Categoria: America del Nord

Il Natale in America del Nord

Christmasween

In Alaska il gelo mi prendeva gli occhi, il naso, la bocca e le mani. Era splendido il candore della neve che non si interrompeva mai e il Natale sembrava aver trovato la sua casa in questa terra magnetica e gelida che offriva il riverbero ideale alle decorazioni e una strana luce densa nel cielo. Dopo aver mangiato qualche frittella con lo sciroppo d’acero in una locanda realizzata interamente in legno, corsi per strada richiamato dal suono dei canti di Natale. La dolcezza, l’innocenza e l’allegria delle loro voci mi riempirono il cuore e non sentivo più il freddo mentre seguivo quella piccola processione di bambini che tenevano in mano bastoni con grandi stelle colorate sulla punta. Cantavano e andavano di casa in casa chiedendo dolci, biscotti e caramelle. Qualcosa dentro di me si risvegliò… somigliava tanto a quella serata americana di Ottobre… ma a Natale niente scherzetto, le streghe sono in vacanza.

 

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L’erba dei magi

Ho visto piccole case coloratissime sulla costa e poi d’improvviso enormi grattacieli. E mi chiedevo se lo avevano fatto davvero per guadagnare spazio oppure per vedere più da vicino quel cielo così azzurro da sembrare un mare d’aria. La festa, il Natale, era già tutto intorno a me, in un sogno portoricano di musiche, canti, balli e colori. Gruppi di Trullas, mi han detto di chiamarsi così quei festosi musicisti, andavano di casa in casa suonando i ritmi tradizionali, le Parrandas, come a svegliare la gente, urlando la festa a suon di musica. Questa terra, che fu spagnola, porta ancora addosso i segni di un colonialismo antico ma tutt’oggi presente, in un angolo di mondo incredibilmente latino. Il 24 di Dicembre la festa è grande e a pranzo mi vengono offerti fagioli neri con riso, pollo e maiale asado (arrosto), morcillas e pasteles, le mie preferite e per finire, un dolce a base di risoSan Juan tradisce un’anima festosa e allegra che mi accompagna tutta la giornata in un turbinio di canti e balli tradizionali fino al tramonto. E qui viene il bello.

Vedo le persone prendere dell’erba, verdissima e portarla a casa. Curioso e affascinato, chiesi allora la ricetta della tisana che avrebbero preparato, magari per digerire tutto quello che avevamo mangiato. E come risero alla mia richiesta! L’erba serviva ai Re Magi, che sarebbero passati per le case, la notte. Magari avrebbero avuto bisogno di rifocillarsi un po’ e bere dell’acqua, ecco perché sotto ai letti dei bambini venivano posati un bicchiere e un po’ d’erba. E mentre mi chiedevo come mai i Re Magi mangiassero l’erba e il mio pensiero si spostava sui loro cammelli… una signora mi lasciò la ricetta delle pasteles, che tanto mi erano piaciute.

Per la pasta: 150 g di farina bianca, un uovo, 40 g di burro, sale

Per il ripieno: 100 g di carne di maiale magra macinata, 50 g di prosciutto cotto tritato finemente, 30 g di burro, un bicchierino di marsala, un tuorlo d’uovo, una tazza di béchamel, sale e pepe, farina e burro

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, mettete nel centro il burro fuso a lieve calore e l’uovo leggermente sbattuto con un pizzico di sale. Lavorate la pasta solo quanto basta per formare un impasto al quale darete la forma di una palla, che lascerete riposare per un’ora in una terrina, coperta con un tovagliolo. Fate sciogliere in una casseruola 30 g di burro, unite la carne, sale e pepe e lasciatela rosolare per 10 minuti a fuoco moderato, quindi unite il prosciutto tritato, il marsala e rigirate. Togliete dal fuoco e aggiungete il tuorlo d’uovo, lavorando bene l’impasto con il cucchiaio di legno, quindi unite la béchamel continuando a mescolare. Imburrate e infarinate leggermente 10-12 formine di circa 6 cm di diametro; stendete l’impasto in modo da ottenere una sfoglia sottile che ritaglierete con un bicchiere in un numero di dischi doppio delle formine. Con metà dei dischi foderate le formine, quindi versate in ognuna una parte del composto e coprite con l’altra metà dei dischi, ripiegando verso l’interno il bordo di pasta. Passate in forno già caldo (180 °C) per circa 15 minuti, fino a che la pasta sarà dorata. Da mangiare sia calde sia fredde.

pasteles

 

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“Santa e mitragliatrici”

Puzzle, bambole, macchinine, cavalli a dondolo, granate, mitragliatrici, fucili d’assalto, lanciafiamme. Vi sembra uno strano mix? Anche a me. Ma in Arizona, si gioca con fuoco anche a Natale.

Convinti sostenitori della pubblica utilità della personale detenzione delle armi da fuoco, una delle popolazioni più a sud degli USA, affolla ogni anno l’Arizona Scottsville Gun Club per partecipare all’evento locale “Santa e Mitragliatrici” che prevede la tradizionale foto di famiglia con un uomo vestito da Babbo Natale e alcune armi scelte da un arsenale di tutto rispetto. Adulti, bambini, anziani e neonati vengono assistiti da elfi armaioli che indicano la migliore posa per sorreggere gli armamenti scelti.

Non ci fu invenzione più lontana dal Natale che questa nella lontana Arizona.

 

The majestic Monument Valley in winter

The majestic Monument Valley in winter

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