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Ecco perché Babbo Natale è ancora in vacanza (e noi no)

Quando si parla di lavori stagionali di solito ci si riferisce a professioni che hanno a che vedere con sport invernali o estivi e turismo. Ma anche il lavoro di Babbo Natale lo è!
Sebbene non si metta all’opera come noi il 24 dicembre quando corriamo senza fiato tra un negozio e l’altro alla ricerca sfrenata di regali, gode di un lungo periodo di bassa stagione che va  dal 21 marzo al 21 settembre. Primavera ed estate sono infatti stagioni di riposo nella casa più calda del Polo Nord dove Santa e i suoi aiutanti approfittano della lontananza del Natale per ricaricarsi e organizzarsi per l’anno in arrivo.

Ma cosa fa durante le vacanze?
La fotografa americana Mary Beth Koeth ha firmato un progetto nel quale racconta la stagione estiva di Babbo Natale tra hobby, tuffi in piscina, qualche buon film e tanto relax.

Per farlo ha inseguito i Babbo Natale di professione, ancora in vacanza prima di un intenso periodo fatto di regali, bambini e decorazioni.

E se state pensando che Babbo Natale sia un pigrone, vi sbagliate di grosso.
Gli elfi raccontano che le sue attività preferite durante le vacanze estive sono imparare a costruire i giocattoli più nuovi, andare a trovare i bambini in incognita per vedere se stanno facendo tutti i compiti delle vacanze e addestrare le renne a volare sempre più in alto.

E poi sì, avete visto bene. Ama suonare il piano!

 

Tutti i Babbo Natale del Mondo si sono trovati in Danimarca. Ecco com’è andata

Se per la gran parte di noi il Natale è lontano, per Magic Blitzen, Babbo Natale, le altre renne e i suoi aiutanti… è dietro l’angolo. Doni da costruire, addobbi, biscotti e magia da distribuire nel Mondo sono ogni anno un impegno intensissimo, che lascia poco spazio alle vacanze dei protagonisti della festa. Generosi e precisi, vogliono assicurarsi che anche questo Natale riempia il cuore di ognuno di noi e come farlo se non organizzandosi?

Come ogni anno, il 27 luglio sono convocati a Bakken, in Danimarca, tutti i Babbo Natale del Mondo: invitati a incontrarsi e conoscersi al “World Santa Claus Congress, sono chiamati a entrare sin da ora nel pieno spirito del Natale, così da poter rappresentare al meglio il vero Babbo Natale in tutte le città e i paesi del Mondo.

Parate, eventi, spettacoli e concerti hanno animato la cittadina danese con l’obiettivo di celebrare appieno lo spirito del Natale. L’incursione di qualche “Mamma Natale” è il segno dello spirito del raduno, aperto a tutti quelli che desiderano diffondere la gioia del nostro celebre Babbo. L’idea del congresso, giunto alla sessantesima edizione, venne al professor Tribini, un leggendario animatore del parco di Bakken convinto che si debba festeggiare il Natale più di una volta all’anno.

L’idea piacque tantissimo a Santa, che pensò bene che il raduno fosse anche una buona occasione per concedersi un bagno in mare nella nordica spiaggia di “Bellevue”.

I 125 Babbo Natale presenti al congresso mondiale di quest’anno hanno atteso l’evento nel pieno rispetto della tradizione, rendendosi come sempre disponibili nell’aiutare Santa Claus nel difficile compito di capire quali bambini si sono comportati bene e quali no.

Fonti molto vicine al Polo Nord affermano infatti che Santa si avvale di abili collaboratori, capaci di segnalare le marachelle così come i più generosi gesti d’amore. Presenti anche in oriente, questi speciali inviati di Babbo Natale non lasceranno niente al caso neanche quest’anno. Bambini avvisati….

Se volete visitare i luoghi del raduno e fare il bagno a Bellevue come Santa, cercate dettagli e info su visitdenmark.it!

L’album di foto di Babbo Natale, dal XIII al XX secolo

La storia iconografica di Babbo Natale è molto antica: le prime immagini di Babbo Natale risalgono al 1200 dC. Ecco come è cambiata l’immagine di Babbo Natale nel corso dei secoli

Le pubblicità degli anni ’30 di CocaCola firmate dall’illustratore Haddon Sudblom hanno segnato una svolta epocale per la rappresentazione di Santa Claus: da lì in poi non si è più abbandonata l’idea di un nonnino paffutello con gli occhiali piccoli, la pancia grande e gli occhi generosi.

Ma l’album di immagini di Babbo Natale ha una storia molto antica e per trovarne le origini, dobbiamo andare nel lontano 1294, nel quale ritroviamo St. Nicholas, un antico santo greco del IV secolo, nominato poi Sinterklaas dal dialetto olandese. Si raccontava che questo santo avesse l’abitudine di sorprendere le persone con doni inaspettati, come le monete nelle scarpe lasciate fuori dall’uscio di casa ed era il santo patrono protettore dei bambini.
Qui è rappresentato in una sacra icona russa del 1294.

Ci spostiamo nel XVII secolo, in Inghilterra, per ritrovare Babbo Natale rappresentato come Father Christmas, l’evoluzione della tradizione folcloristica del Dio Woden e personificazione dello spirito del Natale.
(The Examination and Tryal of Father Christmas,1686)

L’America del 1800 vede esplodere la figura di Babbo Natale grazie alla copiosa presenza di coloni olandesi che influenzarono la cultura nascente del “nuovo mondo” tanto da far sì che New York venisse spesso chiamata New Amsterdam. E in questo contesto, St. Nicholas venne nominato patrono della città grazie all’influenza di Jhon Pintard, il fondatore della New York Historical Society che ne commissionò un ritratto all’artista Alexander Anderson.

Siamo nel 1863 e il fumettista Thomas Nast disegna Babbo Natale su un numero di Harper’s Weekly, rappresentandolo nell’illustrazione “A Christmas Furlough”. Qui inizia a somigliare al Santa Claus che conosciamo noi: nelle illustrazioni successive compariranno elementi come il Polo Nord, un laboratorio per costruire giocattoli e il libro dei bambini bravi e cattivi.

Nel 1864 invece, appare nelle illustrazioni del racconto A Visit from St. Nicholas di Clement Moore… pare che a quei tempi si vestisse di giallo!

Nel 1868 viene ritratto dalla campagna pubblicitaria Sugar Plums dove appaiono le renne, ma mancano i pantaloni.

Nel 1881 Thomas Nast lo raffigura nuovamente in “Merry Old Santa” e Babbo Natale appare così su Harper’s Weekly.

1902, l’australiano Frank A. Nankivell lo raffigura per la cover di Puck… che rubacuori!

Qui siamo nel 1906 e in Canada lo ritraggono con un abbigliamento inconsueto.

Eccolo nel 1913 in copertina di Boy’s Life, ritratto da Norman Rockwell poco prima che scoppiasse la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1914 appare in questa illustrazione giapponese, intento a riempire le calze appese al camino.

Il 1918 è tempo di propaganda. Eccolo apparire in un manifesto della U.S. Food Administration. Educational Division, Advertising Section.

1920, Saturday Evening Post. Norman Rockwell lo ritrae come un “uomo”, lontano dagli eccessi fumettistici del passato.

Siamo nel 1930 e in Australia, Babbo Natale appare così.

1942, tempo di guerra. In America viene ritratto in raffigurazioni tematiche. Ma noi che lo conosciamo, sappiamo che in guerra non è mai stato.

                           

Da qui in poi le immagini lo vedono ritratto come il Santa Claus che conosciamo noi, talvolta anche fotografato o ripreso al Polo Nord!

 

Hotel di ghiaccio: i 5 migliori del mondo e perché andarci

Il nostro corpo, la terra, gli alimenti di cui ci nutriamo hanno un’altissima percentuale di acqua nella loro composizione. Se dovessimo fare una classifica delle sostanze più importanti per la nostra vita, l’acqua guadagnerebbe sicuramente la prima posizione ed è forse proprio per questo che vicino all’acqua che ci sentiamo così bene. Un lago placido, un fiume impetuoso, una spettacolare cascata e l’immensità del mare cullano la nostra vista ogni volta che li incontriamo e anche neve e ghiaccio esercitano su di noi questo richiamo primordiale, capace di  donare gioia, allegria e serenità. E se i lussuosissimi hotel-acquario che stanno sorgendo nelle isole tropicali offrono a detta di tutti un’esperienza indimenticabile, gli hotel di ghiaccio non sono da meno. L’incredibile trasparenza della struttura che spesso favorisce giochi di luce progettati da sapienti architetti, rende incredibilmente fantastica ogni cosa, portandoci in una dimensione onirica, magica e favolosa. L’emozione di dormire in una sorta di “castello ghiacciato” è irripetibile e ci offre la possibilità di godere dei cristalli di ghiaccio in tutto il loro splendore, trasformandoci per qualche notte, nei protagonisti di una fiaba glaciale.

Ecco allora i 5 hotel di ghiaccio più belli del mondo in cui soggiornare per godere della magia dell’inverno

1 – IceHotel, Svezia

Magico, romantico, artistico. L’IceHotel sorge a Jukkasjärvi ed è il luogo ideale per circondarsi dal ghiaccio utilizzato in tutte le sue potenzialità artistiche. Sculture, arredi, strutture e lampade, sono incredibilmente scolpite nel ghiaccio e l’hotel offre ai suoi ospiti la possibilità di frequentare un corso artistico per scolpire il ghiaccio. Per i più romantici, è il luogo ideale per un matrimonio da sogno, per dirsi sì tremando un pochino (e trovando una scusa in più per tenersi stretti).

2 –  Hotel de Glace, Canada

Lontano dalle nostre terre, ma vicinissimo al centro di Quebec, l’Hotel de Glace stupisce sia per la spettacolare architettura su cui sorge sia per l’atmosfera divertente che vi regna. Qui infatti gli ospiti, intrattenuti da un bravo bartender, possono proseguire la serata in una meravigliosa spa sotto le stelle. Cosa chiedere di più?

3 – Iglu Village Kühtai, Austria

L’atmosfera di un bellissimo campeggio sui ghiacci è il biglietto da visita dell’ Iglu Village che sorge nella vicinissima Austria. A un passo da noi è possibile soggiornare in questa struttura pensata per avvicinarsi il più possibile alla natura circostante e che invita i suoi ospiti a condividere l’esperienza grazie ai numerosi spazi comuni presenti in hotel. Siete pronti a dormire in sacchi a pelo coperti di pelli di pecora?

4 – Sorrisniva Igloo Hotel, Norvegia

Le fiabe, i loro personaggi e le leggende del nord. Ecco l’intreccio tematico che ogni anno l’hotel Sorrisniva chiama i suoi artisti a interpretare, per donare l’inconfondibile atmosfera di una magica notte del nord del mondo. E se siete molto fortunati, vista la vicinanza al circolo polare artico, l’aurora boreale potrebbe fare la sua apparizione. Un nota di merito va data anche al raffinato ristorante che ospita l’Hotel.

5 – Iglu Hotel, Andorra

Meno lussuoso dei precedenti, ma sicuramente caratteristico ed emozionante, l’ Iglù Hotel di Andorra è costruito a Grandvalira nella piccola regione al confine tra Francia e Spagna, distante geograficamente e stilisticamente dalle più note mete nordiche. L’atmosfera conviviale e la spettacolare spa sotto le stelle, offrono ai visitatori un’esperienza unica e indimenticabile, ancora più esclusiva grazie alle dimensioni ridotte della struttura. Ma prima di andare alla spa, non potrete scampare a una divertente ciaspolata!

 

E se la Vigilia di Natale si festeggiasse tutto l’anno? Ecco dove è possibile!

La notte più magica dell’anno. L’emozione rinnovata dell’attesa del Natale, la preparazione delle ricette più buone da gustare tutti assieme, le lunghe tavolate e lo scambio dei primi regali e degli auguri più affettuosi. La notte della Vigilia del Natale è così bella che… vorremmo viverla tutto l’anno! Ma come festeggiare la Vigilia di Natale tutto l’anno? Ogni anno, inesorabilmente, il calendario concede solo una volta di vivere l’emozione di questa grande festa. E se è impossibile correggere i calendari di tutto il mondo, andando a scrivere di rosso tutti i giorni 24 e 25 di ogni mese, un altro modo deve pur esserci. Magari basterebbe richiamare, evocare e replicare il Natale, in un sogno lucido e collettivo, in cui tutti riusciamo a credere che sia sempre Natale.

Presi dalla voglia di realizzare il sogno di un Natale infinito, i proprietari del Family Hotel Mirtillo Rosso, alle pendici del Monte Rosa, hanno deciso di rendere possibile questa magia. Ogni 24 del mese infatti, si respira l’inebriante atmosfera della Vigilia del Natale che si attende con gioia, romanticismo e un pizzico di follia.

La Chef di origine congolese Victoire Gouloubi, prepara ogni mese con cura il “cenone” della Vigilia, coccolando gli ospiti con il suo menu ispirato alla migliore tradizione natalizia e prendendosi cura del palato di grandi e piccini rielaborando le tradizionali ricette della Valsesia, dove sorge l’hotel.

Un Babbo Natale, paziente, giocoso e divertente, soggiorna al Mirtillo Rosso tutto l’anno, conducendo giochi natalizi per i bambini, aiutato da sorridenti elfi e folletti, sempre pronti a regalare un sorriso.

Gli splendidi paesaggi della Valsesia, il buon cibo curato da una rinomata chef, il Natale che sembra non finire mai… cosa potrebbe chiedere di più un Christmas addicted come noi?

10 giochi degli anni ’90 che avremmo voluto ricevere a Natale

Qualcuno era bambino, altri già ragazzi, ma gli anni ’90 sono stati anni a colori ed è impossibile dimenticarsene. Aggiungiamoci il fatto che a quell’età, aprire i regali era bellissimo… e l’amarcord è servito. Sulla lettera di Babbo Natale iniziavano ad apparire i primi giochi elettronici, ma forse non erano nemmeno i più ambiti. Eh sì, perché le pubblicità, quelle cariche di bambini biondissimi che giocavano sorridendo su jingles xilofonati vestiti con dolcevita azzurri o magliette a righe, ci promettevano una felicità offline, quella che ci manca un po’.

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E allora ecco una lista di dieci giochi che vi avrebbero fatto felici anche a Natale 2016

1 – Crystal Ball. “Non rompe niente e poi non macchia, ci puoi far cose divertenti, mille colori differenti…”. Giochi Preziosi aveva fatto il boom con questi tubetti di bolle plasticose che rassicuravano mamma e papà e galvanizzavano noi, che le spargevamo per casa e in cortile senza pietà, presi da una irrefrenabile voglia di pop art. O casino.

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2 – Il dolce forno ’90. Ma sapete che bello fare i biscotti che abbiamo visto preparare a Bake Off Italia nel Dolce Forno? Certo la cottura era lentissima, forse seccava un attimo l’impasto… ma utilizzare un forno di plastica, piccole ciotole, piccole teglie… mmm che bellezza! Anche perché alla fine, la piccola torta al cacao che riusciva sempre, era una merenda buonissima.

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3 – Indovina chi. “Ha i baffi?” Si cominciava sempre così, in modo da tentare la buona sorte. Se era un sì infatti, si potevano escludere donne e uomini rasati e poi via con occhiali, cappello, occhi… Cercare Susan, Peter, Charles, Maria e compagnia bella era uno spasso!

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4 – La fabbrica dei mostri. “La fabbrica dei mostri è scesa giù in città, orribili creature nessuno fermerà”. I mostri vanno sempre fortissimo, siano alieni, vampiri o zombie che siano, vogliamo mettere la soddisfazione di sfornare creature viscide e chifosette davanti a una puntata di X-Files?

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5 – Emiglio è meglio. Era l’epoca in cui si pensava che da lì a dieci anni le case e le vie sarebbero state piene di robot. Come Super Vicky, la bimba robot del telefilm che leggeva un libro in minuto, ricordava tutto di ogni cosa e sapeva riparare gli elettrodomestici di casa. Il povero Emiglio era una specie di cameriere, ci farebbe comodo oggi più di allora!

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6 – Forza 4. Una base semplicissima, un uno contro uno di astuzia che ricorda un po’ la classica dama e via a partite che duravano anche un’ora tra una riflessione e l’altra, un succo e un panino con burro e zucchero. Che pensare mette fame eh…

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7 – L’allegro chirurgo. Quel poveretto se ne stava lì sdraiato e spaventato, per niente anestetizzato, pronto ad essere operato da un bimbo distratto con le mani appiccicose. In pratica un gioco di mala sanità, attualissimo!

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8 – Gira la Moda. Le fashion blogger non possono che essere partite da qui per imparare a creare l’outfit perfetto. E se da piccole vi esibivate in accostamenti assurdi e abbinamenti casuali, ora sì che sapreste far girare la moda!

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9 – Il piccolo chimico. Reazioni, pozioni e giochi d’ingegno. Fare i cristalli era un prodigio, ma anche semplicemente giocare con provette e vasetti. E ora, che di chimica ne sappiamo esattamente quanto all’ora, sarebbe ancora magia.

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10 – Il tamagotchi. L’idea di un cucciolo a Natale è sempre bella, se rimane dentro a un ovetto di plastica ed è un piccoletto giapponese senza peli poi…

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I film di Natale su Italia 1

Se la RAI punta tutto sulle principesse Disney su Italia 1 la programmazione di Natale 2016 varia dai grandi classici come Una poltrona per 2 e La Storia Infinita a scelte più moderne, come la maratona di Natale Simpson.
Come sottofondo per la tombolata o per il giro di panettone pucciato nella crema di mascarpone va bene tutto, quindi scegliete i vostri preferiti e ricordatevi di accendere la tv al momento giusto!

* Su Italia2 potete rivedere Fantaghirò: qui date e orari

24 Dicembre h 14.10 Maratona Natale Simpson

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24 Dicembre h 19.25 Il Grinch

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24 Dicembre h 21.30 Una poltrona per due
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25 Dicembre h 9.00 Le 1001 favole di Bugs Bunny
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25 Dicembre h. 19.25 Elf

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26 Dicembre h 14.30 La storia infinita e La storia infinita 2
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Occhio ai regali boomerang!

Gli anni scorsi, qualcosina, ci è tornato indietro. Il praticatissimo sport del riciclo dei regali, talvolta, genera situazioni imbarazzanti… cosa dire a chi ci ripropone la candela decorativa che gli avevamo regalato solamente lo scorso anno? Niente. La risposta giusta è niente. Un po’ perché a Natale siamo tutti più buoni si sa, ma anche perché tutto sommato, prenderla con leggerezza è spesso la strada migliore per trovare il lato ironico della faccenda. E se iniziassimo a regalare ai riciclatori delle cose che ci potrebbero servire?

Pensate la gioia di aprire il pacchetto e trovare quel sottopentola in sughero che avreste preso per voi, quella chiavetta usb di Batman che non vi eravate mai concessi e la sciarpa caldissima, morbida e sempre benvenuta. Vi avvisiamo che è molto probabile che non torneranno indietro, sarebbe troppo bello e la sorte beffarda lo sa. Ma tentar non nuoce!

 

La sorpresa per i bimbi di tutte le età… Babbo Natale ha un video per te!

La magia del Natale, la voglia di avere il cuore caldo nella neve fredda, il sogno di vedere almeno una volta Babbo Natale, magari beccandolo in fragrante la notte di Natale con il suo sacco pieno di regali. Chi non ha mai provato a stare sveglio tutta la notte nella speranza di intercettare l’avvento del caro vecchio con la barba bianca?
Ora quel desiderio è almeno parzialmente realizzabile!
Per i bambini e per chi bambino lo è nell’animo, ecco una buona idea che arriva direttamente dal Polo Nord!

Sul sito https://www.portablenorthpole.com/en/ infatti, potrete far preparare a Babbo Natale dei simpaticissimi auguri personalizzati, che potranno poi essere visti in un divertentissimo video. Dagli zero ai 12 anni lo stupore è assicurato e per tutti gli altri… anche!
Del resto è proprio questo il momento dell’anno perfetto per fare piccoli gesti per gli altri. E voi, a chi dedicherete questa bella sorpresa?

Santàmon go

Mi avevano detto che qui, a Singapore, il Natale avrebbe avuto molte luci blu. E a me il blu è sempre piaciuto da quando ho capito che il cielo e il mare son blu e che tutto l’azzurro che cerchiamo sempre, non è altro che quel blu truccato dal sole. Ma il cielo e il mare sono così belli, anche appena svegli, che non c’è bisogno di trucco, e allora blu sia. Arrivato nel cuore dell’Asia, mi resi subito conto che non mi avevano detto una bugia. Sul nuovo porto di Marina Bay, ogni cosa era illuminata di blu. Il cielo era blu tra un fuoco d’artificio e l’altro, enormi alberi di luci blu splendevano da lontano… ma che cos’erano? Decisi di raggiungerli e per farlo mi immersi nel delirio del centro commerciale che avvolgeva la baia, dove a ogni angolo luminosissimi alberi di Natale mi attraevano, confondevano, facendomi perdere la strada in un labirinto di negozi che sembravano ripetersi in un vortice di vetrine, pubblicità e promesse di felicità in vendita. Un attimo di distrazione ed esitazione e una ragazza dai grandi occhi a mandorla mi aveva preso la mano. Dovevo assolutamente provare un trattamento lisciante a base di polvere di diamante mi disse… La mano appiccicata e poi graffiata, la mano impastata. E chi lo avrebbe detto mai che i diamanti potessero essere così appiccicosi? Guadagnai l’uscita sorridendo, cercando di non tradire le mie perplessità, di non deludere quella ragazza dagli occhi piccoli e grandi allo stesso tempo. Ristoranti fusion, Chanel, Dior, Rolex, Prada, Gucci, ancora ristoranti, ancora Chanel, Dior… mi ero perso. Da questo centro commerciale sembrava impossibile uscire, caspita era enorme e sempre uguale a sé stesso, persino la gente che ci lavorava non sapeva indicarmi l’uscita. E mentre mi chiedevo come avrebbero fatto ogni giorno a ritrovarsi in quella bolgia e tornare a casa… ecco la mia via d’uscita. Una lunga passerella sospesa, da percorrere per arrivare a quegli strani alberi di luci che mi ricordavano tanto l’albero della vita che avevo visto accendere all’Expo di Milano. Arrivato lì mi ricordai, ne avevo letto, erano i Supertrees, i 18 alberi alberi fotovoltaici in grado di accumulare il calore del sole e produrre energia per l’illuminazione, interrati in un bosco artificiale creato a Singapore per sfida, gioco e amore per la tecnologia. Era bello essere avvolti nella luce blu, ma era tempo di tornare alla Marina per godere dello spettacolo di luci e musica che avevano annunciato. Una volta arrivato, guardandomi intorno mi sentii immerso da una strana frenesia, qualcosa era cambiato. La gente era triplicata e si muoveva velocemente, guardando fisso lo schermo di grandi telefoni. Si stavano dando appuntamento da qualche parte? Si preparavano a fotografare lo spettacolo di luci? E ora perché, dio mio, stavano ora correndo verso di me??? Che stupido forse correvano verso quello che avevo alle spalle… e se ci fosse stato Santa Claus magari in visita in oriente? Mi voltai, di scatto e non vidi nulla. Le persone mi sorpassarono velocemente schivandomi, arrivando in pochissimo tempo oltre di me. Non c’era Santa Claus, non c’erano elfi, doni, creature magiche. Quello stormo di persone si stava muovendo come uno sciame per catturare i Pokémon… ve li ricordate? Quelli di Pikachu per capirci… quelli dei cartoni di tanti anni fa. Ora erano tornati alla ribalta con il gioco Pokémon Go e qui a Singapore, questi piccoli animaletti virtuali, sembravano non avere scampo.

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La più bella pubblicità di Natale 2016, credetemi!

Ci piacciono le pubblicità di Natale. Mi piace pensare che il fine ultimo, almeno a Natale, non sia far comprare ma far emozionare.
Qualcuno si improvvisa, qualcuno non ci riesce, qualcuno si ripete. E poi arrivano loro, Allegro, a farci commuovere.
Credetemi, nessuno di voi riuscirà a trattenere le lacrime (Grinch compreso!)

https://www.youtube.com/watch?v=H7D2pVby-pM

 

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La guida al Natale perfetto dell’omino di pan di zenzero

Lo spirito natalizio, la voglia di stare insieme e condividere. Ma cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare di fare questo Natale? Lo abbiamo chiesto all’omino di pan di zenzero, che non sbaglia un colpo.

1 – Comprate e donate il calendario dell’avvento! Questo è un mese speciale e una piccola sorpresa al giorno è lo spirito giusto per avvicinarsi alla festa.

2 – Aggiungete nuovi addobbi alla vostra casa ogni settimana. Decorarla piano piano farà crescere la gioia dell’attesa.

3 – Cucinate biscotti profumati, come me 🙂

4 – Scegliete con cura i regali per chi vi sta vicino. Precipitarsi a comprarli il 24 dicembre (come lo scorso anno) non è una buona idea!

5 – Indossate abiti e accessori dai colori natalizi. Il bianco, il rosso e i dettagli dorati vi aiuteranno a diffondere l’atmosfera del Natale.

6 – Disseminate il mese di Dicembre di piccoli gesti positivi e inusuali. Le gentilezze verso sconosciuti e persone care, vi faranno sentire bene. Potrebbe diventare un vizio…

7 – Date spazio al bambino che è in voi, la magia, è assicurata.

8 – Fate una colazione diversa dal solito. Un tocco di cannella, cioccolato e panna, sapranno coccolarvi ad ogni risveglio.

9 – Spegnete la televisione la sera. Le carte, i giochi da tavolo e qualche chiacchiera davanti a una tisana bollente riempiranno i vostri cuori.

10 – Recuperate l’essenziale del Natale. Non lasciatevi distrarre da luci, regali, manifesti… lo spirito del Natale è dentro di voi, liberatelo!

Omino di pan di zenzero