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La filastrocca dei 12 mesi di Gianni Rodari

Filastrocca dei 12 mesi

La poesia che facevano imparare a tutti a scuola: la filastrocca dei 12 mesi di Gianni Rodari

 

Gennaio, gennaio,
il primo giorno è il più gaio,
è fatto solo di speranza:
chi ne ha tanta, vive abbastanza.

Febbraio viene a potare la vite
con le dita intirizzite:
è senza guanti ed ha i geloni
e un buco negli zoccoloni.

Marzo pazzo e cuorcontento
si sveglia un mattino pieno di vento:
la prima rondine arriva stasera
con l’espresso della primavera.

Aprile tosatore
porta la lana al vecchio pastore,
spoglia la pecora e l’agnello
per farti un berretto ed un mantello.

Maggio viene ardito e bello
con un garofano all’occhiello,
con tante bandiere nel cielo d’oro
per la festa del lavoro.

Giugno, invece, è falciatore;
il fieno manda un dolce odore,
in alto in alto l’allodola vola,
il bidello chiude la scuola.

Luglio miete il grano biondo,
la mano è stanca, il cuore è giocondo.
Canta il cuculo tra le foglie:
c’è chi lavora e mai non raccoglie.

Agosto batte il grano nell’aia,
gonfia i sacchi, empie le staia:
c’è tanta farina al mondo… perché
un po’ di pane per tutti non c’è?

Settembre settembrino,
matura l’uva e si fa il vino,
matura l’uva moscatella:
scolaro, prepara la cartella!

Ottobre seminatore:
in terra il seme sogna il fiore,
sotterra il buio germoglio sa
che il sole domani lo scalderà.

Novembre legnaiolo
va nei boschi solo solo,
c’è l’ultima foglia a un albero in vetta
e cade al primo colpo d’accetta.

Vien dicembre lieve lieve,
si fa la battaglia a palle di neve:
il fantoccio crolla a terra
e cosi cade chi vuole la guerra!

 

Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi e tradotto in moltissime lingue. Vincitore del prestigioso Premio Hans Christian Andersen (edizione 1970), fu uno tra i maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla Grammatica della fantasia, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie.

A Visit from St.Nicholas, la prima poesia su Santa Claus

A Visit from St. Nicholas

La poesia A visit from St.Nicholas è una delle poesie natalizie più lette al mondo

La poesia oltre a essere una delle poesie di Natale più famosa, rappresenta un “tassello” molto importante nell’evoluzione della figura di quello che ora chiamiamo Babbo Natale.
Questa infatti è la prima poesia che sancisce in maniera definitiva le date in cui Babbo Natale porta i doni (la notte del 24-25 Dicembre e non il 6 di Dicembre, giorno di San Nicola) e influenzerà tutta l’iconografia successiva: la presenza di 8 renne, la fisicità, il carattere buono.

A Visit from St. Nicholas by Clement Clarke Moore 

‘Twas the night before Christmas, when all through the house
Not a creature was stirring, not even a mouse;
The stockings were hung by the chimney with care,
In hopes that St. Nicholas soon would be there;
The children were nestled all snug in their beds;
While visions of sugar-plums danced in their heads;
And mamma in her ‘kerchief, and I in my cap,
Had just settled our brains for a long winter’s nap,
When out on the lawn there arose such a clatter,
I sprang from my bed to see what was the matter.
Away to the window I flew like a flash,
Tore open the shutters and threw up the sash.
The moon on the breast of the new-fallen snow,
Gave a lustre of midday to objects below,
When what to my wondering eyes did appear,
But a miniature sleigh and eight tiny rein-deer,
With a little old driver so lively and quick,
I knew in a moment he must be St. Nick.
More rapid than eagles his coursers they came,
And he whistled, and shouted, and called them by name:
“Now, Dasher! now, Dancer! now Prancer and Vixen!
On, Comet! on, Cupid! on, Donner and Blitzen!
To the top of the porch! to the top of the wall!
Now dash away! dash away! dash away all!”
As leaves that before the wild hurricane fly,
When they meet with an obstacle, mount to the sky;
So up to the housetop the coursers they flew
With the sleigh full of toys, and St. Nicholas too—
And then, in a twinkling, I heard on the roof
The prancing and pawing of each little hoof.
As I drew in my head, and was turning around,
Down the chimney St. Nicholas came with a bound.
He was dressed all in fur, from his head to his foot,
And his clothes were all tarnished with ashes and soot;
A bundle of toys he had flung on his back,
And he looked like a pedler just opening his pack.
His eyes—how they twinkled! his dimples, how merry!
His cheeks were like roses, his nose like a cherry!
His droll little mouth was drawn up like a bow,
And the beard on his chin was as white as the snow;
The stump of a pipe he held tight in his teeth,
And the smoke, it encircled his head like a wreath;
He had a broad face and a little round belly
That shook when he laughed, like a bowl full of jelly.
He was chubby and plump, a right jolly old elf,
And I laughed when I saw him, in spite of myself;
A wink of his eye and a twist of his head
Soon gave me to know I had nothing to dread;
He spoke not a word, but went straight to his work,
And filled all the stockings; then turned with a jerk,
And laying his finger aside of his nose,
And giving a nod, up the chimney he rose;
He sprang to his sleigh, to his team gave a whistle,
And away they all flew like the down of a thistle.
But I heard him exclaim, ere he drove out of sight—
“Happy Christmas to all, and to all a good night!”

Piccole Donne: meglio quello del 1949 o del 1994? Stasera devi scegliere!

Per gli appassionati di questa bellissima storia stasera il dilemma è da sciogliere. La programmazione tv natalizia ci ha giocato un brutto scherzo: entrambe le versioni verranno mandate in onda il 26 Dicembre.

Piccole Donne del 1949, regia di Mervin LeRoy, con la bellissima Elizabeth Taylor andrà in onda su Tv2000 alle 22

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La versione più moderna, ma sempre romantica e intramontabile invece è quella del 1994, con Susan Sarandon e Winona Ryder. Alle 21 su la7D e alle 23 su LAEFFE/SKY ch 139

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I film di Natale su Italia 1

Se la RAI punta tutto sulle principesse Disney su Italia 1 la programmazione di Natale 2016 varia dai grandi classici come Una poltrona per 2 e La Storia Infinita a scelte più moderne, come la maratona di Natale Simpson.
Come sottofondo per la tombolata o per il giro di panettone pucciato nella crema di mascarpone va bene tutto, quindi scegliete i vostri preferiti e ricordatevi di accendere la tv al momento giusto!

* Su Italia2 potete rivedere Fantaghirò: qui date e orari

24 Dicembre h 14.10 Maratona Natale Simpson

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24 Dicembre h 19.25 Il Grinch

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24 Dicembre h 21.30 Una poltrona per due
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25 Dicembre h 9.00 Le 1001 favole di Bugs Bunny
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25 Dicembre h. 19.25 Elf

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26 Dicembre h 14.30 La storia infinita e La storia infinita 2
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Film da vedere a Natale: su Italia2 trovate Fantaghirò!

Ma che Natale sarebbe senza Fantaghirò?  Appuntamento nostalgico e un po’ kitch per il Natale di Italia2: è ormai un classicone la maratona natalizia di Fantaghirò.

Ecco orario preciso da segnare in agenda con tanto di allarme sul cellulare per rivedere Kim Rossi Stuart e Alessandra Martinez

25 Dicembre dalle h.10.30 alle 21.30 andranno in onda Fantaghirò 1, Fantaghirò 2 e Fantaghirò 3

Il 1° Gennaio dalle 10.30 chiuderanno la saga Fantaghirò 4 e Fantaghirò 5

Commossi vero?

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I cartoni animati su RAI 2 da vedere durante le feste

Come ogni anno i canali TV si impegnano a riempire il palinsesto con tutti i più bei cartoni animati per la gioia dei bimbi e dei grandi!
Ecco la programmazione di RAI 2

Mercoledì 21 Dicembre h. 21.10 Frozen

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Giovedì 22 Dicembre h. 21.10, Ribelle

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Venerdì 23 Dicembre h. 21.20, Rapunzel

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Venerdì 23 Dicembre h. 22.50, DUMBO

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Sabato 24 Dicembre, h 21.10 Il Gobbo di Notre Dame

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Sabato 24 Dicembre, h 22.50 Alice nel paese delle meraviglie

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Domenica 25 Dicembre h.17 Mary Poppins 

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Lunedì 26 Dicembre h 14 Planes

 

"PLANES" - (Pictured) DUSTY. ??2013 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Giovedì 29 Dicembre h 21.10 Big Hero 6

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La festa di Santa Lucia

Santa Lucia tradizioni

Il Natale è solitamente collegato a Babbo Natale ma in tanti paesi del Nord Italia, ma anche del Nord d’Europa, è invece Santa Lucia a portare i regali ai bambini: Santa Lucia si festeggia il 13 Dicembre e a lei sono collegate tradizioni e leggende molto particolari

La storia di Santa Lucia

Lucia è una giovane donna che viveva in Sicilia nel IV secolo, fidanzata e destinata a sposarsi come tutte le ragazze dell’epoca. Durante una brutta malattia della sua mamma Lucia si reca a Catania, sulla tomba di Sant’Agata, pregando la santa per la guarigione della madre. La Santa le appare e le predice una vita di sacrifici e il martirio.
Lucia torna a casa e trova la mamma guarita, decide quindi di dedicare la sua vita ai poveri come le era stato detto dalla Santa e inizia a passare il suo tempo nelle catacombe, con una corona di candele in testa. Il fidanzato però non capisce questa sua vocazione e decide di vendicarsi: denuncia la povera donna di essere cristiana e in un periodo di forti persecuzioni sotto l’Imperatore Diocleziano la pena è la tortura e la morte.Torturata, picchiata, bruciata con il fuoco e la pece bollente, Lucia è sempre irremovibile e ribadisce la sua fede fino a che non viene condannata a morte. In punto di morte predice a Diocleziano un futuro funesto e nel giro di pochi hanno la sua profezia si avvera: Diocleziano muore e le persecuzioni verso i cristiani.

La leggenda di Santa Lucia: gli occhi

Lggenda popolare, ma priva di ogni fondamento, è l’episodio in cui Lucia si strappa gli occhi (o le vengono cavati) che miracolosamente le ricrescono ancora più belli di prima. Il simbolo degli occhi nelle raffigurazioni religiose, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da Lux, luce).

Le tradizioni di Santa Lucia

In alcune regioni del nord Italia, come il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, l’Emilia e il Veneto esiste una tradizione legata alla Santa, il 13 dicembre, giorno della sua morte. I bambini le scrivono una letterina, dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l’anno, e chiedendo in regalo dei doni. Preparano del cibo e delle carote sui davanzali delle finestre, per attirare la Santa e il suo asinello e poi vanno a letto perché se la Santa arriva e li trova alzati lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi e li acceca.
In Svezia e in Danimarca è abitudine che la mattina del 13 dicembre la figlia primogenita si vesta con una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita e, con il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, porti caffè, latte e dolci ai famigliari ancora a letto, accompagnata dalle sorelle più piccolo vestite con tunica e cintura bianche.

Nella notte

Sulla neve,
nella notte,
chi è passato,
solo o a frotte?
Qui c’è un’orma,
qui un’impronta.
Che racconta?
Che racconta?
Mentre stavi
nel lettino
qui passava
un topolino.
mentre stavi
caldo e chiotto
qui danzava
un bel leprotto.
Le bestiole
Più affamate,
tutta la notte
sono passate.
Sono passate
silenziose
le bestiole
timorose

Poesia di Mario Comassi

Poesia di Gianni Rodari: sulla neve

Sulla neve poesia

Sulla neve, di Gianni Rodari

D’inverno, quando cade
la neve e imbianca il prato
e nasconde le strede
sotto il manto gelato,
ai bimbi, avventurieri
dal cuore senza paura,
non servono sentieri
per tentar l’avventura:
marciano arditi dove
la nevicata è intatta
aprendo strade nuove
nel deserto d’ovatta.
(Ma l’orme dei piedini
la neve serberà
per guidare i bambini
a casa, quando mamma chiamerà…)

Gianni Rodari

Pupazzo di neve, poesia

Pupazzo di neve, poesia

 

Se ne sta lì fuori, fermo e attento,
come se dovesse comandare un reggimento,
ma non ha né il fucile né la doppietta,
con sé ha solo una scopa che tien stretta!
Sul capo ha una berretta logora e sgualcita
e una sciarpa che lo avvolge scolorita,
ma lui non teme nulla, è un vero temerario,
può star lì per ore, non ha proprio orario!

Porta un cappotto bianco che par lindo di bucato
con una fila di bottoni, ognuno diverso e colorato,
non è forse di moda, ma a lui non importa niente,
deve solo star lì a farsi vedere dalla gente!

Gli spunta fuori una carota al posto del naso
e tanti sassolini sulla bocca, non certo messi a caso,
formano un sorriso, deve essere contento
di starsene lì fuori, al gelo e al vento!

I suoi occhi son fatti con i ciottoli del selciato,
non esprimono un granché, ma dai bimbi è beneamato,
lui non si scompone e con la sua scopa rimane ritto,
con il sorriso sulla bocca, ma sta sempre zitto!

Sembra che faccia la guardia come un vero soldato,
ma basta una goccia di pioggia ed è presto andato,
inizia pian, piano a sciogliersi e svanisce all’improvviso,
restano solo le sue cose e forse il suo sorriso!

Gianni Rodari: il gatto inverno

Gianni Rodari: il gatto inverno

Ai vetri della scuola stamattina
l’inverno strofina
la sua schiena nuvolosa
come un vecchio gatto grigio:
con la nebbia fa i giochi di prestigio,
le case fa sparire
e ricomparire;
con le zampe di neve imbianca il suolo
e per coda ha un ghiacciuolo…
Sì, signora maestra,
mi sono un po’ distratto:
ma per forza, con quel gatto,
con l’inverno alla finestra
che mi ruba i pensieri
e se li porta in slitta
per allegri sentieri.
Invano io li richiamo:
si saranno impigliati in qualche ramo
spoglio;
o per dolce imbroglio, chiotti, chiotti,
fingon d’esser merli e passerotti.

La Befana vien di notte: tutte le versioni!

Calza della Befana

Forse non sapevate che la filastrocca la Befana vien di Notte ha tante versioni diverse! Da imparare con i bambini

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte​
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!”​

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!”

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
le calzette a la romana
tira giu’ la cappellana.”

​”La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
un ciuffone tutto blu
fichi e noci butta giu’.”

​”La Befana zitta zitta
quando vien la neve fitta
passa riempie la calzina
oh, che bella Befanina!”

“La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi quà!!!”

​”La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.”

​”Vien dai monti a notte fonda.
Com’è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene, viene la Befana!”​​

​”La Befana vien di notte,
con le scarpe tutte rotte,
le sue guance son pagnotte,
i suoi occhi fanno a botte.
Ti va bene se ci credi,
perché troverai bei doni.
Ti va male se la vedi
mentre passa a mezzanotte,
perché troverai carboni
con cipolle cotte!”