pietra e una vasca identificate come luogo prescelto per rituali stregati.
Fuori dalle mura di Triora, troviamo poi la Cabotina. “Era la località…orrida e deserta, detta Cabotina. In tale luogo si sarebbero svolti i convegni notturni delle streghe, le quali avrebbero giuocato a palla con bambini in fasce, palleggiandoseli da un albero all’altro fra quei radi albero di noce…“. Ma è l’acqua stregata del pubblico lavatoio della Noce (albero prediletto dalle streghe per rituali magici e maligni) a piacerci più di tutto. Pare che le sue proprietà depurative, diuretiche e terapeutiche siano frutto di una magia che ha resistito nel tempo.

Orchi, grifoni, sirene, draghi… i mostri esistono! (a Bomarzo)

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