Una tana nella neve: il rifugio perfetto per nascere

orso polare cucciolo

Orso polare cucciolo

Mentre noi stiamo rincantucciati sui nostri divani, abbracciati ai caloriferi, da qualche parte nel Polo Nord qualcuno si rifugia proprio nella neve. E’ l’orso bianco. Che non solo nella neve trova riparo, ma nella neve fa nascere i suoi piccoli

<L’inverno non è un periodo facile per la maggior parte delle piante e degli animali; anche nelle migliori circostanze, spesso significa andare in letargo, un vero rallentamento dell’esistenza. Spesso indica la fine di individui deboli o incapaci. Ma per alcuni animali la neve è fonte si soprendente salvezza.
L’orso polare è l’unico orso che non va in letargo, può sopravvivere a basse temperature, grazie allo strato di pelliccia isolante, che ricopre uno strato protettivo di grassi. La pelliccia cresce anche sotto le zampe, riparandole dal contatto col ghiaccio. Ma durante il freddissimo inverno artico l’unico modo per proteggersi è scavare una tana nella neve o nel ghiaccio: certo, non sarà super confortante, ma la neve li è una barriera piena d’aria tra condizioni meteorologiche peggiori e le temperatura sotto la neve si assesta intorno agli zero gradi.

Partorire nell’inverno artico

Le femmine di orso polare partoriscono proprio di inverno. Di solito tra dicembre e gennaio nascono i cuccioli, sempre gemelli (due o tre). Alla nascita i cucciolini di orso polare sono piccolissimi, tanto che si dice che il parto delle mamme orse sia tra i meno dolorosi al mondo e spesso avviene nel sonno: i piccoli pesano e sono grandi poco più di un panetto di burro!
Nella tana, scaldati e allattati dalla mamma, riparati dalla neve, i piccoli crescono. Ma usciranno di “casa” solo verso Marzo o Aprile. Con la mamma passeranno circa 2 anni nei quali impareranno a sopravvivere in una delle zone meno ospitali al mondo.

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