All posts by Gaia Masiero

15 cose da fare ora che è autunno

Passeggiate autunno

Il 22 Settembre alle 22 scatta il cambio di stagione: arriva l’autunno! Una stagione di mezzo che amiamo e che vogliamo goderci in tutte le sue sfumature

  1. CERCARE UN TRAMONTO E GUARDARLO FINO ALLA FINE
    Potrà sembrare banale, ma l’arancio dei cieli autunnali è un preludio ai colori delle foglie e delle zucche che vedremo di qui a poco. Il sole tramonta alle 19.08 circa, iniziate a osservare il cielo dalle 18.20, magari da un piano alto o da una collina.
  2. PREPARARE UNA TORTA
    Il forno è stato spento tutta l’estate ed è arrivato il momento di riaccenderlo con una torta profumatissima. Fichi, cannella e uva arricchiranno la preparazione base della torta di mele con un tocco di fine estate… buonissima!
  3. ANDARE A FUNGHI PER BOSCHI
    Il profumo degli alberi e la ricerca nella fitta vegetazione sono sempre una bellissima emozione. Armatevi di cestino da cappuccetto rosso e… attenti al lupo 🙂
  4. BERE VINO NOVELLO E CASTAGNE
    Rubiamo dall’ Alto Adige la golosa tradizione. Castagne arrostite e vino rosso giovane sapranno scaldare i cuori di tutti.
  5. INDOSSARE UN CAPPELLO
    Abbandonato il panama che vi ha protetto tutta l’estate dal sol leone, è arrivato il momento di pensare allo stile. Il feltro saprà introdurvi con il giusto mood alla nuova stagione.
  6. RIFARE IL LETTO
    Togliete lenzuola, federe e copriletto. Da oggi il giaciglio torna ad essere una calda cuccia, prepariamolo con un completo confortevole e la nostra coperta preferita.
  7. FARE IL CAMPEGGIO
    Prima che faccia davvero freddo, divertiamoci a passare ancora qualche giornata nella natura. Plaid, falò, torce e racconti di paura saranno le attrezzature perfette.
  8. PREPARARE UNA CIOCCOLATA CALDA
    Che vi piaccia al latte, fondente o bianca, è arrivato il momento di prepararla e servirla con qualche mandorla tostata. Un tocco di rum la trasformerà nella merenda più ambita.
  9. TIRARE FUORI IL CAPPOTTO
    Giubbotti di jeans, di pelle e giacche impermeabili affollano già l’appendiabiti. Ma è arrivato il momento di sfoderare il cappotto di mezza stagione che sa come avvolgervi e coccolarvi.
  10. COMPRARE UN LIBRO NUOVO
    Abbandonati i thriller dell’estate, è arrivato il momento di immergersi in una nuova narrazione. Concedetevi un grande classico, magari una lettura che rimandavate da un po’.
  11. PREPARARE UN BUON TÈ
    Pasticcini, muffin, tramezzini, biscotti al burro e qualche marmellata. Sì, il tè è la solita scusa per mangiare cose golose, anche il primo giorno d’autunno!
  12. SCEGLIERE LE PIANTE AUTUNNALI
    Per sfatare il mito dei balconi belli solo in primavera, arricchite i vostri spazi esterni con cavolo ornamentale, bacche selvatiche, edera, ciclamini e viole del pensiero, le piante più decorative della nuova stagione.
  13. CUCINARE UNA ZUPPA
    Di miso, di legumi, di verdure, di patate e carote o di zucca. La zuppa è quello che ci vuole per portare l’autunno a tavola con semplicità e sapori evocativi.
  14. TAGLIARE I CAPELLI
    Che sia per una leggera spuntata, una scalatura o un taglio rivoluzionario, è arrivato il momento di dire addio alle punte sfibrate dal sole e dal sale con una acconciatura capace di accogliere la nuova stagione.
  15. FARE UN BAGNO CALDO
    L’autunno è la stagione delle coccole. Concedete a voi stessi un’ora di relax con candele profumate, bolle a volontà e il tepore del vapore… a occhi chiusi.

Ecco perché Babbo Natale è ancora in vacanza (e noi no)

Quando si parla di lavori stagionali di solito ci si riferisce a professioni che hanno a che vedere con sport invernali o estivi e turismo. Ma anche il lavoro di Babbo Natale lo è!
Sebbene non si metta all’opera come noi il 24 dicembre quando corriamo senza fiato tra un negozio e l’altro alla ricerca sfrenata di regali, gode di un lungo periodo di bassa stagione che va  dal 21 marzo al 21 settembre. Primavera ed estate sono infatti stagioni di riposo nella casa più calda del Polo Nord dove Santa e i suoi aiutanti approfittano della lontananza del Natale per ricaricarsi e organizzarsi per l’anno in arrivo.

Ma cosa fa durante le vacanze?
La fotografa americana Mary Beth Koeth ha firmato un progetto nel quale racconta la stagione estiva di Babbo Natale tra hobby, tuffi in piscina, qualche buon film e tanto relax.

Per farlo ha inseguito i Babbo Natale di professione, ancora in vacanza prima di un intenso periodo fatto di regali, bambini e decorazioni.

E se state pensando che Babbo Natale sia un pigrone, vi sbagliate di grosso.
Gli elfi raccontano che le sue attività preferite durante le vacanze estive sono imparare a costruire i giocattoli più nuovi, andare a trovare i bambini in incognita per vedere se stanno facendo tutti i compiti delle vacanze e addestrare le renne a volare sempre più in alto.

E poi sì, avete visto bene. Ama suonare il piano!

 

La meraviglia dei fenicotteri rosa e dove incontrarli

fenicotteri

Dove si possono incontrare i fenicotteri rosa?

Cuscini, lampade e ciambelle per il mare non hanno resistito al fascino dei fenicotteri rosa e ne hanno preso la forma, dando un tocco sognante di grazia alla nostra casa.
Ma se ci piacciono così tanto, cosa stiamo aspettando a incontrarli davvero? Certo non ci succederà di vederli appollaiati sul nostro terrazzo come ne “La grande bellezza”, ma è un incontro magico che val la pena di inseguire.

Fenicotteri rosa

Ecco allora tutti gli “indirizzi” ai quali potete trovare queste splendide creature e incontrarle godendo del delicato incontro.

Fenicotteri rosa a Villa Invernizzi

Via Cappuccini 3, Milano

Il Cavalier Invernizzi negli anni ’80 decise di ospitare un piccolo angolo d’Africa e Cile nella sua meravigliosa villa liberty facendo del giardino il luogo ideale (e insolito) per ospitare la colonia più rosea del mondo animale. Ma non interrompete la magia. Avvicinandovi silenziosamente al cancello del parco (nel quale è impossibile entrare) osservateli placidamente, senza disturbare.

Nel Parco Faunistico le Cornelle

Via Cornelle, 16, Valbrembo

Fenicotteri

Natura e animali si mostrano in un parco faunistico affascinante e avventuroso. I grandi uccelli rosa sono uno dei primi incontri e si possono ammirare approfondendone la conoscenza. Si avvicendano infatti il fenicottero minore (il più piccolo), il fenicottero rosa e il fenicottero rosso, il più colorato della specie.

I fenicotteri rosa delle Valli di Comacchio

Da marzo a ottobre, è possibile affacciarsi alla cosiddetta “finestra dei fenicotteri”, la salina dove nidificano questi meravigliosi uccelli. Avreste mai pensato di incontrarli sulla delta del Po?
Per prenotare una visita guidata è necessario rivolgersi al Servizio Informativo del Parco del Delta del Po +39 346 8015015.

laguna di Orbetello

L’area protetta e gestita dal WWF in Toscana, è luogo di nidificazione per molte specie di uccelli tra cui gli splendidi fenicotteri rosa. Una volta arrivati nella riserva naturale, sarà impossibile restare indifferenti al fascino di uccelli rari come il Cavaliere d’Italia, l’airone bianco maggiore e il falco pescatore.

Margherita di Savoia


La Puglia accoglie la magia dei fenicotteri in una salina che li vede sempre più presenti nel territorio con una colonia che supera i 350 esemplari. Un motivo in più per visitare le saline più grandi d’Italia.

Parco Naturale Molentargius, stagno di Cagliari

La definizione volgare di stagno, deriva da “stani” che in campidanese significava area umida, in generale. L’area è in realtà una vera e propria laguna e le zone di Santa Gilla e di Molentargius sono due delle più importanti stazioni di sosta in Europa nelle migrazioni del fenicottero rosa.

Stagno di Sal ‘e Porcus

Oristano
Il 3% della superficie della zona è costituito da zone palustri che si trasformano in specchi d’acqua nella stagione estiva, ideale per avvistare i fenicotteri rosa. Sal ‘e Porcus è il più grande stagno salato temporaneo della Sardegna e per raggiungerlo è necessario seguire le indicazioni per San Vero Milis, attraversarlo e dirigersi verso Putzu Idu e Capo Mannu.

Le nozze inglesi più magiche, ispirate a Harry Potter

Bachette magiche, pozioni, libri di incantesimi e gli immancabili addobbi sul tema!

I 130 invitati al matrimonio di Cassie e Lewis Byrom si sono trovati immersi in un’atmosfera unica e magica, studiata dagli sposi per creare una cerimonia in perfetto stile Harry Potter.

L’evento, immortalato dalla fotografa Kelly Clarke, si è svolto in una immaginaria succursale di Hogwarts e preceduto da una cerimonia nella quale non sono mancati precisi riferimenti alla saga. Il bouquet della sposa era infatti realizzato con i ritagli del libro e le fedi sono arrivate all’altare poggiate su una copia del “Il principe mezzosangue”. L’incisione “Always”, riferita a Severus Piton è l’originale augurio reciproco degli sposi, che hanno regalato la voglia di magia a ogni invitato donando una bacchetta magica ciascuno.

Le scarpe della sposa dedicate alle squadre Grifondoro e Serpeverde (così come i calzini dello sposo) e la manicure che richiamava una simbologia magica citata nel romanzo, sono solo alcuni dei dettagli che hanno reso speciali queste nozze inglesi.
 

Il Midland Hotel di Manchester si è trasformato in un set magico e fiabesco… impossibile non restare a bocca aperta!

Per gli sposi, l’avventura in tema Harry Potter era iniziata già dalla proposta di matrimonio, fatta un anno prima a Orlando, in Florida, all’Harry Potter World.

E vissero sempre felici e… incantati.

Foto di Kelly Clarke: http://kellyclarke.co.uk

 

 

Tutti i Babbo Natale del Mondo si sono trovati in Danimarca. Ecco com’è andata

Se per la gran parte di noi il Natale è lontano, per Magic Blitzen, Babbo Natale, le altre renne e i suoi aiutanti… è dietro l’angolo. Doni da costruire, addobbi, biscotti e magia da distribuire nel Mondo sono ogni anno un impegno intensissimo, che lascia poco spazio alle vacanze dei protagonisti della festa. Generosi e precisi, vogliono assicurarsi che anche questo Natale riempia il cuore di ognuno di noi e come farlo se non organizzandosi?

Come ogni anno, il 27 luglio sono convocati a Bakken, in Danimarca, tutti i Babbo Natale del Mondo: invitati a incontrarsi e conoscersi al “World Santa Claus Congress, sono chiamati a entrare sin da ora nel pieno spirito del Natale, così da poter rappresentare al meglio il vero Babbo Natale in tutte le città e i paesi del Mondo.

Parate, eventi, spettacoli e concerti hanno animato la cittadina danese con l’obiettivo di celebrare appieno lo spirito del Natale. L’incursione di qualche “Mamma Natale” è il segno dello spirito del raduno, aperto a tutti quelli che desiderano diffondere la gioia del nostro celebre Babbo. L’idea del congresso, giunto alla sessantesima edizione, venne al professor Tribini, un leggendario animatore del parco di Bakken convinto che si debba festeggiare il Natale più di una volta all’anno.

L’idea piacque tantissimo a Santa, che pensò bene che il raduno fosse anche una buona occasione per concedersi un bagno in mare nella nordica spiaggia di “Bellevue”.

I 125 Babbo Natale presenti al congresso mondiale di quest’anno hanno atteso l’evento nel pieno rispetto della tradizione, rendendosi come sempre disponibili nell’aiutare Santa Claus nel difficile compito di capire quali bambini si sono comportati bene e quali no.

Fonti molto vicine al Polo Nord affermano infatti che Santa si avvale di abili collaboratori, capaci di segnalare le marachelle così come i più generosi gesti d’amore. Presenti anche in oriente, questi speciali inviati di Babbo Natale non lasceranno niente al caso neanche quest’anno. Bambini avvisati….

Se volete visitare i luoghi del raduno e fare il bagno a Bellevue come Santa, cercate dettagli e info su visitdenmark.it!

Tremate, tremate, le streghe son tornate. Triora tra mito e leggenda

Se volessimo incontrare una strega vera, da dove dovremmo partire? La storia ci dice che la Liguria è un buon posto, in particolare il borgo medievale di Triora

“Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo delle scope.
Ma questa non è una fiaba: è delle STREGHE VERE che parleremo.
Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non dimenticare quel che vi dirò.
Le vere streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qualunque, indossano abiti qualunque e fanno mestieri qualunque. Per questo è così difficile scoprirle”.
Le Streghe di Roal Dahl.

Il borgo medievale di Triora

Ma se volessimo incontrare una strega vera, da dove dovremmo partire? La storia ci dice che la Liguria è un buon posto, in particolare il borgo medievale di Triora arroccato nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri tra Liguria, Piemonte e Francia.
La sua storia, ricca di scambi commerciali, fortezze e leggi regolate dall’appartenenza alla Repubblica di Genova, è stata macchiata tra il 1587 e il 1589 da un fatto che ha riscritto per sempre le cronache locali.
Streghe a TrioraStreghe a TrioraStreghe a Triora

Carestia, povertà e mancanza di materie prime si abbatterono sulla gente come una disgrazia popolare destinata a decimare gli abitanti della zona messi a dura prova dalle condizioni critiche dalle quali sembrava impossibile risalire.
E in quel clima di paura e sconforto, la ricerca della causa del male pareva l’unica opportunità di rinascita di Triora che dopo una breve indagine affidata al sacerdote Girolamo del Pozzo, individuò in alcune donne del popolo le origini della sciagura.
Accusate di stregoneria, cannibalismo verso i bambini e di essere le artefici della pestilenza in corso, vennero arrestate 30 donne, recluse nelle loro stesse case trasformate in prigioni (la più famosa delle quali fu casa del Meggio, oggi nominata Ca’ de baggiure, Casa delle streghe). Giovani, fanciulle, anziane, contadine e nobildonne vennero poi trasferite in un carcere di Genova e l’Inquisizione predispose che la caccia alle streghe venisse estesa anche a Castel Vittorio e Sanremo.

Ma a Triora delle famose streghe, restano soprattutto i luoghi. Divenuti celebri poiché considerati il loro ritrovo, tra cui la fontana di Campomavùe: un arco di pietra e una vasca identificate come luogo prescelto per rituali stregati.
Fuori dalle mura di Triora, troviamo poi la Cabotina. “Era la località…orrida e deserta, detta Cabotina. In tale luogo si sarebbero svolti i convegni notturni delle streghe, le quali avrebbero giuocato a palla con bambini in fasce, palleggiandoseli da un albero all’altro fra quei radi albero di noce…“. Ma è l’acqua stregata del pubblico lavatoio della Noce (albero prediletto dalle streghe per rituali magici e maligni) a piacerci più di tutto. Pare che le sue proprietà depurative, diuretiche e terapeutiche siano frutto di una magia che ha resistito nel tempo.

Orchi, grifoni, sirene, draghi… i mostri esistono! (a Bomarzo)

Pronti per i (love) hotel dove è sempre Natale?

Facciamo una premessa: qui il Natale è per gli over 18. Siamo in Giappone, dove tutto è possibile… persino il Natale tutto l’anno!

Se state già pensando ad alberi addobbati, renne e atmosfere degne del Polo Nord, siete fuori strada. Per i giapponesi gli hotel a tema natalizio rientrano nella categoria “love hotel”, ossia alberghi dedicati agli incontri amorosi di coppie, amanti e primi arditi appuntamenti, resi ancora più piccanti da location a tema.

E se per noi il Natale non ha molto a che vedere col sesso, beh, pare che in oriente ci sia qualcuno che lo trova erotico, tanto da pagare per soggiornare in una stanza hot e natalizia al tempo stesso. Pupazzi, neve finta, peluche, addobbi natalizi e alberi di Natale sono l’allestimento tipico di questi hotel che immergono la nostra amata festa in una strana atmosfera che si percepisce già dalle strade.

Pare che i giapponesi siano affascinati dal romanticismo del Natale e che lo abbiano interpretato come una festa da vivere in coppia, non potendo respirare appieno il vero significato dello spirito natalizio. Per avere un’idea della cosa, basti pensare che a Natale, questi love hotel registrano il tutto esaurito… una follia!

Dunque se amate il Natale e avete in programma un viaggio in Giappone… perché non immergervi nella folle idea dei love hotel a tema natalizio?
Se viaggiate in famiglia vi sconsigliamo di soggiornarvi: dovreste rispondere al doppio delle consuete domande su Babbo Natale e i piccoli di casa potrebbero fare un po’ di confusione!

Ma se avete più di 18 anni e volete provare qualcosa di davvero memorabile, ecco gli indirizzi da non perdere:

  1. Narita Hotel Blan Chapel Christmas, 286-0133 Chiba, Narita, Yoshikura 239-1
  2. Kumamoto Hotel Christmas Forest Garden, 861-2403 Kumamoto, Shimo-koga, Nishiharamura Futa 679-43
  3. Hotel Blanc Chapel Christmas, 592-8333 Prefettura di Osaka, Sakai, Nishi-ku Hamadera-Ishizucho-Nishi 1-1-3

Vi consigliamo di verificare e prenotare su Booking, dove sono presenti tutti e tre.

State gridando al trash? Ma no dai, una volta lì vi sembrerà (quasi) normale!

 

 

 

L’album di foto di Babbo Natale, dal XIII al XX secolo

La storia iconografica di Babbo Natale è molto antica: le prime immagini di Babbo Natale risalgono al 1200 dC. Ecco come è cambiata l’immagine di Babbo Natale nel corso dei secoli

Le pubblicità degli anni ’30 di CocaCola firmate dall’illustratore Haddon Sudblom hanno segnato una svolta epocale per la rappresentazione di Santa Claus: da lì in poi non si è più abbandonata l’idea di un nonnino paffutello con gli occhiali piccoli, la pancia grande e gli occhi generosi.

Ma l’album di immagini di Babbo Natale ha una storia molto antica e per trovarne le origini, dobbiamo andare nel lontano 1294, nel quale ritroviamo St. Nicholas, un antico santo greco del IV secolo, nominato poi Sinterklaas dal dialetto olandese. Si raccontava che questo santo avesse l’abitudine di sorprendere le persone con doni inaspettati, come le monete nelle scarpe lasciate fuori dall’uscio di casa ed era il santo patrono protettore dei bambini.
Qui è rappresentato in una sacra icona russa del 1294.

Ci spostiamo nel XVII secolo, in Inghilterra, per ritrovare Babbo Natale rappresentato come Father Christmas, l’evoluzione della tradizione folcloristica del Dio Woden e personificazione dello spirito del Natale.
(The Examination and Tryal of Father Christmas,1686)

L’America del 1800 vede esplodere la figura di Babbo Natale grazie alla copiosa presenza di coloni olandesi che influenzarono la cultura nascente del “nuovo mondo” tanto da far sì che New York venisse spesso chiamata New Amsterdam. E in questo contesto, St. Nicholas venne nominato patrono della città grazie all’influenza di Jhon Pintard, il fondatore della New York Historical Society che ne commissionò un ritratto all’artista Alexander Anderson.

Siamo nel 1863 e il fumettista Thomas Nast disegna Babbo Natale su un numero di Harper’s Weekly, rappresentandolo nell’illustrazione “A Christmas Furlough”. Qui inizia a somigliare al Santa Claus che conosciamo noi: nelle illustrazioni successive compariranno elementi come il Polo Nord, un laboratorio per costruire giocattoli e il libro dei bambini bravi e cattivi.

Nel 1864 invece, appare nelle illustrazioni del racconto A Visit from St. Nicholas di Clement Moore… pare che a quei tempi si vestisse di giallo!

Nel 1868 viene ritratto dalla campagna pubblicitaria Sugar Plums dove appaiono le renne, ma mancano i pantaloni.

Nel 1881 Thomas Nast lo raffigura nuovamente in “Merry Old Santa” e Babbo Natale appare così su Harper’s Weekly.

1902, l’australiano Frank A. Nankivell lo raffigura per la cover di Puck… che rubacuori!

Qui siamo nel 1906 e in Canada lo ritraggono con un abbigliamento inconsueto.

Eccolo nel 1913 in copertina di Boy’s Life, ritratto da Norman Rockwell poco prima che scoppiasse la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1914 appare in questa illustrazione giapponese, intento a riempire le calze appese al camino.

Il 1918 è tempo di propaganda. Eccolo apparire in un manifesto della U.S. Food Administration. Educational Division, Advertising Section.

1920, Saturday Evening Post. Norman Rockwell lo ritrae come un “uomo”, lontano dagli eccessi fumettistici del passato.

Siamo nel 1930 e in Australia, Babbo Natale appare così.

1942, tempo di guerra. In America viene ritratto in raffigurazioni tematiche. Ma noi che lo conosciamo, sappiamo che in guerra non è mai stato.

                           

Da qui in poi le immagini lo vedono ritratto come il Santa Claus che conosciamo noi, talvolta anche fotografato o ripreso al Polo Nord!

 

Orchi, grifoni, sirene, draghi… i mostri esistono! (a Bomarzo)

Detto anche Bosco Sacro, il Parco dei Mostri di Bomarzo è un luogo magico e surreale, dove i mostri scolpiti nella pietra disegnano un percorso unico tra arte, mitologia ed esoterismo. Mostri marini, sirene, draghi, sfingi, orchi, grifoni, ma anche Ercole, Pegaso, le Tre Grazie, accolgono il visitatore in un luogo unico, capace di sorprendere, stupire e meravigliare.

Nella seconda metà del cinquecento, il colto Principe Vicino Orsini, aiutato dall’architetto e progettista Pirro Ligorio, realizzò quella che lui stesso chiamò la Villa delle Meraviglie, facendo scolpire nella pietra emersa dal suolo del bosco adiacente creature mitiche, mostruose e meravigliose, disposte senza un preciso ordine e capaci di suscitare sentimenti alternanti come ansia, rilassatezza, paura e calma.

Frasi enigmatiche e trabocchetti suggeriscono ai visitatori una chiave di lettura, mai esplicita, per identificare le creature di pietra incontrate e il loro significato simbolico. Alcuni sostengono che le creature del parco rappresentino una sorta di viaggio interiore per incontrare i nostri mostri, le nostre paure e le soluzioni ai momenti complicati. Dopo secoli di abbandono, il Bosco Sacro venne riscoperto da artisti come Lorrain, Dalì, Goethe e Praz, che trovarono in questo parco nella provincia di Viterbo un luogo caro e ricco di ispirazione.

Surrealismo, creatività e simbolismo si fondono in uno spazio in cui i mostri sembrano essere generati dalla natura stessa, richiamando inevitabilmente atmosfere lontane che ricordano i tempi antichi in cui la natura era venerata, temuta e indagata come essenza. I raffinati giardini all’italiana e la villa del Principe di Bomarzo, sono invece lontane dall’eccentricità del Sacro Bosco e rappresentano un unicum nel panorama cinquecentesco che merita sicuramente una visita!

Non è richiesta la prenotazione e il costo del biglietto per un adulto è di 10 euro. I bambini dai 4 ai 13 anni invece, potranno usufruire della riduzione di 2 euro sul costo del biglietto. Potrete incontrare i mostri di Bomarzo dalle 8.30 alle 19 e in inverno dalle 8.30 al tramonto.

 

 

Harry Potter e la pietra filosofale… in concerto!

Harry Potter in concerto a Milano

Se amate Harry Potter e vivete a Milano e dintorni, segnatevi le date 12 e 13 maggio: il Teatro degli Arcimboldi vi farà sognare!

Con un triplo appuntamento dello spettacolo “Harry Potter e la pietra filosofale – in concerto”, si potrà assistere all’esecuzione dal vivo dell’intera colonna sonora firmata da John Williams in un concerto tenuto da oltre 80 elementi dell’Orchestra Italiana del Cinema.

Alle spalle dei concertisti, un mega schermo di 14 metri riproporrà le immagini del film in altissima definizione, immergendo il pubblico nella storia di J.K. Rowling in un’atmosfera magica e sognante.

Harry Potter in concerto a Milano

“La serie di film di Harry Potter è uno di quei fenomeni culturali che capitano una volta nella vita e che continuano a deliziare milioni di fan in tutto il mondo. È con immenso piacere che offriamo, per la prima volta in assoluto, l’opportunità di ascoltare la premiata colonna sonora eseguita dal vivo da un’orchestra sinfonica, il tutto mentre l‘adorato film viene proiettato in simultanea sul grande schermo. Sarà un evento indimenticabile”. Annuncia così Justin Freer, il presidente di Cine Concerts che ha portato lo spettacolo nei più grandi teatri del mondo, con grandi consensi di pubblico e critica.

L’Orchestra Italiana del Cinema, è stata la prima a dedicarsi interamente all’esecuzione di colonne sonore e saprà come raccontare con la musica, l’incredibile primo racconto della saga del predestinato Potter. Lo rivedremo scappare dai terribili zii Petunia e Vernon, incontrare il grande Hagrid e finalmente dirigersi a Hogwarts, lontano da tutti quei babbani e dalle prepotenze del cugino Dursley. E poi ci saranno la bellissima partenza dall’invisibile binario 9 e tre quarti, l’incontro con Ron ed Hermione, la conoscenza del sinistro Malfoy e l’attesissimo ingresso alla classe dei Grifondoro.

Entreremo nel vivo della saga accompagnati dalle musiche che hanno reso avvincente e magico al tempo stesso questo racconto, lasciando per la prima volta alla musica il compito di sostituire le parole.

Per prenotare e acquistare i biglietti, andate su Ticketone.it.

Cosa fanno le renne d’estate e la verità su quelle di Babbo Natale

Quando pensiamo alle renne, le immaginiamo sbucare da una foresta innevata, trainare la slitta di Babbo Natale e brucare lentamente nella neve, buffe e dolci allo stesso tempo. Ma cosa fanno in estate?

Nonostante Finlandia, Lapponia e il Polo Nord in generale non siano luoghi in cui le temperature superano facilmente i 10°, le renne e gli altri animali che popolano queste regioni estreme, devono fare i conti con lo scioglimento della neve e cambiare radicalmente le abitudini assunte durante l’inverno e… crescere un po’.
Renne d'estate

Primavera ed estate sono infatti i momenti ideali per queste creature per approfittare del risveglio della tundra, solitamente coperta da un manto di neve con la conseguente mancanza di vegetazione. L’abbondanza di cibo facilmente reperibile porta le renne a mangiare oltre 350 tipi di erbe e vegetali differenti, capaci di mettere in forze gli esemplari adulti e far crescere i piccoli nati, che imparano molto velocemente di quali piante cibarsi e raggiungono buone dimensioni prima dell’arrivo delle temperature rigide dell’inverno. Ma la cosa più stupefacente, riguarda proprio la crescita delle loro corna: 2 cm al giorno è ritmo di crescita che consegna alle corna delle renne il primato mondiale!

Renne autunno

Ma oltre a brucare più cibo possibile, le renne in estate subiscono un vero e proprio cambiamento fisico. Partendo dalla prevedibile muta del pelo, che le rende un po’ spelacchiate e dotate di un manto leggero, pronto a ricrescere nel mese di agosto, cambiano addirittura il colore degli occhi! Durante l’inverno infatti, le renne hanno occhi caratterizzati da un colore blu intenso, che durante l’estate lascia il posto a un giallo dorato. Come possiamo spiegare questo fenomeno? Lo scienziato Glenn Jeffery, dopo aver studiato il fenomeno per molti anni, ha spiegato che gli occhi delle renne sono dotati di una sorta di rete riflettente, che le aiuta a monitorare tutti i movimenti attorno a loro. Il caratteristico colore dorato, è accentuato dai riflessi prodotti da questa particolare conformazione, che vengono persi durante l’inverno. A causa del buio infatti, le renne sono costrette a forzare la vista, dilatando prolungatamene le pupille. Questa reazione, provoca una leggera ostruzione dei microvasi che irrorano gli occhi, modificandone il colore dell’iride (leggete qui per approfondire).

E le renne di Babbo Natale?

Prima di tutto, è bene ripassare i loro nomi, con questa filastrocca:

Le renne di Babbo Natale/Non solo fanno la slitta volare/e in ciel galoppano senza cadere/Ogni renna ha il suo compito speciale/per saper dove i doni portare/Cometa chiede a ciascuna stella/Dov’è questa casa o dov’è quella./Fulmine guarda di qui e di là/Per sapere se la neve verrà./Donnola segue del vento la scia/Schivando le nubi che sbarran la via./Freccia controlla il tempo scrupoloso/Ogni secondo che fugge è prezioso./Ballerina tiene il passo cadenzato/Per far che ogni ritardo sia recuperato./Saltarello deve scalpitare/Per dare il segnale di ripartire./Donato è poi la renna postino/Porta le lettere d’ogni bambino./Cupido, quello dal cuore d’oro/Sorveglia ogni dono come un tesoro.

E Rudolph? Beh, la più famosa di tutte le renne di Babbo Natale si unì per ultima al gruppo! Santa Claus la scelse perché il suo naso rosso luminoso era perfetto per fare luce alla slitta nelle notti artiche. I nomi delle renne di Babbo Natale sono comparsi per la prima volta nel 1823 nella poesia a Visit from St.Nicholas  dove venivano indicate così: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder (o Donner) e Blitzen… vi ricorda qualcosa?

Ora che abbiamo ricordato i loro nomi, possiamo iniziare a immaginarle nella primavera artica. Babbo Natale ama lasciarle libere di brucare e riposarsi, in modo che possano prepararsi al meglio al volo di Natale. Ma se come noi siete molto curiosi di vedere cosa stanno facendo in questo momento, guardatele qui: https://reindeercam.com/2016/11/24/11-24-16-t-day-santa/ !

Babbo Natale è in collegamento ogni giorno dal Polo Nord e la webcam ci mostra proprio il recinto delle sue renne! Guardate come sono carine…

Foto @Santatelevision.com

 

 

 

Castelli: la Germania che non ti aspetti

Se amate le atmosfere ricche di fascino del Medioevo, i castelli della Baden-Württemberg in Germania è il luogo in cui dovreste trascorrere le prossime vacanze

Ricchi di fascino e storia, i castelli della Germania sono particolarmente semplici da raggiungere in una sola settimana, grazie alla loro concentrazione nella zona di Stoccarda.
Ecco allora sei castelli da visitare, senza dimenticare di dedicare una giornata alla verdissima e splendida città attorno alla quale sono stati edificati secoli fa.

1- Il castello di Hohenzollern

La famiglia Hohenzollern regnò in questo magico castello dall’alto medioevo alla prima guerra mondiale. Guerre, assedi e lunghi periodi di abbandono portarono alla rovina l’edificio originale , oggi celebrato dalla costruzione neogotica voluta dal re Federico Guglielmo IV. Si trova a un’altitudine di 885 metri, una posizione particolarmente strategica e dominante sull’attuale comune di Bisingen.

2 – Altes Schloss, Castello Vecchio

Le origini del castello sono piuttosto modeste. Attorno al 941 venne infatti costruita una fortezza circondata dall’acqua per proteggere un allevamento di cavalli. Su queste fondamenta poi nel XIV secolo, i conti di Württemberg edificarono il castello che sarebbe diventato la loro residenza. La caratteristica pianta a 4 ali e la chiesa evangelica presente al suo interno sono solo alcune tra le attrattive di questo monumento. Le arcate con colonne in stile corinzio e una scalinata che si erge al centro della corte, sapranno lasciarvi a bocca aperta.

3 – Neues Schloss, Castello Nuovo

Le atmosfere barocche di questo castello sapranno conquistarvi e coinvolgervi, in un vero e proprio viaggio emozionante nel tempo. Il duca Carlo Eugenio del Württemberg fece costruire questa imponente residenza dalla caratteristica struttura a tre ali. Il “ferro di cavallo” della pianta, visibile dall’alto, dice molto sulla centralità del corpo mediano e della vita che si svolgeva a corte. La maestosità dell’edificio, tradisce il desiderio del conte di trasformarla in una nuova Versaille.

4 – Il castello di Schloss Solitude

Il duca Carlo Eugenio, stanco della mondanità e delle pressioni sociali, si rifugiò qui, tra i boschi, per trovare la pace e dedicarsi alla caccia. Lo stile rococò perfetto con cui è stato eretto, rappresenta lo stile architettonico dell’epoca (siamo nel 1760) e contribuisce all’unicità di questo edificio. Ma la vera curiosità di questa residenza sta nel sentiero nascosto, lungo ben 13 km che lo collega al castello di Ludwigsburg.

5 – Il Castello di Hohenheim

Questo castello è un dono d’amore. Il Duca Carlo Eugenio infatti, lo fece costruire per donarlo a quella che allora era la sua amante e divenne poi seconda moglie: Francesca di Hohenheim. Ci troviamo nel 1780 e il Duca morì prima di vedere completata l’opera. Il suo successore, che non nutriva lo stesso amore per l’edificio, lo fece cadere in rovina interrompendo i finanziamenti per i lavori. Nel 1818 Re Guglielmo I recuperò il castello, trasformandolo in un istituto di agronomia. L’orto botanico voluto dal Duca e i giardini all’inglese che ne caratterizzano ancora oggi il parco, testimoniano la scelta del Re.

6 – Il Castello di Rosenstein

Ci troviamo sulle sponde del fiume Neckar, su una splendida collina. Qui, nel 1824 Giovanni Salucci realizzò questo magnifico edificio neoclassico, durante il regno di Guglielmo I. Attualmente potete godervi del museo di storia naturale, ospitato dagli ingenti spazi di questa regale costruzione. La commistione tra storia e natura, antichità e modernità è impressionante e coinvolgente, tanto da sembrare naturale come la storia ospitata dalle antiche mura.

 

 

 

 

Neve: Simon Beck e l’arte di camminare

La neve è una magia che si rinnova ogni volta che il cielo la regala. Gli inverni bianchi sono i più spettacolari ed è proprio tra i monti che quando si respira aria di neve i polmoni sono pieni e gli occhi rapiti da un manto bianco e purissimo. C’è chi ama inscenare battaglie prendendosi a palle di neve, chi si lancia dalle vette sciando, chi preferisce risalirle con le ciaspole e chi ama rilassarsi nei rifugi e divertirsi con lo slittino. Ma Simon Beck non fa parte di nessuna di queste categorie. Per lui la neve è una tela bianca su cui imprimere forme meravigliose passo dopo passo.

Simon Beck camminare sulla neve

 

I risultati delle sue opere temporanee sono a dir poco sorprendenti e hanno fatto il giro del Mondo.

Simon Beck camminare sulla neve

Queste immagini, pubblicate da Beck sul suo profilo Facebook, sono solo alcune tra le spettacolari vedute sulle sue camminate artistiche, capaci di lasciare a bocca aperta tutti quelli che hanno potuto vederle. Ma come fa a realizzare queste opere?

L’artista britannico ha rivelato di preparare la performance progettando a computer la forma che ha scelto di dare alla neve. A questo punto, una volta individuata l’area che gli consente di realizzare tale opera, vi si reca munito di speciali ciaspole, che danno una forma particolare ai suoi passi, ben visibili soprattutto dall’alto. Questa disciplina richiede moltissima attenzione, tanto da costringerlo a usare la bussola a ogni cambio direzione!

Nel 2004 Simon ha iniziato a camminare dopo aver rinunciato alla disciplina della corsa per un problema a un piede. Da lì ha deciso di trasformare le sue camminate in vere e proprie opere d’arte, capaci di sottolineare le bellezze delle vallate che visita e nelle quali realizza le sue opere. L’impegno fisico e il lunghissimo tempo richiesto per completare un disegno sulla neve (fino a 10 ore) non scoraggiano l’intraprendente artista, che non si ferma nemmeno davanti al buio e procede nella notte con un casco dotato di apposita luce.

Chissà che spettacolo svegliarsi nella località in cui l’artista ha deciso di disegnare camminando nella neve!

Simon Beck camminare sulla neve

 

Islanda: 8 motivi per andarci (ascoltando Bjork)

Voglia di Islanda. Chi ha visto il film Dancer in the Dark diretto da Lars Von Trier sarà rimasto catturato dalla magnetica Bjork, padrona di una gestualità intensa, fragile e potente al tempo stesso. Il film è uscito nel 2000 e ci ha mostrato le sfumature di un’artista che fino ad allora avevamo apprezzato solo come cantante.  Le note libere di Bjork e la sua incredibile capacità di fondere musica e voce, hanno accompagnato più di un crepuscolo, magari atteso guidando piano, senza una meta precisa. Ogni volta che cerchiamo la libertà o di mettere semplicemente in ordine i pensieri, ci rifugiamo nei grandi artisti, sperando che l’ispirazione sia contagiosa.

Ma chi e cosa ha ispirato Bjork? In ogni singola intervista, dalle prime, alle più recenti, lei non ha fatto altro che dichiarare l’amore per la sua terra, capace di nutrire il lo spirito di chi vi entra in contatto.

La spiritualità dei paesaggi, la libertà delle terre islandesi e gli spettacoli naturali che non sembrano curarsi del passare del tempo, hanno temprato e incantato tutti quelli che si sono spinti tanto a nord per conoscere questi spazi. Bjork è stata definita un folletto e si diverte a confermare questa sua inclinazione per la magia e la follia, raccontando spesso del lungo tempo passato nella tundra, il suo ambiente naturale.

E se avete voglia di un viaggio pazzesco, vi consigliamo l’Islanda (da visitare con la compagnia sinfonica del suo più celebre folletto) per questi 8 motivi:

1 – Toccare due continenti

La fessura di Silfra è uno dei luoghi più spettacolari della terra. Immergendovi nelle purissime acque che scorrono tra le rocce, potrete toccare le due placche tettoniche continentali che separano Nord America e Euroasia, un’emozione indescrivibile! Una volta riemersi poi, date un piccolo assaggio alle acque, si dice siano incontaminate e di rara purezza.

2 – Immergersi in acque naturalmente calde

Reykjadalur, Seljavallalaug, Grjótagjá e Viti sono solo alcune tra le sorgenti naturali d’acqua calda più famose d’Islanda. Il senso di libertà, il paesaggio mozzafiato e il tepore incontrato nelle grotte, nelle risorgive vulcaniche e nei corsi d’acqua è un’emozione da non perdere.

3 – Rincorrere l’aurora boreale

Fino al 20 marzo circa è possibile cercarla, rincorrerla, sognare di incontrarla. La favolosa luce del nord vi aspetta anche in Islanda e non ha bisogno di presentazioni.

4 – Incontrare le balene

Húsavík si trova a nord del paese ed è proprio qui che ci si deve recare per cercare il magico avvistamento delle balene. La stagione in cui è più facile incontrarle è l’estate, se ne possono avvistare anche decine di specie!

5 – Reykjavik

Colorata, pulsante vitale e brulicante di cultura nordica. Reykjavik merita tutta la curiosità dei turisti che la visitano ogni anno, soprattutto in estate quando la luce del nord illumina le notti e la vita mondana non si ferma mai.

6 – Tuffarsi nella natura

Islanda Blue Lagoon, Southern Peninsula, Iceland

Geyser, vulcani sommersi e il ghiacciaio più grande d’Europa, Vatnajökull, sono solo alcune tra le meraviglie che vi attendono. Qui la natura incontaminata, vasta e prepotente rappresenta una vera e propria attrazione.

7 – Mangiare

Carne di squalo fermentata, salsiccia d’agnello, carne d’agnello affumicata e testa d’agnello cucinata con un procedimento tipico e servita con pane di segale e focaccia. Ma anche deliziosi crostacei e formaggi da gustare con le tipiche salse islandesi. Gusti nordici e mai banali, da esplorare con curiosità. Nella foto una delle portate del ristorante Sjavarbarinn, un all you can eat di specialità islandesi.

8 – Ammirare le cascate Gullfoss

Potenza, meraviglia e impetuosità. Queste cascate sono uno spettacolo da non perdere!

Immagini da http://it.visiticeland.com

 

Stelle, sulle Dolomiti sono più vicine

Cosa c’è di più magico di una notte di stelle?  Abbiamo provato ad addormentarci sotto un cielo stellato d’estate, in spiaggia, ma a tarda notte l’umidità iniziava a salire e abbiamo battuto ritirata. Come sarebbe possibile guardarle in montagna, con il gelo della notte? La sera, in montagna, dopo una buona sciata o una bella camminata, si è soliti ritirarsi a casa, in hotel e godersi il tepore di una buona cena, in totale relax. Ma come sarebbe invece guardare le stelle fino a quando gli occhi si chiudono?

Era il sogno di Raniero Campigotto, gestore del rifugio Col Gallina, che ha deciso di renderlo possibile grazie a una bellissima struttura in legno e vetro, la Starlight Room Dolomites. Per arrivare qui è necessario utilizzare una motoslitta o le ciaspe, risalendo una pendenza circondata dagli splendidi Monti Pallidi e incantata dalla vista delle Dolomiti che la sera si tingono di rosa. Arriverete a una splendida struttura mobile, realizzata interamente dagli artigiani locali.

All’interno della Starlight Room vi attendono tutti i comfort come riscaldamento regolabile, un caldo pigiamone, deliziosi cioccolatini e una degustazione di grappe. Il letto, a una piazza e mezzo ruota secondo le vostre esigenze, mostrandovi la porzione di cielo e panorama che volete ammirare.

Hotel di ghiaccio: i 5 migliori del mondo e perché andarci

Se vi doveste stancare delle stelle, potreste guardare un film o sentire della musica, grazie ai dispositivi di cui la stanza è dotata. Il bagno è esterno e la colazione e la cena inclusi nel prezzo (300 euro a notte) saranno a vostra disposizione presso il rifugio Col Gallina, con un ricco menu di piatti tipici, dall’antipasto al dessert.

Ci troviamo a pochi chilometri da Cortina, in una location esclusiva e genuina allo stesso tempo, perfetta per godere al meglio dello splendido cielo stellato e delle vette innevate che caratterizzano le notti sulle Dolomiti. Per informazioni e prenotazioni, Rifugio Col Gallina, tel. 0436.29.39\ 339.44.25.105.

Foto di Giacomo Pompanin