Tag: Natale 2016

I film di Natale su Italia 1

Se la RAI punta tutto sulle principesse Disney su Italia 1 la programmazione di Natale 2016 varia dai grandi classici come Una poltrona per 2 e La Storia Infinita a scelte più moderne, come la maratona di Natale Simpson.
Come sottofondo per la tombolata o per il giro di panettone pucciato nella crema di mascarpone va bene tutto, quindi scegliete i vostri preferiti e ricordatevi di accendere la tv al momento giusto!

* Su Italia2 potete rivedere Fantaghirò: qui date e orari

24 Dicembre h 14.10 Maratona Natale Simpson

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24 Dicembre h 19.25 Il Grinch

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24 Dicembre h 21.30 Una poltrona per due
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25 Dicembre h 9.00 Le 1001 favole di Bugs Bunny
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25 Dicembre h. 19.25 Elf

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26 Dicembre h 14.30 La storia infinita e La storia infinita 2
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La sorpresa per i bimbi di tutte le età… Babbo Natale ha un video per te!

La magia del Natale, la voglia di avere il cuore caldo nella neve fredda, il sogno di vedere almeno una volta Babbo Natale, magari beccandolo in fragrante la notte di Natale con il suo sacco pieno di regali. Chi non ha mai provato a stare sveglio tutta la notte nella speranza di intercettare l’avvento del caro vecchio con la barba bianca?
Ora quel desiderio è almeno parzialmente realizzabile!
Per i bambini e per chi bambino lo è nell’animo, ecco una buona idea che arriva direttamente dal Polo Nord!

Sul sito https://www.portablenorthpole.com/en/ infatti, potrete far preparare a Babbo Natale dei simpaticissimi auguri personalizzati, che potranno poi essere visti in un divertentissimo video. Dagli zero ai 12 anni lo stupore è assicurato e per tutti gli altri… anche!
Del resto è proprio questo il momento dell’anno perfetto per fare piccoli gesti per gli altri. E voi, a chi dedicherete questa bella sorpresa?

Christmasween

In Alaska il gelo mi prendeva gli occhi, il naso, la bocca e le mani. Era splendido il candore della neve che non si interrompeva mai e il Natale sembrava aver trovato la sua casa in questa terra magnetica e gelida che offriva il riverbero ideale alle decorazioni e una strana luce densa nel cielo. Dopo aver mangiato qualche frittella con lo sciroppo d’acero in una locanda realizzata interamente in legno, corsi per strada richiamato dal suono dei canti di Natale. La dolcezza, l’innocenza e l’allegria delle loro voci mi riempirono il cuore e non sentivo più il freddo mentre seguivo quella piccola processione di bambini che tenevano in mano bastoni con grandi stelle colorate sulla punta. Cantavano e andavano di casa in casa chiedendo dolci, biscotti e caramelle. Qualcosa dentro di me si risvegliò… somigliava tanto a quella serata americana di Ottobre… ma a Natale niente scherzetto, le streghe sono in vacanza.

 

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Alle tre in punto

Io a Londra ero già stato qualche volta e pensavo di conoscerla bene. Avevo usato il telefono a gettoni solo per entrare in quelle bellissime cabine rosse, attraversato le stesse strisce pedonali dei Beatles facendo una foto con gli amici e mangiato fish & chips. Ma non avevo idea di come potesse essere bella a Natale. Il Big Ben era lì, quel giorno, al solito posto. Eppure sembrava differente, più luminoso. Le luminarie che invadevano la città si specchiavano sul Tamigi e io ero abbagliato, affascinato, disorientato. Camminai seguendo le luci che definivano le strade della città, ipnotizzato dal romanticismo travolgente che sembrava avvolgere l’aria, quell’aria gelida in effetti, che mi aveva fatto venire voglia di un bel tè nero, accompagnato dai biscotti al burro che ricordavo bene.

E proprio nella sala da tè incontrai una compagnia di vecchie signore, che mi invitarono al loro tavolo. “Non vorrà andare via senza aver assaggiato il mio Christmas Pudding?”

Fu l’inizio di un’amicizia strana, durata una mezza indimenticabile giornata. Arrivati a casa, Ellen distribuì i compiti per la preparazione del pranzo. Tra quattro ore sarebbero arrivati figli e nipoti, non potevamo tardare! Il tacchino era già in forno, la salsa ai mirtilli pronta. Mentre disponevo le stoviglie sul tavolo, vidi lei e le amiche preparare il Christmas Pudding così: presero 450g di frutta passa, un’arancia, una mela, 11 cucchiai di brandy, 225g di zucchero a velo, 100g di zucchero di canna, 175g di burro, 2 uova, 100g di farina, 1/4 di bustina di lievito per dolci, 40g di pan carrè, 40g di mandorle,zenzero, cannella e noce moscata.

Imburrarono la forma del pudding posizionando sul fondo della carta da forno per prevenire eventuale pasta attaccata. Iniziarono a formare l’impasto mettendo in una ciotola la frutta passa a pezzetti con mela a pezzetti, succo d’arancia e scorza d’arancia, in ammollo in 4 cucchiai di brandy. In un’altra ciotola invece lavorarono 75g di burro con lo zucchero di canna, quando fu ben omogeneo aggiunsero le uova. Continuarono unendo anche la farina, il lievito, il pan carrè e le mandorle tritate nel mixer. Speziarono con zenzero, cannella, noce moscata. Unirono anche la frutta. Mescolarono per bene e versarono nella forma del pudding imburrata. Ricoprirono la ciotola del pudding con della carta stagnola ancorata ai bordi e fecero una striscia di stagnola che servì come aiuto per togliere la ciotola dall’acqua bollente. Scelsero la pentola giusta per il bagnomaria e posizionarono tra il fondo della pentola e la ciotola del pudding un tappo di un barattolo di marmellata, giusto per distanziare il pudding dal fuoco diretto. Riempirono la pentola per più di metà e posizionarci il pudding. Cossero a fuoco lento per 7 ore. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e lo tolsero dalla sua forma. In un pentolino scaldarono 4 cucchiai di brandy e portare in tavola il christmas pudding versandoci sopra il brandy e dandogli fuoco. Ecco il flambé! Lo servirono con dell’ottima crema inglese.

Alla fine del pranzo, finalmente era il momento di mangiarlo. Mi chiedevo se sarebbe toccata a me la moneta di cioccolato della fortuna quando, alle tre in punto, tutto si fermò.

La televisione accesa, la tavola silente. Apparse sul grande schermo una signora anziana, con una grande corona in testa. Stava per iniziare il discorso della regina, il Christmas Pudding e la mia gola dovevano aspettare.

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Santàmon go

Mi avevano detto che qui, a Singapore, il Natale avrebbe avuto molte luci blu. E a me il blu è sempre piaciuto da quando ho capito che il cielo e il mare son blu e che tutto l’azzurro che cerchiamo sempre, non è altro che quel blu truccato dal sole. Ma il cielo e il mare sono così belli, anche appena svegli, che non c’è bisogno di trucco, e allora blu sia. Arrivato nel cuore dell’Asia, mi resi subito conto che non mi avevano detto una bugia. Sul nuovo porto di Marina Bay, ogni cosa era illuminata di blu. Il cielo era blu tra un fuoco d’artificio e l’altro, enormi alberi di luci blu splendevano da lontano… ma che cos’erano? Decisi di raggiungerli e per farlo mi immersi nel delirio del centro commerciale che avvolgeva la baia, dove a ogni angolo luminosissimi alberi di Natale mi attraevano, confondevano, facendomi perdere la strada in un labirinto di negozi che sembravano ripetersi in un vortice di vetrine, pubblicità e promesse di felicità in vendita. Un attimo di distrazione ed esitazione e una ragazza dai grandi occhi a mandorla mi aveva preso la mano. Dovevo assolutamente provare un trattamento lisciante a base di polvere di diamante mi disse… La mano appiccicata e poi graffiata, la mano impastata. E chi lo avrebbe detto mai che i diamanti potessero essere così appiccicosi? Guadagnai l’uscita sorridendo, cercando di non tradire le mie perplessità, di non deludere quella ragazza dagli occhi piccoli e grandi allo stesso tempo. Ristoranti fusion, Chanel, Dior, Rolex, Prada, Gucci, ancora ristoranti, ancora Chanel, Dior… mi ero perso. Da questo centro commerciale sembrava impossibile uscire, caspita era enorme e sempre uguale a sé stesso, persino la gente che ci lavorava non sapeva indicarmi l’uscita. E mentre mi chiedevo come avrebbero fatto ogni giorno a ritrovarsi in quella bolgia e tornare a casa… ecco la mia via d’uscita. Una lunga passerella sospesa, da percorrere per arrivare a quegli strani alberi di luci che mi ricordavano tanto l’albero della vita che avevo visto accendere all’Expo di Milano. Arrivato lì mi ricordai, ne avevo letto, erano i Supertrees, i 18 alberi alberi fotovoltaici in grado di accumulare il calore del sole e produrre energia per l’illuminazione, interrati in un bosco artificiale creato a Singapore per sfida, gioco e amore per la tecnologia. Era bello essere avvolti nella luce blu, ma era tempo di tornare alla Marina per godere dello spettacolo di luci e musica che avevano annunciato. Una volta arrivato, guardandomi intorno mi sentii immerso da una strana frenesia, qualcosa era cambiato. La gente era triplicata e si muoveva velocemente, guardando fisso lo schermo di grandi telefoni. Si stavano dando appuntamento da qualche parte? Si preparavano a fotografare lo spettacolo di luci? E ora perché, dio mio, stavano ora correndo verso di me??? Che stupido forse correvano verso quello che avevo alle spalle… e se ci fosse stato Santa Claus magari in visita in oriente? Mi voltai, di scatto e non vidi nulla. Le persone mi sorpassarono velocemente schivandomi, arrivando in pochissimo tempo oltre di me. Non c’era Santa Claus, non c’erano elfi, doni, creature magiche. Quello stormo di persone si stava muovendo come uno sciame per catturare i Pokémon… ve li ricordate? Quelli di Pikachu per capirci… quelli dei cartoni di tanti anni fa. Ora erano tornati alla ribalta con il gioco Pokémon Go e qui a Singapore, questi piccoli animaletti virtuali, sembravano non avere scampo.

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La più bella pubblicità di Natale 2016, credetemi!

Ci piacciono le pubblicità di Natale. Mi piace pensare che il fine ultimo, almeno a Natale, non sia far comprare ma far emozionare.
Qualcuno si improvvisa, qualcuno non ci riesce, qualcuno si ripete. E poi arrivano loro, Allegro, a farci commuovere.
Credetemi, nessuno di voi riuscirà a trattenere le lacrime (Grinch compreso!)

https://www.youtube.com/watch?v=H7D2pVby-pM

 

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