Categoria: Asia

il Natale in Asia

Pronti per i (love) hotel dove è sempre Natale?

Facciamo una premessa: qui il Natale è per gli over 18. Siamo in Giappone, dove tutto è possibile… persino il Natale tutto l’anno!

Se state già pensando ad alberi addobbati, renne e atmosfere degne del Polo Nord, siete fuori strada. Per i giapponesi gli hotel a tema natalizio rientrano nella categoria “love hotel”, ossia alberghi dedicati agli incontri amorosi di coppie, amanti e primi arditi appuntamenti, resi ancora più piccanti da location a tema.

E se per noi il Natale non ha molto a che vedere col sesso, beh, pare che in oriente ci sia qualcuno che lo trova erotico, tanto da pagare per soggiornare in una stanza hot e natalizia al tempo stesso. Pupazzi, neve finta, peluche, addobbi natalizi e alberi di Natale sono l’allestimento tipico di questi hotel che immergono la nostra amata festa in una strana atmosfera che si percepisce già dalle strade.

Pare che i giapponesi siano affascinati dal romanticismo del Natale e che lo abbiano interpretato come una festa da vivere in coppia, non potendo respirare appieno il vero significato dello spirito natalizio. Per avere un’idea della cosa, basti pensare che a Natale, questi love hotel registrano il tutto esaurito… una follia!

Dunque se amate il Natale e avete in programma un viaggio in Giappone… perché non immergervi nella folle idea dei love hotel a tema natalizio?
Se viaggiate in famiglia vi sconsigliamo di soggiornarvi: dovreste rispondere al doppio delle consuete domande su Babbo Natale e i piccoli di casa potrebbero fare un po’ di confusione!

Ma se avete più di 18 anni e volete provare qualcosa di davvero memorabile, ecco gli indirizzi da non perdere:

  1. Narita Hotel Blan Chapel Christmas, 286-0133 Chiba, Narita, Yoshikura 239-1
  2. Kumamoto Hotel Christmas Forest Garden, 861-2403 Kumamoto, Shimo-koga, Nishiharamura Futa 679-43
  3. Hotel Blanc Chapel Christmas, 592-8333 Prefettura di Osaka, Sakai, Nishi-ku Hamadera-Ishizucho-Nishi 1-1-3

Vi consigliamo di verificare e prenotare su Booking, dove sono presenti tutti e tre.

State gridando al trash? Ma no dai, una volta lì vi sembrerà (quasi) normale!

 

 

 

Santàmon go

Mi avevano detto che qui, a Singapore, il Natale avrebbe avuto molte luci blu. E a me il blu è sempre piaciuto da quando ho capito che il cielo e il mare son blu e che tutto l’azzurro che cerchiamo sempre, non è altro che quel blu truccato dal sole. Ma il cielo e il mare sono così belli, anche appena svegli, che non c’è bisogno di trucco, e allora blu sia. Arrivato nel cuore dell’Asia, mi resi subito conto che non mi avevano detto una bugia. Sul nuovo porto di Marina Bay, ogni cosa era illuminata di blu. Il cielo era blu tra un fuoco d’artificio e l’altro, enormi alberi di luci blu splendevano da lontano… ma che cos’erano? Decisi di raggiungerli e per farlo mi immersi nel delirio del centro commerciale che avvolgeva la baia, dove a ogni angolo luminosissimi alberi di Natale mi attraevano, confondevano, facendomi perdere la strada in un labirinto di negozi che sembravano ripetersi in un vortice di vetrine, pubblicità e promesse di felicità in vendita. Un attimo di distrazione ed esitazione e una ragazza dai grandi occhi a mandorla mi aveva preso la mano. Dovevo assolutamente provare un trattamento lisciante a base di polvere di diamante mi disse… La mano appiccicata e poi graffiata, la mano impastata. E chi lo avrebbe detto mai che i diamanti potessero essere così appiccicosi? Guadagnai l’uscita sorridendo, cercando di non tradire le mie perplessità, di non deludere quella ragazza dagli occhi piccoli e grandi allo stesso tempo. Ristoranti fusion, Chanel, Dior, Rolex, Prada, Gucci, ancora ristoranti, ancora Chanel, Dior… mi ero perso. Da questo centro commerciale sembrava impossibile uscire, caspita era enorme e sempre uguale a sé stesso, persino la gente che ci lavorava non sapeva indicarmi l’uscita. E mentre mi chiedevo come avrebbero fatto ogni giorno a ritrovarsi in quella bolgia e tornare a casa… ecco la mia via d’uscita. Una lunga passerella sospesa, da percorrere per arrivare a quegli strani alberi di luci che mi ricordavano tanto l’albero della vita che avevo visto accendere all’Expo di Milano. Arrivato lì mi ricordai, ne avevo letto, erano i Supertrees, i 18 alberi alberi fotovoltaici in grado di accumulare il calore del sole e produrre energia per l’illuminazione, interrati in un bosco artificiale creato a Singapore per sfida, gioco e amore per la tecnologia. Era bello essere avvolti nella luce blu, ma era tempo di tornare alla Marina per godere dello spettacolo di luci e musica che avevano annunciato. Una volta arrivato, guardandomi intorno mi sentii immerso da una strana frenesia, qualcosa era cambiato. La gente era triplicata e si muoveva velocemente, guardando fisso lo schermo di grandi telefoni. Si stavano dando appuntamento da qualche parte? Si preparavano a fotografare lo spettacolo di luci? E ora perché, dio mio, stavano ora correndo verso di me??? Che stupido forse correvano verso quello che avevo alle spalle… e se ci fosse stato Santa Claus magari in visita in oriente? Mi voltai, di scatto e non vidi nulla. Le persone mi sorpassarono velocemente schivandomi, arrivando in pochissimo tempo oltre di me. Non c’era Santa Claus, non c’erano elfi, doni, creature magiche. Quello stormo di persone si stava muovendo come uno sciame per catturare i Pokémon… ve li ricordate? Quelli di Pikachu per capirci… quelli dei cartoni di tanti anni fa. Ora erano tornati alla ribalta con il gioco Pokémon Go e qui a Singapore, questi piccoli animaletti virtuali, sembravano non avere scampo.

Scrivi anche tu la tua Storia di Natale! Clicca qui!

Il battesimo più freddo del mondo

Mi avevano detto che il Natale Ortodosso, in Russia, era lungo come l’inverno dei libri di Anton Čechov, che immergersi nel gelo della terza settimana di gennaio sarebbe stato magico. Ed eccomi qui, la notte del 18, ad attendere che si compia un rito nato dalla credenza che il giorno del battesimo di Gesù, l’acqua si faccia santa. E per acqua si intende l’acqua dei fiumi, dei mari e persino quella che sgorga dai rubinetti di casa. E allora io pensavo che avrebbero tolto i guanti, che freddo, e raccolto una boccetta di acqua gelida da portare a casa, sperando che non ghiacci all’improvviso: ci sono 20° gradi sotto zero qui al fiume e il respiro caldo, appena uscito dal naso, si trasforma in una nuvola di ghiaccio.

Macché guanti. Macché boccetta!

Il tempo di togliere i vestiti ed ecco uomini e donne fare il segno della croce e immergere il capo tre volte in quell’acqua incredibilmente gelida! Una croce incisa sulla superficie ghiacciata del fiume permette di accedere alla fonte del rito, che si consuma con la sacralità delle antiche credenze. Mi vien voglia di provare, tempra il fisico dicono, ma basta un cm di pelle nell’acqua per capire che per quest’anno… rubinetto sia!

Tutti possono scrivere su Magic Blitzen: racconta qui la tua storia di Natale

Lo chiamavano Santakuro

Ci sono paesi in cui la celebrazione del Natale è una tradizione recente. Arrivato in Giappone, mi raccontarono infatti che la prima volta che i bambini conobbero il natale fu nel 1875 a Tokyo, presso la Scuola Harajo di Ginza, quando un Babbo Natale vestito come un samurai apparve durante la celebrazione del Natale cristiano. Alcuni anni dopo, nel 1898, venne pubblicato un libro per bambini su Babbo Natale, chiamato Santakuro che fondeva la tradizione dei manga nipponici all’internazionale figura di Santa claus. Circa cent’anni dopo, nel dicembre del 1970, il Colonnello Sanders e la sua catena KFC apparvero in Giappone, con una campagna di marketing di grande successo, tale da creare una nuova “tradizione” in Giappone, quella di mangiare pollo fritto alla vigilia di Natale. E difatti in Giappone tutt’ora, non è raro incontrare enormi file davanti ai negozi KFC proprio il giorno del 25 Dicembre. Se voleste stupire ospiti nipponici, tuttavia senza recarvi da KFC, ecco una gustosa di ricetta di pollo fritto, da provare assolutamente!

Ingredienti per 4 persone:

12 coscette di pollo
500 ml di latte
310 gr di farina
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino di paprika
mezzo cucchiaino di pepe
olio per friggere
sale
pepe

Lasciate marinare per una notte in frigorifero il pollo immerso nel latte (450 ml circa). Tiratelo fuori circa mezz’ora prima della preparazione e preriscaldate il forno a 180°. Mescolate farina, sale, pepe, timo, paprika e pepe in una ciotola, aggiungete 50 ml di latte e mescolate bene con una forchetta fino a eliminare tutti i grumi. Scaldate l’olio per la frittura in una padella grande e friggetevi il pollo marinato che avrete passato nel misto di farina e latte premendo in maniera che la carne venga coperta completamente. Friggete il pollo su un lato per 5-7 minuti nella padella con il coperchio quindi giratelo e friggetelo per altri 3-5 minuti dall’altro lato: a questo punto trasferitelo in forno per una decina di minuti completandone cottura e doratura.

La neve calda

Arrivato a Dubai, la mattina di Natale, pensai di essere davvero piccolo. Mi trovai davanti al Burj Khalifa, un palazzo alto 828 metri, il più alto del mondo. Qui salii in cima, con un ascensore che viaggiava a una velocità impressionante, per capire dove andare e vedere l’intera città. Mi colpì la spiaggia enorme che si affacciava su un mare calmo e turchese. Ero sconvolto, da lassù non capivo cosa fosse mare, fiume, piscina… dovevo scendere, anche le vertigini mi stavano pregando di farlo.

Decisi di seguire la folla, alla ricerca di un indizio che fosse Natale anche lì, quando mi trovai davanti all’ennesima enorme costruzione, dalla vetrata della quale potevo scorgere un albero di Natale, decorato e innevato. Ma come era possibile? Ci saranno stati venti gradi per le strade e il mare era caldo e le persone prendevano il sole in spiaggia..

Spinto dalla curiosità mi addentrai nel Dubai Mall, un centro commerciale dove erano presenti ben 1200 negozi. E surreale, nel punto più evidente, spiccava un enorme albero di Natale, che uno strano marchingegno continuava a spruzzare di finissima neve. Imitando i bambini che correvano attorno a questa enorme attrazione, toccai d’istinto quella strana neve. Era calda come non l’avevo mai sentita!

Ma le nuove esperienze non erano finite! Andai al caffè The Majlis, poco distante dall’albero, per bere qualcosa di tiepido. La vista della neve finta e l’aria condizionata paralizzante mi stavano dando alla testa… era impossibile capire in che stagione ci trovassimo! Ordinai allora un cappuccino, o meglio un camelccino mi corressero. Eh sì, perché quello che stavo bevendo era latte di cammello, bianco e caldo come quella strana neve.

Tutti possono scrivere su Magic Blitzen: racconta qui la tua storia di Natale

Quella luna a testa in giù

Era una di quelle mattine in cui il sole non si fa vedere, ma si fa sentire sulla pelle, forte e chiaro. Arrivare la mattina di Natale a Bangkok era strano, umido, afoso e bellissimo. Avevo iniziato la mia visita a Banglamphu, un quartiere che dà sul fiume che attraversa la grande città, vicino al Palazzo Reale, ai templi, alle botteghe e dopo un paio d’ore, non avevo ancora incontrato nulla che mi facesse capire che era Natale. Era il momento di fare colazione e il posto migliore per farlo mi sembrò una piccola bancarella che vidi a un lato di Khao San Road, la lunghissima via che stavo percorrendo. Qui mangiai la tradizionale colazione thai, ovvero un piatto a base di riso, frutta, uova, pollo e verdure, accompagnato da un tè fumante e profumato, che non fece che aumentare il calore che sentivo. E proprio mentre cercavo una bottega per rinfrescarmi con dell’acqua, vidi lui, un piccolo Babbo Natale di stoffa, appeso a una mezza luna a testa in giù. Dovevo aver visto male, il caldo mi stava dando alla testa… cosa ci faceva Babbo Natale lì in alto? E poi, perché la luna se ne stava con le punte rivolte verso il basso? Chiesi in giro, ma tutti mi spiegarono che rappresentava Santa Klaus che scende dal cielo per dare i doni ai bambini…

Che strano pensai, non lo avevo mai visto così vicino alla luna. E poi il tempo, quel giorno, passò veloce come il vento. Non avevo mai visto una città così capace di ruotare su se stessa tutto il giorno, lenta e confusa al tempo stesso. Era la prima volta che vedevo un mercato galleggiante come quello di Damnoen Saduak, dove arrivai in barca, allontanandomi dalle enormi statue che custodivano il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di giada, che ancora sembravano guardarmi mentre solcavo le acque dense della città. Ero arrivato a 100 km da Bangkok in un soffio, cullato dalla pacatezza delle acque torbide e dolci che sembravano aver fermato il tempo. E invece il tempo era andato avanti, impassibile ed era in un baleno arrivato il momento di godere di un tramonto acceso, abbagliante, che sembrava quasi volerci risvegliare da quello stato di calma in cui eravamo sprofondati in quel mercato fuori dal mondo e dal tempo che conoscevo. E mentre chiacchieravo con un abile e anziano cacciatore di coccodrilli che mi raccontava delle sue avventure al limite del credibile, arrivò il buio, d’un colpo.

E se il buio solitamente confonde le idee, finalmente quella sera mi fu tutto chiaro. La luna splendeva al contrario di come ero abituato a vederla, ed era impressionante, bellissima.

Per festeggiare la soluzione del mistero, mi concedetti il dolce che spopolava quella sera tra le bancarelle sull’acqua, una composta di banane e cocco, avvolta in una foglia di banano. Ecco la ricetta che mi hanno lasciato:

Ingredienti per 4 persone

  • 350 g di banane
  • 120 ml di latte di cocco
  • 60 g di farina di riso
  • 80 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 200 g di scaglie di cocco
  • foglie di banano

Preriscaldate il forno a 150 °C. Sbucciate le banane e insieme agli altri ingredienti lavorateli con un frullatore (ad immersione) fino ad ottenere un impasto dalla consistenza dura. Tenete da parte alcune scaglie di cocco per uso decorativo. Fate cuocere l’impasto in una teglia da forno o una tortiera rivestita di carta da forno per ca. 20 minuti. Per formare dei piccoli coni, tagliate le foglie di banano a quadrati (ca. 10 x 10 cm) arrotolatele e fissatele con uno spiedino per cocktail o uno stuzzicadente. Una volta che l’impasto è cotto, inseritelo nei piccoli coni di foglie di banano (o in piccole ciotole), cospargete con le scaglie di cocco e servite.

Tutti possono scrivere su Magic Blitzen: racconta qui la tua storia di Natale