Categoria: Babbo Natale

Tutto quello che c’è da sapere su Babbo Natale: dove abita Babbo Natale, la storia di Babbo Natale, Babbo Natale esiste

Ecco perché Babbo Natale è ancora in vacanza (e noi no)

Quando si parla di lavori stagionali di solito ci si riferisce a professioni che hanno a che vedere con sport invernali o estivi e turismo. Ma anche il lavoro di Babbo Natale lo è!
Sebbene non si metta all’opera come noi il 24 dicembre quando corriamo senza fiato tra un negozio e l’altro alla ricerca sfrenata di regali, gode di un lungo periodo di bassa stagione che va  dal 21 marzo al 21 settembre. Primavera ed estate sono infatti stagioni di riposo nella casa più calda del Polo Nord dove Santa e i suoi aiutanti approfittano della lontananza del Natale per ricaricarsi e organizzarsi per l’anno in arrivo.

Ma cosa fa durante le vacanze?
La fotografa americana Mary Beth Koeth ha firmato un progetto nel quale racconta la stagione estiva di Babbo Natale tra hobby, tuffi in piscina, qualche buon film e tanto relax.

Per farlo ha inseguito i Babbo Natale di professione, ancora in vacanza prima di un intenso periodo fatto di regali, bambini e decorazioni.

E se state pensando che Babbo Natale sia un pigrone, vi sbagliate di grosso.
Gli elfi raccontano che le sue attività preferite durante le vacanze estive sono imparare a costruire i giocattoli più nuovi, andare a trovare i bambini in incognita per vedere se stanno facendo tutti i compiti delle vacanze e addestrare le renne a volare sempre più in alto.

E poi sì, avete visto bene. Ama suonare il piano!

 

Tutti i Babbo Natale del Mondo si sono trovati in Danimarca. Ecco com’è andata

Se per la gran parte di noi il Natale è lontano, per Magic Blitzen, Babbo Natale, le altre renne e i suoi aiutanti… è dietro l’angolo. Doni da costruire, addobbi, biscotti e magia da distribuire nel Mondo sono ogni anno un impegno intensissimo, che lascia poco spazio alle vacanze dei protagonisti della festa. Generosi e precisi, vogliono assicurarsi che anche questo Natale riempia il cuore di ognuno di noi e come farlo se non organizzandosi?

Come ogni anno, il 27 luglio sono convocati a Bakken, in Danimarca, tutti i Babbo Natale del Mondo: invitati a incontrarsi e conoscersi al “World Santa Claus Congress, sono chiamati a entrare sin da ora nel pieno spirito del Natale, così da poter rappresentare al meglio il vero Babbo Natale in tutte le città e i paesi del Mondo.

Parate, eventi, spettacoli e concerti hanno animato la cittadina danese con l’obiettivo di celebrare appieno lo spirito del Natale. L’incursione di qualche “Mamma Natale” è il segno dello spirito del raduno, aperto a tutti quelli che desiderano diffondere la gioia del nostro celebre Babbo. L’idea del congresso, giunto alla sessantesima edizione, venne al professor Tribini, un leggendario animatore del parco di Bakken convinto che si debba festeggiare il Natale più di una volta all’anno.

L’idea piacque tantissimo a Santa, che pensò bene che il raduno fosse anche una buona occasione per concedersi un bagno in mare nella nordica spiaggia di “Bellevue”.

I 125 Babbo Natale presenti al congresso mondiale di quest’anno hanno atteso l’evento nel pieno rispetto della tradizione, rendendosi come sempre disponibili nell’aiutare Santa Claus nel difficile compito di capire quali bambini si sono comportati bene e quali no.

Fonti molto vicine al Polo Nord affermano infatti che Santa si avvale di abili collaboratori, capaci di segnalare le marachelle così come i più generosi gesti d’amore. Presenti anche in oriente, questi speciali inviati di Babbo Natale non lasceranno niente al caso neanche quest’anno. Bambini avvisati….

Se volete visitare i luoghi del raduno e fare il bagno a Bellevue come Santa, cercate dettagli e info su visitdenmark.it!

L’album di foto di Babbo Natale, dal XIII al XX secolo

La storia iconografica di Babbo Natale è molto antica: le prime immagini di Babbo Natale risalgono al 1200 dC. Ecco come è cambiata l’immagine di Babbo Natale nel corso dei secoli

Le pubblicità degli anni ’30 di CocaCola firmate dall’illustratore Haddon Sudblom hanno segnato una svolta epocale per la rappresentazione di Santa Claus: da lì in poi non si è più abbandonata l’idea di un nonnino paffutello con gli occhiali piccoli, la pancia grande e gli occhi generosi.

Ma l’album di immagini di Babbo Natale ha una storia molto antica e per trovarne le origini, dobbiamo andare nel lontano 1294, nel quale ritroviamo St. Nicholas, un antico santo greco del IV secolo, nominato poi Sinterklaas dal dialetto olandese. Si raccontava che questo santo avesse l’abitudine di sorprendere le persone con doni inaspettati, come le monete nelle scarpe lasciate fuori dall’uscio di casa ed era il santo patrono protettore dei bambini.
Qui è rappresentato in una sacra icona russa del 1294.

Ci spostiamo nel XVII secolo, in Inghilterra, per ritrovare Babbo Natale rappresentato come Father Christmas, l’evoluzione della tradizione folcloristica del Dio Woden e personificazione dello spirito del Natale.
(The Examination and Tryal of Father Christmas,1686)

L’America del 1800 vede esplodere la figura di Babbo Natale grazie alla copiosa presenza di coloni olandesi che influenzarono la cultura nascente del “nuovo mondo” tanto da far sì che New York venisse spesso chiamata New Amsterdam. E in questo contesto, St. Nicholas venne nominato patrono della città grazie all’influenza di Jhon Pintard, il fondatore della New York Historical Society che ne commissionò un ritratto all’artista Alexander Anderson.

Siamo nel 1863 e il fumettista Thomas Nast disegna Babbo Natale su un numero di Harper’s Weekly, rappresentandolo nell’illustrazione “A Christmas Furlough”. Qui inizia a somigliare al Santa Claus che conosciamo noi: nelle illustrazioni successive compariranno elementi come il Polo Nord, un laboratorio per costruire giocattoli e il libro dei bambini bravi e cattivi.

Nel 1864 invece, appare nelle illustrazioni del racconto A Visit from St. Nicholas di Clement Moore… pare che a quei tempi si vestisse di giallo!

Nel 1868 viene ritratto dalla campagna pubblicitaria Sugar Plums dove appaiono le renne, ma mancano i pantaloni.

Nel 1881 Thomas Nast lo raffigura nuovamente in “Merry Old Santa” e Babbo Natale appare così su Harper’s Weekly.

1902, l’australiano Frank A. Nankivell lo raffigura per la cover di Puck… che rubacuori!

Qui siamo nel 1906 e in Canada lo ritraggono con un abbigliamento inconsueto.

Eccolo nel 1913 in copertina di Boy’s Life, ritratto da Norman Rockwell poco prima che scoppiasse la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1914 appare in questa illustrazione giapponese, intento a riempire le calze appese al camino.

Il 1918 è tempo di propaganda. Eccolo apparire in un manifesto della U.S. Food Administration. Educational Division, Advertising Section.

1920, Saturday Evening Post. Norman Rockwell lo ritrae come un “uomo”, lontano dagli eccessi fumettistici del passato.

Siamo nel 1930 e in Australia, Babbo Natale appare così.

1942, tempo di guerra. In America viene ritratto in raffigurazioni tematiche. Ma noi che lo conosciamo, sappiamo che in guerra non è mai stato.

                           

Da qui in poi le immagini lo vedono ritratto come il Santa Claus che conosciamo noi, talvolta anche fotografato o ripreso al Polo Nord!

 

Babbo Natale, la vera storia

I bambini lo sanno, Babbo Natale vive al Polo Nord, è un omone grosso, con una lunga barba bianca, buono, che porta i regali ai bimbi buoni.
Ma Babbo Natale ha una storia lunga centinaia di anni e si mescola con la leggenda con fascino e magia.
Forse non sapevate bambini che Babbo Natale nasce sulle rive del Mediterraneo, ha camminato fino all’Europa del Nord e arrivato nel nuovo mondo ha trovato la sua immagine definitiva che è arrivata in tutti gli angoli della Terra.

La Storia di San Nicola

San Nicola, vescovo di Myra, città turca oggi chiamata Demre, era considerato protettore dei bambini.  Dopo la morte (avvenuta il 6 di dicembre di un anno imprecisato alla metà del IV secolo), la figura del santo divenne popolarissima tra tutti i cristiani, grazie anche ai tanti miracoli che gli furono attribuiti.
Le leggende su San Nicola sono diverse, la prima racconta che San Nicola salva tre ragazze da un destino infelice facendo recapitare al padre dei sacchi pieni d’oro per salvarsi dai debiti, la seconda, un po’ più spaventosa bambini (se siete piccolini non leggete!) racconta che il proprietario di una locanda aveva ucciso tre giovani ragazzi, fatti a pezzi e messi sotto sale, servendoli ai commensali come prelibata carne. San Nicola scoperto il delitto resuscitò le vittime!
Per questo diventò patrono dei bambini. *

Da san Nicola a Santa Claus

Come ha deciso San Nicola di spostarsi al Polo Nord e poi di diventare simbolo della festa del Natale?
Per molti anni San Nicola si festeggiva il 6 di Dicembre, come avviene tuttora in alcune zone del Nord Europa, ma anche in Italia.
Con il tempo alcune caratteristiche tipiche dei festeggiamenti pagani esistenti si mescolarono con quelle religiose, così come alcuni tratti delle divinità pagane vennero attribuite a San Nicola: da Odino a Saturno, entrambi rappresentati con la barba lunga bianca, capaci anche di vloare. San Nicola era anche incaricato di sorvegliare i bambini perché facessero i buoni e dicessero le preghiere.
Nel Cinquecento però la riforma protestante abolì il culto dei santi in Nord Europa e così, come si legge bella biografia di Babbo Natale scritta da Bowler, si sollevò un grande problema: “A chi far portare i doni ai bambini?”. In alcuni casi il compito di portare i regali fu dato a Gesù Bambino, spostando la data al 25 di Dicembre. Ma Gesù Bambino era troppo buono, non avrebbe mai portato il carbone, né avrebbe minacciato i bimbi cattivi. Così iniziarono ad arrivare figure di sostegno.

I folletti della Germania

Nel mondo tedesco arrivarono dai boschi alcune figure, dei folletti anche un po’ malefici, i Krampus (aiutanti di San Nicola), poiRu-klaus (Nicola il Rozzo), Aschenklas (Nicola di cenere) o Pelznickel (Nicola il Peloso). Erano loro a garantire che i bambini facessero i buoni, minacciando punizioni come frustate o rapimenti.
Come vedete, anche in questi personaggi si può intravedere qualcosa di Babbo Natale….

San Nicola va in America

Gli immigrati nordeuropei portarono con loro queste leggende nelle colonie del niovo mondo. Nell’Ottocento leggiamo i primi racconti di poeti e scrittori che recuperarono anche la leggenda di san Nicola.
Leggiamo di un San Nicola con un carro volante in un libro di Washington Irving,  poi fu la volta di un libretto anonimo in versi, The Children’s Friend, con la prima vera apparizione di Santa Claus, associato al Natale “ma privato di qualsiasi caratteristica religiosa, e vestito nelle pellicce tipiche dei buffi portatori di doni germanici”, spiega Bowler nella sua biografia. Questo Santa porta doni ma infligge anche punizioni ai bambini cattivi, e il suo carro è trainato da una sola renna.
Le renne diventano otto e il carro diventa una slitta nella poesia A Visit From St. Nicholas, scritta nel 1822 da Clement Clark Moore per i suoi figli ma diventata subito “virale”. Per molti decenni Santa Claus viene rappresentato con varie fattezze e con vestiti di varie forme e colori.
Solo verso la fine del secolo, grazie soprattutto alle illustrazioni di Thomas Nast, grande disegnatore e vignettista politico, si impone la versione “standard”: un adulto corpulento, vestito di rosso con i bordi di pelliccia bianca.

Babbo Natale illustrazione

Babbo Natale illustrazione ‘Santa’s Portrait’ byThomas Nast, published in Harper’s Weekly, 1881]

Babbo Natale torna in Europa

A un certo punto Santa Claus torna a casa, con nomi diversi Père Noel, Father Christmas, Sinterklaas e così via. C’è chi ci crede o no. Chi ci vede solo l’espressione del consumismo e chi invece, anche da grande, la notte di Natale alza gli occhi verso le stelle nella speranza di vedere una luce veloce scappare a suon di campanelli.

La Storia di Babbo Natale: la leggenda raccontata in un film

Qualcuno di voi ricorderà questo film degli anni 80 che racconta la storia di Babbo Natale.
Molte centinaia di anni fa un anziano falegname di nome Claus viveva con la moglie in un villaggio: a lui piaceva molto lavorare il legno e costruire giocattoli da donare ai bambini del villaggio e di quelli vicini il giorno di Natale. La notte di Natale insieme alla moglie Anya con la sua piccola slitta e due renne, Donner e Blitzen attraversava il bosco per raggiungere i villaggi vicini. Una notte di tormenta e bufera la slitta si rovescia e Claus e la moglie perdono i sensi. Al risveglio si ritrovano circondati da alcuni strani ometti che rivelano di essere elfi: stupiti i due vecchietti scoprono di essere al Polo Nord. La profezia, di cui tanto avevano sentito parlare, si era avverata: un anziano signore riceve il dono e l’onere di diventare Santa Claus, ovvero Babbo Natale. Da allora la coppia di vecchietti con l’aiuto di tutti gli elfi portano la gioia a tutti i bambini del mondo.
A distanza di centianaia di anni ci ritroviamo ai giorni nostri. Babbo Natale è sempre preso dai preparativi per la notte di Natale affiancato da una squadra di elfi sempre più organizzata. Patch, un elfo creativo e esuberante, dopo aver perso il posto di assistente di Babbo Natale decide di lasciare il Polo Nord! Deluso dal trattamento di Babbo Natale e pieno di velleità inizia a vagare per il mondo ritrovandosi presto a New York: abbagliato dalle possibilità di fama e successo inizia a produrre giocattoli inizia a lavorare per u malvagio industriale di nome BZ che produce giocattoli di scarsa qualità e vuole arricchirsi sempre di più sfruttando la magia degli elfi. Babbo Natale, con l’aiuto di due bambini, Joe e Cornelia riuscirà a salvare Patch e il Natale!

A Visit from St.Nicholas, la prima poesia su Santa Claus

A Visit from St. Nicholas

La poesia A visit from St.Nicholas è una delle poesie natalizie più lette al mondo

La poesia oltre a essere una delle poesie di Natale più famosa, rappresenta un “tassello” molto importante nell’evoluzione della figura di quello che ora chiamiamo Babbo Natale.
Questa infatti è la prima poesia che sancisce in maniera definitiva le date in cui Babbo Natale porta i doni (la notte del 24-25 Dicembre e non il 6 di Dicembre, giorno di San Nicola) e influenzerà tutta l’iconografia successiva: la presenza di 8 renne, la fisicità, il carattere buono.

A Visit from St. Nicholas by Clement Clarke Moore 

‘Twas the night before Christmas, when all through the house
Not a creature was stirring, not even a mouse;
The stockings were hung by the chimney with care,
In hopes that St. Nicholas soon would be there;
The children were nestled all snug in their beds;
While visions of sugar-plums danced in their heads;
And mamma in her ‘kerchief, and I in my cap,
Had just settled our brains for a long winter’s nap,
When out on the lawn there arose such a clatter,
I sprang from my bed to see what was the matter.
Away to the window I flew like a flash,
Tore open the shutters and threw up the sash.
The moon on the breast of the new-fallen snow,
Gave a lustre of midday to objects below,
When what to my wondering eyes did appear,
But a miniature sleigh and eight tiny rein-deer,
With a little old driver so lively and quick,
I knew in a moment he must be St. Nick.
More rapid than eagles his coursers they came,
And he whistled, and shouted, and called them by name:
“Now, Dasher! now, Dancer! now Prancer and Vixen!
On, Comet! on, Cupid! on, Donner and Blitzen!
To the top of the porch! to the top of the wall!
Now dash away! dash away! dash away all!”
As leaves that before the wild hurricane fly,
When they meet with an obstacle, mount to the sky;
So up to the housetop the coursers they flew
With the sleigh full of toys, and St. Nicholas too—
And then, in a twinkling, I heard on the roof
The prancing and pawing of each little hoof.
As I drew in my head, and was turning around,
Down the chimney St. Nicholas came with a bound.
He was dressed all in fur, from his head to his foot,
And his clothes were all tarnished with ashes and soot;
A bundle of toys he had flung on his back,
And he looked like a pedler just opening his pack.
His eyes—how they twinkled! his dimples, how merry!
His cheeks were like roses, his nose like a cherry!
His droll little mouth was drawn up like a bow,
And the beard on his chin was as white as the snow;
The stump of a pipe he held tight in his teeth,
And the smoke, it encircled his head like a wreath;
He had a broad face and a little round belly
That shook when he laughed, like a bowl full of jelly.
He was chubby and plump, a right jolly old elf,
And I laughed when I saw him, in spite of myself;
A wink of his eye and a twist of his head
Soon gave me to know I had nothing to dread;
He spoke not a word, but went straight to his work,
And filled all the stockings; then turned with a jerk,
And laying his finger aside of his nose,
And giving a nod, up the chimney he rose;
He sprang to his sleigh, to his team gave a whistle,
And away they all flew like the down of a thistle.
But I heard him exclaim, ere he drove out of sight—
“Happy Christmas to all, and to all a good night!”

Forse non ti sei mai chiesto cosa fa Babbo Natale d’estate! Ecco le foto!

cosa fa Babbo Natale d estate (4)

L’estate di Babbo Natale e dei suoi piccoli aiutanti non è fatta solo di regali da preparare, letterine da leggere e liste di buoni e cattivi! Ecco come passa Babbo Natale l’estate

In estate Babbo Natale e gli elfi sono ovviamente occupati a prepararsi per il prossimo Natale: monitorare il comportamento dei bambini per stilare le liste dei buoni e dei cattivi, progettare e costruire nuovi giocattoli, tenere le renne allenate, ma diciamo che ancora hanno molti mesi davanti per tutte queste cose e quindi si concedono il lusso di riposare un po’.
cosa fa Babbo Natale d estate (4)

Il tempo di libero di Babbo Natale

Babbo Natale e gli elfi passano un sacco di tempo all’aria aperta nella bellissima natura della Lapponia, si godono il sole a mezzanotte, passeggiano nei boschi e vanno anche a pescare.
Se volete sapere una curiosità Babbo Natale va a pescare ma non pesca mai un pesce! E no, non è che non sia capace, è che né lui né gli elfi hanno intenzione di cacciare gli animali! Quindi vanno a pescare senza amo 🙂 Babbo Natale ama troppo gli animali per poterli uccidere!
Babbo Natale va a pescare semplicemente per sedersi in una barca fuori su un lago, sulla riva del lago o sulla riva del fiume e godersi la quiete della foresta della Lapponia circostante: un momento per ricordare i suoi viaggi e le persone che ha conosciuto grazie al suo “lavoro”. Intanto si porta le lettere dei bambini da leggere, che gli scrivono tutto l’anno!

cosa fa Babbo Natale d estate (4)

Babbo Natale passa il suo tempo libero estivo nella natura: si tuffa nei laghi ghiacciati, suona l’ukulele e ogni tanto schiaccia un pisolino: il giorno in Lapponia è molto lungo durante l’estate e non è facile dormire “di notte”!

Apre il SantaPark!

D’estate Babbo Natale ha deciso di tenere aperto il suo rifugio preferito, il SantaPark, appena fuori dalla città di Rovaniemi.Il parco è aperto durante la stagione natalizia, ma Santa ha deciso di aprirlo anche in estate così i bambini possono visitarlo e incontrare i suoi pazzi elfi anche fuori stagione.
Il 17 Giugno apre il SantaPark e tiene aperto tutti giorni tranne la domenica, fino al 10 Agosto.
Dopo tanto tempo è stata riaperta la scuola per elfi! Sì, avete capito bene una scuola per diventare elfi di Babbo Natale e sarà proprio all’interno del SantaPark. Purtroppo non abbiamo dettagli sul programma delle lezioni: è tutto segreto! Ma le iscrizioni alla Scuola di Elfi del SantaPark sono ancora aperte! 😉

 

Qual è il vero Babbo Natale?

Qual è il vero Babbo Natale?

Babbo Natale, Santa Claus, Père Noel, Saint Nicolas, Sinterklaas… qual è il vero Babbo Natale?

La risposta è semplice. Lo sono tutti. Hanno abiti diversi, hanno nomi diversi, ma rappresentano tutti Babbo Natale, nei vari paesi del mondo.

Il vero Babbo Natale

Negli Stati Uniti d’America Babbo Natale porta un abito rosso, ornato di pelliccia bianca, un cappuccio rosso, lucidi stivali neri, si fa chiamare Santa Claus.
In Francia invece, è chiamato Père Noel, è completamente diverso da quello che conosciamo bene grazie ai film di Natale: Père Noel è alto, magro, porta una lunga veste rossa, un cappuccio di pelo e… non non ci crederete mai, cammina su zoccoli di legno molto molto rumorosi!
In Svizzera c’è Saint Nicolas! Saint Nicolas porta un abito da vescovo con una lunga tonaca bianca. Porta biscotti e mandarini ai bambini buoni e… un frusta a quelli cattivi! Un po’ truce vero?
Ma tutti incarnano la magia del Natale! Babbo Natale, comunque viene chiamato, è l’uomo più atteso dell’anno per tutti i bambini.

 

Cosa fanno le renne d’estate e la verità su quelle di Babbo Natale

Quando pensiamo alle renne, le immaginiamo sbucare da una foresta innevata, trainare la slitta di Babbo Natale e brucare lentamente nella neve, buffe e dolci allo stesso tempo. Ma cosa fanno in estate?

Nonostante Finlandia, Lapponia e il Polo Nord in generale non siano luoghi in cui le temperature superano facilmente i 10°, le renne e gli altri animali che popolano queste regioni estreme, devono fare i conti con lo scioglimento della neve e cambiare radicalmente le abitudini assunte durante l’inverno e… crescere un po’.
Renne d'estate

Primavera ed estate sono infatti i momenti ideali per queste creature per approfittare del risveglio della tundra, solitamente coperta da un manto di neve con la conseguente mancanza di vegetazione. L’abbondanza di cibo facilmente reperibile porta le renne a mangiare oltre 350 tipi di erbe e vegetali differenti, capaci di mettere in forze gli esemplari adulti e far crescere i piccoli nati, che imparano molto velocemente di quali piante cibarsi e raggiungono buone dimensioni prima dell’arrivo delle temperature rigide dell’inverno. Ma la cosa più stupefacente, riguarda proprio la crescita delle loro corna: 2 cm al giorno è ritmo di crescita che consegna alle corna delle renne il primato mondiale!

Renne autunno

Ma oltre a brucare più cibo possibile, le renne in estate subiscono un vero e proprio cambiamento fisico. Partendo dalla prevedibile muta del pelo, che le rende un po’ spelacchiate e dotate di un manto leggero, pronto a ricrescere nel mese di agosto, cambiano addirittura il colore degli occhi! Durante l’inverno infatti, le renne hanno occhi caratterizzati da un colore blu intenso, che durante l’estate lascia il posto a un giallo dorato. Come possiamo spiegare questo fenomeno? Lo scienziato Glenn Jeffery, dopo aver studiato il fenomeno per molti anni, ha spiegato che gli occhi delle renne sono dotati di una sorta di rete riflettente, che le aiuta a monitorare tutti i movimenti attorno a loro. Il caratteristico colore dorato, è accentuato dai riflessi prodotti da questa particolare conformazione, che vengono persi durante l’inverno. A causa del buio infatti, le renne sono costrette a forzare la vista, dilatando prolungatamene le pupille. Questa reazione, provoca una leggera ostruzione dei microvasi che irrorano gli occhi, modificandone il colore dell’iride (leggete qui per approfondire).

E le renne di Babbo Natale?

Prima di tutto, è bene ripassare i loro nomi, con questa filastrocca:

Le renne di Babbo Natale/Non solo fanno la slitta volare/e in ciel galoppano senza cadere/Ogni renna ha il suo compito speciale/per saper dove i doni portare/Cometa chiede a ciascuna stella/Dov’è questa casa o dov’è quella./Fulmine guarda di qui e di là/Per sapere se la neve verrà./Donnola segue del vento la scia/Schivando le nubi che sbarran la via./Freccia controlla il tempo scrupoloso/Ogni secondo che fugge è prezioso./Ballerina tiene il passo cadenzato/Per far che ogni ritardo sia recuperato./Saltarello deve scalpitare/Per dare il segnale di ripartire./Donato è poi la renna postino/Porta le lettere d’ogni bambino./Cupido, quello dal cuore d’oro/Sorveglia ogni dono come un tesoro.

E Rudolph? Beh, la più famosa di tutte le renne di Babbo Natale si unì per ultima al gruppo! Santa Claus la scelse perché il suo naso rosso luminoso era perfetto per fare luce alla slitta nelle notti artiche. I nomi delle renne di Babbo Natale sono comparsi per la prima volta nel 1823 nella poesia a Visit from St.Nicholas  dove venivano indicate così: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder (o Donner) e Blitzen… vi ricorda qualcosa?

Ora che abbiamo ricordato i loro nomi, possiamo iniziare a immaginarle nella primavera artica. Babbo Natale ama lasciarle libere di brucare e riposarsi, in modo che possano prepararsi al meglio al volo di Natale. Ma se come noi siete molto curiosi di vedere cosa stanno facendo in questo momento, guardatele qui: https://reindeercam.com/2016/11/24/11-24-16-t-day-santa/ !

Babbo Natale è in collegamento ogni giorno dal Polo Nord e la webcam ci mostra proprio il recinto delle sue renne! Guardate come sono carine…

Foto @Santatelevision.com

 

 

 

Se i quadri potessero parlare di Santa

Cosa succederebbe se Babbo Natale entrasse nei grandi classici dell’arte? Ed Wheeler, artista e fotografo è diventato Santa Claus in rivisitazioni irriverenti e ironiche dei quadri più celebri, irrompendovi con un alto tasso di spirito natalizio con il progetto Santa Classics.

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E così Santa è vitruviano, impressionista e molto altro ancora… godetevi la gallery e se vi appassionate, è disponibile l’e-shop!

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Lettera a Babbo Natale: il regalo di Poste Italiane per tutti i bambini

Poste Italiane ha preparato una sorpresa per tutti i bambini: il Natale 2016 riceveranno un regalo direttamente da Babbo Natale!

Caro Babbo Natale… quest’anno, vorrei…
Vi abbiamo raccontato tutti i modi per mettervi in contatto con lui e fare richiesta dei doni per questo Natale: dall’indirizzo di casa al Polo Nord, telefonargli, mandargli una email, scrivergli su Twitter (eh sì Babbo Natale è super social!)… lo avete fatto?
Bene, ora è arrivato il momento di utilizzare un mezzo di posta nostrano, che ha dedicato al Natale 2016 un’iniziativa speciale!

Poste italiane: la lettera a Babbo Natale

Tutti i bambini, dagli zero ai vent’anni (sìsì, avete letto bene, 20 anni :)) potranno inviare la loro lettera tramite un form su un sito che Poste Italiane ha creato apposta già da qualche anno. Le indicazioni sono molto semplici e arrivano direttamente da Santa
Cari mamma e papà… Oh oh oh sta per arrivare il Natale!
Non vedo l’ora di leggere le letterine dei vostri bimbi… Compilate i campi qui sotto, e manderò loro un piccolo regalo tutto speciale!”
E vi assicuriamo il che il regalo arriverà! Una piccola mascotte di Babbo Natale vi verrà a trovare e i vostri bambini saranno super felici: quando ti capita di poter ricevere una risposta direttamente da Babbo Natale?

E le letterine spedite a indirizzi sbagliati?

L’indirizzo giusto di Babbo Natale è questo 325 S. Santa Claus Lane, North Pole, AK 99705 ma ci sono in giro altri indirizzi, alcuni sono caselle postali extra che Babbo Natale usa come punti di raccolta sparsi per il mondo ma ci sono molti bambini che una volta scritta la letterina la imbucano con indirizzi fantasiosi: “Casa di Babbo Natale” “Per Babbo Natale in Lapponia” “Per Babbo Natale nel Polo Nord”… non preoccupatevi! Queste letterine non vengono perse!
Poste Italiane si impegna a recapitare a Babbo Natale tutte le letterine e così questi bambini riceveranno i regali come richiesto!

Il form sul sito di Poste Italiane nella pagina dedicata alle lettere a Babbo Natale è questo. Forza, scrivete! Le letterine, non bastano mai!
Se volete telefonare a Babbo Natale o mandargli una email leggete invece qui!

5 modi (+1) per metterti in contatto con Babbo Natale

La sorpresa per i bimbi di tutte le età… Babbo Natale ha un video per te!

La magia del Natale, la voglia di avere il cuore caldo nella neve fredda, il sogno di vedere almeno una volta Babbo Natale, magari beccandolo in fragrante la notte di Natale con il suo sacco pieno di regali. Chi non ha mai provato a stare sveglio tutta la notte nella speranza di intercettare l’avvento del caro vecchio con la barba bianca?
Ora quel desiderio è almeno parzialmente realizzabile!
Per i bambini e per chi bambino lo è nell’animo, ecco una buona idea che arriva direttamente dal Polo Nord!

Sul sito https://www.portablenorthpole.com/en/ infatti, potrete far preparare a Babbo Natale dei simpaticissimi auguri personalizzati, che potranno poi essere visti in un divertentissimo video. Dagli zero ai 12 anni lo stupore è assicurato e per tutti gli altri… anche!
Del resto è proprio questo il momento dell’anno perfetto per fare piccoli gesti per gli altri. E voi, a chi dedicherete questa bella sorpresa?

La festa di Santa Lucia

Santa Lucia tradizioni

Il Natale è solitamente collegato a Babbo Natale ma in tanti paesi del Nord Italia, ma anche del Nord d’Europa, è invece Santa Lucia a portare i regali ai bambini: Santa Lucia si festeggia il 13 Dicembre e a lei sono collegate tradizioni e leggende molto particolari

La storia di Santa Lucia

Lucia è una giovane donna che viveva in Sicilia nel IV secolo, fidanzata e destinata a sposarsi come tutte le ragazze dell’epoca. Durante una brutta malattia della sua mamma Lucia si reca a Catania, sulla tomba di Sant’Agata, pregando la santa per la guarigione della madre. La Santa le appare e le predice una vita di sacrifici e il martirio.
Lucia torna a casa e trova la mamma guarita, decide quindi di dedicare la sua vita ai poveri come le era stato detto dalla Santa e inizia a passare il suo tempo nelle catacombe, con una corona di candele in testa. Il fidanzato però non capisce questa sua vocazione e decide di vendicarsi: denuncia la povera donna di essere cristiana e in un periodo di forti persecuzioni sotto l’Imperatore Diocleziano la pena è la tortura e la morte.Torturata, picchiata, bruciata con il fuoco e la pece bollente, Lucia è sempre irremovibile e ribadisce la sua fede fino a che non viene condannata a morte. In punto di morte predice a Diocleziano un futuro funesto e nel giro di pochi hanno la sua profezia si avvera: Diocleziano muore e le persecuzioni verso i cristiani.

La leggenda di Santa Lucia: gli occhi

Lggenda popolare, ma priva di ogni fondamento, è l’episodio in cui Lucia si strappa gli occhi (o le vengono cavati) che miracolosamente le ricrescono ancora più belli di prima. Il simbolo degli occhi nelle raffigurazioni religiose, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da Lux, luce).

Le tradizioni di Santa Lucia

In alcune regioni del nord Italia, come il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l’Emilia e il Veneto esiste una tradizione legata alla Santa, il 13 dicembre, giorno della sua morte. I bambini le scrivono una letterina, dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l’anno, e chiedendo in regalo dei doni. Preparano del cibo e delle carote sui davanzali delle finestre, per attirare la Santa e il suo asinello e poi vanno a letto perché se la Santa arriva e li trova alzati lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi e li acceca.
In Svezia e in Danimarca è abitudine che la mattina del 13 dicembre la figlia primogenita si vesta con una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, porti caffè, latte e dolci ai famigliari ancora a letto, accompagnata dalle sorelle più piccolo vestite con tunica e cintura bianche.

Pupazzo di neve, poesia

Pupazzo di neve, poesia

 

Se ne sta lì fuori, fermo e attento,
come se dovesse comandare un reggimento,
ma non ha né il fucile né la doppietta,
con sé ha solo una scopa che tien stretta!
Sul capo ha una berretta logora e sgualcita
e una sciarpa che lo avvolge scolorita,
ma lui non teme nulla, è un vero temerario,
può star lì per ore, non ha proprio orario!

Porta un cappotto bianco che par lindo di bucato
con una fila di bottoni, ognuno diverso e colorato,
non è forse di moda, ma a lui non importa niente,
deve solo star lì a farsi vedere dalla gente!

Gli spunta fuori una carota al posto del naso
e tanti sassolini sulla bocca, non certo messi a caso,
formano un sorriso, deve essere contento
di starsene lì fuori, al gelo e al vento!

I suoi occhi son fatti con i ciottoli del selciato,
non esprimono un granché, ma dai bimbi è beneamato,
lui non si scompone e con la sua scopa rimane ritto,
con il sorriso sulla bocca, ma sta sempre zitto!

Sembra che faccia la guardia come un vero soldato,
ma basta una goccia di pioggia ed è presto andato,
inizia pian, piano a sciogliersi e svanisce all’improvviso,
restano solo le sue cose e forse il suo sorriso!

5 modi (+1) per metterti in contatto con Babbo Natale

Se anche quest’anno vi eravate ripromessi di portare a mano la vostra lettera a Babbo Natale, ma non vi hanno dato le ferie per un giro al Polo Nord, non preoccupatevi! Un folletto ci ha dato tutti i suoi contatti! (Dice che forse, per il prossimo anno riusciranno a stampare i biglietti da visita…)

1 – Mandategli una mail   santa@santaclaus.com (scrivete nell’oggetto il vostro nome… magari vi salverà su iCloud!)

2 – Twittate@OfficialSanta (qui, grandi e bambini potrebbero iniziare a chiedere se sono sulla lista dei buoni o dei cattivi quest’anno…)

3 – Mandategli una lettera all’indirizzo 325 S. Santa Claus Lane, North Pole, AK 99705 ( a Babbo Natale, le lettere, sono sempre piaciute 🙂

4 – Chiamatelo al numero 951-262-3062, dove potrete lasciare un messaggio in segreteria ( alzate bene il vivavoce, di modo che i bimbi di casa possano ascoltare le raccomandazioni del buon Babbo Natale )

5 – Guarda la sua live webcam! Qui potrai vedere in tempo reale cosa succede al Polo Nord (e già che ci sei, dare una sbirciatina alle renne 🙂
E l’ultimo modo? Ovviamente scrivere a noi!

Tutti possono scrivere su Magic Blitzen: racconta qui la tua storia di Natale

 

La Befana vien di notte: tutte le versioni!

Calza della Befana

Forse non sapevate che la filastrocca la Befana vien di Notte ha tante versioni diverse! Da imparare con i bambini

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte​
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!”​

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!”

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
le calzette a la romana
tira giu’ la cappellana.”

​”La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
un ciuffone tutto blu
fichi e noci butta giu’.”

​”La Befana zitta zitta
quando vien la neve fitta
passa riempie la calzina
oh, che bella Befanina!”

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi quà!!!”

​”La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.”

​”Vien dai monti a notte fonda.
Com’è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana!”​​

​”La Befana vien di notte,
con le scarpe tutte rotte,
le sue guance son pagnotte,
i suoi occhi fanno a botte.
Ti va bene se ci credi,
perché troverai bei doni.
Ti va male se la vedi
mentre passa a mezzanotte,
perché troverai carboni
con cipolle cotte!”